“Lina e le altre” al Teatro Sannazaro di Napoli nasce da una idea di Lina Sastri che mette in scena uno spettacolo con orchestra tutta al femminile
di 6 elementi , con la direzione musicale di Elisabetta Serio e del maestro Ciro Cascino. Produzione Ag spettacolo.
Lina e le altre è un viaggio che si snoda attraverso un flusso di memorie, tra poesia e canzoni di ieri e di oggi, un omaggio alle donne della vita dell’
artista ,in particolare alla madre Ninetta,e a tutte le donne.
Merito dello spettacolo è quello di dare spazio a un universo tutto al femminile. Una bella inversione di tendenza rispetto alla media.
Un microcosmo tutto al femminile, che mira a sottolineare il valore artistico delle donne molto spesso sottovalutato.
Il Teatro- canzone della Sastri attinge dal mondo musicale classico napoletano con incursioni nel racconto personale e in quello teatrale.
Lo spettacolo “Lina e le altre” inizia con un intenso monologo e continua con un brano della tradizione popolare , un “Inno alla Madonna del
Carmine” seguito dalla “Leggenda del lupino”.
L’ artista , pur servendosi di arrangiamenti musicali moderni, riesce a dare a ogni brano della tradizione classica napoletana ( L’addio, Canzone appassiunata,
Tammurriata nera, Marruzzella, O’ sole mio) una personalissima forma espressiva, senza stravolgerne l’ essenza più profonda, ma anzi
arricchendola.
Un omaggio alle donne che regalano l’ amore (come diceva sua madre Ninetta definendole dame di carità) con “Bammenella”, “Lily
Kangy”, “ Reginella”.
Con “Terra mia” e “Anna verrà” un sentito omaggio al compianto Pino Daniele e con “Gesù Bambino” un intenso tributo alla genialità di Lucio
Dalla.
L’ artista interpreta nello spettacolo il celebre brano tratto da Filumena Marturano di Eduardo De Filippo , nel quale la protagonista si rivolge alla
Madonna delle rose .
Con un brano tratto dalla Medea racconta la solitudine, la disperazione di una donna che impazzisce fino a uccidere i figli in seguito al male che ha
ricevuto dal suo uomo.
Molte le citazioni sulla vita della madre dell’artista Ninetta, alla quale ha dedicato un libro e un film, che ha la grazia, la leggerezza, la nobiltà d’
animo del vero popolo napoletano.
“Lina e le altre” evidenzia che per Lina Sastri il palcoscenico è sinonimo di libertà, luogo dell’ anima, dove può esprimere al meglio la sua profonda
essenza poetica, la verità, che rifugge da qualsiasi tipo di finzione.
Il suo amore per il palcoscenico è assoluto, quasi una fede .Infatti per Lina Sastri il teatro è un luogo magico dove puoi esibire la nudità che spesso nella
vita non puoi permetterti.
Il cammino artistico dell’ artista evidenzia fatica, rigore professionale, a volte solitudine, ma anche soddisfazioni e tanti successi.
Lina Sastri è attrice completa, raffinata, lontana da abusati stereotipi e da facili consensi, capace di ammaliare il suo pubblico per la prorompente
presenza scenica, per la sua innata sensualità, mai sopra le righe.
Incarna la vera napoletaneità nelle sue mille sfaccettature capace di cantare con
tonalità e intensità sconosciute a molte altre interpreti.
Nel finale dello spettacolo ha voluto leggere al pubblico una lettera scritta per il grande Eduardo De Filippo esaltandone il rigore professionale, la
modernità nel rispetto della tradizione, i silenzi carichi di parole non dette, il rispetto per il teatro e per gli attori, la solitudine di un uomo non
sempre sostenuto come invece avrebbe meritato.
Un plauso va all’ orchestra formata da Elisabetta Serio direttrice e al piano, Giustina Gambardella alle percussioni, Elisabetta Saviano alla
batteria, Elisabetta Pasquale al basso, Katia Schiavone alle chitarre, Francesca Masucci al violino.
Pubblico incantato e infiniti applausi alla fine dello spettacolo sulle note di una improvvisata” Abbracciame”.

