Carmina Desimoniana, concerto per voci e 17 elementi orchestrali, è andato in scena nel Palazzo Reale di Napoli nell’ambito del Campania Teatro Festival. Testi e musiche del Maestro Roberto De Simone, recentemente scomparso, con Annamaria Colasanto, Raffaele Converso, Maria Letizia Gorga, Giovanni Mauriello. Voce recitante Franco Giovanni Iavarone. Direttore-concertatore Alessandro De Simone. Produzione Associazione Roberto De Simone.
«Il concerto ha l’intento – ha dichiarato il Maestro Alessandro De Simone – di far conoscere alle nuove generazioni il valore e l’importanza che ha avuto il maestro Roberto De Simone nel panorama artistico nazionale e internazionale. È la prima volta che viene presentato al pubblico e vuole rappresentare la summa del pensiero e delle sue creazioni musicali. L’associazione, creata con il Maestro nel 2024, ha il compito di portare avanti, non senza difficoltà, l’enorme patrimonio che De Simone ci ha lasciato».
Un patrimonio di grande valore storico, purtroppo sottovalutato per lungo tempo per incuria e leggerezza. La musica popolare lo ha sempre appassionato e per questo Roberto De Simone ha fatto meticolose ricerche, scoprendo la funzione catartica che aveva il canto popolare nel mondo contadino. Purtroppo c’è stata, ed è tuttora in corso, una depauperazione e conseguente sparizione della comunità agro-pastorale. Pasolini fu il primo a capirlo e a denunciare il fenomeno.
De Simone non ha avuto in vita quel giusto riconoscimento che avrebbero meritato le sue ricerche antropologiche, prova fra tutte il fatto che abbia cercato di realizzare, senza riscontro, causa dissidi con gli organi preposti, il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari della Campania.
Roberto De Simone è stato un compositore anomalo che ha avuto l’intuito di mescolare i vari generi musicali, creando un’originale contaminazione e coesione tra musica popolare e quella colta del Settecento napoletano, tra contemporaneità e tradizioni.
Gli ottimi e qualificati artisti scelti per il concerto, Giovanni Mauriello, Annamaria Colasanto, Raffaele Converso, Maria Letizia Gorga, Franco Giovanni Iavarone, hanno lavorato tutti con il Maestro De Simone. Giovanni Mauriello è stato, con altri colleghi, elemento fondamentale della Nuova Compagnia di Canto Popolare voluta dal Maestro De Simone, interprete della Gatta Cenerentola, che è stata portata in tournée in tutto il mondo, del Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini e di altre opere del Maestro.
Annamaria Colasanto ha partecipato a svariate produzioni teatrali di rilievo, tra le quali: La festa di Montevergine, Liolà con Ranieri, Masaniello di Tato Russo, La Gatta Cenerentola di De Simone, e altre produzzioni che le hanno permesso di essere conosciuta anche all’estero per la sua inconfondibile voce e professionalità.
Raffaele Converso, musicista, cantante, attore, è profondo conoscitore e amante della musica popolare che ha sempre sostenuto. Maria Letizia Gorga, cantante-attrice, ha avuto ruoli di rilievo in molte produzioni cinematografiche.
Il concerto ha avuto inizio con la magnifica Iesce sole, brano della Gatta Cenerentola, con Maria Letizia Gorga; poi Giovanni Mauriello con Maronna non è chiù lu tiempo antico, nel repertorio della Nuova Compagnia di Canto Popolare; poi Vurria addeventare pesce d’oro con Converso e Mauriello, tratto da Mistero Napoletano; La sciorta ‘ca ‘ngrata, corale; Rosa d’argento, rosa d’amore; La quadrana, corale; Nenna mia con la Colasanto, dalle sorprendenti e delicate note vocali.
Converso ha deliziato il pubblico con un suo irriverente Pulcinella, seguito da una coinvolgente tarantella per sola orchestra.
È stato proiettato il filmato della scena delle ingiurie tratto dalla prima edizione della Gatta Cenerentola (favola in musica che descrive un mondo immaginario popolare), con Isa Danieli, Franco Iavarone, Virgilio Villani, Antonella D’Agostino e altri.
Franco Iavarone ha interpretato durante la serata Asso ‘e bastone, il personaggio della Gatta Cenerentola di quarant’anni fa. La Colasanto con la Villanella di Cenerentola, seguita da uno scoppiettante Miao miao cucurucù, interpretato dai quattro artisti.
Ancora Che se magnai la zita la primma sera, poi La canzone del femminiello, sempre dalla Gatta Cenerentola.
Un suggestivo finale con il Libera me Domine, con tutti gli artisti, tratto dal Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini.
Uno spettacolo coinvolgente, di qualità, che ha coinvolto il pubblico in sala, applaudito ripetutamente.
Da ripetere.