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	<title>Filomena Brancaccio, Mydreams.it&#039;s Authors</title>
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		<title>Napoli- Oz- canto per un regno usurpato- di Rosalba Di Girolamo la nostra recensione</title>
		<link>https://www.mydreams.it/napoli-oz-canto-per-un-regno-usurpato-di-rosalba-di-girolamo-la-nostra-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli- Oz- canto per un regno usurpato&#8211; è andato in scena in prima assoluta al Maschio Angioino di Napoli nell’ambito della rassegna “Estate a Napoli 2026” organizzata dal Comune di Napoli. Una rilettura contemporanea della favola di Oz tratta dal film muto del 1925 “The Wizard of Oz” di Larry Semon ,produzione Babayaga Teatro, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><em>Napoli- Oz- canto per un regno usurpato</em>&#8211; è andato in scena in prima assoluta al Maschio Angioino di Napoli nell’ambito della rassegna “Estate a Napoli 2026” organizzata dal Comune di Napoli.<br />
Una rilettura contemporanea della favola di Oz tratta dal film muto del 1925<em> “The Wizard of Oz</em>” di <strong>Larry Semon</strong> ,produzione <em>Babayaga Teatro</em>, con la direzione artistica di <strong>Rosalba Di Girolamo</strong>.<br />
“<em>Ho interiorizzato questo film fin da piccola</em> – ha sottolineato <strong>Rosalba Di Girolamo</strong> &#8211;<em> cogliendone la delicatezza, il significato profondo, il concetto di libertà, di amore, di amicizia , di onestà, di coraggio, veicolando questi</em><br />
<em>concetti nella mia messa in scena del Mago di Oz attraverso le arti visive, la musica, la forza delle parole che ci fanno riflettere sulle ingiustizie sociali sempre più dilaganti ,in primis le guerre contro popolazioni inermi&#8221;.</em><br />
Lo spettacolo mette in risalto l’eterna lotta tra bene e male, tra libertà e pregiudizi, focalizzandosi sul desiderio insito in ognuno di noi di un mondo migliore, senza conflitti, guerre, rivendicazioni, perché la<br />
soluzione è quella di munirsi di intraprendenza, amore e di un cervello pensanti.<br />
Il potere oggi è fondato su false verità di facciata, compito di tutti noi è quello di andare oltre le apparenze e cercare la verità.<br />
Compito dell’ arte, della cultura è quello di favorire questo processo di trasformazione, aprire le coscienze sopite, allontanarci dalle tenebre e dal buio, ispirare nuove e consapevoli riflessioni sulla realtà contemporanea.<br />
La strada da percorrere per il raggiungimento della verità è tutta in salita, in quanto ci tocca combattere contro tre giganti: l’ ingiustizia, la paura, l’ignoranza (Miguel Cervantes).<br />
<em>Napoli – Oz</em> è riuscito a calamitare l’ attenzione del pubblico, restando in contatto costante, facendo del racconto e della scena lo spazio comune, aprendoci alla luce e alla consapevolezza. Compito degli artisti in scena è<br />
stato quello di creare una potente commistione tra pensiero antico e moderno, affidandosi al potere evocativo delle immagini, della musica , delle parole tratte dal libro della scrittrice Katia Savenko sugli orrori e<br />
ingiustizie della guerra.<br />
Una nota di rilievo per il contributo della cantante italo-srilankese <strong>Sara Vanderwert</strong> che ha interpretato magnificamente brani della tradizione quali<em> “l’ erba cattiva”</em> di <strong>Enzo Gragnaniello</strong> ,<em> “Carmela”</em>, <em>“Palummella</em><br />
<em>zompa e vola”</em>, la tarantella <em>“Oi mamma cà mò vene”</em> dalla Gatta Cenerentola del maestro<strong> Roberto De Simone,</strong> accompagnata dal talentuoso maestro A<strong>ntonio Della Ragione</strong> e <strong>Pier Paolo Polcar</strong>i.<br />
Ciò che emerge dalla messinscena del Mago di Oz è la cura che <strong>Rosalba Di Girolamo</strong> ha sempre riservato al suo lavoro, il rigore professionale che<br />
esula da mode del momento e da facili- abusate scorciatoie, ma che aspira alla ricerca della verità e onestà intellettuali. Il suo teatro, che cerca sempre di veicolare messaggi forti , può definirsi a pieno titolo<br />
ideologico per la denuncia di ingiustizie sociali e pragmatico in quanto usa la scena come strumento di cura e incontro reale con il pubblico.<br />
Da vedere</p>
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		<item>
		<title>Carmina Desimoniana in scena nel Palazzo Reale di Napoli nell&#8217;ambito del Campania Teatro Festival</title>
		<link>https://www.mydreams.it/carmina-desimoniana-in-scena-nel-palazzo-reale-di-napoli-nellambito-del-campania-teatro-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 18:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carmina Desimoniana, concerto per voci e 17 elementi orchestrali, è andato in scena nel Palazzo Reale di Napoli nell&#8217;ambito del Campania Teatro Festival. Testi e musiche del Maestro Roberto De Simone, recentemente scomparso, con Annamaria Colasanto, Raffaele Converso, Maria Letizia Gorga, Giovanni Mauriello. Voce recitante Franco Giovanni Iavarone. Direttore-concertatore Alessandro De Simone. Produzione Associazione Roberto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p class="isSelectedEnd"><em>Carmina Desimoniana</em>, concerto per voci e 17 elementi orchestrali, è andato in scena nel <strong>Palazzo Reale di Napoli</strong> nell&#8217;ambito del <strong>Campania Teatro Festival</strong>. Testi e musiche del Maestro <strong>Roberto De Simone</strong>, recentemente scomparso, con <strong>Annamaria Colasanto</strong>, <strong>Raffaele Converso</strong>, <strong>Maria Letizia Gorga</strong>, <strong>Giovanni Mauriello</strong>. Voce recitante <strong>Franco Giovanni Iavarone</strong>. Direttore-concertatore <strong>Alessandro De Simone</strong>. Produzione <strong>Associazione Roberto De Simone</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd"><em>«Il concerto ha l&#8217;intento</em> – ha dichiarato il Maestro <strong>Alessandro De Simone</strong> – <em>di far conoscere alle nuove generazioni il valore e l&#8217;importanza che ha avuto il maestro <strong>Roberto De Simone</strong> nel panorama artistico nazionale e internazionale. È la prima volta che viene presentato al pubblico e vuole rappresentare la summa del pensiero e delle sue creazioni musicali. L&#8217;associazione, creata con il Maestro nel 2024, ha il compito di portare avanti, non senza difficoltà, l&#8217;enorme patrimonio che <strong>De Simone</strong> ci ha lasciato».</em></p>
<p class="isSelectedEnd">Un patrimonio di grande valore storico, purtroppo sottovalutato per lungo tempo per incuria e leggerezza. La musica popolare lo ha sempre appassionato e per questo <strong>Roberto De Simone</strong> ha fatto meticolose ricerche, scoprendo la funzione catartica che aveva il canto popolare nel mondo contadino. Purtroppo c&#8217;è stata, ed è tuttora in corso, una depauperazione e conseguente sparizione della comunità agro-pastorale. <strong>Pasolini</strong> fu il primo a capirlo e a denunciare il fenomeno.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>De Simone</strong> non ha avuto in vita quel giusto riconoscimento che avrebbero meritato le sue ricerche antropologiche, prova fra tutte il fatto che abbia cercato di realizzare, senza riscontro, causa dissidi con gli organi preposti, il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari della Campania.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Roberto De Simone</strong> è stato un compositore anomalo che ha avuto l&#8217;intuito di mescolare i vari generi musicali, creando un&#8217;originale contaminazione e coesione tra musica popolare e quella colta del Settecento napoletano, tra contemporaneità e tradizioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli ottimi e qualificati artisti scelti per il concerto, <strong>Giovanni Mauriello</strong>, <strong>Annamaria Colasanto</strong>, <strong>Raffaele Converso</strong>, <strong>Maria Letizia Gorga</strong>, <strong>Franco Giovanni Iavarone</strong>, hanno lavorato tutti con il Maestro <strong>De Simone</strong>. <strong>Giovanni Mauriello</strong> è stato, con altri colleghi, elemento fondamentale della <strong>Nuova Compagnia di Canto Popolare</strong> voluta dal Maestro <strong>De Simone</strong>, interprete della <em>Gatta Cenerentola</em>, che è stata portata in tournée in tutto il mondo, del <em>Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini</em> e di altre opere del Maestro.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Annamaria Colasanto</strong> ha partecipato a svariate produzioni teatrali di rilievo, tra le quali: <em>La festa di Montevergine</em>, <em>Liolà</em> con <strong>Ranieri</strong>, <em>Masaniello</em> di <strong>Tato Russo</strong>, <em>La Gatta Cenerentola</em> di <strong>De Simone</strong>, e altre produzzioni che le hanno permesso di essere conosciuta anche all&#8217;estero per la sua inconfondibile voce e professionalità.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Raffaele Converso</strong>, musicista, cantante, attore, è profondo conoscitore e amante della musica popolare che ha sempre sostenuto. <strong>Maria Letizia Gorga</strong>, cantante-attrice, ha avuto ruoli di rilievo in molte produzioni cinematografiche.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il concerto ha avuto inizio con la magnifica <em>Iesce sole</em>, brano della <em>Gatta Cenerentola</em>, con <strong>Maria Letizia Gorga</strong>; poi <strong>Giovanni Mauriello</strong> con <em>Maronna non è chiù lu tiempo antico</em>, nel repertorio della <strong>Nuova Compagnia di Canto Popolare</strong>; poi <em>Vurria addeventare pesce d&#8217;oro</em> con <strong>Converso</strong> e <strong>Mauriello</strong>, tratto da <em>Mistero Napoletano</em>; <em>La sciorta &#8216;ca &#8216;ngrata</em>, corale; <em>Rosa d&#8217;argento, rosa d&#8217;amore</em>; <em>La quadrana</em>, corale; <em>Nenna mia</em> con la <strong>Colasanto</strong>, dalle sorprendenti e delicate note vocali.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Converso</strong> ha deliziato il pubblico con un suo irriverente <strong>Pulcinella</strong>, seguito da una coinvolgente tarantella per sola orchestra.</p>
<p class="isSelectedEnd">È stato proiettato il filmato della scena delle ingiurie tratto dalla prima edizione della <em>Gatta Cenerentola</em> (favola in musica che descrive un mondo immaginario popolare), con <strong>Isa Danieli</strong>, <strong>Franco Iavarone</strong>, <strong>Virgilio Villani</strong>, <strong>Antonella D&#8217;Agostino</strong> e altri.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Franco Iavarone</strong> ha interpretato durante la serata <em>Asso &#8216;e bastone</em>, il personaggio della <em>Gatta Cenerentola</em> di quarant&#8217;anni fa. La <strong>Colasanto</strong> con la <em>Villanella di Cenerentola</em>, seguita da uno scoppiettante <em>Miao miao cucurucù</em>, interpretato dai quattro artisti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ancora <em>Che se magnai la zita la primma sera</em>, poi <em>La canzone del femminiello</em>, sempre dalla <em>Gatta Cenerentola</em>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un suggestivo finale con il <em>Libera me Domine</em>, con tutti gli artisti, tratto dal <em>Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini</em>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Uno spettacolo coinvolgente, di qualità, che ha coinvolto il pubblico in sala, applaudito ripetutamente.</p>
<p>Da ripetere.</p>
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		<item>
		<title>Presentata la stagione 2026/27 del Teatro Sannazaro</title>
		<link>https://www.mydreams.it/presentata-la-stagione-2026-27-del-teatro-sannazaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:38:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stata presentata alla stampa, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, la stagione teatrale 2026/27 del Teatro Sannazaro. All’incontro erano presenti il sindaco Gaetano Manfredi, l’assessora al Turismo Teresa Armato, la dottoressa Maria Caputo (responsabile per il rilancio e le strategie di sviluppo della Mostra d’Oltremare), l’amministratore delegato del Teatro Sannazaro Salvatore Vanorio e l’attrice [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p data-start="179" data-end="301">È stata presentata alla stampa, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, la stagione teatrale 2026/27 del Teatro Sannazaro.</p>
<p data-start="303" data-end="609">All’incontro erano presenti il sindaco <strong>Gaetano Manfredi</strong>, l’assessora al Turismo <strong>Teresa Armato</strong>, la dottoressa<strong> Maria Caputo</strong> (responsabile per il rilancio e le strategie di sviluppo della Mostra d’Oltremare), l’amministratore delegato del Teatro Sannazaro <strong>Salvatore</strong> <strong>Vanorio</strong> e l’attrice e regista <strong>Lara Sansone</strong>.</p>
<p data-start="672" data-end="1309"><em>«Siamo orgogliosi –</em> ha esordito la dottoressa <strong>Maria Caputo</strong> – d<em>i aver contribuito, grazie alla collaborazione tra le varie istituzioni, alla rinascita dello storico Teatro Sannazaro dopo il terribile incendio del 17 febbraio, che ha lasciato amarezza e sgomento in tutti noi. Dopo la tragedia ci siamo subito attivati per cercare di salvare la programmazione 2026/27 del Sannazaro, proponendo ai proprietari di svolgere la loro attività teatrale al Teatro Mediterraneo di Napoli. Il risultato raggiunto è altamente soddisfacente, perché la Mostra ha ripreso appieno le attività: dal teatro allo sport, dalla musica al settore fieristico».</em></p>
<p data-start="1311" data-end="1841">«<em>Il 17 febbraio 2026 è scolpito nella nostra memoria</em> – ha dichiarato <strong>Teresa Armato</strong> –<em> in quanto il Sannazaro, teatro storico della città, non c’era più. Dal primo momento siamo stati vicini alla famiglia Sansone, cercando di salvare la programmazione 2026/27 con lo snellimento della burocrazia che spesso allunga i tempi di realizzazione di un progetto. Questa è una giornata importante perché crediamo nel valore della cultura come motore di sviluppo e come strumento capace di generare economia e valorizzazione del territorio».</em></p>
<p data-start="1910" data-end="2407"><em>«Quella che all’inizio era un’idea</em> – ha dichiarato il sindaco <strong>Gaetano Manfredi</strong> – <em>si è concretizzata oggi con successo, per permettere al Sannazaro di continuare la sua attività. Con il contributo ministeriale, che ringraziamo, siamo impegnati nella ricostruzione del teatro in sinergia con altre istituzioni. Stiamo lavorando a un progetto di rigenerazione della Mostra d’Oltremare e il Teatro Mediterraneo, con i suoi 815 posti, funge da trampolino di lancio e viatico per il futuro della città»</em>.</p>
<p data-start="2445" data-end="2976"><em>«Questo risultato che oggi si concretizza</em> – ha dichiarato<strong> Sasà Vanorio</strong> – <em>è un chiaro esempio che noi napoletani, quando ci impegniamo, riusciamo a raggiungere gli obiettivi. Per noi è una sfida e allo stesso tempo un’occasione per far conoscere alla città questa splendida struttura che merita più attenzione. Lara Sansone è una donna forte e determinata che ha realizzato in poco tempo la programmazione 2026/27. Le nostre produzioni vanno avanti nonostante le difficoltà. Con amore e passione affronteremo questo anno sabbatico».</em></p>
<p data-start="3036" data-end="3476"><em>«Il nostro è un centro lavorativo complesso</em> – ha sottolineato <strong>Lara Sansone</strong> – e <em>le maestranze sono desiderose di andare avanti nonostante le difficoltà. Abbiamo a disposizione due sale teatrali per la programmazione: oltre al Teatro Mediterraneo, abbiamo preso in gestione anche il TIN, che si trova ai Tribunali, in Vico del Fico al Purgatorio ad Arco, dopo la prematura scomparsa del regista, attore e direttore artistico Gianni Sallustro.</em></p>
<p data-start="3478" data-end="3853">I 32 spettacoli in cartellone seguono le nostre linee guida, ispirate alla tradizione e alla contemporaneità. Il <em data-start="3591" data-end="3597">TINy</em> (dal termine inglese “piccolo”) accoglierà spettacoli più raccolti e raffinati. Il nostro teatro era molto seguito da turisti italiani e stranieri, e la scelta di acquisire il TIN nasce anche dall’esigenza di mantenere vivo questo legame con il pubblico».</p>
<p data-start="3881" data-end="4065">La programmazione prenderà il via il <strong data-start="3918" data-end="3932">16 ottobre</strong> al Teatro Mediterraneo con <em data-start="3960" data-end="3977">“Cafè Chantant”</em>, scritto e interpretato da Lara Sansone, spettacolo evergreen molto amato dal pubblico.</p>
<p data-start="4067" data-end="4159">Segue il <strong data-start="4076" data-end="4090">22 ottobre</strong> <em data-start="4091" data-end="4119">“Qualcosa è andato storto”</em>, scritto e diretto da Carlo Buccirosso.</p>
<p data-start="4161" data-end="4208">Il <strong data-start="4164" data-end="4178">6 novembre</strong> sarà la volta di Peppe Barra.</p>
<p data-start="4210" data-end="4292">Il <strong data-start="4213" data-end="4227">3 dicembre</strong> andrà in scena <em data-start="4243" data-end="4275">“Finché giudice non ci separi”</em> con Biagio Izzo.</p>
<p data-start="4294" data-end="4366">Il <strong data-start="4297" data-end="4312">15 dicembre</strong> Massimiliano Gallo presenterà <em data-start="4343" data-end="4365">“Lettera ad Eduardo”</em>.</p>
<p data-start="4368" data-end="4444">Il <strong data-start="4371" data-end="4385">22 gennaio</strong> sarà il turno di <em data-start="4403" data-end="4423">“Sorelle d’Italia”</em> di Stefano Amatucci.</p>
<p data-start="4446" data-end="4578">Il <strong data-start="4449" data-end="4461">20 marzo</strong> tornerà un grande classico del Sannazaro: <em data-start="4504" data-end="4518">“Masaniello”</em>, con la regia di Lara Sansone e un nutrito cast di artisti.</p>
<h2 data-section-id="i1ja8r" data-start="4580" data-end="4615">Il TINy e gli altri appuntamenti</h2>
<p data-start="4617" data-end="4830">Al TINy si alterneranno, tra gli altri, Leopoldo Mastelloni, Luisa Amatucci, Graziano Piazza, Antonella Stefanucci, Lara Sansone, Antonella Prisco, Ingrid Sansone, Benedetto Casillo, Mario Gelardi ed Ettore Nigro.</p>
<p data-start="4832" data-end="4921">Proseguiranno inoltre le <em data-start="4857" data-end="4879">“Prime di settimana”</em>, appuntamenti fissi della programmazione.</p>
<p data-start="4923" data-end="5012">Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale del Teatro Sannazaro.</p>
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		<item>
		<title>Le anime pezzentelle di Myriam Lattanzio viste da Filomena Brancaccio</title>
		<link>https://www.mydreams.it/anime-pezzentelle-di-myriam-lattanzio-viste-da-filomena-brancaccio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 14:17:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ album “Anime Pezzentelle” della cantautrice Miryam Lattanzio con la direzione artistica di Max Carola è stato presentato presso la sala Napule’s Power di Via Aniello Falcone di Napoli. Presenti Nando Misuraca editore e responsabile MEI Campania, Marina del Naia, la giornalista Manuela Ragucci, la giornalista Roberta D’Agostino, il produttore Claudio Poggia, il fotografo Riccardo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>L’ album “Anime Pezzentelle” della cantautrice Miryam Lattanzio con la direzione artistica di Max Carola è stato presentato presso la sala Napule’s Power di Via<br />
Aniello Falcone di Napoli.</p>
<p>Presenti Nando Misuraca editore e responsabile MEI Campania, Marina del Naia, la giornalista Manuela Ragucci, la giornalista Roberta D’Agostino, il produttore Claudio Poggia, il fotografo Riccardo Piccirillo.<br />
Questo disco è nato dopo 30 anni dal suo primo lavoro discografico nel quale la cantautrice ha dato vita con anima e corpo a 9 storie reali . Con questo album<br />
Miryam Lattanzio dà voce agli ultimi, agli invisibili, a quelli che non hanno più voce in questo mondo attraversato da guerre ingiuste e continue avversità.<br />
Il Titolo dell’ album “Anime pezzentelle” ci ricorda il culto secolare della tradizione popolare delle anime del purgatorio dell’ ipogeo della Chiesa di S.M. delle anime del<br />
Purgatorio ad Arco, che prevede l’adozione e la cura di teschi anonimi ,detti capuzzelle, ai quali si chiede aiuto e intercessione.</p>
<p>Il disco è un omaggio alla Città di Napoli , alla sua millenaria tradizione , alle sue profonde e insanabili criticità, al suo insanabile immobilismo, alla indifferenza e superficialità, al sentimento di amore e<br />
odio che vive chi ci abita e chi invece è andato via per scelta o per necessità.</p>
<p>In una epoca di falsità, di miti costruiti a tavolino, di mistificazioni , Miryam Lattanzio è una artistica animica, autentica, viscerale che con il suo accorato canto ci spinge a<br />
vedere e a guardare le cose nella loro essenza, ad andare oltre la superficialità.<br />
Durante la presentazione l’ artista ha omaggiato il pubblico con alcuni brani tra i quali “Dalla parte sbagliata”, il racconto di chi ha commesso degli errori nella vita e<br />
ne paga le pesanti conseguenze, del popolo fantasma che vive per strada, ai margini della società.</p>
<p>Ha poi interpretato “Nisciuno” che è una denuncia sulla mancanza di diritti e mancata visibilità di tanti che svendono la loro vita per poco o niente.</p>
<p>Il tema è stato trattato nel suo spettacolo teatrale &#8220;Na casa e’ masculo cu a mubilia e<br />
femmena” con Pasquale Ferro.</p>
<p>Ha interpretato “Sangennà “ che è una accorata invocazione al nostro santo protettore per fermare il fenomeno di violenza che ci accompagna, alle ingiustizie che sono sempre più dilaganti.<br />
Altri brani fanno parte dell’ album: <em>“Lupe e lupesse”, “S’aspetta”, “Pe doie </em><em>rammere”, “Chesta Città”, “Fravecature”, “A chi a cantamme”</em>.<br />
E’ stato proiettato in anteprima il video della canzone “Sangennà” con la regia di Giulio Tammaro, interpretato dal compianto attore- regista ,direttore del TIN e fondatore dell’ Accademia vesuviana del cinema e teatro di Ottaviano, Gianni<br />
Sallustro recentemente scomparso.<br />
&#8220;Anime pezzentelle&#8221; è un punto di svolta della maturità artistica di Miryam Lattanzio , nel quale – come ha dichiarato la giornalista Roberta D’ Agostino – estetica e contenuti si accompagnano e si fondono in uno connubio perfetto, tra tradizione e<br />
contemporaneità, ricco di nuove e inedite sonorità , affidate al chitarrista Max Carola.<br />
La serata si è chiusa con l’ esibizione di un gruppo di donne della tammorra che fanno parte del centro A.R.C.A.S. di Napoli .<br />
&#8220;Anime pezzentelle&#8221; è un album da ascoltare che ti cattura già dal primo ascolto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Al teatro Cortese di Napoli “Quanno pazziavo ò strummolo” di Raffaele Viviani</title>
		<link>https://www.mydreams.it/al-teatro-cortese-di-napoli-quanno-pazziavo-o-strummolo-di-raffaele-viviani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Il mio è un umile e sentito tributo &#8211; ha sottolineato Gianni Caputo- all’arte di Raffaele Viviani vero monumento nel panorama artistico napoletano del primo 900. Ho lavorato per oltre un anno alla preparazione di questo spettacolo che per me è come un figlio ed è mio desiderio portarlo in giro nei teatri per non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><i><span style="font-weight: 400;">«Il mio è un umile e sentito tributo </span></i><span style="font-weight: 400;">&#8211; ha sottolineato Gianni Caputo- </span><i><span style="font-weight: 400;">all’arte di Raffaele Viviani vero monumento nel panorama artistico napoletano del primo 900. Ho lavorato per oltre un anno alla preparazione di questo spettacolo che per me è come un figlio ed è mio desiderio portarlo in giro nei teatri per non farlo cadere nel dimenticatoio».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nelle opere di Viviani non ci sono eroi, né superuomini ma una serie di personaggi reietti, invisibili , ultimi, ripresi dalla vita popolare napoletana: mendicanti, spazzini, guappi di cartone, lavandaie, accomunati dalla povertà, dalla fame atavica  senza però mai perdere la dignità. Le tematiche trattate sono la disoccupazione, l’ emarginazione sociale,  la miseria, l’amore non corrisposto ,raccontate senza giudizio né commiserazione o compiacimento alcuno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gianni Caputo ha saputo con disinvoltura e maestria professionali  alternare il tono disimpegnato e canzonatorio a quello di sofferenza e amarezza, di sconfitta, di tenerezza e malinconia ora servendosi  della prosa o  del canto  o dei versi del grande Raffaele Viviani. Un registro emotivo vario e toccante che ha calamitato l’ attenzione del pubblico in sala.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ artista con “O’ Sapunariello” ha raccontato di come, per sfuggire ai morsi della fame, meglio il carcere che ti consente una vita agiata lontano dagli stenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’omme sbagliato” del 1931 di un orfano senza amore, un uomo invisibile vittima del destino che si è accanito contro di lui.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“O’ carre dè disoccupate” racconta con ironica  filosofia del popolo napoletano che anche nella disgrazia riesce a farsene una ragione e a non soccombere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Fravecature” del 1930 di una disgrazia sul lavoro con toni accorati e realistici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi Gianni Caputo ha interpretato “O scupatore”, “Piscature”,”A carruzzella”, “Tarantella segreta”, “Arete e’ llastre”,” Ombre e addore”,  la frizzante “Piererotta, la magia e la precarietà dell’ amore con “Cose ‘mpruvvisate”, ”O guappo nammurate”, “ Primitivamente” sulla bellezza della vita in campagna, “ Lavannarè” sulle lusinghe dell’ amore carnale, “Guaglione” sulla infanzia di Viviani. Poi la celeberrima “Bammenella “ su  i rischi della vita di strada. Con “ Fatalità” racconta la precarietà della vita e il destino già segnato che accomuna tutti gli uomini. “ Cuncetti cuncetti” canzone  a dispetto sull’ amore perduto.” Marì- Rafè” della corrispondenza tra Viviani e la moglie che si amavano di un amore profondo e duraturo; “ Si vide all’ animale” una condanna della ferocia e prepotenza degli esseri umani; “Lilorgio” e “Quann aucielle” scritte in prossimità della morte di Viviani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella poesia “Pate e figlio” vuole dissuadere il figlio Vittorio dall’ intraprendere la via della professione artistica perché lastricata di ostacoli e sacrifici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con questo lavoro l’artista Gianni Caputo assurge di diritto a custode e garante della tradizione napoletana ,  della memoria collettiva di un popolo che da sempre spicca nel panorama artistico nazionale e non solo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La musica ,elemento integrante e insostituibile nelle opere di Viviani è stata affidata ai maestri Daniele Esposito e Pierpaolo Iermano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo spettacolo si chiude sulle note festose di “ Sta festa o sai nasce e more ‘cca” tratta dalla “festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani che celebre la festa della Madonna del Carmine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da vedere.</span></p>
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		<title>Anime Pezzentelle l’ultimo album di Myriam Lattanzio con la direzione artistica di Max Carola</title>
		<link>https://www.mydreams.it/anime-pezzentelle-lultimo-album-di-myriam-lattanzio-con-la-direzione-artistica-di-max-carola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Anime Pezzentelle” l’ultimo album pubblicato dalla cantante autrice Myriam Lattanzio con la direzione artistica di Max Carola. Il titolo ricorda il culto di secolare tradizione popolare delle anime del Purgatorio dell’ ipogeo della Chiesa di S.M. delle anime del Purgatorio ad Arco, che prevede l’ adozione e la cura di teschi anonimi, detti capuzzelle, ai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><em>“Anime Pezzentelle”</em> l’ultimo album pubblicato dalla cantante autrice Myriam Lattanzio con la direzione artistica di Max Carola.</p>
<p>Il titolo ricorda il culto di secolare tradizione popolare delle anime del Purgatorio dell’ ipogeo della Chiesa di S.M. delle anime del Purgatorio ad Arco, che prevede l’ adozione e la cura di teschi anonimi,<br />
detti capuzzelle, ai quali si chiede aiuto e intercessione.<br />
Con il suo album l’ autrice si fa portavoce di una vera e propria denuncia sociale, schierandosi dalla parte degli ultimi, degli invisibili, di quelli che non hanno più voce.<br />
Con la grinta e passione, con una energia primitiva, che la caratterizzano da sempre veicola un messaggio forte, servendosi allo stesso tempo della poesia e delicatezza, pur trattando una materia sociale complessa, incandescente.<br />
La sua voce graffiante e intensa riesce a essere coinvolgente, perché con la musica si riesce a dire ciò che con le semplici parole non si riesce ad esprimere appieno.L’<br />
artista ha un forte senso di appartenenza alla nostra città e alle nostre tradizioni teatrali e musicali che fanno parte del nostro dna.<br />
Il suo percorso professionale , iniziato negli anni 90 è molto articolato, ricco di esperienze e successi , ma anche di ostacoli che non sono mancati. Ma la sua forte<br />
passione e determinazione, l’insopprimibile bisogno di esternare il suo complesso mondo interiore l’ hanno spinta a fare sempre meglio.<br />
Ricco è il suo curriculum professionale: nel 95 vincitrice del Premio Recanati, nel 98 al festival BenGiò di Benevento, nel 2004 vince al Bielle Festival, poi il festival di<br />
Napoli Piedigrotta 2008 e altri riconoscimenti importanti.</p>
<p>Ha scritto molto per il teatro, tra i suoi successi: <em>Femmena</em> con Nunzia Schiano e <em>Donne Madonne</em>.<br />
L’ album <em>“Anime pezzentelle&#8221;</em> rappresenta un traguardo importante per Myriam Lattanzio, un punto di svolta, manifesto e frutto della sua maturità artistica e<br />
personale.<br />
L’ album ha il suo incipit con “Sangennà” che è una accorata invocazione al nostro santo protettore per fermare il dilagante fenomeno dello spargimento di sangue, dello sfruttamento del lavoro nelle molte fabbriche abusive, delle donne maltrattate e sfruttate, del dilagare della endemica violenza, della morte di migliaia di bambini vittime innocenti delle guerre.</p>
<p>Sacro e profano sono elementi antitetici e fondamentali che caratterizzano le sue canzoni e i suoi spettacoli come nel caso di<br />
<em>“Donne e Madonne”</em>.<br />
<em>“D’a parte sbagliata “</em> è il racconto di chi ha commesso degli errori nella vita e ne paga le pesanti conseguenze, del popolo fantasma che vive per strada per scelta o<br />
indigenza.</p>
<p><em>“Lupe e Lupesse”</em> è una tammurriata sulla ferocia e tracotanza di una distorta forma di potere che detta legge .<br />
<em>“S’ aspetta”</em> è un inno alla bellezza delle piccole cose spesso ignorate, di un raggio di sole dopo la tempesta, di un sorriso inaspettato, del miracolo della nascita di un<br />
seme, di una risata sincera, di una parola che parte dal cuore.<br />
<em>“Pe ddoie rammere”</em> è una considerazione sulla inutilità e ingiustizia di morire per niente, sul fenomeno dell’ immigrazione e sfruttamento di poveri esseri umani non<br />
sempre ben accolti.<br />
<em>“Chesta città</em>” vuole essere un monito alla nostra città che è cambiata profondamente in peggio negli ultimi anni nell’ indifferenza generale.<br />
<em>“Nisciuno”</em> è una denuncia sulla mancanza di diritti e mancata visibilità di tanti sfortunati che svendono la loro vita per poco o niente.</p>
<p>Il tema è stato trattato nel suo spettacolo per il teatro: &#8220;Na casa e’ masculo cu a mubilia e femmena “ con Pasquale Ferro.<br />
<em>“ Fravecature”</em> è una canzone ispirata al capolavoro di Raffaele Viviani sulla speculazione delle vite umane nell’ ambito dei cantieri edili e sulle sempre più<br />
frequenti morti .<br />
<em>“ A chi a cantamme”</em> è una canzone sulle molte facce e ruoli che la donna rappresenta nella società, sul suo desiderio di essere libera dagli stereotipi e schemi<br />
precostituiti che hanno fatto il loro tempo!<br />
Il progetto dell’ album <em>“Anime pezzentelle”</em> è impreziosito da una mappatura sonora di rilievo che ben sostiene e completa una materia emotiva così forte e complessa.<br />
Sotto la direzione di Max Carola musicisti d’ eccezione :<em>Marco di Palo, Francesco di</em><br />
<em>Cristoforo, Roberto Trenca, Michele Maione, Jennà Romano, Massimo Mollo</em> e la<br />
partecipazione di Paese mio bello( G<em>ianni Lamagna, Patrizia Spinosi, Lello Giulivo,</em><br />
<em>Anna Spagnolo) Paolo Shaone Romano, Antonella Maisto</em>.<br />
Un album da ascoltare e riascoltare per il suo profondo senso che ti cattura già dal primo ascolto!</p>
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		<title>Presentato il Comitato raccolta fondi per la ricostruzione del Teatro Sannazaro di Napoli</title>
		<link>https://www.mydreams.it/presentato-il-comitato-raccolta-fondi-per-la-ricostruzione-del-teatro-sannazaro-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La conferenza stampa di presentazione del Comitato raccolta fondi per la ricostruzione del Teatro Sannazaro si è svolta nella sala degli specchi dello storico Gran Caffè Gambrinus di Napoli. Presenti il sindaco Manfredi, Luigi la Rocca rappresentante del Ministero della Cultura, Ninni Cutaia assessore alla Cultura della regione Campania, il notaio Falconio, Salvatore Vanorio, Lara [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>La conferenza stampa di presentazione del Comitato raccolta fondi per la ricostruzione del Teatro Sannazaro si è svolta nella sala degli specchi dello storico<br />
Gran Caffè Gambrinus di Napoli.</p>
<p>Presenti il sindaco Manfredi, Luigi la Rocca rappresentante del Ministero della Cultura, Ninni Cutaia assessore alla Cultura della regione Campania, il notaio Falconio, Salvatore Vanorio, Lara Sansone.</p>
<p><em>“Bisogna evitare speculazioni e fare chiarezza sull’ incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro e parte degli appartamenti limitrofi</em> – ha esordito così Salvatore<br />
Vanorio- <em>tragedia che ha destato molto scalpore e sofferenza, anche se tuttora non si conoscono le cause che hanno scatenato l’ incendio. </em></p>
<p><em>Non siamo in grado di ricostruire materialmente il Teatro, per cui attualmente è stato reso Teatro pubblico.</em><br />
<em>Abbiamo avuto grande disponibilità da parte del sindaco Manfredi, del presidente della regione Campania Roberto Fico, dell’ assessore alla cultura della regione Campania  Cutaia, del ministro della cultura Alessandro Giuli, del prefetto</em><br />
<em>Michele di Bari che ha chiuso la trattativa con gli 11 proprietari per la cessione del Teatro Sannazaro.</em></p>
<p><em>Penso che il ministro Giuli</em> – ha continuato Vanorio- a<em>bbia fatto un </em><em>ottimo investimento perché il Teatro Sannazaro fa parte della straordinaria </em><em>tradizione teatrale napoletana che noi abbiamo portato avanti con concretezza e</em><br />
<em>amore in tutti questi anni dopo la scomparsa di Luisa Conte. </em></p>
<p><em>Abbiamo avuto </em><em>solidarietà da parte di tutti e raccolta fondi spontanei. </em></p>
<p><em>Stiamo cercando uno spazio </em><em>momentaneo per dare continuità al nostro</em> <em>lavoro bruscamente interrotto dopo l’ </em><em>incendio&#8221;.</em><br />
Il sindaco Manfredi ha assicurato che la ricostruzione del Teatro Sannazaro avverrà in tempi rapidi , grazie anche alla sintonia con le altre istituzioni che stanno<br />
supportando il progetto per far rinascere il Teatro della immensa attrice che fu Luisa Conte che negli anni 70 salvò il Teatro dall’ oblio e dall’ abbandono nel quale versava.</p>
<p>Inoltre ha espresso la volontà di confermare la continuità della gestione attuale del Teatro una volta ricostruito.<br />
Luigi La Rocca ha sottolineato la ferita che si è creata nella cultura di Napoli dopo l’ incendio del Sannazaro, anche se si è detto fiducioso dei risultati che non tarderanno a venire , in primis ci sarà una mostra a palazzo reale sulla storia del<br />
Teatro vero simbolo della nostra città che tutto il mondo ci invidia.<br />
L’assessore Cutaia ha sottolineato il lavoro encomiabile svolto da Salvatore Vanorio e Lara Sansone per essere riusciti in questi anni a coniugare in un unicum<br />
tradizione e innovazione, al fine di creare una entità unica nel panorama teatrale di Napoli.</p>
<p>Il notaio Falconio membro del Comitato che si è formato il cui presidente è Maurizio De Giovanni, ha sottolineato il ruolo del comitato che nasce in un ottica di sussidiarietà orizzontale al fine di restituire alla città il suo simbolo massimo vero<br />
propulsore della vita cittadina.<br />
Ha preso la parola la rappresentante del comitato inquilini dei palazzi adiacenti il Teatro che ha ringraziato per la grande solidarietà dimostrata da tutti per le persone<br />
che hanno perso la casa nell’ incendio e ha espresso il desiderio di essere maggiormente coinvolti nelle decisioni che si prenderanno in futuro.</p>
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		<title>L&#8217;arte spontanea sfida gli algoritmi: a Vico Equense nasce il progetto &#8220;Aequa Spont Art&#8221;</title>
		<link>https://www.mydreams.it/larte-spontanea-sfida-gli-algoritmi-a-vico-equense-nasce-il-progetto-aequa-spont-art/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 15:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al cineteatro spazio arte Aequa di Vico Equense si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto Aequa Spont Art. La giornalista Maria Consiglia Izzo ha sottolineato l’importanza del progetto, che attraverso  l’arte spontanea in tutte le sue molteplici forme (pittura, poesia, disegno, scultura, gastronomia, fotografia, street art e altro), si pone l’ intento di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Al cineteatro spazio arte Aequa di Vico Equense si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto Aequa Spont Art. </span><span style="font-weight: 400;">La giornalista Maria Consiglia Izzo ha sottolineato l’importanza del progetto, che attraverso  l’arte spontanea in tutte le sue molteplici forme (pittura, poesia, disegno, scultura, gastronomia, fotografia, street art e altro), si pone l’ intento di esaltare le caratteristiche, le risorse e tipicità del territorio dei Monti Lattari. La giornalista ha ricordato che sul sito di Aequa è stato creato un album degli artisti che possono presentare il loro progetto inedito e che per l’estate saranno scelti i più meritevoli per eventi sul territorio dei Monti Lattari. Sarà organizzato inoltre un Museo digitale e un festival delle arti spontanee.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo di Aequa Spont Art è una hub culturale multifunzionale fuori dagli schemi tra tradizione ed avanguardia nata allo scopo di promuovere  cultura, creatività, aggregando diverse realtà artistiche e sociali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bruno Alvino, presidente Soc. Coop. Cineteatro Aequa, ha ricordato che il progetto nasce dall’ idea collettiva dell’ impresa sociale che vede coinvolti la famiglia Verde (proprietari dell’ immobile), l’associazione “Teatro mio” e il direttore Giuseppe Nuzzo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La struttura , dopo una chiusura di oltre 40 anni, è tornata operativa da 4 anni grazie all’appoggio dell’ amministrazione comunale che  ha sempre supportato il progetto di riqualificazione della multisala.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello ha ricordato l’ importanza del progetto Aequa Spont Art che  per la realizzazione vede coinvolti molti partner del territorio che collaborano attivamente per la realizzazione dello stesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il centro Aequa ha sottolineato Lello Savarese (presidente associazione) si configura come una realtà sul territorio attraverso la quale ogni professionista contribuisce alla realizzazione del progetto culturale condiviso. Presenti sul palco Antonio Staiano, Giovanna Starace, Stefania Cascone che a vario titolo contribuiscono alla realizzazione dell’ ambizioso progetto. Il progetto nasce dal bisogno di creare condizioni di crescita e lavoro per giovani talenti grazie al supporto di imprenditori locali che si sono già distinti a livello internazionale per il loro lavoro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante la presentazione è stata confermata l’ importanza dell’ arte in tutte le sue forme e sfaccettature che è uno strumento di pace, di salute, di terapia spirituale per la sua capacità di avvicinarci al divino che è insito in ogni essere umano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il direttore generale direzione cultura regione Campania Rosanna Romano ha sottolineato l’ importanza del progetto che è stato approvato positivamente dalla Regione Campania che mira alla valorizzazione del territorio dei Monti Lattari patrimonio immateriale  che comprende tradizioni, espressioni orali, arti dello spettacolo, riti, festività, saperi artigianali e conoscenze che vanno tramandate di generazione in generazione. Il progetto è ben strutturato, autentico e propositivo, mira a fare inclusione  e autosostenibilità fino a diventare un festival stabile nel futuro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’accademico e direttore scientifico rivista Media Duemila Derrick de Kerckhove ha ricordato che la correlazione tra arte e scienza è tangibile e che il progetto Aequa Spont Art, grazie al supporto del web consente di estendere le informazioni a un numero elevato di persone  e può essere di immenso aiuto per far rimanere i giovani nel loro territorio attraverso nuovi percorsi lavorativi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La presentazione del progetto Aequa Spont Art si è conclusa con l’esibizione del gruppo folk “Terza classe” che nascono 14 anni fa come artisti di strada e che lavorano attivamente sul territorio e all’ estero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per ulteriori informazioni consultare il sito <a title="" href="https://www.aequa.it/" target="_blank" rel="noopener">Aequa.it</a></span></p>
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		<title>Tartufo di Molière al teatro Sannazaro di Napoli con regia e rielaborazione di Michele Sinisi</title>
		<link>https://www.mydreams.it/tartufo-di-moliere-al-teatro-sannazaro-di-napoli-con-regia-e-rielaborazione-di-michele-sinisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 13:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mydreams.it/?p=63867</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tartufo di Molière al teatro Sannazaro di Napoli con Stefano Braschi, Gianni D’addario, Sara Drago, Marisa Grimaldo, Donato Paternoster, Bianca Ponzio, Marco Ripoldi, Michele Sinisi, Adele Tirante, regia e rielaborazione di Michele Sinisi. Tartufo è un uomo che riesce a entrare nelle grazie di Orgone ricco uomo d’ affari , che lo ospita nella sua [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><em>Tartufo</em> di Molière al teatro Sannazaro di Napoli con Stefano Braschi, Gianni D’addario, Sara Drago, Marisa Grimaldo, Donato Paternoster, Bianca Ponzio, Marco Ripoldi, Michele Sinisi, Adele Tirante, regia e<br />
rielaborazione di Michele Sinisi.<br />
Tartufo è un uomo che riesce a entrare nelle grazie di Orgone ricco uomo d’ affari , che lo ospita nella sua casa per ricompensarlo della sua<br />
fedeltà e amicizia.</p>
<p>Tartufo si spaccia per umile penitente, devoto oltremisura, la sua personalità è caratterizzata dalla duplicità scissa tra l’<br />
essere e l’apparire.</p>
<p>Con calcolo insidia la moglie di Orgone, ma allo stesso tempo mira a sistemarsi con Marianna la figlia del padrone.</p>
<p>La vera devozione non è fondata sulla vanità e non mira a compiacere gli altri, ma è basata sull’ umiltà vera : i veri devoti non si ergono a censori dell’<br />
operato altrui, ma lo comprendono e sono tolleranti.<br />
Tartufo ben presto si rivelerà, attraverso vari stratagemmi, un abile truffatore e spietato manipolatore che non si ferma davanti a nulla pur di<br />
portare a compimento i suoi loschi piani.<br />
<em>Tartufo</em> è un classico senza tempo, uno spaccato satirico della società dell&#8217;epoca di Molière che si ripete all’ infinito, che tanto somiglia al<br />
nostro attuale tempo, pieno di maschere e pochi volti.</p>
<p>In una società, sempre più dominata dal mero profitto, dove il vero e il falso sono divisi da labili confini, è sempre più difficile distinguere i ciarlatani dagli uomini<br />
giusti e onesti.</p>
<p>Tutto ciò porta a una profonda degradazione dei rapporti umani , dove i veri valori, quali fiducia, gentilezza, riconoscenza, amore,<br />
senso del dovere, si vanno sempre più perdendo a favore del materialismo esasperato, del doversi vendere a tutti i costi.<br />
Allo stesso tempo il Tartufo, nella trasposizione moderna di Michele Sinisi, è divertente, grottesco, irriverente, una metafora di un modello di<br />
vita ormai giunto a un punto di non ritorno.<br />
Nel Tartufo di Michele Sinisi i dialoghi e il ritmo serrati, caratterizzati da scambi verbali rapidi e concisi, aumentano il coinvolgimento del pubblico<br />
in sala, dando luogo a uno spettacolo dinamico, ipnotico, godibile, grazie alla eccellente scelta degli attori che ben caratterizzano i personaggi interpretati.</p>
<p>Dorina (la cameriera) saggia e risoluta , che cerca in tutti i modi di mettere in guardia Orgone dalle manipolazioni di Tartufo e di<br />
aiutare Valerio e Marianna, i due giovani innamorati. Tartufo, animato da<br />
passioni smodate e diaboliche.</p>
<p>Orgone vittima di se stesso, della sua ingenua e borghese mediocrità, del suo ancorarsi a un patriarcato ormai<br />
superato. La moglie di Orgone pratica e virtuosa.</p>
<p>Il figlio di Orgone la cui evidente difficoltà di espressione viene percepita come debolezza e fallimento.<br />
La trama del Tartufo in scena al Sannazaro si tinge di coloriture metafisiche che lasciano trapelare la natura tragica e fallace di Molière e<br />
della sua visione del mondo.</p>
<p>Uno spaccato sugli abissi inesplorati dell’ animo umano, anche se alla fine, come in tutte le commedie dell’ arte, la<br />
verità e il bene trionfano sul male e sulla menzogna.<br />
Ancora una volta il Sannazaro si conferma teatro di parola nella sua antichissima missione di occhio critico sulla contemporaneità di cui coglie<br />
luci e ombre.<br />
Un  spettacolare e insolito finale in omaggio a Molière chiude il Tartufo.</p>
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		<title>Edipo re di Sofocle al teatro TIN di Napoli con la regia di Gianmarco Cesario e con Gianni Sallustro protagonista</title>
		<link>https://www.mydreams.it/edipo-re-di-sofocle-al-teatro-tin-di-napoli-con-la-regia-di-gianmarco-cesario-e-con-gianni-sallustro-protagonista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 14:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Edipo re di Sofocle al teatro TIN di Napoli con la regia di Gianmarco Cesario, una produzione Talentum Production di Marcello Radano in collaborazione con l’ Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema. In scena Gianni Sallustro, Mario Brancaccio, Simona Esposito, Nicla Tirozzi, Vincenzo Merolla, Ciro Pellegrino, Tommaso Sepe, Stefania Vella e il coro dei ragazzi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><em>Edipo re</em> di Sofocle al teatro TIN di Napoli con la regia di Gianmarco Cesario, una produzione Talentum Production di Marcello Radano in<br />
collaborazione con l’ Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema.</p>
<p>In scena Gianni Sallustro, Mario Brancaccio, Simona Esposito, Nicla Tirozzi, Vincenzo Merolla, Ciro Pellegrino, Tommaso Sepe, Stefania Vella e il coro<br />
dei ragazzi dell’ Accademia il cui direttore è Gianni Sallustro.<br />
L ‘ idea registica di ambientare la storia sofoclea nell’ attuale mondo  gitano intriso di tradizioni e sofferenza è stata vincente.<br />
Edipo re scopre , dopo aver interpellato l’ indovina Tiresia, di aver ucciso involontariamente il padre (Laio) e di aver sposato la madre Giocasta.<br />
Uno spaccato della umana fragilità che caratterizza l’ uomo da sempre, dominato dal destino, in quanto è solo un illusione quella di essere<br />
padroni della propria vita (libero arbitrio), caratterizzata da eventi ingovernabili.</p>
<p>Edipo è andato contro l’ ordine sociale ( uccidendo il padre e giacendo con la madre) e deve pagare per questo.<br />
Edipo, con la ricerca della verità ad ogni costo, tenta di opporsi alla forza del destino, accettando alla fine i limiti di essere umano.</p>
<p>Vi è nel testo una lucida consapevolezza della umana infelicità, che sfugge ad ogni controllo razionale, con la conseguente precarietà della felicità umana<br />
che è solo una illusione apparente.<br />
E’ questa la forza dei classici , che pur attraversando i secoli, sono materia estremamente viva e palpitante, permettendo al presente storico di<br />
rispecchiarsi in essi e ad ogni rappresentazione l’ esplorazione di significati inediti.<br />
Che cosa Edipo riesce ancora a trasmetterci? Siamo pronti a pagare il prezzo che comporta la conoscenza della verità? Cui prodest?( a chi<br />
giova?).<br />
E’ un dilemma che da sempre attanaglia l’ uomo: spesso preferiamo ignorare, essere ciechi, perché la verità può avere conseguenze nefaste<br />
come nel caso di Edipo. L’ Edipo re porta in sé il concetto di catarsi, che è la purificazione dell’anima dalle passioni terrene, e allo stesso tempo</p>
<p>suscita nello spettatore il sentimento di pietà e indulgenza verso le<br />
umane debolezze.</p>
<p>La tragedia di Edipo re di Gianmarco Cesario è un momento significativo per la forza della rappresentazione e la bravura<br />
degli artisti in scena.<br />
Gianni Sallustro, animato da passione e legame autentico con il teatro, riesce a veicolare efficacemente la parabola della vita dell’ eroe sofocleo,<br />
mettendo a nudo i contrastanti conflitti interiori che lo agitano.<br />
Al TIN assistiamo a 70 minuti di vero teatro con la T maiuscola, portato in scena con passione, disciplina, precisione, che alterna sapientemente<br />
momenti di essenzialità a quelli di profonda densità e introspezione.<br />
Ancora una volta il TIN con L’ Edipo re di Gianmarco Cesario eleva il concetto di teatro, sottolineandone il ruolo culturale e artistico , che<br />
porta avanti con orgoglio e determinazione, perché la cultura, nonostante l’imbarbarimento estetico sotto gli occhi di tutti, continua ad<br />
essere l’ anima e la salvezza di un popolo.<br />
La regia attenta e meticolosa di Gianmarco Cesario , improntata alla fedeltà del testo nella sua struttura essenziale, permette a chi interpreta<br />
e a chi ne usufruisce una esperienza immersiva totalizzante.<br />
Grande successo di pubblico e applausi a scena aperta. Da vedere.</p>
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		<title>“Gran Bazar Natale: regali ed altre storie imperfette&#8221; di Rosalba Di Girolamo con Attanasio, Fusco, Lama,  Romano, Squillante</title>
		<link>https://www.mydreams.it/gran-bazar-natale-regali-ed-altre-storie-imperfette-di-rosalba-di-girolamo-con-attanasio-fusco-lama-romano-squillante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 11:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[baba yaga teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mydreams.it/?p=63738</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Gran Bazar Natale: regali ed altre storie imperfette&#8221;, nella Chiesa di Sant’ Agostino degli Scalzi di Napoli con Rosalba Di Girolamo, Enzo Attanasio, Gianluca Fusco, Ernesto Lama, Jennà Romano, Massimo Squillante. Questa è la quarta edizione di Natali erranti, nata da un idea di Baba Yaga Teatro con la collaborazione della terza municipalità del Comune [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><em>“Gran Bazar Natale: regali ed altre storie imperfette&#8221;</em>, nella Chiesa di Sant’ Agostino degli Scalzi di Napoli con Rosalba Di Girolamo, Enzo Attanasio, Gianluca Fusco, Ernesto Lama, Jennà Romano, Massimo Squillante.</p>
<p>Questa è la quarta edizione di <em>Natali erranti</em>, nata da un idea di Baba Yaga Teatro con la collaborazione della terza municipalità del Comune di Napoli.</p>
<p>In “Gran Bazar Natale” canti evocativi della tradizione, che ci ricordano la particolare atmosfera del Natale, si intrecciano a un armonioso percorso narrativo capace di emozionarci e farci riflettere.</p>
<p>Lo spettacolo vuole sottolineare il tradimento perpetrato fino ai giorni nostri dello spirito iniziale del Natale, che nella nostra società è diventato una storia profana legata a forti interessi commerciali.</p>
<p>In una società strutturata sul superfluo le persone devono continuare a comprare quello che non serve e il Natale oggi incarna proprio questo.</p>
<p>Gran Bazar Natale è dedicato al compianto Stefano Benni che magistralmente mette alla berlina proprio queste nefaste abitudini, attraverso la ironica descrizione di varie tipologie di tipi che si rapportano in maniera patologica alla ricerca dei regali di Natale: l’ansioso, il ritardatario, l’antinatalizio, il riciclatore, l’impacchettatore, il gastronomo, lo snob, il tradizionale.</p>
<p>Per sottolineare queste brutture Rosalba Di Girolamo si affida ai racconti di David Sedaris, umorista contemporaneo, a quelli dello scrittore britannico Hector Hugh Munro, detto Saki, che con ironia pungente e un umorismo anticonvenzionale cercano di demolire le deviazioni del consumismo che ci accomunano tutti.</p>
<p>Con <em>I racconti di Kurt Vonnegut</em>  la Di Girolamo sottolinea la necessità  del ruolo centrale della famiglia come elemento aggregante e il desiderio di pensare alla sofferenza del  prossimo meno fortunato di noi nei giorni di Natale. Forse per poter combattere grandi e giuste battaglie comuni dovremmo ritrovare il senso di reciprocità e solidarietà, immersi come siamo in una pandemica indifferenza.</p>
<p>Con “Cronache marziane” “dello scrittore Ray Bradburj lo spettacolo   ci catapulta in un mondo fantastico con la invasione di Marte da parte dei terrestri, che porta distruzione e morte. Nel racconto realtà e finzione si confondono, e ci ricordano la invasiva colonizzazione americana in atto da molto tempo.</p>
<p>Grazie agli ottimi attori e musicisti in scena “Gran Bazar Natale” alterna momenti divertenti a momenti di riflessione profonda, senza premere l’acceleratore sull’uno piuttosto che sull’ altro in un equilibrio perfetto. Cercare la verità oggi è cosa essenziale, il teatro   a tal proposito dovrebbe essere elemento trainante, scambio simbolico e collettivo tra pubblico e attori in scena e   <em>Gran Bazar Natale</em> della Di Girolamo si conferma spettacolo al servizio della verità, qualità e intrattenimento mai banale.</p>
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		<title>La fine del mondo &#8211; concerto per Charles Aznavour al Nuovo Teatro Sancarluccio con Gianni De Feo</title>
		<link>https://www.mydreams.it/la-fine-del-mondo-concerto-per-charles-aznavour-al-nuovo-teatro-sancarluccio-con-gianni-de-feo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 15:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[teatro sancarluccio napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La fine del mondo” &#8211; concerto per Charles Aznavour al Nuovo Teatro Sancarluccio, in scena Gianni De Feo, testo di Roberto Russo con la direzione musicale di Giovanni Monti. Monsieur Equilibre, un tranquillo signore che vive appartato, chiuso in un mondo tutto suo, apprende dai mezzi di comunicazione che tra sette  giorni ci sarà la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><em>“La fine del mondo” &#8211;</em> concerto per Charles Aznavour al Nuovo Teatro Sancarluccio, in scena Gianni De Feo, testo di Roberto Russo con la direzione musicale di Giovanni Monti.<br />
Monsieur Equilibre, un tranquillo signore che vive appartato, chiuso in un mondo tutto suo, apprende dai mezzi di comunicazione che tra sette  giorni ci sarà la fine del mondo.</p>
<p>Questa inaspettata notizia lo scuote dalla sua atavica apatia e si vede costretto, suo malgrado, a confrontarsi con gli<br />
altri umani dai quali si è sempre tenuto a debita distanza.<br />
Grande è la sua meraviglia quando si accorge che nessuno crede a questa funesta eventualità, continuando così la vita di sempre in tutta<br />
tranquillità.</p>
<p>Il protagonista vuole scoprire quale verità è nascosta dietro questa notizia catastrofica e si accinge a indagare sulla faccenda.<br />
E’ tempo per Monsieur Equilibre di riflettere sulle proprie azioni passate, in particolare sui trascorsi sentimentali:</p>
<p>sente il bisogno di incontrare i suoi vecchi amori, sia quelli che lo hanno tradito, sia quelli che ha tradito.<br />
“La fine del mondo&#8221;  vuole essere altresì un sentito omaggio al compianto Charles Aznavour che ha lasciato un grande vuoto nel<br />
panorama artistico internazionale.<br />
De Feo, performer completo, in questo spettacolo dà prova di grande  versatilità, interpretando magistralmente successi di Aznavour che<br />
hanno fatto storia.</p>
<p>Tra i tanti ricordiamo Après l’ Amour, Ieri si, Il Faut savoir, Lei, Quel che si dice, Trousse Chemise, L’ amour c’est comme un<br />
Jour, La Bohème e altri.</p>
<p>La parabola della vita con “La fine del mondo” è messa a nudo sul palcoscenico del Nuovo Teatro Sancarluccio fino a<br />
diventare un viaggio nelle emozioni più profonde dell’ essere umano per metterne in luce gioie, dolori, l’allegria, la tristezza, il coraggio, la paura, la<br />
sessualità, la vecchiaia, la morte.<br />
De Feo riesce , grazie alla sua innata capacità di calarsi nei personaggi , a immedesimarsi in essi , dando prova di esperienza, passione e bravura<br />
incontestabili.</p>
<p>Partendo dalle emozioni che le canzoni di Charles Aznavour suscitano nello spettatore si dipana questa bizzarra storia che ci riserva un finale<br />
inaspettato e pieno di speranza per il futuro della umanità , auspicando così un totale cambiamento di rotta , per scongiurare la temuta fine di<br />
tutto.<br />
Con le bellissime parole di “Volesse il cielo” di Vinicius de Moraes Gianni De Feo ha chiuso lo spettacolo che vuole essere un inno all’ amore, alla<br />
speranza, a lasciare andare le paure che ci condizionano nella vita di tutti i giorni!</p>
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		<title>“CRICK” di Silvestri e Formicola con Luca Iervolino e Francesco Roccasecca ritorna alla Sala Assoli con la regia di Rosario Sparno</title>
		<link>https://www.mydreams.it/crick-di-silvestri-e-formicola-con-luca-iervolino-e-francesco-roccasecca-ritorna-alla-sala-assoli-con-la-regia-di-rosario-sparno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 13:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“CRICK” atto unico in sei resoconti di Francesco Silvestri e Melina Formicola con Luca Iervolino e Francesco Roccasecca ritorna alla Sala Assoli con la regia di Rosario Sparno. Antonio Cafiero, persona mite, fragile, sensibile, con un importante deficit cognitivo, decide di sottoporsi a una sperimentazione , già avviata con successo su un topolino, allo scopo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>“CRICK” atto unico in sei resoconti di Francesco Silvestri e Melina Formicola con Luca Iervolino e Francesco Roccasecca ritorna alla Sala Assoli con la regia di Rosario Sparno.<br />
Antonio Cafiero, persona mite, fragile, sensibile, con un importante deficit cognitivo, decide di sottoporsi a una sperimentazione , già avviata<br />
con successo su un topolino, allo scopo di aumentare il suo quoziente di intelligenza per migliorarsi intellettualmente ed essere come gli altri.<br />
Lo spettacolo ci induce a riflettere su tematiche che non lasciano indifferenti gli spettatori.</p>
<p>La solitudine e la paura degli altri che nella società odierna ha assunto proporzioni epidemiche, emarginazione sociale del diverso spesso oggetto di derisione e isolamento.</p>
<p>Il rispetto delle fragilità che accomuna tanti esseri umani , il mito della ricerca della felicità e della perfezione a tutti i costi.</p>
<p>Infatti la spiccata intelligenza quasi mai garantisce felicità, ma al contrario può portare dolore e sofferenza.<br />
“Crick” liberamente ispirato al racconto di fantascienza di Daniel Keyes “Fiori per Algernon”, tocca il problema della ricerca scientifica che non<br />
rispetta la dignità dell’ essere umano.</p>
<p>Ci fa riflettere sull‘ uso indiscriminato delle cavie per improbabili esperimenti il più delle volte fallimentari.<br />
E’ giusto forzare la natura umana oltre il limite che ci è stato concesso da Signore alla nascita? Che cosa rende una vita degna di essere vissuta? Chi<br />
decide cosa è normale?<br />
E’ doveroso ed eticamente giusto accettare le nostre fragilità e debolezze che sono bagaglio indispensabile per il nostro viaggio sulla<br />
terra.<br />
La cosiddetta normalità è una invenzione umana!<br />
Gli uomini sono stati creati diversi fra loro e cercare di rendersi simili l’uno all’ altro porta a una forzata omologazione oltre che sterile e<br />
distruttiva.</p>
<p>Ed è questa la tendenza che nella società attuale è sempre più presente con le disastrose conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.<br />
Crick è uno spettacolo che sta dalla parte dei disabili, che ci costringe a far luce sulle nostre ipocrisie, a mettere in discussione le nostre certezze.</p>
<p>Per quanto ci piaccia credere di essere una società illuminata e progressista, quando si tratta dell’ accettazione di persone diverse da noi la storia<br />
afferma che è vero il contrario.<br />
Lo spettacolo grazie all’ attenta regia e alla bravura degli interpreti ridà vita a una vita violata restituendole attenzione e dignità che merita<br />
attraverso un accorato racconto privo di retorica.<br />
Luca Iervolino in 70 minuti di intenso spettacolo , grazie a una attenta mimica e una intensa immedesimazione nel personaggio, è riuscito a<br />
calamitare l’ attenzione del pubblico in sala che ride e piange con la storia di Antonio Cafiero.</p>
<p>Crick si conferma un racconto rivelatorio che conferma il teatro nella sua antica missione di occhio critico sulla<br />
contemporaneità di cui coglie luci e ombre<br />
Da vedere.</p>
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		<title>“Chisciò e Panza” di Rosalba Di Girolamo, anche interprete con Enzo Attanasio in scena al Teatro Elicantropo</title>
		<link>https://www.mydreams.it/chiscio-e-panza-di-rosalba-di-girolamo-anche-interprete-con-enzo-attanasio-in-scena-al-teatro-elicantropo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 13:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[teatro elicantropo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Chisciò e Panza” di Rosalba Di Girolamo, anche interprete con Enzo Attanasio in scena al Teatro Elicantropo di Napoli fino a domenica 16 novembre. Chisciò un idealista, personaggio distante dai miti di infallibilità irreali, e Panza personaggio pratico e realista sono 2 personaggi usciti dalla penna di Cervantes, ma che Rosalba Di Girolamo ha fatto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>“Chisciò e Panza” di Rosalba Di Girolamo, anche interprete con Enzo Attanasio in scena al Teatro Elicantropo di Napoli fino a domenica 16 novembre.<br />
<a title="“Chisciò &amp; Panza” debutta al Teatro Elicantropo di Napoli: il sogno come atto di resistenza" href="https://www.mydreams.it/chiscio-panza-debutta-al-teatro-elicantropo-di-napoli-il-sogno-come-atto-di-resistenza/">Chisciò</a> un idealista, personaggio distante dai miti di infallibilità irreali, e Panza personaggio pratico e realista sono 2 personaggi usciti dalla penna<br />
di Cervantes, ma che Rosalba Di Girolamo ha fatto suoi, riadattando il celebre testo.<br />
<em>“Il mondo ha bisogno di cavalieri erranti”</em> è la frase che apre e chiude lo spettacolo e rappresenta nel suo significato più profondo l’ essenza del<br />
testo.<br />
Infatti Chisciò, resta coinvolto con il fido scudiero in una serie di tragicomiche avventure che lo portano a scontrarsi con la dura realtà. Il<br />
suo nobile proposito è quello di voler cambiare il mondo, di aiutare gli  altri, di ribellarsi alle ingiustizie.<br />
Chisciò rappresenta l’ uomo moderno che vede i suoi sogni infrangersi di fronte alla spietata realtà. Una società, quella del Seicento, molto simile a<br />
quella attuale che stiamo vivendo, permeata da aridità, materialismo sfrenato e caduta verticale dei valori.<br />
Questo è allora il prezzo che bisogna pagare ad essere idealisti e sognatori? La ribellione contrapposta alla passiva e cieca obbedienza ha<br />
sempre un costo molto alto, ma ribellarsi è nell’ indole umana, anche se oggi sembra che sia diventato un modus vivendi quasi proibito, con il<br />
serio rischio di essere emarginati e additati come strani e impopolari.<br />
Chisciò ci esorta a sognare, a resistere contro la rassegnazione per combattere l’ annichilimento , l’indifferenza, e l omologazione, il potere<br />
smodato, i falsi miti, le menzogne spacciate per verità, l’apologia della guerra, la grandeur del popolo americano.</p>
<p>Per Chisciò il sogno è rappresentato in maniera metaforica da Dulcinea e dall’ isola che non c’è.<br />
Non si può rinunciare ai propri ideali , se ci crediamo fermamente!<br />
La convinzione che le tematiche trattate da Cervantes nel Don Chisciotte siano ancora di attualità, ha spinto Rosalba Di Girolamo a riproporle nel suo spettacolo, adattandole agli eventi drammatici che stiamo vivendo (in<br />
primis le guerre), con l’ intento di scuotere le istituzioni preposte dall’ assordante silenzio in proposito.<br />
Il lavoro di riscrivere il testo per la Di Girolamo è stato un percorso molto articolato e complesso.</p>
<p>Difficoltà nate perché il Don Chisciotte è un testo molto conosciuto , la cui materia profonda presenta molti livelli di lettura<br />
e di interpretazione.</p>
<p>L’ autrice e interprete ha cercato di andare oltre il racconto in sé e di interpretarlo secondo la sua sensibilità alla luce dei<br />
fatti e delle criticità della nostra società che sono sotto gli occhi di tutti per la loro drammatica escalation.</p>
<p>Ne nasce un racconto rivelatorio che conferma il teatro nella sua primaria missione di occhio critico sulla realtà contemporanea.</p>
<p>Infatti con le “arti e con le armi si può governare il mondo”, anche se oggi purtroppo si preferisce farlo con le armi.<br />
Di Girolamo affiancata dal bravo Enzo Attanasio ci fa toccare con mano una umanità sospesa tra ironia e disperazione nel riuscito tentativo di<br />
rappresentare la complessità della condizione umana , perennemente in bilico tra aspetti leggeri e momenti di tristezza e di introspezione.<br />
La Di Girolamo ancora una volta in questa prova d’artista si conferma sincera, diretta, rimanendo fedele alle linee guida che la caratterizzano da<br />
sempre, scegliendo un testo che ci induce alla riflessione più profonda, spaziando da ruoli drammatici (che le sono congeniali) a registri di<br />
recitazione più leggeri , ma non meno impegnativi.<br />
Da vedere.</p>
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		<title>&#8220;Lina e le altre al teatro Sannazaro&#8221;: la nostra recensione</title>
		<link>https://www.mydreams.it/lina-e-le-altre-al-teatro-sannazaro-la-nostra-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 12:28:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[lina sastri]]></category>
		<category><![CDATA[teatro sannazaro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mydreams.it/?p=63478</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Lina e le altre” al Teatro Sannazaro di Napoli nasce da una idea di Lina Sastri che mette in scena uno spettacolo con orchestra tutta al femminile di 6 elementi , con la direzione musicale di Elisabetta Serio e del maestro Ciro Cascino. Produzione Ag spettacolo. Lina e le altre è un viaggio che si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><em>“Lina e le altre”</em> al Teatro Sannazaro di Napoli nasce da una idea di Lina Sastri che mette in scena uno spettacolo con orchestra tutta al femminile<br />
di 6 elementi , con la direzione musicale di Elisabetta Serio e del maestro Ciro Cascino. Produzione Ag spettacolo.<br />
Lina e le altre è un viaggio che si snoda attraverso un flusso di memorie, tra poesia e canzoni di ieri e di oggi, un omaggio alle donne della vita dell’<br />
artista ,in particolare alla madre Ninetta,e a tutte le donne.<br />
Merito dello spettacolo è quello di dare spazio a un universo tutto al femminile. Una bella inversione di tendenza rispetto alla media.</p>
<p>Un microcosmo tutto al femminile, che mira a sottolineare il valore artistico delle donne molto spesso sottovalutato.</p>
<p>Il Teatro- canzone della Sastri attinge dal mondo musicale classico napoletano con incursioni nel racconto personale e in quello teatrale.<br />
Lo spettacolo &#8220;Lina e le altre&#8221; inizia con un intenso monologo e continua con un brano della tradizione popolare , un “Inno alla Madonna del<br />
Carmine” seguito dalla “Leggenda del lupino”.</p>
<p>L’ artista , pur servendosi di arrangiamenti musicali moderni, riesce a dare a ogni brano della tradizione classica napoletana ( <em>L’addio, Canzone appassiunata,</em><br />
<em>Tammurriata nera, Marruzzella, O’ sole mio</em>) una personalissima forma espressiva, senza stravolgerne l’ essenza più profonda, ma anzi<br />
arricchendola.<br />
Un omaggio alle donne che regalano l’ amore (come diceva sua madre Ninetta definendole dame di carità) con “Bammenella”,  “Lily<br />
Kangy”, “ Reginella”.</p>
<p>Con “Terra mia” e “Anna verrà” un sentito omaggio al compianto Pino Daniele e con “Gesù Bambino” un intenso tributo alla genialità di Lucio<br />
Dalla.<br />
L’ artista interpreta nello spettacolo il celebre brano tratto da Filumena Marturano di Eduardo De Filippo , nel quale la protagonista si rivolge alla<br />
Madonna delle rose .<br />
Con un brano tratto dalla Medea racconta la solitudine, la disperazione di una donna che impazzisce fino a uccidere i figli in seguito al male che ha<br />
ricevuto dal suo uomo.<br />
Molte le citazioni sulla vita della madre dell’artista Ninetta,  alla quale ha dedicato un libro e un film, che ha la grazia, la leggerezza, la nobiltà d’<br />
animo del vero popolo napoletano.<br />
<em>“Lina e le altre”</em> evidenzia che per Lina Sastri il palcoscenico è sinonimo di libertà, luogo dell’ anima, dove può esprimere al meglio la sua profonda<br />
essenza poetica, la verità, che rifugge da qualsiasi tipo di finzione.</p>
<p>Il suo amore per il palcoscenico è assoluto, quasi una fede .Infatti per Lina Sastri il teatro è un luogo magico dove puoi esibire la nudità che spesso nella<br />
vita non puoi permetterti.<br />
Il cammino artistico dell’ artista evidenzia fatica, rigore professionale, a volte solitudine, ma anche soddisfazioni e tanti successi.<br />
Lina Sastri è attrice completa, raffinata, lontana da abusati stereotipi e da facili consensi, capace di ammaliare il suo pubblico per la prorompente<br />
presenza scenica, per la sua innata sensualità, mai sopra le righe.</p>
<p>Incarna la vera napoletaneità nelle sue mille sfaccettature capace di cantare con<br />
tonalità e intensità sconosciute a molte altre interpreti.<br />
Nel finale dello spettacolo ha voluto leggere al pubblico una lettera scritta per il grande Eduardo De Filippo esaltandone il rigore professionale, la<br />
modernità nel rispetto della tradizione, i silenzi carichi di parole non dette, il rispetto per il teatro e per gli attori, la solitudine di un uomo non<br />
sempre sostenuto come invece avrebbe meritato.</p>
<p>Un plauso va all’ orchestra formata da Elisabetta Serio direttrice e al piano, Giustina Gambardella alle percussioni, Elisabetta Saviano alla<br />
batteria, Elisabetta Pasquale al basso, Katia Schiavone alle chitarre, Francesca Masucci al violino.<br />
Pubblico incantato e infiniti applausi alla fine dello spettacolo sulle note di una improvvisata” Abbracciame”.</p>
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		<title>Presentato il programma degli eventi del “Scottojonno”</title>
		<link>https://www.mydreams.it/presentato-il-programma-degli-eventi-del-scottojonno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 17:02:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“ScottoJonno” presso la storica Galleria Principe di Napoli di fronte al Museo Nazionale ha presentato  a un folto pubblico di addetti ai lavori il suo programma per l’anno 2026 ricco di eventi.  L’imprenditore Luca Iannuzzi con il suo “ScottoJonno” ha il merito di contribuire a recuperare la Galleria Principe di Napoli al fine di valorizzarla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">“</span><b><i>ScottoJonno</i></b><span style="font-weight: 400;">” presso la storica Galleria Principe di Napoli di fronte al Museo Nazionale ha presentato  a un folto pubblico di addetti ai lavori il suo programma per l’anno 2026 ricco di eventi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’imprenditore Luca Iannuzzi con il suo “ScottoJonno” ha il merito di contribuire a recuperare la Galleria Principe di Napoli al fine di valorizzarla riportandola agli antichi splendori dopo un destino di abbandono e fatiscenza che è durato molti anni. Luca Iannuzzi ha contribuito al successo di altri locali quali il Nabilah a Bacoli e L’Archivio storico del Vomero che propone una cucina borbonica, ispirata ai cuochi monzù.  Scottojonno è  un Locale storico  che dopo aver ospitato la tesoreria comunale del Banco di Napoli, è stato prelevato nel 2023 dal coraggioso proprietario che ne fa uno dei luoghi più esclusivi di Napoli. Attualmente tutta la Galleria è in fase di ristrutturazione e i lavori si prevede finiscano nel 2027.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il locale che ha una lunga storia nasce in mano ai Borboni come silos per il grano, poi negli anni viene prelevato da una famiglia procidana facoltosa che decide di farne un cafè chantant e gli dà il suo nome Scottojonno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Iannuzzi è amante della napoletanità più vera, e alla luce di questo ha voluto dare al locale un&#8217;impronta originale e raffinata lontana dai soliti stantii clichè.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infatti il  locale ospita non solo una ricca biblioteca con area di lettura, ma è anche caffè letterario, ludoteca, location per concerti e mostre, caffetteria e ristorazione. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«La soprintendenza ha posto molti veti</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; ha dichiarato Iannuzzi </span><i><span style="font-weight: 400;">&#8211; specie a livello architettonico ed è stata nostra cura rispettare la struttura originaria del luogo fortemente storico.  All&#8217;interno del locale daremo vita una volta al mese a una kermesse con una connotazione culturale  per dare spazio alla Napoli più vera e nobile. Il nostro intento è quello di offrire al turista che cerca la qualità, in una città sempre più omologata, un luogo lontano dai soliti e abusati circuiti di massa».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">ScottoJonno, struttura  di 600 metri quadrati, vanta un arredamento stile anni 20 molto curato e originale, con lampade in stile Liberty che creano l’atmosfera rarefatta dell&#8217;antico cafè chantant.  Eugenio Tibaldi, responsabile del design degli arredi, ha riprodotto lo stile art déco, ricco di piante esotiche. Il procidano Marco Ambrosino, fortemente voluto dal proprietario, ha lasciato Milano  per trasferirsi a Napoli e diventare lo chef dello ScottoJonno la cui cucina esce fuori dalla solita retorica ,ma aperta al mondo e alla contaminazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo ScottoJonno contribuisce con la sua presenza sul territorio a dare sempre più l’immagine di una Napoli positiva, laboriosa, originale, lontana dai soliti stereotipi  che hanno contribuito a banalizzare la bellezza senza tempo di una città che tutto il mondo ci invidia a ragione.</span></p>
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