Napoli- Oz- canto per un regno usurpato– è andato in scena in prima assoluta al Maschio Angioino di Napoli nell’ambito della rassegna “Estate a Napoli 2026” organizzata dal Comune di Napoli.
Una rilettura contemporanea della favola di Oz tratta dal film muto del 1925 “The Wizard of Oz” di Larry Semon ,produzione Babayaga Teatro, con la direzione artistica di Rosalba Di Girolamo.
“Ho interiorizzato questo film fin da piccola – ha sottolineato Rosalba Di Girolamo – cogliendone la delicatezza, il significato profondo, il concetto di libertà, di amore, di amicizia , di onestà, di coraggio, veicolando questi
concetti nella mia messa in scena del Mago di Oz attraverso le arti visive, la musica, la forza delle parole che ci fanno riflettere sulle ingiustizie sociali sempre più dilaganti ,in primis le guerre contro popolazioni inermi”.
Lo spettacolo mette in risalto l’eterna lotta tra bene e male, tra libertà e pregiudizi, focalizzandosi sul desiderio insito in ognuno di noi di un mondo migliore, senza conflitti, guerre, rivendicazioni, perché la
soluzione è quella di munirsi di intraprendenza, amore e di un cervello pensanti.
Il potere oggi è fondato su false verità di facciata, compito di tutti noi è quello di andare oltre le apparenze e cercare la verità.
Compito dell’ arte, della cultura è quello di favorire questo processo di trasformazione, aprire le coscienze sopite, allontanarci dalle tenebre e dal buio, ispirare nuove e consapevoli riflessioni sulla realtà contemporanea.
La strada da percorrere per il raggiungimento della verità è tutta in salita, in quanto ci tocca combattere contro tre giganti: l’ ingiustizia, la paura, l’ignoranza (Miguel Cervantes).
Napoli – Oz è riuscito a calamitare l’ attenzione del pubblico, restando in contatto costante, facendo del racconto e della scena lo spazio comune, aprendoci alla luce e alla consapevolezza. Compito degli artisti in scena è
stato quello di creare una potente commistione tra pensiero antico e moderno, affidandosi al potere evocativo delle immagini, della musica , delle parole tratte dal libro della scrittrice Katia Savenko sugli orrori e
ingiustizie della guerra.
Una nota di rilievo per il contributo della cantante italo-srilankese Sara Vanderwert che ha interpretato magnificamente brani della tradizione quali “l’ erba cattiva” di Enzo Gragnaniello , “Carmela”, “Palummella
zompa e vola”, la tarantella “Oi mamma cà mò vene” dalla Gatta Cenerentola del maestro Roberto De Simone, accompagnata dal talentuoso maestro Antonio Della Ragione e Pier Paolo Polcari.
Ciò che emerge dalla messinscena del Mago di Oz è la cura che Rosalba Di Girolamo ha sempre riservato al suo lavoro, il rigore professionale che
esula da mode del momento e da facili- abusate scorciatoie, ma che aspira alla ricerca della verità e onestà intellettuali. Il suo teatro, che cerca sempre di veicolare messaggi forti , può definirsi a pieno titolo
ideologico per la denuncia di ingiustizie sociali e pragmatico in quanto usa la scena come strumento di cura e incontro reale con il pubblico.
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