Edipo re di Sofocle al teatro TIN di Napoli con la regia di Gianmarco Cesario, una produzione Talentum Production di Marcello Radano in
collaborazione con l’ Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema.
In scena Gianni Sallustro, Mario Brancaccio, Simona Esposito, Nicla Tirozzi, Vincenzo Merolla, Ciro Pellegrino, Tommaso Sepe, Stefania Vella e il coro
dei ragazzi dell’ Accademia il cui direttore è Gianni Sallustro.
L ‘ idea registica di ambientare la storia sofoclea nell’ attuale mondo gitano intriso di tradizioni e sofferenza è stata vincente.
Edipo re scopre , dopo aver interpellato l’ indovina Tiresia, di aver ucciso involontariamente il padre (Laio) e di aver sposato la madre Giocasta.
Uno spaccato della umana fragilità che caratterizza l’ uomo da sempre, dominato dal destino, in quanto è solo un illusione quella di essere
padroni della propria vita (libero arbitrio), caratterizzata da eventi ingovernabili.
Edipo è andato contro l’ ordine sociale ( uccidendo il padre e giacendo con la madre) e deve pagare per questo.
Edipo, con la ricerca della verità ad ogni costo, tenta di opporsi alla forza del destino, accettando alla fine i limiti di essere umano.
Vi è nel testo una lucida consapevolezza della umana infelicità, che sfugge ad ogni controllo razionale, con la conseguente precarietà della felicità umana
che è solo una illusione apparente.
E’ questa la forza dei classici , che pur attraversando i secoli, sono materia estremamente viva e palpitante, permettendo al presente storico di
rispecchiarsi in essi e ad ogni rappresentazione l’ esplorazione di significati inediti.
Che cosa Edipo riesce ancora a trasmetterci? Siamo pronti a pagare il prezzo che comporta la conoscenza della verità? Cui prodest?( a chi
giova?).
E’ un dilemma che da sempre attanaglia l’ uomo: spesso preferiamo ignorare, essere ciechi, perché la verità può avere conseguenze nefaste
come nel caso di Edipo. L’ Edipo re porta in sé il concetto di catarsi, che è la purificazione dell’anima dalle passioni terrene, e allo stesso tempo
suscita nello spettatore il sentimento di pietà e indulgenza verso le
umane debolezze.
La tragedia di Edipo re di Gianmarco Cesario è un momento significativo per la forza della rappresentazione e la bravura
degli artisti in scena.
Gianni Sallustro, animato da passione e legame autentico con il teatro, riesce a veicolare efficacemente la parabola della vita dell’ eroe sofocleo,
mettendo a nudo i contrastanti conflitti interiori che lo agitano.
Al TIN assistiamo a 70 minuti di vero teatro con la T maiuscola, portato in scena con passione, disciplina, precisione, che alterna sapientemente
momenti di essenzialità a quelli di profonda densità e introspezione.
Ancora una volta il TIN con L’ Edipo re di Gianmarco Cesario eleva il concetto di teatro, sottolineandone il ruolo culturale e artistico , che
porta avanti con orgoglio e determinazione, perché la cultura, nonostante l’imbarbarimento estetico sotto gli occhi di tutti, continua ad
essere l’ anima e la salvezza di un popolo.
La regia attenta e meticolosa di Gianmarco Cesario , improntata alla fedeltà del testo nella sua struttura essenziale, permette a chi interpreta
e a chi ne usufruisce una esperienza immersiva totalizzante.
Grande successo di pubblico e applausi a scena aperta. Da vedere.