
ph Eleonora Cavallo
Al Teatro Nuovo di Napoli è di scena Francesco Scimemi con Abracadabra, uno spettacolo di Babilonia Teatri, con Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Emanuela Villagrossi, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato (repliche fino a dom. 18 gennaio).
Nato a Palermo nel 1967 e salito alla ribalta nazionale nel 1990 grazie allo scouting di Pippo Baudo che lo volle dapprima in Gran Premio e poi in Domenica In, Francesco Scimemi sfugge alle categorizzazioni classiche: mago prestigiatore, non solo; comico, anche; fantasista, come ebbe a definirlo il Pippo nazionale, “eccezionale e un po’ matto”. Da trentacinque anni si divide tra le apparizioni in TV e gli spettacoli di illusionismo che porta in giro per l’Italia, riscuotendo sempre grande successo e vivo interesse da parte del suo pubblico. Abracadabra è – tuttavia – uno spettacolo diverso dai suoi soliti, più “teatrale”, meno comico, più intimo e riflessivo. Senza rinunciare, però, alla visionarietà dei suoi numeri che – messi uno in fila all’altro – si fanno racconto. In questo spettacolo-confessione l’uomo Scimemi fa i conti, infatti, con la scomparsa prematura dell’amata compagna di scena e di vita. Una perdita che crea un vuoto, un vuoto che porta dolore, rifiuto, rabbia, ma col quale – alla fine – si viene a patti, trasformando tutto ciò che v’è di negativo in una nuova suggestione, un nuovo inizio, promessa di rinascita. «Abracadabra è una parola magica, – riflette Scimemi – fiabesca e arcana, un incantesimo che può far apparire quello che non c’è. Abracadabra è uno spettacolo di magia che ci prende per mano e ci accompagna in territori da cui spesso scappiamo. È uno spettacolo dove la magia racconta quello che le parole non sanno dire da sole. Abracadabra si chiede che forma si possa dare al dolore. Si chiede come sia possibile venire a patti con la malattia, se un lutto vada elaborato e se i morti possano parlare.»
Il risultato è uno spettacolo poetico, drammatico, tenero, dove i sentimenti più intimi diventano illusione, l’illusione magia, la magia meraviglia. Dove, come il mago/attore si rivela al pubblico senza filtri, così il pubblico si lascia stupire da magie incredibili, riscoprendo l’innocenza e la capacità di meravigliarsi perdute. Ad accompagnare il mago Francesco Scimemi sulla scena, in questo viaggio dall’inferno alle stelle, tre assistenti (Castellani, Raimondi e Villagrossi) che partecipano al gioco dell’illusione con gli stessi occhi stupiti del pubblico. Ultima nota per gli appassionati del genere: il numero delle carte cui partecipa il pubblico, e quello della lettera finale hanno dell’incredibile!