“CRICK” atto unico in sei resoconti di Francesco Silvestri e Melina Formicola con Luca Iervolino e Francesco Roccasecca ritorna alla Sala Assoli con la regia di Rosario Sparno.
Antonio Cafiero, persona mite, fragile, sensibile, con un importante deficit cognitivo, decide di sottoporsi a una sperimentazione , già avviata
con successo su un topolino, allo scopo di aumentare il suo quoziente di intelligenza per migliorarsi intellettualmente ed essere come gli altri.
Lo spettacolo ci induce a riflettere su tematiche che non lasciano indifferenti gli spettatori.
La solitudine e la paura degli altri che nella società odierna ha assunto proporzioni epidemiche, emarginazione sociale del diverso spesso oggetto di derisione e isolamento.
Il rispetto delle fragilità che accomuna tanti esseri umani , il mito della ricerca della felicità e della perfezione a tutti i costi.
Infatti la spiccata intelligenza quasi mai garantisce felicità, ma al contrario può portare dolore e sofferenza.
“Crick” liberamente ispirato al racconto di fantascienza di Daniel Keyes “Fiori per Algernon”, tocca il problema della ricerca scientifica che non
rispetta la dignità dell’ essere umano.
Ci fa riflettere sull‘ uso indiscriminato delle cavie per improbabili esperimenti il più delle volte fallimentari.
E’ giusto forzare la natura umana oltre il limite che ci è stato concesso da Signore alla nascita? Che cosa rende una vita degna di essere vissuta? Chi
decide cosa è normale?
E’ doveroso ed eticamente giusto accettare le nostre fragilità e debolezze che sono bagaglio indispensabile per il nostro viaggio sulla
terra.
La cosiddetta normalità è una invenzione umana!
Gli uomini sono stati creati diversi fra loro e cercare di rendersi simili l’uno all’ altro porta a una forzata omologazione oltre che sterile e
distruttiva.
Ed è questa la tendenza che nella società attuale è sempre più presente con le disastrose conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.
Crick è uno spettacolo che sta dalla parte dei disabili, che ci costringe a far luce sulle nostre ipocrisie, a mettere in discussione le nostre certezze.
Per quanto ci piaccia credere di essere una società illuminata e progressista, quando si tratta dell’ accettazione di persone diverse da noi la storia
afferma che è vero il contrario.
Lo spettacolo grazie all’ attenta regia e alla bravura degli interpreti ridà vita a una vita violata restituendole attenzione e dignità che merita
attraverso un accorato racconto privo di retorica.
Luca Iervolino in 70 minuti di intenso spettacolo , grazie a una attenta mimica e una intensa immedesimazione nel personaggio, è riuscito a
calamitare l’ attenzione del pubblico in sala che ride e piange con la storia di Antonio Cafiero.
Crick si conferma un racconto rivelatorio che conferma il teatro nella sua antica missione di occhio critico sulla
contemporaneità di cui coglie luci e ombre
Da vedere.