“ScottoJonno” presso la storica Galleria Principe di Napoli di fronte al Museo Nazionale ha presentato a un folto pubblico di addetti ai lavori il suo programma per l’anno 2026 ricco di eventi.
L’imprenditore Luca Iannuzzi con il suo “ScottoJonno” ha il merito di contribuire a recuperare la Galleria Principe di Napoli al fine di valorizzarla riportandola agli antichi splendori dopo un destino di abbandono e fatiscenza che è durato molti anni. Luca Iannuzzi ha contribuito al successo di altri locali quali il Nabilah a Bacoli e L’Archivio storico del Vomero che propone una cucina borbonica, ispirata ai cuochi monzù. Scottojonno è un Locale storico che dopo aver ospitato la tesoreria comunale del Banco di Napoli, è stato prelevato nel 2023 dal coraggioso proprietario che ne fa uno dei luoghi più esclusivi di Napoli. Attualmente tutta la Galleria è in fase di ristrutturazione e i lavori si prevede finiscano nel 2027.
Il locale che ha una lunga storia nasce in mano ai Borboni come silos per il grano, poi negli anni viene prelevato da una famiglia procidana facoltosa che decide di farne un cafè chantant e gli dà il suo nome Scottojonno.
Iannuzzi è amante della napoletanità più vera, e alla luce di questo ha voluto dare al locale un’impronta originale e raffinata lontana dai soliti stantii clichè.
Infatti il locale ospita non solo una ricca biblioteca con area di lettura, ma è anche caffè letterario, ludoteca, location per concerti e mostre, caffetteria e ristorazione.
«La soprintendenza ha posto molti veti – ha dichiarato Iannuzzi – specie a livello architettonico ed è stata nostra cura rispettare la struttura originaria del luogo fortemente storico. All’interno del locale daremo vita una volta al mese a una kermesse con una connotazione culturale per dare spazio alla Napoli più vera e nobile. Il nostro intento è quello di offrire al turista che cerca la qualità, in una città sempre più omologata, un luogo lontano dai soliti e abusati circuiti di massa».
ScottoJonno, struttura di 600 metri quadrati, vanta un arredamento stile anni 20 molto curato e originale, con lampade in stile Liberty che creano l’atmosfera rarefatta dell’antico cafè chantant. Eugenio Tibaldi, responsabile del design degli arredi, ha riprodotto lo stile art déco, ricco di piante esotiche. Il procidano Marco Ambrosino, fortemente voluto dal proprietario, ha lasciato Milano per trasferirsi a Napoli e diventare lo chef dello ScottoJonno la cui cucina esce fuori dalla solita retorica ,ma aperta al mondo e alla contaminazione.
Lo ScottoJonno contribuisce con la sua presenza sul territorio a dare sempre più l’immagine di una Napoli positiva, laboriosa, originale, lontana dai soliti stereotipi che hanno contribuito a banalizzare la bellezza senza tempo di una città che tutto il mondo ci invidia a ragione.