Tartufo di Molière al teatro Sannazaro di Napoli con Stefano Braschi, Gianni D’addario, Sara Drago, Marisa Grimaldo, Donato Paternoster, Bianca Ponzio, Marco Ripoldi, Michele Sinisi, Adele Tirante, regia e
rielaborazione di Michele Sinisi.
Tartufo è un uomo che riesce a entrare nelle grazie di Orgone ricco uomo d’ affari , che lo ospita nella sua casa per ricompensarlo della sua
fedeltà e amicizia.
Tartufo si spaccia per umile penitente, devoto oltremisura, la sua personalità è caratterizzata dalla duplicità scissa tra l’
essere e l’apparire.
Con calcolo insidia la moglie di Orgone, ma allo stesso tempo mira a sistemarsi con Marianna la figlia del padrone.
La vera devozione non è fondata sulla vanità e non mira a compiacere gli altri, ma è basata sull’ umiltà vera : i veri devoti non si ergono a censori dell’
operato altrui, ma lo comprendono e sono tolleranti.
Tartufo ben presto si rivelerà, attraverso vari stratagemmi, un abile truffatore e spietato manipolatore che non si ferma davanti a nulla pur di
portare a compimento i suoi loschi piani.
Tartufo è un classico senza tempo, uno spaccato satirico della società dell’epoca di Molière che si ripete all’ infinito, che tanto somiglia al
nostro attuale tempo, pieno di maschere e pochi volti.
In una società, sempre più dominata dal mero profitto, dove il vero e il falso sono divisi da labili confini, è sempre più difficile distinguere i ciarlatani dagli uomini
giusti e onesti.
Tutto ciò porta a una profonda degradazione dei rapporti umani , dove i veri valori, quali fiducia, gentilezza, riconoscenza, amore,
senso del dovere, si vanno sempre più perdendo a favore del materialismo esasperato, del doversi vendere a tutti i costi.
Allo stesso tempo il Tartufo, nella trasposizione moderna di Michele Sinisi, è divertente, grottesco, irriverente, una metafora di un modello di
vita ormai giunto a un punto di non ritorno.
Nel Tartufo di Michele Sinisi i dialoghi e il ritmo serrati, caratterizzati da scambi verbali rapidi e concisi, aumentano il coinvolgimento del pubblico
in sala, dando luogo a uno spettacolo dinamico, ipnotico, godibile, grazie alla eccellente scelta degli attori che ben caratterizzano i personaggi interpretati.
Dorina (la cameriera) saggia e risoluta , che cerca in tutti i modi di mettere in guardia Orgone dalle manipolazioni di Tartufo e di
aiutare Valerio e Marianna, i due giovani innamorati. Tartufo, animato da
passioni smodate e diaboliche.
Orgone vittima di se stesso, della sua ingenua e borghese mediocrità, del suo ancorarsi a un patriarcato ormai
superato. La moglie di Orgone pratica e virtuosa.
Il figlio di Orgone la cui evidente difficoltà di espressione viene percepita come debolezza e fallimento.
La trama del Tartufo in scena al Sannazaro si tinge di coloriture metafisiche che lasciano trapelare la natura tragica e fallace di Molière e
della sua visione del mondo.
Uno spaccato sugli abissi inesplorati dell’ animo umano, anche se alla fine, come in tutte le commedie dell’ arte, la
verità e il bene trionfano sul male e sulla menzogna.
Ancora una volta il Sannazaro si conferma teatro di parola nella sua antichissima missione di occhio critico sulla contemporaneità di cui coglie
luci e ombre.
Un spettacolare e insolito finale in omaggio a Molière chiude il Tartufo.