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	<title>Cristina Maresca, Mydreams.it&#039;s Authors</title>
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		<title>Piano City: Ingrid Carbone porta la sua musica al CASVA di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 16:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina Ingrid Carbone, la pianista, matematica e divulgatrice di musica e cultura, si è esibita a Milano al CASVA (Centro di Alti Studi sulle Arti Visive) nell’ambito di Piano Lesson “L’Universo Femminile tra le note di Schubert, Litszt e Leoncavallo”, evento di Piano City Milano. Per l’occasione abbiamo intervistato l’artista. In occasione del Piano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64236 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/05/Ingrid-Carbone_-Dietrich-Steinmetz-300x200.jpeg" alt="INGRID CARBONE" width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/05/Ingrid-Carbone_-Dietrich-Steinmetz-300x200.jpeg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/05/Ingrid-Carbone_-Dietrich-Steinmetz-946x630.jpeg 946w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/05/Ingrid-Carbone_-Dietrich-Steinmetz-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/05/Ingrid-Carbone_-Dietrich-Steinmetz.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Questa mattina <strong>Ingrid Carbone</strong>, la pianista, matematica e divulgatrice di musica e cultura, si è esibita a Milano al <strong>CASVA</strong> (Centro di Alti Studi sulle Arti Visive) nell’ambito di Piano Lesson “<strong>L’Universo Femminile tra le note di Schubert, Litszt e Leoncavallo</strong>”, evento di <strong>Piano City Milano</strong>. Per l’occasione abbiamo intervistato l’artista.</p>
<p><strong>In occasione del Piano City Milano terrà una conversazione-concerto in cui si potrà comprendere la connessione tra musica e matematica. Proporrà la Piano Lesson “L’universo femminile tra le note di Schubert, Liszt e Leoncavallo. Può darci qualche anticipazione? </strong></p>
<p>Ho scelto con cura il programma perché sia da stimolo e da sprone all’amara riflessione di quanto la donna, oggi, ancora debba lottare per veder riconosciuti i propri diritti. Da una parte, con la musica di Leoncavallo rifletteremo sulla donna del popolo, che trasforma in spettacolo la vita e le tradizioni spagnole. Dall’altra c’è una giovane suora (Die junge Nonne) che viene strappata alla sua vita di privilegi aristocratici perché rinchiusa in un convento, nella magistrale trascrizione di Liszt dell’omonimo leid di Schubert. Dunque, donne di estrazioni sociali diverse che vivono comunque le difficoltà (diverse) connesse al loro status. Racconterò al pubblico i brani, il loro significato, gli effetti che i compositori hanno voluto dare attraverso la musica, farò sentire le nacchere, la chitarra, il violino tzigano, il tacco/punta della ballerina di flamenco, ma anche la trasformazione della suora, il suo struggimento interiore e il passaggio dalla sofferenza alla devozione. Dopo averli raccontati al pianoforte, li eseguirò per intero.</p>
<p><strong>È una ricercatrice e docente di ruolo presso l’Università della Calabria, dove insegna Analisi Matematica. Quali gratificazioni le danno i suoi studenti?</strong></p>
<p>Oggi è difficile insegnare, anche all’università. Gli studenti stanno cambiando anno dopo anno, stanno perdendo la loro capacità di concentrarsi e lavorare con continuità. Le gratificazioni, purtroppo, diminuiscono anch’esse anno dopo anno. Tuttavia, ed è sempre stato così, la mia principale gratificazione è vedere la trasformazione di chi si è affidato a me e ai miei consigli, ed è riuscito ad operare una svolta. É anche così che si diventa cittadini consapevoli!</p>
<p><strong>Ha collaborato con scuole, università, conservatori e istituzioni culturali italiane ed internazionali. C’è un evento che ricorda con particolare emozione? </strong></p>
<p>Sicuramente il mio primo viaggio in Palestina, invitata dal consolato italiano a Gerusalemme. Nessuna esperienza è stata per me così coinvolgente, formativa e toccante. Non smetterò mai di ringraziare il console Giuseppe Fedele per quel primo invito e per il secondo l’anno successivo. Lì ho capito quanto diversa era la realtà dalla narrazione fatta dai media. Poi è arrivato il 7 ottobre, con tutte le verità che sono emerse dopo, e da allora le immagini e i video sul genocidio dei Palestinesi non è stato più possibile censurarle. Io ho compreso tutto prima, in occasione dei due miei viaggi. Il mio cuore sanguina, da allora. Appena sarà possibile, ritornerò. In quelle occasioni ho avuto modo di suonare musica italiana e musica dedicata all’Italia. Ricordo l’entusiasmo del pubblico dopo aver sentito i due brani che Leoncavallo ha dedicato ai paesi arabi: quella scelta ci ha fatto sentire più vicini e ha azzerato le distanze. Ma ricordo anche con tanta emozione il mio ultimo viaggio in Giordania nell’ottobre 2025, inviata dall’Ambasciata d’Italia ad Amman. Un pianista che ho seguito durante le mie masterclass era anche compositore. Quando gli ho chiesto di suonarmi qualche suo brano, mi ha guardata incredulo: non gli sembrava vero tanto interesse. Quei brani sono rimasti nel mio cuore, e ho deciso di fargliene eseguire uno durante il concerto finale degli studenti. Ne era davvero felice. Qualche tempo dopo, lo stesso studente mi ha scritto di essere stato ispirato da me e dalla mia musica, e di aver composto un brano proprio grazie a quella ispirazione. Mi ha commossa.</p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64237 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/05/Ingrid-Carbone_ph-Marianna-Zupi-b3-300x214.jpg" alt="INGRID CARBONE" width="300" height="214" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/05/Ingrid-Carbone_ph-Marianna-Zupi-b3-300x214.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/05/Ingrid-Carbone_ph-Marianna-Zupi-b3-882x630.jpg 882w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/05/Ingrid-Carbone_ph-Marianna-Zupi-b3.jpg 1488w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Lei si è formata presso accademie internazionali come il Mozarteum di Salisburgo e il Tel-Hai International Piano Master Classes in Israele. Quanto hanno influito sulla sua formazione? E quali ricordi conserva di quel periodo di studi?</strong></p>
<p>Senz’altro io devo la mia formazione agli studi in conservatorio a Cosenza, dove ho avuto il privilegio di studiare con maestri straordinari: Maria Laura Macario, Flavio Meniconi e Francesco Monopoli. Ho avuto modo, successivamente, di affinare le mie qualità e perfezionarmi con maestri di grande spessore, che sono riusciti a farmi spaziare verso repertori che, forse, non avrei osato approcciare. Devo, per questo motivo, menzionare Cristiano Burato che mi ha sollecitata e spronata. Ma è successo anche in occasione di queste due masterclass, e in particolare proprio quella in Israele mi ha spinta a studiare alcuni dei brani più belli e complessi del repertorio pianistico, che poi ho inciso. Un aneddoto, però, posso raccontarlo. In Israele, durante la mia esibizione pubblica, ho suonato la trascrizione di Liszt del Lied di Schubert “Erlkoenig”. Si tratta di un brano di grande difficoltà tecnica, che non tutti possono affrontare. Ebbene, la mattina successiva da diverse aule studio si sentivano studiare proprio le prime battute di quel brano! Confesso di aver provato una punta di orgoglio!</p>
<p><strong>Nel corso della sua straordinaria carriera come pianista concertista ha ricevuto otto riconoscimenti dai Global Music Awards (USA). Cosa rappresentano per lei questi premi prestigiosi? </strong></p>
<p>Tutti questi riconoscimenti rappresentano per me uno sprone ad andare avanti nella direzione che ho scelto: ovviamente, sono motivo di grande soddisfazione e orgoglio, ma soprattutto sono una conferma della qualità delle mie interpretazioni. Ho avuto modo di incidere album su Schubert, Liszt e Leoncavallo, affrontando così compositori molto diversi gli uni dagli altri, affrontando repertori poco noti ma anche veri capolavori. Questi premi sono andati di pari passo con la critica nazionale e soprattutto internazionale. Non avrei potuto chiedere di meglio!</p>
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		<title>Spaventapasseri, il nuovo singolo del cantautore napoletano Stre</title>
		<link>https://www.mydreams.it/spaventapasseri-il-nuovo-singolo-del-cantautore-napoletano-stre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 17:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si intitola Spaventapasseri il nuovo singolo del cantautore, arrangiatore, produttore e regista napoletano Stefano Crispino, in arte Stre. È un brano che fonde pop ed elettronica, in cui l&#8217;artista racconta con ironia e malinconia, la fragilità e al tempo stesso la forza di chi si sente incompreso, enfatizzando il valore dell&#8217;attesa. Nel videoclip il protagonista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Si intitola <strong><em>Spaventapasseri</em></strong> il nuovo singolo del cantautore, arrangiatore, produttore e regista napoletano <strong>Stefano Crispino</strong>, in arte <strong>Stre</strong>. È un brano che fonde pop ed elettronica, in cui l&#8217;artista racconta con ironia e malinconia, la fragilità e al tempo stesso la forza di chi si sente incompreso, enfatizzando il valore dell&#8217;attesa. Nel videoclip il protagonista è uno spaventapasseri dal cuore di paglia, allegoria di colui che osserva e resta fermo, nella sua solitudine, in attesa di un abbraccio.</p>
<p><strong>Il tuo nuovo singolo Spaventapasseri parla con ironia della fragilità e al tempo stesso della forza di chi si sente incompreso. Il protagonista è uno spaventapasseri fragile e sensibile. Il brano, quindi, biasima una società priva di sentimenti?</strong></p>
<p>«Assolutamente no. Spaventapasseri non nasce per dare un giudizio sulla società, né tantomeno per dipingerla come priva di sentimenti. Sarebbe eccessivo generalizzare così tanto, anche perché la società è fatta di persone, e ogni persona è un mondo a sé. È semplicemente un ritratto di come io mi sono sentito tante volte all’interno della società: fragile, in cerca di affetto, desideroso di accoglienza. Non ho una visione così catastrofica della realtà… o almeno, non ancora (ride). È una canzone su di me, non un’accusa all’umanità, anche se effettivamente qualche volta la meriterebbe (ride)».</p>
<p><strong>Nel videoclip lo spaventapasseri ha il cuore di paglia e la maschera di un pagliaccio. È un messaggio incisivo e graffiante!</strong></p>
<p>«Grazie. Ho cercato di rendere visiva questa metafora e sono felice che tu l’abbia percepita così».</p>
<p><strong>Nel 2023 hai pubblicato Carpe Die, il tuo primo album. Puoi raccontarci la genesi di alcuni brani?</strong></p>
<p>«Ogni brano ha avuto una nascita diversa. Alcuni sono nati da un’intuizione di testo, altri da testo e musica insieme, altri ancora prima dalla produzione musicale e poi dalle parole. Non c’è mai stato un “metodo” fisso o una formula da seguire. La verità è che la genesi dei miei pezzi è sempre molto varia. L’unica regola che ho quando scrivo è: non avere regole».</p>
<p><strong>Napoli è la tua città. È fonte di ispirazione per te?</strong></p>
<p>«No, non direttamente. Non sono una persona che si mette a scrivere guardando un paesaggio. Più che la città, sono le emozioni forti a muovermi: felicità, sofferenza, tutto ciò che passa attraverso le persone. Quelle sì che ispirano, molto più della location in cui si trovano, anche se ho un debole per i luoghi, mi innamoro dei luoghi ma allo stesso tempo non sono affatto campanilista. Forse Napoli mi ha ispirato in un modo più sottile: quel suo modo di affrontare la vita con un pizzico di positività».</p>
<p><strong>La tua carriera inizia insieme alla tua band Gruppo Sanguigno. Quanto è stato importante quel periodo del tuo percorso artistico?</strong></p>
<p>«Molto. Facevamo un genere molto settoriale, una sorta di pop punk, e lì ho capito cosa significa sentirsi “confinati” in una sola indole. Quell’esperienza mi ha fatto venire voglia di esplorare e andare oltre. E poi, umanamente, era bello dividere alcuni compiti, anche se spesso finivo per fare tutto io. Però quella dimensione collettiva mi ha formato, mi ha fatto crescere sia artisticamente che come persona, sia in negativo che in positivo».</p>
<p><strong>Negli ultimi due anni sei stato impegnato in un lungo tour in tutta Italia. È stato motivante?</strong></p>
<p>«Più che lungo è stato molto dilazionato. Purtroppo oggi, da indipendente, è difficile costruire un tour fitto come succedeva anni fa: non esiste più quel tipo di gavetta o quantomeno, non porta agli stessi risultati. Sono state tante date sparse in due anni, e sì, il pubblico mi ha motivato sempre. Però non posso negare che a volte è stato anche difficile e un po’ avvilente. Fare tutto da soli è complesso, ma ogni concerto ripaga gli sforzi».</p>
<p><strong>Stai lavorando alla realizzazione di un nuovo disco?</strong></p>
<p>«Sì. Spaventapasseri è il primo singolo del prossimo album. Il disco è praticamente tutto composto: sto perfezionando alcune produzioni e tra poco i brani andranno in mix e master».</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro e disabilità nella serie Rai L’altro ispettore</title>
		<link>https://www.mydreams.it/sicurezza-sul-lavoro-e-disabilita-nella-serie-rai-laltro-ispettore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 17:27:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’altro ispettore è la prima fiction che affronta il tema della sicurezza sul lavoro, diretta da Paola Randi, in onda dal 2 dicembre, in prima serata su Rai1. Il protagonista è l’attore Alessio Vassallo, che interpreta l’ispettore del lavoro Domenico Dodaro, per gli amici Mimmo. L’altro ispettore, serie coprodotta da Rai Fiction-Anele-RaiCom, scritta da Salvatore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><b>L’altro ispettore</b><span style="font-weight: 400;"> è la prima fiction che affronta il tema della sicurezza sul lavoro, diretta da</span><b> Paola Randi</b><span style="font-weight: 400;">, in onda dal 2 dicembre, in prima serata su Rai1. Il protagonista è l’attore </span><b>Alessio Vassallo</b><span style="font-weight: 400;">, che interpreta l’ispettore del lavoro Domenico Dodaro, per gli amici Mimmo</span><b>. L’altro ispettore</b><span style="font-weight: 400;">, serie coprodotta da Rai Fiction-Anele-RaiCom, scritta da Salvatore De Mola, Andrea Valagussa, Paola Randi ed Emanuela Rizzuto, e liberamente tratta dai romanzi di Pasquale Sgrò, intende sensibilizzare ad una riflessione collettiva sul lavoro e sulla cultura della sicurezza come valore universale. Ambientata a Lucca, </span><b>L’altro ispettore</b><span style="font-weight: 400;"> fa luce su tematiche complesse, quali la sicurezza sul lavoro, gli infortuni sul lavoro, la disabilità e le morti sul lavoro, ispirandosi a fatti realmente accaduti. Nei sei diversi episodi la parte narrativa si unisce alla tematica sociale. La serie è il racconto di storie drammatiche, ma è anche un family. Il protagonista, Domenico Dodaro, è un ispettore del lavoro senza pistola, che risolve i casi con la sua umanità, la sua intuizione e l’esperienza.</span></p>
<p><b> «</b><i><span style="font-weight: 400;">Domenico Dodaro è un ispettore del lavoro che non usa la violenza, ma l’empatia, la gentilezza, la curiosità, lo studio, la competenza, la simpatia e la cura. Un ispettore che si prende cura dei lavoratori e delle lavoratrici- </span></i><span style="font-weight: 400;">descrive il protagonista la regista Paola Randi</span><i><span style="font-weight: 400;">&#8211; un uomo che ha vissuto sulla propria pelle la perdita di un padre morto sul posto di lavoro». </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ispettore del lavoro Dodaro è impegnato ogni giorno a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e a indagare sui casi in cui essa è mancata, cercando di scoprire le dinamiche e le responsabilità con uno sguardo umano ed imparziale, e collaborando con i lavoratori, gli imprenditori, i sindacati, le istituzioni</span><i><span style="font-weight: 400;">.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«La serie si contraddistingue per la delicatezza con cui affronta il tema come quello delle morti sul lavoro- </span></i><span style="font-weight: 400;">racconta Alessio Vassallo</span><i><span style="font-weight: 400;">&#8211; e Paola Randi ci ha diretto in maniera impeccabile. Nei diversi episodi raccontiamo le braccia che costruiscono l’Italia ogni giorno. Quante volte ci capita di passare davanti ad un cantiere e vedere degli operai che stanno sulle impalcature. Quelle persone sono la locomotiva del nostro paese. Mimmo Dodaro è un supereroe che non ce l’ha fatta, uno di noi, dedito nel lavoro, puntuale, che inciampa nella vita. È un personaggio analogico, che usa il foglio di carta, e va in giro con la bici, un ispettore gentile che non interroga, ma cerca delle domande. Parola chiave di questa serie è la cura, cioè il prendersi cura di qualcuno. Domenico si prende cura dei lavoratori e delle lavoratrici. Prima di iniziare le riprese, parlando con degli ispettori del lavoro, mi hanno svelato la prima frase che</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">pronunciano rivolgendosi ai lavoratori, quando arrivano sul posto per un incidente o per un controllo: siamo qua per voi. Questo significa prendersi cura delle persone. Quando abbiamo girato nella cava di marmo, all’orditoio, nelle fabbriche, le comparse erano operai, lavoratori del posto. È stato importante confrontarmi con loro prima e durante le riprese. Il lavoro crea un’identità. E noi siamo il lavoro che svolgiamo. Ed ogni lavoro se fatto con passione ed in sicurezza ha pari dignità. Nei primi giorni di riprese non è stato facile, riflettevo sul come una persona possa perdere la vita durante le proprie ore lavorative. Ho avuto un blocco emotivo, ma Paola mi ha aiutato. Ringrazio anche Pasquale Sgrò, che con la sua esperienza come ispettore del lavoro, mi ha dato consigli tecnici sul rapporto con i lavoratori”».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al fianco di Alessio Vassallo, c’è </span><b>Cesare Bocci</b><span style="font-weight: 400;"> nei panni di Alessandro, un amico di famiglia, un mental coach in sedia a rotelle sopravvissuto all’incidente in cui, anni prima, perse la vita il padre di Domenico Dodaro.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Il mio personaggio Alessandro è una persona disabile- </span></i><span style="font-weight: 400;">commenta Cesare Bocci</span><i><span style="font-weight: 400;">&#8211; un uomo che ha subito un incidente, ma si è rialzato. Ho voluto creare un uomo che si rialza. Perché qualsiasi cosa possa accadere nella vita, bisogna rialzarsi. Alessandro sente di essere un secondo padre per Mimmo Dodaro, il figlio del suo migliore amico».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Impreziosiscono la serie Francesca Inaudi nel ruolo della pm Raffaella Pacini, ex compagna di liceo del protagonista e con la quale Mimmo si ritroverà a lavorare nelle indagini dei casi di puntata; la piccola Angelica Tuccini nei panni della figlia Mimì; Silvia Mazzieri, nel ruolo di Eleonora Lagonegro, primo amore di Mimmo; Rosanna Gentili, nei panni della mamma di Mimmo, Carla; Matilde Bernardi, in quelli della sorella Lucrezia; Massimiliano Galligani che interpreta il carabiniere Mariotti; Barbara Enrichi, nel ruolo dell’archivista Vincenzina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per il suo alto valore di servizio pubblico, la serie ha ottenuto il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Inail, e la collaborazione di Presidenza del Consiglio dei Ministri-Ministro per le Disabilità, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il primo episodio de </span><b>L’altro ispettore</b><span style="font-weight: 400;"> dal titolo </span><i><span style="font-weight: 400;">Ritorno a casa</span></i><span style="font-weight: 400;">, ambientato in un cotonificio, sarà dedicato a Luana D’Orazio, l’operaia ventenne che morì finendo nell’ingranaggio di un orditoio della fabbrica in cui lavorava.</span></p>
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		<title>Je ne me vois plus, il nuovo singolo della cantautrice Alice Alison</title>
		<link>https://www.mydreams.it/je-ne-me-vois-plus-il-nuovo-singolo-della-cantautrice-alice-alison/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 16:27:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un viaggio introspettivo, Je ne me vois plus, il nuovo singolo della cantautrice, autrice e performer bohemien Alice Alison.  Scritto in collaborazione con Diego Esposito e prodotto da Giovanni Antonicelli, Je ne me vois plus rappresenta una riflessione sulla difficoltà di accettare la propria vulnerabilità, di misurarsi con il dolore e le ferite e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63627 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/alice-alison-soundsblog-251024-300x200.jpg" alt="Alice Alison" width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/alice-alison-soundsblog-251024-300x200.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/alice-alison-soundsblog-251024.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />È un viaggio introspettivo, <strong>Je ne me vois plus</strong><em>, </em>il nuovo singolo della cantautrice, autrice e performer bohemien <strong>Alice Alison</strong>.  Scritto in collaborazione con Diego Esposito e prodotto da Giovanni Antonicelli, <em>Je ne me</em> <em>vois</em> <em>plus</em> rappresenta una riflessione sulla difficoltà di accettare la propria vulnerabilità, di misurarsi con il dolore e le ferite e di ritrovare l’equilibrio interiore, al termine di un legame tossico.</p>
<p><strong>Il tuo nuovo singolo, <em>Je</em> <em>ne</em> <em>me</em> <em>vois</em> <em>plus</em>, racconta il senso di malessere e quel non riuscire più a riconoscersi al termine di una relazione tossica. Quanto è stato catartico scriverlo?</strong></p>
<p>«È stato molto catartico. All’inizio pensavo sarebbe stata solo una delle tante canzoni che non avrei mai pubblicato, proprio perché ero lì, completamente nuda. E invece… è diventata un modo per affrontare e trasformare quella vulnerabilità in forza».</p>
<p><strong>Anche la coreografia della performance nel videoclip di <em>Je</em> <em>ne</em> <em>me</em> <em>vois</em> <em>plus</em> intende rappresentare quel dolore e le profonde cicatrici.  Com’è stata questa esperienza?</strong></p>
<p>«È stata davvero coinvolgente e gratificante! Tutto è venuto in modo molto naturale: il mio ballo, quasi dispotico, e i miei ballerini, così dolci e leggeri, come a proteggermi dal dolore».</p>
<p><strong>Nel 2020 hai pubblicato Cuore in Lock-Down. Puoi raccontarci la nascita di qualche brano presente in questo primo EP?</strong></p>
<p>«<em>Fermate</em> <em>il</em> <em>mondo</em> l’ho scritta durante il periodo del Covid, riflettendo su quello che stavo vivendo. È un pezzo molto personale, e spero che chi lo ascolta possa sentire quella stessa intensità».</p>
<p><strong>Nel 2009 hai preso parte a Sanremo Lab. Che ricordo conservi di quella partecipazione?</strong></p>
<p>«Ero molto giovane e ricordo di essermela goduta con felicità e spensieratezza, senza pensare troppo ai condizionamenti. Adesso probabilmente sarei un po’ più tesa e tremolante!».</p>
<p><strong>A quale progetto stai lavorando? Stai realizzando il tuo primo album?</strong></p>
<p>«Questo è ancora un piccolo spoiler. Forse sì, forse no… potrebbe essere un album, o potrebbero essere solo singoli. Chissà!».</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/je-ne-me-vois-plus-il-nuovo-singolo-della-cantautrice-alice-alison/">Je ne me vois plus, il nuovo singolo della cantautrice Alice Alison</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
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		<title>Grey Horse’s Standpoint, il nuovo singolo di Simone Sello</title>
		<link>https://www.mydreams.it/grey-horses-standpoint-il-nuovo-singolo-di-simone-sello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 17:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo singolo del chitarrista, produttore e compositore Simone Sello, dal titolo Grey Horse’s Standpoint, è un brano evocativo, una suggestiva e affascinante colonna sonora che richiama alla mente le tipiche immagini di un film Western classico, e trasporta l’ascoltatore in una dimensione unica, surreale ed onirica. Il tuo nuovo singolo Grey Horse’s Standpoint è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63556 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/G9CQoBiYtrO0XdRA1Yzyk9WJL9akkJ3dlXVCoAKR-715x1024-1-209x300.jpg" alt="Simone-Sello" width="209" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/G9CQoBiYtrO0XdRA1Yzyk9WJL9akkJ3dlXVCoAKR-715x1024-1-209x300.jpg 209w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/G9CQoBiYtrO0XdRA1Yzyk9WJL9akkJ3dlXVCoAKR-715x1024-1-440x630.jpg 440w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/G9CQoBiYtrO0XdRA1Yzyk9WJL9akkJ3dlXVCoAKR-715x1024-1.jpg 715w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" />Il nuovo singolo del chitarrista, produttore e compositore <strong>Simone Sello</strong>, dal <strong><em>titolo Grey Horse’s Standpoint</em></strong>, è un brano evocativo, una suggestiva e affascinante colonna sonora che richiama alla mente le tipiche immagini di un film Western classico, e trasporta l’ascoltatore in una dimensione unica, surreale ed onirica.</p>
<p><strong>Il tuo nuovo singolo Grey Horse’s Standpoint è una trascinante colonna sonora. La melodia richiama immagini tipiche di un film Western e si sviluppa attraverso tre elementi sonori: il fischio, la chitarra slide e il canto lirico. Da quali pensieri, storie o esperienze artistiche hai tratto ispirazione per comporre?</strong></p>
<p>«È nato da una visione: un cavallo grigio nel deserto, che osserva un orizzonte infinito al tramonto. Mi affascinava l’idea del silenzio che precede il movimento, di una calma apparente che in realtà nasconde forza e consapevolezza. A livello musicale ho voluto unire tre linguaggi molto diversi — il fischio, la chitarra slide e il canto lirico — per evocare quella sensazione di sospensione tra sogno e realtà. Ogni elemento rappresenta una parte del racconto: il fischio è l’emozione, la slide è la materia, il canto lirico è l’anima, la crescita epica».</p>
<p><strong>Il brano originale ha subito diversi cambiamenti. Il Theremin è stato sostituito dal fischio. Ti affascina apportare modifiche alle tue composizioni musicali?</strong></p>
<p>«Assolutamente sì, forse anche troppo!&#8230; Mi piace lasciare che i brani vivano, che cambino forma durante la loro creazione. Il Theremin aveva un bel fascino ipnotico, ma mi sembrava troppo distante. Il fischio di Alessandro Alessandroni Jr. ha reso il sound più vicino, più umano. Quando un suono nuovo entra in una composizione, può cambiare completamente l’atmosfera — e a me interessa proprio quel momento, in cui la musica inizia a respirare da sola».</p>
<p><strong>Sei un chitarrista eccezionale. In quale periodo della tua carriera ti sei lasciato ammaliare dalla chitarra slide?</strong></p>
<p>«Grazie innanzitutto! Con la slide, come anche con altri strumenti “alternativi”, è stato un incontro progressivo. Ho sempre amato i suoni che “scivolano”, che non sono mai completamente fermi. La chitarra slide mi ha affascinato per la sua voce umana, malinconica, capace di unire blues, psichedelia e suggestioni cinematografiche. Di conseguenza, per lo stesso motivo ho iniziato ad esplorare anche la chitarra senza tasti, e lo shamisen (strumento a corde tradizionale giapponese, pure fretless). Negli ultimi anni sono diventati una parte importante del mio linguaggio, soprattutto in fase di registrazione: con questi strumenti riesco a dare espressività senza parole, come se le corde potessero raccontare storie usando meno note».</p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63557 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/Grey-Horses-Standpoint-di-Simone-Sello-300x300.jpg" alt="Simone-Sello" width="300" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/Grey-Horses-Standpoint-di-Simone-Sello-300x300.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/Grey-Horses-Standpoint-di-Simone-Sello-630x630.jpg 630w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/Grey-Horses-Standpoint-di-Simone-Sello-150x150.jpg 150w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/Grey-Horses-Standpoint-di-Simone-Sello-109x109.jpg 109w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/Grey-Horses-Standpoint-di-Simone-Sello-100x100.jpg 100w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/11/Grey-Horses-Standpoint-di-Simone-Sello.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il nuovo album si intitola Paparazzi, Izakayas and Cowboys. È il frutto di un’intensa ricerca e sperimentazione musicale. Puoi svelarci la genesi di qualche brano?</strong></p>
<p>«Ogni brano nasce da un incontro tra mondi diversi, con il goal di rendere il risultato finale omogeneo e fruibile: in questo caso non è ricerca fine alla sperimentazione, bensì ad un progetto musicale godibile come un viaggio vero e proprio. I protagonisti dell’album sono di solito lo Spaghetti Western ed il rock/blues filtrati da certa elettronica, ma con diverse variazioni. In “The Cat and the Fox”, ad esempio, convivono l’estetica giapponese e il groove californiano. In “Cocktail in Kanda” e “Olde Towne Slowe Dance”, accanto alle contaminazioni asiatiche ho inserito elementi nostalgici usando certe armonie e suoni retro presi in prestito dalla elettronica europea. Tutto il progetto nasce da una curiosità per la contaminazione: Roma, Tokyo e Los Angeles si intrecciano in una mappa sonora in cui non ci sono confini, ma continui passaggi di stile e linguaggio.</p>
<p><strong>Nel 1997 ti sei trasferito a Los Angeles intraprendendo diverse collaborazioni artistiche. Quanto hanno influenzato il tuo stile musicale?</strong></p>
<p>«Moltissimo. Los Angeles è un crocevia culturale incredibile, dove puoi incontrare musicisti di ogni provenienza e stile. Mi ha insegnato ad avere un approccio più aperto e “globale”, a non pensare per categorie ma per emozioni. Vivendo lì ho imparato che la contaminazione è una ricchezza: ogni esperienza, ogni collaborazione, ogni suono nuovo ti cambia e lascia una traccia nel tuo linguaggio.</p>
<p><strong>A Los Angeles hai collaborato anche con Vasco Rossi. Quale significato assume per te quel sodalizio artistico?</strong></p>
<p>È stato un incontro fondamentale, anche perché, come molti musicisti della mia generazione, nasco innanzitutto come fan del suo lavoro. Con Vasco ho lavorato per diversi anni, soprattutto agli Speakeasy Studios di Los Angeles, in un contesto di grande energia creativa. Ho imparato molto dal suo modo di affrontare la musica: diretto, sincero, istintivo. Vasco cerca sempre la verità nel suono, e questo mi ha influenzato profondamente anche nel mio lavoro di produttore».</p>
<p><strong>In questo periodo a quale progetto stai lavorando?</strong></p>
<p>Sto ultimando la pubblicazione dei brani che compongono Paparazzi, Izakayas and Cowboys, in uscita il 12 Dicembre. Alcuni di essi sono accompagnati da un videoclip connesso agli altri, come episodi di un film musicale surreale. Parallelamente sto sviluppando nuovi concept audiovisivi e collaborazioni internazionali che proseguono la mia ricerca sull’incontro tra suono, immagine e narrazione. Il mio obiettivo rimane quello di costruire un linguaggio personale, in cui la musica non accompagna le immagini, anzi le genera ed rimane protagonista del risultato».</p>
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		<title>Intervista a Plebbo, in rotazione il suo &#8220;Faccia al cielo&#8221;</title>
		<link>https://www.mydreams.it/intervista-a-plebbo-in-rotazione-il-suo-faccia-al-cielo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 17:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica, Faccia al cielo, il nuovo singolo del cantautore e produttore romano Guido Plebani, in arte Plebbo, un brano nostalgico contraddistinto dalla fusione tra elementi elettronici ed acustici. Faccia al cielo trae origine da un momento di introspezione per Plebbo, mentre sdraiato su un prato, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63443 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Faccia-al-cielo_placebo-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Faccia-al-cielo_placebo-300x300.png 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Faccia-al-cielo_placebo-630x630.png 630w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Faccia-al-cielo_placebo-150x150.png 150w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Faccia-al-cielo_placebo-1536x1536.png 1536w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Faccia-al-cielo_placebo-2048x2048.png 2048w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Faccia-al-cielo_placebo-109x109.png 109w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Faccia-al-cielo_placebo-100x100.png 100w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />È disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica, <strong>Faccia al cielo</strong>, il nuovo singolo del cantautore e produttore romano Guido Plebani, in arte <strong>Plebbo</strong>, un brano nostalgico contraddistinto dalla fusione tra elementi elettronici ed acustici. Faccia al cielo trae origine da un momento di introspezione per Plebbo, mentre sdraiato su un prato, con lo sguardo rivolto al cielo, si lascia ispirare dai suoi pensieri.</p>
<p><strong>Faccia al cielo è il tuo nuovo singolo concepito da un momento di introspezione, che raccoglie sogni, preoccupazioni, malinconie. Quale significato assume per te questo brano?</strong></p>
<p>Questo nuovo singolo nasce da un flusso di pensieri che ho avuto guardando il cielo. L’ignoto dell’immensità del cielo mi ha evocato prima un senso di meraviglia, poi di malinconia, ed infine di paura. Per me ha allo stesso tempo un significato effimero, data la breve durata del flusso di pensieri, ma al tempo stesso un impatto molto profondo sul mio modo di concepire il mondo.</p>
<p><strong>È un pezzo che intreccia il pop, l&#8217;electro e il rock, dando vita ad un’atmosfera nostalgica.</strong></p>
<p>Sia il provino fatto da me, che la realizzazione finale prodotta con Diego Calvetti, avevano come obiettivo quello di evocare le emozioni provate da me proprio con i suoni usati all’interno della produzione, per dare un senso di mistero e malinconia.</p>
<p><strong>Svegliati è il singolo che segna il tuo debutto discografico. È una canzone romantica ispirata alla persona amata?</strong></p>
<p>In realtà no, Svegliati ha un significato molto più profondo, raccogliendo al suo interno varie fasi della mia vita, più nello specifico un periodo che va dall’inizio della pandemia, fino ad arrivare all’estate del 2022 quando ho cominciato a fare musica. La prima fase parla del fatto che siccome mio padre ha una malattia polmonare, durante il periodo del COVID la mia famiglia è stata isolata dal resto del mondo per più o meno un anno e mezzo. Questo per me è stato un periodo di grande crescita intra personale, ma allo stesso tempo, è stato un periodo di totale annullamento interpersonale. La seconda parte invece parla di quando ho ricominciato ad uscire e a vedere gente. Questa parte sicuramente raccoglie anche l’amore, ma non solo. Qui in realtà, parlo di una sensazione quasi magica di entusiasmo che percepivo nel rapportarmi con le persone in quel periodo post reclusione. L’ultima parte, invece, parla di un ritorno alla normalità nella quale non provavo più quell’entusiasmo speciale nel rapportarmi con le persone. Parla anche di un periodo nel quale avevo appena smesso di giocare a tennis, che fino a quel momento della mia vita era stato la mia grande passione, ma allo stesso tempo era il periodo nel quale ho cominciato ad approcciarmi alla musica, quindi le mie emozioni in questa terza parte sono molto miste. Da un lato, il ritorno ad un appiattimento della vita e l’interruzione della mia più grande passione, dall’altro invece, la nascita di una nuova passione.</p>
<p><strong>Naufrago è uno dei tuoi ultimi brani. “Ci siamo tutti noi a naufragare in questa vita” recita il testo. Da quali delusioni è scaturito?</strong></p>
<p>Non per forza delusioni. Il punto è che spesso pensiamo troppo al futuro ed al raggiungimento di obiettivi. Nel caso di Naufrago, la terra ferma sarebbe il raggiungimento dei propri sogni o obiettivi. Il problema è che nel fare ciò non ci godiamo il presente, perché lo percepiamo come una situazione temporanea dalla quale vorremmo uscire, ma la verità è che nella maggior parte dei casi non arriveremo mai alla terra ferma. Quindi è importantissimo trovarsi bene nel mare del presente e della quotidianità.</p>
<p><strong>Puoi raccontarci in quale momento hai scoperto la passione per la musica?</strong></p>
<p>La mia passione per la musica in realtà è nata relativamente tardi. Fin da piccolo la mia grande passione era il tennis ed ho provato a farlo con il massimo impegno. Nel 2021 e nel 2022 mi sono dedicato pienamente al tennis, mi allenavo dalle sei alle otto ore al giorno tutti i giorni, tranne la domenica. Proprio nel 2022, negli spazi di tempo libero, ho cominciato per caso a farmi una cultura musicale e da lì mi è presa questa grande passione, che all&#8217;inizio era un hobby, quindi ho cominciato a suonare la chitarra, il pianoforte e cantare da autodidatta. Poi quando, dopo l&#8217;estate del 2022, ho smesso di giocare a tennis, per vari motivi, sia perché non avevo raggiunto i livelli che desideravo, sia perché ho avuto un infortunio che mi ha costretto a fermarmi per qualche mese. Così ho cominciato a scrivere e ho capito che potevo dare un mio contributo alla musica e lì per me è cambiato tutto.</p>
<p><strong>Da quali artisti del passato ti sei lasciato influenzare e plasmare?</strong></p>
<p>Da moltissimi, se ne dovessi scegliere pochi però direi Jeff Buckley, I Radiohead, e Lucio Battisti.</p>
<p><strong>Stai lavorando alla realizzazione del tuo primo album?</strong></p>
<p>Assolutamente sì, in questo periodo mi sto dedicando moltissimo alla scrittura e alla produzione. Posso dire che un progetto musicale più ampio del quale vado molto fiero sta prendendo forma. Detto ciò, il mio obbiettivo sarebbe quello di fare uscire un album nel 2026. La maggior parte dei brani già li ho scritti e prodotti, ma voglio assicurarmi che rendano il più possibile prima di farli uscire.</p>
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		<title>Intervista ad AvA in occasione del suo ultimo lavoro &#8220;Fammi Fallire&#8221;</title>
		<link>https://www.mydreams.it/intervista-ad-ava-in-occasione-del-suo-ultimo-lavoro-fammi-fallire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 16:48:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con sagacia, ironia e leggerezza la cantautrice Laura Avallone in arte AvA si contraddistingue nella scena urban pop. E nel suo ultimo disco Fammi Fallire invita a vivere in modo intenso, e a godersi la vita sia nei momenti spensierati, che in quelli ostili. Nel suo nuovo singolo Vida Lenta vida Loca (disponibile sulle piattaforme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63399 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/AvA_Vida-Lenta-Copertina_1-300x300.png" alt="ava" width="300" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/AvA_Vida-Lenta-Copertina_1-300x300.png 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/AvA_Vida-Lenta-Copertina_1-630x630.png 630w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/AvA_Vida-Lenta-Copertina_1-150x150.png 150w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/AvA_Vida-Lenta-Copertina_1-109x109.png 109w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/AvA_Vida-Lenta-Copertina_1-100x100.png 100w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/AvA_Vida-Lenta-Copertina_1.png 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Con sagacia, ironia e leggerezza la cantautrice <strong>Laura Avallone</strong> in arte <strong>AvA</strong> si contraddistingue nella scena urban pop. E nel suo ultimo disco <strong><em>Fammi Fallire</em> </strong>invita a vivere in modo intenso, e a godersi la vita sia nei momenti spensierati, che in quelli ostili. Nel suo nuovo singolo <strong><em>Vida Lenta vida Loca</em></strong> (disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica), un brano urban pop dalle sfumature latine ed elettroniche, AvA rivendica con ironia il diritto alla lentezza e si oppone alla continua e soffocante pressione a cui la società odierna ci sottopone.</p>
<p><strong>Vida Lenta vida Loca è il nuovo singolo tratto dall’album “Fammi Fallire”, brano che esalta in modo ironico la lentezza come forma di protesta e di resistenza ai ritmi frenetici della società odierna. In quale momento hai avvertito l’esigenza di scriverlo?</strong></p>
<p>In uno dei tanti momenti in cui mi sono detta “Fermate la giostra voglio scendere”! Siamo in un momento storico in cui siamo sottoposti a un’incessante pressione dal mondo esterno (e privato) e in costante accelerazione. Rischiamo di svegliarci tutti a 50 anni e di esserci dimenticati di essere giovani. Vida Lenta Vida Loca è una provocazione, un invito a rallentare e ritagliarci spazio per noi stessi, a goderci quello che abbiamo con chi amiamo, prima di ricominciare a correre dietro a tutto quello che ci manca. La lentezza è una piccola rivoluzione ora come ora.</p>
<p><strong>Sei stata frontman della Calypso Chaos. Quali ricordi conservi di quel periodo trascorso insieme alla tua band?</strong></p>
<p>Essere parte di una band di sole donne è stata sicuramente un’esperienza indimenticabile dal punto di vista personale e altamente formativa dal punto di vista professionale. Se oggi sono in grado di performare dal vivo lo devo solo al mio tempo trascorso con loro.</p>
<p><strong>Nel 2019 hai pubblicato l&#8217;album intitolato Lo Squalo. È il disco che segna il tuo debutto da solista. Cosa ha rappresentato per la tua carriera artistica?</strong></p>
<p>Lo Squalo ha rappresentato per me un nuovo inizio. Inizio sfortunato se pensiamo che è uscito alle soglie dell’esplodere della pandemia, ma nonostante questo, senza sponsor o etichette, ha totalizzato quasi mezzo milione di streaming complessivi. É grazie a questo se ho deciso di tornare con un nuovo disco.</p>
<p>Il tuo secondo album celebra la leggerezza come il rimedio per accettare il proprio destino e vivere con serenità. È un disco coraggioso! Dici? Beh, sono contenta che la vediate in questo modo, in effetti essere coraggiosi al giorno d’oggi sembra essere una condizione qua non per essere felici. Grazie per il feedback!</p>
<p><strong>Il disco contiene brani tra cui Requiem che manifesta il diritto alla disperazione e alla solitudine, o La fine dell’estate che proclama il diritto alla malinconia. Quale valore assumono per te queste canzoni?</strong></p>
<p>La Fine Dell’Estate parla da sé, racconta di quella sensazione che prende a noi “lucertole” che amiamo il caldo quando le giornate iniziano ad accorciarsi e fa buio alle quattro. Personalmente vado proprio in una semi-depressione da metà Agosto ad Ottobre almeno fino a quando non mi rassegno all’inverno. Requiem è un’altra storia. Spero di poterne riparlare quando uscirà a Novembre perché posso solo anticiparvi che è un brano che ho scritto dopo un sogno, ed è talmente bello che non credo sia tutta farina del mio sacco. Sono sincera, credo di non aver mai scritto una canzone così bella e profonda, almeno dal mio umile punto di vista. Per non parlare del video. Il video è bellissimo, spero vi piacerà quanto piace a me!<br />
Ok si, se non l’aveste ancora capito è il mio brano preferito del disco, eheheh!</p>
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		<title>Intervista all’attore Stefano Pesce: in Balene interpreta un uomo mite</title>
		<link>https://www.mydreams.it/intervista-allattore-stefano-pesce-in-balene-interpreta-un-uomo-mite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 09:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stefano Pesce è uno degli attori del cast di Balene &#8211; Amiche per sempre, la serie tv girata ad Ancona, diretta dal regista Alessandro Casale, in onda su Rai1, prodotta da FastFilm con RaiFiction in collaborazione con Marche Film Commission, che vede come protagoniste Veronica Pivetti e Carla Signoris. L’attore Stefano Pesce, che ha alle [&#8230;]</p>
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<p>L’attore Stefano Pesce, che ha alle spalle trent’anni di brillante carriera, vive un periodo ricco di impegni, sta per terminare, infatti, le riprese del cortometraggio Lupo Longobardo e sarà sul set come uno dei protagonisti della fiction per ragazzi, Tata Carolina, prodotta da Rai Kids.</p>
<p><strong>Nella serie tv Balene-Amiche per sempre interpreta l’avvocato Cesare Proietti. Come ha affrontato quest’avventura?</strong></p>
<p>L&#8217;ho affrontata con serenità, non è stato un ruolo impegnativo. Poi il regista Alessandro Casale lo conosco da anni, avevamo anche provato a scrivere un film insieme per il cinema, in passato. È un amico di vita e lo ringrazio per aver individuato dentro di me un aspetto poco indagato del mio spettro interpretativo di attore. Alessandro mi ha chiesto di interpretare un uomo mite, che non reagisce, che non risponde, anche quando viene aggredito dal marito di lei. E quando vengono fatte delle ingiustizie nei suoi confronti, non grida alla mancanza di rispetto, non si oppone. Io ho creato un personaggio con un combattimento interno, un tormento interno, che non sfocia mai in reazioni e in azioni esterne.</p>
<p><strong>Com&#8217;era il suo rapporto con gli attori sul set? </strong></p>
<p>Per quanto riguarda gli attori con i quali ho lavorato di più, quindi Paolo Sassanelli e Carla Signoris, li conosco entrambi. Con Sassanelli ho fatto due anni di tournée. Entrambi abbiamo partecipato al film Incanto diretto da Pier Paolo Paganelli, che dovrebbe essere su Paramount Pictures, e da poco premiato come migliore opera prima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Paolo è un attore che stimo molto. Quando arrivai a Roma in queste cantine a vedere il teatro off, lui stava andando in scena con dei monologhi, era così vero, un attore di una verità sconcertante, e stare in scena con lui è facile, perché la scena è chiarita dalle sue intenzioni, e subito si chiariscono quali sono i punti di forza da sviluppare. Paolo è anche compagno di fede, infatti siamo entrambi buddisti e abbiamo praticato insieme. Anche Carla Signoris è un’amica, fa parte di quella comicità genovese che viene da un certo tipo di teatro, un gruppo a cui appartenevano Maurizio Crozza, Ugo Dighero, Marcello Cesena e Mauro Pirovano. Prima di incontrarci, la conoscevo solo attraverso le sue opere, lo stile, le idee e la sua poetica.</p>
<p><strong>Il thriller Una storia nera diretto da Leonardo D&#8217;Agostini è uno dei suoi ultimi film a cui ha preso parte. Cosa può raccontarci di questa partecipazione cinematografica? </strong></p>
<p>Nel film interpreto un commissario di grande esperienza. Il regista mi ha chiesto di essere un uomo delicato, con una certa grazia, un uomo d&#8217;altri tempi, che viene da un altro secolo, un commissario con una sua idea sull’omicidio. Lui pensa che la moglie, interpretata da Laetitia Casta, sia colpevole, ma si rapporta a lei come un gentleman. È un film di genere, un thriller psicologico. Mi è piaciuto molto, mi hanno reso un uomo un po’ antico, diverso da come sono tutti i giorni, un uomo che si basa su un&#8217;etica che non c&#8217;è più. Oggi, purtroppo siamo orientati al risultato da raggiungere nella nostra vita sentimentale, professionale, e l&#8217;etica viene in seconda battuta.</p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63264 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Pesce_DSC_1680-200x300.jpg" alt="STEFANO PESCE" width="200" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Pesce_DSC_1680-200x300.jpg 200w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Pesce_DSC_1680-420x630.jpg 420w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Pesce_DSC_1680.jpg 707w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Torniamo agli inizi della sua carriera quando, dopo aver terminato la Scuola d&#8217;Arte Drammatica Paolo Grassi, frequenta il corso per attori con Luca Ronconi. Cosa ha rappresentato quel periodo di formazione per lei? </strong></p>
<p>Sono state le basi della professione, e mi spiace che non tutti possano accedere a momenti formativi del genere. Ronconi insegna cos&#8217;è la qualità del parlato, cioè prendendo una frase insegna dove mettere la punteggiatura, come cambiare il senso di una parola, pur mantenendo esattamente la stessa frase, le stesse parole. Cosa contiene ogni frase e quante possibilità ogni frase ha di essere detta. E per un giovane attore questo apre dei mondi psichici enormi, perché se una frase può essere detta in dieci modi diversi, vuol dire che ci sono dieci persone diverse che possono dire la stessa frase, oppure la stessa persona può dirla in dieci modi diversi. Abbiamo avuto l&#8217;opportunità di vedere dal vivo un grande regista, un grande maestro che non si occupava solo della messa in scena e basta, ma di insegnare. Quel corso di recitazione sfociò nello spettacolo Questa sera si recita a soggetto, l’opera teatrale di Luigi Pirandello.</p>
<p><strong>E che ricordo custodisce di quello spettacolo teatrale?</strong></p>
<p>Un ricordo maestoso, una cosa meravigliosa, andavamo in giro in aeroplano, una tournée europea, facevamo le grandi capitali, e dato che era una compagnia di tanti attori, più tutti i tecnici e le scene, avevamo l&#8217;aereo di compagnia. Erano altri tempi, 20 giorni di prove a Lisbona, con il debutto a Lisbona, poi altri 20 giorni a Madrid, a Barcellona, a Parigi e a Vienna. È stato bellissimo.</p>
<p><strong>Oggi lei dirige un corso di formazione cinematografica per attori. </strong><strong>Quanto la gratifica l&#8217;insegnamento? </strong></p>
<p>L&#8217;insegnamento mi gratifica nella misura in cui mi fa crescere come interprete, perché passando dall&#8217;altra parte, devo iniziare a prendere una distanza rispetto alle piccole problematiche dell&#8217;attore, mi riferisco a me stesso. Inizio a guardare cosa comunicare ai giovani, affinché facciano dei passi avanti nella loro vita professionale. È gratificante perché ti senti utile, parli con dei giovani colleghi, è un altro senso del mestiere dell&#8217;attore. Fare soltanto l&#8217;attore, soltanto l&#8217;interprete è riflessivo, pensi soltanto a te stesso. Mentre dirigere gli altri e comunicare quello che sai, è davvero gratificante.</p>
<p><strong>Quali saranno i suoi prossimi impegni o progetti da realizzare? </strong></p>
<p>Sto concludendo un cortometraggio dal titolo Lupo Longobardo, da me scritto, diretto ed interpretato, una storia, ambientata nel VII secolo, di un guerriero che passa dalla fede ariana a quella cattolica, abbandonando il senso del dovere, della vendetta e conquistando la necessità del perdono. Questo cortometraggio in costume è una piccola produzione che faccio con la mia società.  Poi, sarò uno dei protagonisti di una fiction per ragazzi, prodotta da Rai Kids, dal titolo Tata Carolina, e le riprese inizieranno fra un paio di settimane a Roma. Nel frattempo sto aspettando l&#8217;uscita della serie Netflix, Il Capo Perfetto, dove interpreto un funzionario della Ferrari, con la partecipazione di Zingaretti, e poi l’uscita del film Photogame Game, in cui sono il protagonista. Si tratta di un film indipendente, che narra la storia di un industriale biellese, il quale per seguire un sogno sfascia tutto, l&#8217;azienda, la famiglia e anche se stesso. È un film molto duro, molto nero.</p>
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		<title>Intervista all&#8217;attrice Laura Adriani: la sua esperienza sul set di Balene</title>
		<link>https://www.mydreams.it/intervista-allattrice-laura-adriani-la-sua-esperienza-sul-set-di-balene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 13:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per l&#8217;attrice Laura Adriani è un periodo carico di impegni e progetti da realizzare. Intanto il pubblico televisivo la sta apprezzando in “Balene &#8211; Amiche per sempre”, un dramedy originale, in onda la domenica in prima serata, su Raiuno. Si tratta di una serie tv da 8 episodi, prodotta da FastFilm con Rai Fiction in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <div id="attachment_63219" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-63219" loading="lazy" class="size-medium wp-image-63219" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Adriani-Scicchitano_872A7470-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Adriani-Scicchitano_872A7470-300x200.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Adriani-Scicchitano_872A7470-945x630.jpg 945w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Adriani-Scicchitano_872A7470.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-63219" class="wp-caption-text">ph Assunta Servello</p></div>
<p>Per l&#8217;attrice <strong>Laura Adriani</strong> è un periodo carico di impegni e progetti da realizzare. Intanto il pubblico televisivo la sta apprezzando in “<em><strong>Balene &#8211; Amiche per sempre</strong></em>”, un dramedy originale, in onda la domenica in prima serata, su Raiuno. Si tratta di una serie tv da 8 episodi, prodotta da FastFilm con Rai Fiction in collaborazione con Marche Film Commission, girata interamente ad Ancona, che vede come protagoniste Veronica Pivetti e Carla Signoris, con la regia di Alessandro Casale. Il personaggio che interpreta la Adriani è quello di Flaminia Cappiello, una donna brillante, intraprendente e ambiziosa, che nelle relazioni non ama mostrare i suoi veri sentimenti, ma nei prossimi quattro episodi, che vedremo, scoprirà il suo cuore.</p>
<p><strong>Sei una delle protagoniste del dramedy Balene- Amiche per sempre. Come hai vissuto questa nuova esperienza? E quale atmosfera si respirava sul set?</strong></p>
<p>«Grazie alla regia di Alessandro Casale si è respirata un&#8217;aria molto calma, serena. È stato veramente un set piacevole da vivere, un&#8217;esperienza importante per me. Poiché avevo da tanto un&#8217;idea in testa, che era quella di fare una serie documentaristica sulle maestranze del cinema. Mi piaceva l&#8217;idea di raccontare il set, la troupe, ciò che sta dietro e che non si vede mai. E su questo set ho avuto la possibilità di cominciare a girare la serie documentaristica. Così, mi sono messa dietro la camera da presa. La troupe, con la quale mi sono trovata a lavorare, era una troupe con tantissimi giovani, una buona nuova generazione. Insomma è stato stimolante. C&#8217;era una ragazza di 21 anni che faceva la macchinista, qualcosa veramente di alieno da vedere nel mondo del cinema. Mi ha ispirato. E quindi, ho pensato che fosse il momento giusto di cominciare a renderla concreta quest&#8217;idea. Così abbiamo iniziato a girare degli episodi. Spero continueremo anche nei prossimi anni, perchè la vorrei portare in giro su tutti i set».</p>
<p><strong>In Balene interpreti Flaminia Cappiello, una donna brillante che ama mettersi in gioco, ma al tempo stesso non lascia trasparire i suoi sentimenti. Cosa scopriremo di lei nelle prossime puntate?</strong></p>
<p>«Penso che avete visto una Flaminia molto dura. Nei prossimi episodi Flaminia permetterà al pubblico, ma soprattutto a se stessa di scoprire il suo cuore ».</p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63220 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Adriani_872A8541-300x200.jpg" alt="Laura Adriani" width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Adriani_872A8541-300x200.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Adriani_872A8541-945x630.jpg 945w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Adriani_872A8541.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Che impatto ha avuto su di te Flaminia?</strong></p>
<p>«Sicuramente mi ha spinta a riflettere sul rapporto con mia madre. Non è mai facile relazionarsi con la propria mamma ed è stato emozionante poter portare un mio conflitto personale nel personaggio, che poi è un conflitto di grande amore, di incomprensione dell&#8217;altro, un conflitto di punti di vista diversi. E al tempo stesso, mi porterò dietro lo scioglimento di questo conflitto, con l&#8217;accettazione dei diversi punti di vista, ma con un grande amore di fondo».</p>
<p><strong>Nella tua carriera hai interpretato tante donne, ma c&#8217;è un personaggio con il quale hai creato un legame empatico singolare, che ha reso difficile il distacco dal ruolo?</strong></p>
<p>«No,  in realtà io permetto a tutti i miei personaggi di toccarmi e di influenzarmi, ed anche io influenzo i miei personaggi. C&#8217;è un do ut des tra me e loro. Come se conoscessi un&#8217;amica, come se improvvisamente entrasse una persona nella mia vita, con la quale comincio a convivere, per un certo numero di mesi. Ma quando se ne va, ti dispiace dover lasciarla andare, ma  sei felice perché  ti ha riempito ancora di più, ti ha donato delle nuove sfumature. Quindi ogni mio personaggio è la mia migliore amica, è una parte di me, ma non rimango mai imprigionata nel ruolo, e non mi è difficile uscirne».</p>
<p><strong>La commedia sentimentale Mica è colpa mia diretta da Umberto Carteni è uno dei tuoi ultimi film a cui hai partecipato. Ed è stato girato a Napoli. Quali ricordi conservi di quei giorni durante le riprese?</strong></p>
<p>»Desideravo molto fare quel film e me lo sono proprio andato a prendere con le unghie e con i denti. Girare a Napoli è sempre stupendo, spero veramente di tornarci presto. E soprattutto di recitare in napoletano o con un accento napoletano, perché ancora non mi sono addentrata in questa lingua che amo tanto. Mia nonna era napoletana. Abbiamo una tradizione napoletana in famiglia, mio padre canta le canzoni napoletane, io adoro cantare in napoletano, insomma, Napoli è veramente una città che ho nel cuore. E il film per me ha significato molto. Lavorare con Antonio Folletto e con Vincenzo Nemolato è stato bello, nonostante le difficoltà, ricordo quei giorni sul set con grande tenerezza. E magari nei prossimi anni, chissà, potrebbe nascere un nuovo progetto. Non vedo l&#8217;ora di poter girare ancora a Napoli».</p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63221 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Scicchitano_Adriani_872A0765-300x200.jpg" alt="Laura Adriani" width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Scicchitano_Adriani_872A0765-300x200.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Scicchitano_Adriani_872A0765-945x630.jpg 945w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/Scicchitano_Adriani_872A0765.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La tua carriera inizia a teatro. Da piccola hai preso parte a diversi musical, un periodo importante per la tua formazione artistica.</strong></p>
<p>«Ero piccola, stavo ad Ostia ed ho iniziato a fare teatro da bambina, calcando palcoscenici importanti. Non è arrivata ancora l&#8217;opportunità di recitare nel teatro di prosa, un&#8217;altra prova ancora da affrontare. E spero che arrivi proprio nel momento in cui mi sentirò pronta. Il teatro ti offre l&#8217;opportunità di avere un contatto con il pubblico in sala. E non vedo l&#8217;ora di parlare con le persone, di guardarci negli occhi, di percepire le loro emozioni. Quando giro su un set la troupe è il mio pubblico. Ma l&#8217;esperienza di avere delle persone davanti a te in presa diretta, nel momento stesso in cui tu stai rappresentando il dramma è qualcosa di unico, diverso dal cinema. E poi ogni sera la connessione che si crea con il dramma cambia e puoi scoprire a fondo una scena».</p>
<p><strong>«Quali saranno i tuoi prossimi progetti? E e a cosa stai lavorando in questo periodo?<br />
</strong><br />
Adesso sono iniziate le riprese di Maschi veri 2. Poi come ho anticipato, sono impegnata nella realizzazione di una serie documentaristica. Vorrei portare a produzione dei progetti che adesso cominciano a diventare concreti e ad impormi anche come autrice.</p>
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		<title>Renato Zero festeggia i suoi 75 anni con L’OraZero</title>
		<link>https://www.mydreams.it/renato-zero-festeggia-i-suoi-75-anni-con-lorazero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 14:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«L’ora zero è il momento in cui ognuno di noi deve fare i conti con un bilancio urgente, di stabilità, di sicurezza» Renato Zero festeggia  i suoi 75 anni, con l’uscita del nuovo album di inediti dal titolo L’OraZero, celebrando gli oltre cinquant’anni di carriera, nel corso dei quali la musica è stata una fedele [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary">«L’ora zero è il momento in cui ognuno di noi deve fare i conti con un bilancio urgente, di stabilità, di sicurezza»</h2> <p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63201 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-2-200x300.jpg" alt="Renato Zero" width="200" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-2-200x300.jpg 200w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-2-420x630.jpg 420w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-2.jpg 800w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Renato Zero</b><span style="font-weight: 400;"> festeggia  i suoi 75 anni, con l’uscita del nuovo album di inediti dal titolo</span> <b><i>L’OraZero</i></b><span style="font-weight: 400;">, celebrando gli oltre cinquant’anni di carriera, nel corso dei quali la musica è stata una fedele compagna. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’album, prodotto da Tattica, racchiude 19 tracce, e simboleggia un viaggio permeato di poesia, un lungo cammino dal fascino singolare, alla scoperta di diciannove sentieri, che rivelano esperienze, pensieri, emozioni. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">L’OraZero </span></i><span style="font-weight: 400;">scaturisce dall&#8217;esigenza di dar voce a riflessioni profonde, sulla vita, sull’uomo sempre in conflitto con se stesso. Zero, in questo nuovo album, invita a guardarsi dentro, ad affrontare le proprie paure. Ribadisce quelle che sono le fondamenta del vivere: l’amore considerato come forza rigeneratrice ed energia inesauribile; l’amicizia vista come presenza che consola; il rispetto come un principio irrinunciabile che consente di vivere in armonia con se stessi e con gli altri. E, infine, la tenerezza come unico rimedio per opporsi ad ogni forma di odio e violenza. </span></p>
<p><b>OraZero rappresenta una critica implicita a una discografia che negli ultimi anni preferisce la ricerca dei numeri, rispetto al parlare alle persone per spingerle a impegnarsi sia a livello personale che a livello collettivo?</b><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bisogna perforare queste barriere architettoniche che gli stessi discografici hanno creato, perché c&#8217;è questa latitanza proprio dell&#8217;accarezzare le ideologie e le configurazioni di ciascuno di questi ragazzi che nascono oggi, un abuso di questo potere significa strumentalizzare, farli diventare le marionette, io mi sono vestito da marionetta per non esserlo. </span></p>
<p><b>Hai pensato all’idea di una tournée teatrale più intima e personale. Poi questa infaticabilità artistica a 75 anni da dove viene, è una reazione ai tempi che viviamo?</b><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voglio vedere, toccare, annusare, infatti scendo nelle platee. Preferisco gli spazi dove mi è consentita una comunicazione più vicina, più ossigenante, più in presenza. E poi considerando la mia esperienza nel teatro,  il teatro Stabile di Genova all&#8217;epoca, che mi consentì di apprezzare ancora di più la platea, quasi ad abbracciarla. Il pubblico diventa un&#8217;anima. E le tante anime si perdono in fondo nella coniugazione con l&#8217;artista.</span></p>
<p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63202 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-3-200x300.jpg" alt="Renato Zero" width="200" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-3-200x300.jpg 200w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-3-420x630.jpg 420w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-3.jpg 800w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Se la tua carriera fosse un teatro, l’album OraZero rappresenta un nuovo atto o un epilogo che apre a qualcos&#8217;altro?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ora zero è il momento in cui ognuno di noi deve fare i conti con un bilancio urgente, di stabilità, di sicurezza.</span> <span style="font-weight: 400;">Io navigando con queste 19 opportunità, se le vogliamo chiamare così, mi sono in qualche modo reso conto che oggi la guerra, ognuno la sta combattendo personalmente, a parte le 54 guerre dichiarate, ma in ognuno di noi c&#8217;è un tumulto, ci sono situazioni da sistemare nel nostro ambito, nel nostro lavoro, nella nostra quotidianità. Probabilmente, come ho scritto anche nella prefazione del disco, ognuno combatte la sua guerra e spesso si rende conto che il nemico alla fine siamo noi stessi. In questo album cerco anche io di vincerla questa battaglia, perché la paura la provo anch&#8217;io, è una paura legittima di un tempo che balla fra sentenze, tra cattedre, tra simboli, insomma credo che più disadorni di così non potevamo ritrovarci. Ci auspichiamo, che finalmente non si facciano più differenze, e che questi stati così prorompenti possano comprendere che la forza ancora dell&#8217;umanità, di un raggiungimento di una serenità globale sia proprio l&#8217;amore, il riconoscere il valore dei sentimenti.</span></p>
<p><b>Nel tuo disco c&#8217;è un brano intitolato Pace. Quanto è importante che il mondo della musica si mobiliti? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi dobbiamo educarci ancora alla piazza, dobbiamo essere ancora un pochino più convinti, più alleati, quando occupiamo una piazza, quando cerchiamo con la nostra presenza, la nostra voce di far comprendere le nostre ragioni e le nostre paure e il nostro bisogno di vedere un futuro finalmente praticabile. Non conosco una ricetta  infallibile per consentire a ciascuna di queste categorie di persone, di mentalità, quale sia effettivamente l&#8217;atteggiamento da assumere in questi casi. La presenza comunque è importantissima e le presenze si fanno sentire anche in una piazza muta senza cartelli, senza bandiere. Quella sarebbe una risposta più forte, più prorompente. Quando sono sul palcoscenico, in queste ore,sto avvertendo la responsabilità artistica di stare sul palco. E queste canzoni stanno rappresentando molto il mio stato d&#8217;animo e sono la medicina migliore per me, di affrontare ancora il pubblico e di affrontare la vita. Si fa l&#8217;arte anche per questa ragione, perché poi ogni artista involontariamente forse incoscientemente fa un lavoro di ripristino, di riconversione, anche di riappacificazione.</span></p>
<p><b>Renato nel tuo nuovo album si percepisce una grande attenzione verso i nuovi autori? A tuo avviso oggi ci sono giovani autori emergenti interessanti?,</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho acquisito una certa preparazione non solo somatica, ma anche proprio epidermica con le persone, non parliamo solo nella musica ma anche nell&#8217;incontro, riesco a stabilire se la persona mi incuriosisce. Lo stesso vale nella musica, io quando ho osservato Adriano Pennino,  Alterisio Paoletti,  Danilo Madonia,  immediatamente è scattato qualcosa, ma anche da parte loro, che ha permesso di mettere insieme i nostri intenti, le nostre rispettive esperienze a favore di un risultato. Quindi forse ci si sceglie. Poi per quanto riguarda i giovani, ci sono dei giovani come Ultimo, come Diodato, adesso non posso dirli tutti, però insomma sono abbastanza ottimista, perché una fascia di artisti che vogliono lasciare effettivamente una traccia di loro stessi esiste. E questo è già un dato meraviglioso. Ecco io sono un pochino diffidente per esempio per questo Sanremo, se si andrà a fare una scelta troppo spericolata, nel voler assegnare delle posizioni ad artisti scelti in base al quorum dei loro sostenitori sui social. Insomma vorremmo che la severità di una certa selezione ci porti a rivedere magari, in circolazione altri Gino Paoli, altri Endrigo, altri Bindi, altri Tenco, tutti cantautori che hanno reso questo paese una piattaforma meravigliosa anche all&#8217;estero. E quindi se vogliamo ottenere certi risultati, bisogna anche essere più attenti e fare in qualche modo una selezione, considerando le differenze tra uno stile e l&#8217;altro.</span></p>
<p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63203 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-4-235x300.jpg" alt="Renato Zero" width="235" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-4-235x300.jpg 235w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-4-494x630.jpg 494w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-4.jpg 800w" sizes="(max-width: 235px) 100vw, 235px" />Di questi tempi soprattutto, come si fa a convincere i presunti diversi a trovare il coraggio di uscire di casa e farsi vedere per come sono a testa alta?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima di tutto non bisognerebbe passare dall&#8217;altra parte della barricata, non bisogna sentirsi diversi, perché dal momento che tu ti senti diverso automaticamente accetti una collocazione. La sicurezza di essere diversi secondo me è una posizione meravigliosa, perché il termine diversità abbraccia tutta una serie di sfumature. Una persona diversa è diversa perché abbraccia tutta una serie di normalità, le colora. Avere un amico diverso sprigiona tutta un&#8217;altra energia, si tratta di un’amicizia che ti apre il cuore, ti apre gli occhi e ti fa sentire una vicinanza. </span></p>
<p><b>Nell&#8217;album inviti a guardarsi dentro, a riflettere, ad essere ottimisti.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;ottimismo è una scelta, ma è anche necessario l&#8217;ottimismo. La felicità può essere una conseguenza dell&#8217;ottimismo, perché si è più felici quando si è ottimisti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><b>In quale momento della giornata preferisci scrivere e perché? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non c&#8217;è un momento deputato a scrivere, io ho scritto anche in zone improbabili, questo per dire che l&#8217;anima spesso è padrona e quindi lo decide anche lei quando l&#8217;ispirazione si affaccia.</span></p>
<p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-63204 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-5-258x300.jpg" alt="Renato Zero" width="258" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-5-258x300.jpg 258w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-5-543x630.jpg 543w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/10/renato_zero_lorazero-5.jpg 800w" sizes="(max-width: 258px) 100vw, 258px" />Le piacerebbe una collaborazione con Ultimo le piacerebbe? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi racconto una cosa curiosa. La mamma di Nicolò è un&#8217;amica dai tempi dei tempi. Ad un certo punto si è sposata e ha avuto tre ragazzi, uno di questi è Ultimo. Quindi, lui è cresciuto a pane e Renato. Ed insomma, è come se fosse un nipote acquisito, perché il rapporto con la madre è stato talmente continuativo che mi sento parte integrante di quella famiglia. Magari la scrivesse una cosa per me. </span></p>
<p><b>Com’è il tuo rapporto con le Marche, ce l&#8217;hai nel cuore e perché?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mio padre nacque nelle Marche, esattamente a Serrapetrona, in montagna dove fanno la vernaccia di Serrapetrona, lì mio padre venne al mondo con gli altri dieci fratelli. Quella dimensione così rurale, pastorale, così bella, mi è stata in fondo trasmessa. E quando vedo i miei parenti, quelli che sono ancora in vita, respiro quell&#8217;atmosfera e quella meraviglia, quelle lezioni proprio di respirazione e di ispirazione nello stesso tempo, quindi viva le Marche, viva le mie radici splendidamente semplici e umili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da gennaio 2026 scatterà L’OraZero in tour, 23 date nei principali palasport italiani con partenza il 24 gennaio da Roma.</span></p>
<p>L’ORAZERO IN TOUR &#8211; IL CALENDARIO</p>
<p>24 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT<br />
25 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT<br />
28 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT<br />
29 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT<br />
31 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT<br />
1 FEBBRAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT<br />
11 FEBBRAIO – FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM<br />
12 FEBBRAIO – FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM<br />
14 FEBBRAIO – FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM<br />
15 FEBBRAIO – FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM<br />
7 MARZO – TORINO – INALPI ARENA<br />
8 MARZO – TORINO – INALPI ARENA<br />
11 MARZO – MANTOVA – PALAUNICAL<br />
13 MARZO – MANTOVA – PALAUNICAL<br />
18 MARZO – CONEGLIANO – PREALPI SAN BIAGIO ARENA<br />
20 MARZO – CONEGLIANO – PREALPI SAN BIAGIO ARENA<br />
24 MARZO – BOLOGNA – UNIPOL ARENA<br />
28 MARZO – PESARO – VITRIFRIGO ARENA<br />
4 APRILE – EBOLI – PALASELE<br />
8 APRILE – BARI – PALAFLORIO<br />
9 APRILE – BARI – PALAFLORIO<br />
15 APRILE – MESSINA – PALARESCIFINA<br />
16 APRILE – MESSINA &#8211; PALARESCIFINA</p>
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		<item>
		<title>Il cantautore Ivan Francesco Ballerini concepisce il quarto album La guerra è finita</title>
		<link>https://www.mydreams.it/il-cantautore-ivan-francesco-ballerini-concepisce-il-quarto-album-la-guerra-e-finita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 17:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un richiamo alla speranza, ed al tempo stesso, un grido di pace il quarto album del cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini, intitolato La guerra è finita. Pubblicato per la RadiciMusic Records, il disco esce a distanza di due anni dal terzo Racconti di mare- La via delle spezie. L’album La guerra è finita che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-62621 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/04/FOTO-BALLERINI-1-300x200.jpg" alt="Francesco Ballerini" width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/04/FOTO-BALLERINI-1-300x200.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/04/FOTO-BALLERINI-1-945x630.jpg 945w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/04/FOTO-BALLERINI-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />È un richiamo alla speranza, ed al tempo stesso, un grido di pace il quarto album del cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini, intitolato <strong>La guerra è finita.</strong></p>
<p>Pubblicato per la RadiciMusic Records, il disco esce a distanza di due anni dal terzo <strong>Racconti di mare- La via delle spezie</strong>.</p>
<p>L’album<strong> La guerra è finita </strong>che contiene nove inediti, ballate folk romantiche e nostalgiche, simboleggia un viaggio, durante il quale, alle atrocità della guerra, il cantautore Ballerini si oppone con la poesia e la fantasia.</p>
<p>Il brano che dà il titolo al disco <strong><em>La guerra è finita </em></strong>è una lettera d’amore alla donna amata, scritta per distogliere dalla mente le efferatezze e la violenza: «<em>se guarderai in alto verso il cielo, mi rivedrai un giorno con quegli uccelli in volo».  </em></p>
<p>Il primo singolo estratto dall’album, <strong><em>Linea d’ombra</em></strong>, è ispirato dalla lettura del racconto di Joseph Conrad &#8220;<em>La linea d&#8217;ombra</em>&#8220;. Il quarto album di Ballerini raccoglie canzoni appassionate e toccanti, come <strong><em>Tra le dita</em></strong>, una storia d’amore che oltrepassa lo spazio e il tempo;<strong> Tra bombe e distruzione </strong>il racconto dei sogni e desideri di una ragazza, spettatrice di terribili immagini di guerra; <strong><em>Vestire di parole</em></strong>, unico brano dalle sfumature jazz, dal testo profondo che trae ispirazione da uno dei racconti de “<em>Il sistema periodico</em>” di Primo Levi, intitolato “<em>Ferro</em>”. Ed infine, <strong><em>Il mondo aspetta te</em></strong>, una canzone permeata di speranza per il domani, in cui Ballerini scrive: «<em>e volerai sul mondo a braccia aperte, mentre il mondo aspetta te, e correrai sul mondo a cuore aperto, perché il mondo aspetta te»,</em> rivolgendosi ai giovani, nell’auspicio che contribuiscano a cambiare le sorti dell’umanità.</p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-62622 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/04/COVER-ALBUM-_La-guerra-e-finita_-300x268.jpg" alt="Francesco Ballerini" width="300" height="268" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/04/COVER-ALBUM-_La-guerra-e-finita_-300x268.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2025/04/COVER-ALBUM-_La-guerra-e-finita_.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p>Alla realizzazione del disco <strong>La guerra è finita</strong> hanno preso parte: <strong>Alberto Checcacci </strong>( direzione artistica), <strong>Giancarlo Capo</strong> (arrangiamenti, chitarra acustica e classica),<strong>Gaminol Wider </strong>(basso elettrico), <strong>Stefano Indino</strong> ( fisarmonica), <strong>Juan Carlos Zamora </strong>(armonica a bocca), <strong>Luca Trolli, Alessandro Melani, Riziero Bixio</strong> (batteria), <strong>Marco lazzeri</strong> (pianoforte elettrico e organo hammond), <strong>Daniele Grammaldo </strong>(cori), <strong>Lisa Buralli</strong> (voce solista e cori), <strong>Leonardo Marcello Grassi</strong> (disegnatore e fumettista), <strong>Nedo Baglioni ed Eleonora Ballerini </strong>(regia video &amp; fotografie).</p>
<p><strong>La guerra è finita racchiude nove brani inediti concepiti tra il silenzio di idee, riflessioni, pensieri e letture. Che significato assume questo quarto disco per te? </strong></p>
<p>«Come si trattasse di un viaggio, un viaggio per scoprire nuove cose e probabilmente per scavare dentro i miei pensieri. Ogni volta che porto a conclusione un album, mi coglie una profonda malinconia, perché so che è un’esperienza che non si ripeterà mai più. Il disco, al di là del titolo, parla d’amore in tutte le sue forme, in tutte le sue sfaccettature. Credo oggi più che mai ve ne sia tanto bisogno».</p>
<p><strong>Le canzoni dell’album si contraddistinguono da pennellate di sonorità folk. Il disco sembra accompagnare l&#8217;ascoltatore in un viaggio affascinante, dalle atmosfere romantiche e malinconiche.  </strong></p>
<p>«Vero. Credo di essere stato molto coerente nel mio percorso sino ad ora intrapreso e spero di aver trovato uno stile riconoscibile, se non altro nel modo di scrivere ed interpretare le cose della vita. Come sottolinei tu, c’è spesso un velo di malinconia nelle mie canzoni».</p>
<p><strong>Il brano che dà il titolo al disco La guerra è finita è una canzone d’amore. Il protagonista, un giovane soldato, scrive lettere pervase di poesia alla donna amata. Da quali riflessioni è stato concepito?</strong></p>
<p>«Sì, sono io quel soldato. Mi sono trovato poco più che vent’enne a fare il servizio militare a Savona… lontano, molto lontano da casa e dai miei affetti. Ho voluto ripercorrere quei ricordi, vestendo i panni di un soldato immaginario che partito per il fronte, scrive lettere d’amore alla sua fidanzata. Scrivere questa canzone mi ha scaraventato in un mondo lontano… negli anni ottanta, un mondo che purtroppo non esiste più. Scrivere, che si tratti di prosa, poesia, canzoni, ti porta spesso a fare i conti con il tuo passato. A me piace giocare a mescolare le cose, fatti che mi sono realmente accaduti con fatti scaturiti dalla mia fantasia. Lo trovo molto divertente».</p>
<p><strong>Linea d’ombra, il primo singolo estratto dal disco, si ispira alla lettura del racconto di Joseph Conrad “La linea d’ombra”. Il testo recita “tenersi lontano dal mondo e al riparo dal giudizio degli altri, incartare quel che resta del cuore, in un foglio di carta stagnola”. Quanto c’è di autobiografico in questo brano introspettivo?</strong></p>
<p>«C’è esattamente Ivan in questa canzone. Anche qui ho tratto ispirazione da un bellissimo racconto della letteratura mondiale, ma poi ho volato con la fantasia, parlando di un viaggio tutto al femminile. Mi sono immaginato questa ragazza che deve affrontare le avversità della vita… che per voi donne sono molto più complicate. Ho cercato di farlo con grande delicatezza, cosa che invece manca nella vita reale. Le donne oggi sono spesso considerate una merce, vengono valutate più per il loro aspetto esteriore che per la loro vera essenza. Un gioco triste e perverso a cui spesso le donne si sono prestate. Ma questa ragazza cerca di combattere e di superare questi ostacoli… vola lontana per cercare di imparare le cose della vita e fronteggiare la cattiveria degli uomini. Ma nonostante tutto questo, si sente spesso inchiodata a terra, a fronteggiare il quotidiano vivere… mentre la sua mente vola lontana».</p>
<p><strong>Il mondo aspetta te, che chiude l’album, racconta di un pittore intento a dipingere un nuovo quadro, simbolo di speranza per il futuro. L’artista è tuo padre Romano. Siete uniti da un legame inscindibile? </strong></p>
<p>«Certo, siamo uniti in modo inscindibile. È stato lui a contaminare me e i miei fratelli con l’arte. Mio fratello Antonio e mio fratello Mauro sono scrittori. Mio fratello Antonio ha esordito in campo letterario nel 2014, con “Cristalli di memoria”, un romanzo storico che parla di Antonio Berni, un tenente realmente esistito, morto in montagna e mai ritrovato. Il suo romanzo ha vinto il premio Mario Rigoni Stern, un riconoscimento davvero bellissimo. Adesso, in concomitanza col mio album, sta uscendo il suo secondo libro, una raccolta di 8 novelle, sempre ambientate sui monti. Mio fratello Mauro ha pubblicato recentemente il libro “Raramente ho parlato di teatro senza la maiuscola”, libro dedicato alla vita artistica di Ernesto Calindri, sconosciuto ai giovani di oggi, ma ben noto a noi non più giovanissimi».</p>
<p><strong>Tra i tuoi prossimi impegni sono previste serate dal vivo? </strong></p>
<p>«Sì, proprio ieri pomeriggio col mio direttore artistico Alberto Checcacci, abbiamo effettuato un paio di ore di prove per una serata che avremo a Grosseto il 2 maggio al circolo ARCI “Khorakhanè”. La scaletta dei brani è molto suggestiva. Ci saranno amici e personaggi della politica Grossetana. Sono molto emozionato».</p>
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		<item>
		<title>Successo al cinema per Siani e Pieraccioni con “Io e te dobbiamo parlare”</title>
		<link>https://www.mydreams.it/successo-al-cinema-per-siani-e-pieraccioni-con-io-e-te-dobbiamo-parlare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 19:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Al Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al cinema, per la prima volta insieme, Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni sono protagonisti della commedia Io e te dobbiamo parlare. Diretto dal regista Alessandro Siani, il film è prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film con Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution. Il titolo Io e te dobbiamo parlare è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-62129 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/siani_pieraccioni_io_e_te_dobbiamo_parlare-2-300x196.jpg" alt="Siani e Pieraccioni con “Io e te dobbiamo parlare”" width="300" height="196" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/siani_pieraccioni_io_e_te_dobbiamo_parlare-2-300x196.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/siani_pieraccioni_io_e_te_dobbiamo_parlare-2-966x630.jpg 966w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/siani_pieraccioni_io_e_te_dobbiamo_parlare-2.jpg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Al cinema, per la prima volta insieme, Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni sono protagonisti della commedia <strong>Io e te dobbiamo parlare</strong><strong>. </strong>Diretto dal regista Alessandro Siani, il film è prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per <strong>Italian International Film </strong>con<strong> Rai Cinema </strong>e distribuito da <strong>01 Distribution</strong>. Il titolo <strong>Io e te dobbiamo parlare</strong> è un desiderio, ma anche un messaggio che incoraggia, nell’era dei social, a guardarsi negli occhi, a dialogare, ad incontrarsi. <strong>Io e te dobbiamo parlare</strong> è un film per le famiglie, per i giovani, una commedia poliziesca in cui si uniscono, alla perfezione, le due diverse comicità, quella del napoletano Siani e del toscano Pieraccioni. Il cast, poi, è veramente esplosivo: Francesca Chillemi, Brenda Lodigiani, Gea Dall’Orto, Fulvio Falzarano, Enrico Lo Verso, Tommaso Cassissa, Euridice Axen, Sergio Friscia, Biagio Izzo, Giovanni Esposito, Peppe Lanzetta, Alan Cappelli Goetz.</p>
<p>«<em>Il film è diverso dai film, che ho fatto negli anni precedenti </em><strong>-commenta Alessandro Siani</strong> &#8211; <em>mi divertiva l’idea di scrivere un soggetto differente, quindi, nessun film romantico o fantasy. Questo è un poliziesco all’italiana, un film corale, ispirato ai film americani, con una versione italiana. Io e Leonardo ci siamo entusiasmati in maniera esagerata, nel sentir ridere ad ogni scena le persone presenti sul set. Pensate un signore ci ha chiesto: ma il secondo film quando lo fate? Non si può fare una serie?</em> <em>Il motivo che ci ha spinto a lavorare insieme è il divertirci nel realizzare un film per il pubblico». </em>Poi Siani continua parlando del cast<em>: «siamo stati bene con gli altri attori, si è formato un grande gruppo. Giovanni Esposito e Sergio Friscia sono stati simpatici e straordinari. Gea Dall’Orto si è catapultata in questo progetto con grande leggerezza. Brenda Lodigiani sta vivendo uno dei momenti artistici migliori della sua carriera. Francesca Chillemi è stata perfetta nel suo ruolo. Ed ancora, Biagio Izzo, insieme a lui in un film, non avevo ancora lavorato, quindi, per me gioia ed entusiasmo. In molte scene sul set, mentre scrivevo le battute, le proponevo poi a Biagio. Con Peppe Lanzetta c’è un rapporto di stima. Quando Peppe ha abbracciato quest’opera comica, mentre stava vivendo il suo successo, per uno dei ruoli più belli nel film Parthenope, di Paolo Sorrentino, ha detto subito sì. E con Leonardo Pieraccioni si è creata una complicità unica. Ci auguriamo che il pubblico si possa divertire guardando il film. Considerando anche il fatto, che siamo in un periodo in cui la commedia non sta vivendo un bel momento. Il politicamente corretto, purtroppo limita la libertà di espressione».</em></p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-62130 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/siani_pieraccioni_io_e_te_dobbiamo_parlare-1-300x205.jpg" alt="Siani e Pieraccioni con “Io e te dobbiamo parlare”" width="300" height="205" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/siani_pieraccioni_io_e_te_dobbiamo_parlare-1-300x205.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/siani_pieraccioni_io_e_te_dobbiamo_parlare-1-922x630.jpg 922w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/siani_pieraccioni_io_e_te_dobbiamo_parlare-1.jpg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Io e te dobbiamo parlare </strong>ricalca la commedia all’italiana degli anni ’70 ed ’80 e racconta le vicissitudini di due amici, due colleghi, due agenti di polizia. Antonio (Alessandro Siani) e Pieraldo (Leonardo Pieraccioni), infatti, sono due poliziotti, le cui vite si sono intrecciate. L’ex moglie di Antonio, Matilde (Brenda Lodigiani) è l’attuale compagna di Pieraldo. Maria (Gea Dall’Orto), la figlia di Antonio vive con la madre e Pieraldo. È la storia di una famiglia allargata, di due poliziotti leali, perspicaci, ma se spesso distratti, che alla fine si ritroveranno a dover risolvere un caso di corruzione, molto rischioso, che cambierà totalmente la loro carriera.</p>
<p>«<em>Quando Alessandro mi ha telefonato, mi ha conquistato chiedendomi: ci vogliamo divertire insieme quest’estate? <strong>&#8211;</strong></em><strong>racconta Leonardo Pieraccioni</strong> &#8211;<em> un invito al quale non potevo dire di no. Ci conosciamo, veniamo dallo stesso ambiente, dal cabaret, che è il teatro comico. Quindi, con la stessa volontà di voler far ridere, e di far dimenticare per un’ora e mezza, il vicino di casa, le rate da pagare o il figlio che ascolta la trap. E poi da sempre fiorentini e napoletani stanno bene insieme, perché smussano gli angoli. I fiorentini non prendono mai le cose di testa. Nel mio primo film I laureati, ad esempio, c’era Tosca D’Aquino che ha preso parte anche al secondo film, Il ciclone. Ho lavorato con i più bravi comici napoletani Vincenzo Salemme, Davide Marotta, Biagio Izzo. Io e te dobbiamo parlare è un film per le famiglie, che si rifà a quella tradizione leggera e leggiadra della commedia italiana degli anni ’70 e ’80, di Pozzetto, Montesano, Celentano. Ed è come quando accade, che in una sala piena, il pubblico rida di se stesso, che ride. Se si ride di noi stessi, vuol dire che il film ha colpito nel centro».</em></p>
<p><strong>Io e te dobbiamo parlare</strong> è un’esilarante commedia poliziesca, in cui Siani e Pieraccioni con acume e leggerezza, con comicità ed ironia, richiamano l’attenzione su temi cruciali come la famiglia, il rapporto tra genitori e figli, l’amicizia, l’ambiente ed esaltano valori come la lealtà e il rispetto.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/successo-al-cinema-per-siani-e-pieraccioni-con-io-e-te-dobbiamo-parlare/">Successo al cinema per Siani e Pieraccioni con “Io e te dobbiamo parlare”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’attrice Anita Zagaria: Brennero è un giallo originale</title>
		<link>https://www.mydreams.it/lattrice-anita-zagaria-brennero-e-un-giallo-originale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 16:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un’attrice brillante e versatile Anita Zagaria e la sua vocazione per il cinema le permette di interpretare ruoli impegnati e differenti, passando con singolare capacità attoriale dalla commedia al genere drammatico. Attualmente la stiamo apprezzando in Brennero, la serie tv prodotta da Cross Productions e diretta da Davide Marengo e Giuseppe Bonito e ne [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>È un’attrice brillante e versatile <strong>Anita Zagaria</strong> e la sua vocazione per il cinema le permette di interpretare ruoli impegnati e differenti, passando con singolare capacità attoriale dalla commedia al genere drammatico. Attualmente la stiamo apprezzando in Brennero, la serie tv prodotta da Cross Productions e diretta da Davide Marengo e Giuseppe Bonito e ne I Fratelli Corsaro diretta da Francesco Miccichè.</p>
<p><strong>In Brennero, la serie in onda su Rai 1, interpreta il Procuratore Capo Luisa Lopez, una donna razionale che non si fida delle capacità investigative della giovane PM Eva Kofler. Una donna autoritaria ma che in seguito cambierà opinione. </strong></p>
<p>È una donna di potere che conosce la giovane sostituta procuratrice da quando era una bambina. Ma per il ruolo che riveste e per le funzioni che svolge, non può manifestare emozioni. Posso anticiparvi solo che nei prossimi episodi vedremo qualche dimostrazione di affetto nei confronti di Eva.</p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-61711 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/anita-ZAGARIA-221x300.jpg" alt="Anita Zagaria" width="221" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/anita-ZAGARIA-221x300.jpg 221w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/anita-ZAGARIA-464x630.jpg 464w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/anita-ZAGARIA-1132x1536.jpg 1132w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/10/anita-ZAGARIA.jpg 1200w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" />Come ha vissuto questa esperienza sul set di Brennero?</strong></p>
<p>Bene. Le attrici erano tutte carine, e con Elena Radonicich c’era un rapporto amichevole. Su un set respirare un clima favorevole è fondamentale. Puoi anche non diventare amico, ma occorre che si crei un’atmosfera conveniente ai personaggi e soprattutto è indispensabile che ci sia feeling. E sul set di Brennero c’era feeling, grazie anche ai due registi Davide Marengo e Giuseppe Bonito, delle persone straordinarie. Brennero è singolare, sono contenta e soddisfatta di aver fatto parte di questo progetto. La serie si contraddistingue per la sua ambientazione nordica e cupa, i personaggi hanno scarsa emotività. Ed uno dei motivi è la tematica affrontata, la convivenza non facile tra quelli di lingua italiana e quelli di lingua tedesca. È un giallo originale che richiede un’attenzione maggiore da parte del telespettatore, non solo per il bilinguismo, ma anche per la storia complicata e contorta. È stato gratificante ed il mio ruolo nella storia si scoprirà essere più importante di quanto non sembri.</p>
<p><strong>Nella serie in onda su Canale 5 I fratelli Corsaro interpreta Antonia Corsaro, la madre di Roberto e Fabrizio, una mamma siciliana affettuosa. Quanto l’ha entusiasmata?</strong></p>
<p>Molto. Antonia è una mamma meridionale, come me che sono napoletana. Nella serie interpreto una mamma siciliana premurosa, un personaggio che mi ha permesso di mostrare emozioni. Sul set c’era sintonia tra noi, ed ottimo era il rapporto con Beppe Fiorello e Paolo Briguglia, con il mio amico Maurizio Marchetti e con il regista Miccichè. Poi stare a Palermo è bellissimo, sembra di girare a Napoli. Pensa sono andata al mare a novembre.</p>
<p><strong>Dal 1998 al 2011 è stata una delle protagoniste di Un Medico in Famiglia. Che ricordi custodisce?</strong></p>
<p>Ho dei ricordi meravigliosi. Quella era una grande famiglia. I bambini li abbiamo visti crescere, come Eleonora Cadeddu, cioè Annuccia, una bambina con un grande talento. Sono trascorsi tanti anni ma resterà nel cuore.</p>
<p><strong>Nel corso della sua carriera artistica ha interpretato numerosi ruoli. A quali si sente legata?</strong></p>
<p>Sono legata al film <strong>La scuola</strong> di Daniele Luchetti, tra noi attori è nata un’amicizia, che ancora dura, in particolare con Gea Martire e con Roberto Nobile scomparso due anni fa. Un altro ruolo che ho amato è stato quello della mamma di Don Giuseppe Diana, interpretato da Alessandro Preziosi, nel film per la tv <strong>Per amore del mio popolo</strong>, una storia che meritava di essere raccontata. E sono affezionata al ruolo della madre di Mosè nel film <strong>Moses,</strong> con lo straordinario Ben Kingsley. Di recente poi ho recitato nell’ultima puntata de <strong>Il commissario Ricciardi</strong>, ero una duchessa napoletana. Ed ancora lo scorso anno nel film <strong>Quando</strong> di Walter Veltroni, ero un’anziana malata di Alzheimer, protagonista di una scena significativa. Nel corso della mia carriera ho lavorato con Nanni Loy, Giuseppe Tornatore, Ettore Scola, da ognuno ho imparato qualcosa, grandi registi che rappresentano un pezzo di storia del cinema italiano.</p>
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		<title>Il regista Davide Marengo: Brennero riporta alla memoria il terrorismo in Alto Adige</title>
		<link>https://www.mydreams.it/il-regista-davide-marengo-brennero-riporta-alla-memoria-il-terrorismo-in-alto-adige/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 14:25:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è distinto ancora una volta per la sua maestria e professionalità il regista Davide Marengo. La nuova serie tv Brennero, in otto episodi in onda su Rai 1 e in box set in esclusiva su RaiPlay, è un giallo impegnato ed avvincente, che Marengo ha diretto insieme a Giuseppe Bonito. Ambientato nel Sud Tirolo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <div id="attachment_61654" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-61654" loading="lazy" class="size-medium wp-image-61654" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Davide-Marengo-200x300.jpg" alt="Davide Marengo" width="200" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Davide-Marengo-200x300.jpg 200w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Davide-Marengo-420x630.jpg 420w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Davide-Marengo-1023x1536.jpg 1023w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Davide-Marengo.jpg 1066w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><p id="caption-attachment-61654" class="wp-caption-text">ph Francesca Ocello</p></div>
<p>Si è distinto ancora una volta per la sua maestria e professionalità il regista <strong>Davide Marengo</strong>. La nuova serie tv <strong><em>Brennero</em></strong>, in otto episodi in onda su Rai 1 e in box set in esclusiva su <a title="" href="https://www.raiplay.it/" target="_blank" rel="noopener">RaiPlay</a>, è un giallo impegnato ed avvincente, che Marengo ha diretto insieme a Giuseppe Bonito. Ambientato nel Sud Tirolo, Brennero racconta e ricostruisce le complesse indagini condotte dal PM Eva Kofler e l’ispettore Paolo Costa, sulle tracce di un serial killer. Intanto, in queste settimane Marengo è impegnato sul set, per le riprese dell’action-thriller <em>Rosa Elettrica</em>, tratto dall’omonimo romanzo di Giampaolo Simi.</p>
<p><strong>Brennero è un interessante giallo che hai diretto in condivisione con Giuseppe Bonito. Quanto ti ha gratificato entrare a fa parte di questo progetto? </strong></p>
<p>«Moltissimo. È stata un’esperienza motivante. Brennero è stato realizzato con Cross Productions, con la quale ho girato le tre stagioni del Il cacciatore, le serie tv Sirene e Rosa Elettrica. È nata, quindi, una collaborazione solida. E questo è il primo motivo che mi ha spinto ad appassionarmi alle riprese di Brennero. L’altro motivo riguarda l’ambientazione. Brennero è stato girato in Trentino-Alto Adige, tra Bolzano, Merano, tutti luoghi nuovi per me, che mi hanno consentito di raccontare una realtà che non conoscevo, una realtà in cui si intrecciano due culture e in cui convivono le due lingue quella italiana e quella tedesca. Ed infine mi ha stimolato ed incuriosito la condivisione della regia con Giuseppe Bonito, un amico e collaboratore da tanti anni».</p>
<p><strong>La difficile convivenza in Alto Adige tra due culture quella tedesca e quella italiana è sfociata nel sorgere di pregiudizi e discriminazioni nei confronti degli italiani. </strong></p>
<p>«La serie affronta la questione dell’identità di un popolo e del pregiudizio nei confronti di coloro che si differenziano per lingua e cultura. Ed enfatizza l’importanza della condivisione, della partecipazione e del confronto per poter superare certe tensioni».</p>
<p><strong>Brennero è stato girato in luoghi affascinati. Cosa le rimarrà delle giornate sul set?</strong></p>
<p>«Sicuramente le montagne stagliate nel cielo. Mi rimarranno i momenti in cui ho ammirato quelle vette affascinanti che hanno stregato tutti».</p>
<p><strong>Nel corso degli episodi di Brennero, i due protagonisti il PM Eva Kofler e l’ispettore Paolo Costa cercando negli archivi, ritrovano documenti inerenti ad un atto terroristico del 1968. Si riporta alla luce il periodo delle manifestazioni terroristiche degli anni ’60 e l’obiettivo dell’autodeterminazione dell’Alto Adige e dell’annessione all’Austria. </strong></p>
<p>«Sono luoghi in cui convivono due culture, due realtà complesse. E basta poco per far riaccendere ancora una volta la tensione. E l’idea è stata proprio quella di narrare e ricordare un pezzo di storia dell’Italia, quasi dimenticata e di far riflettere su quanto accaduto in passato».</p>
<p><strong>Qualche anno fa hai diretto la serie tv Vanina. Un vicequestore a Catania con protagonista Giusy Buscemi. Ci sarà la seconda stagione?</strong></p>
<p>«Sì, sicuramente. La serie televisiva è tratta dai romanzi della scrittrice Cristina Cassar Scalia, racconti che vanno a scavare nel profondo, sotto la sabbia dell’apparente gioia, per tirar fuori dal passato delitti, tensioni, conflitti che i personaggi dovranno affrontare».</p>
<p><strong>Sono iniziate le riprese del thriller Sky, Rosa Elettrica, ispirato al romanzo omonimo di Giampaolo Simi, con protagonista Maria Chiara Giannetta. Puoi darci qualche anticipazione?</strong></p>
<p>«Stiamo girando tra Napoli, Roma, Ferrara, Merano. È un crime on the road che ci sta divertendo girare».</p>
<p><strong>Cosa provi quando giri delle riprese a Napoli?</strong></p>
<p>«Essendo nato a Napoli, vivo ogni volta emozioni intense. Tornare nella mia città, dove sono nato e dove vivono i miei parenti, i miei affetti mi entusiasma, mi rende felice. Abbiamo girato a Posillipo, nel centro storico e in periferia. Napoli è una città dal fascino unico».</p>
<p><strong>Tornando agli inizi del tuo percorso artistico. Quando ti sei appassionato al cinema?</strong></p>
<p>«Sin da piccolo, da quando mio padre mi portava a vedere i film nelle sale. Ero affascinato da questo grande schermo. Credo di essere rimasto folgorato da allora».</p>
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		<title>Arriva su Rai1 la nuova serie tv “Brennero”, sulle tracce del mostro di Bolzano</title>
		<link>https://www.mydreams.it/arriva-su-rai1-la-nuova-serie-tv-brennero-sulle-tracce-del-mostro-di-bolzano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 13:59:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa sera su Rai1 in prima serata arriva Brennero, la nuova serie tv in quattro puntate e in esclusiva su RaiPlay in box set. Diretta da Davide Marengo e Giuseppe Bonito, Brennero è una coproduzione Rai Fiction e Cross Productions. Al centro della storia troviamo una PM originaria di una facoltosa famiglia, di cultura tedesca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Questa sera su Rai1 in prima serata arriva <b><em>Brennero</em></b>, la nuova serie tv in quattro puntate e in esclusiva su <a title="" href="https://www.raiplay.it/" target="_blank" rel="noopener">RaiPlay</a> in box set.</p>
<p>Diretta da Davide Marengo e Giuseppe Bonito, Brennero è una coproduzione Rai Fiction e Cross Productions.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al centro della storia troviamo una PM originaria di una facoltosa famiglia, di cultura tedesca e un ispettore, di origini italiane, con un passato difficile che sono costretti a lavorare insieme al caso di un serial killer. Superando le reciproche diffidenze e facendo squadra, Eva Kofler e Paolo Costa daranno la caccia allo spietato assassino, tornato a colpire dopo anni, riaprendo le ferite e le tensioni culturali che hanno segnato per decenni la città di Bolzano. </span></p>
<p><b>GIUSEPPE BONITO (regista). </b><em><span style="font-weight: 400;">«L’idea è nata con l’intento di far conoscere il Sudtirol. Quando abbiamo letto la sceneggiatura avevamo dei dubbi, ma ci siamo fidati della nostra percezione, arrivando lì. La serie tv </span>Brennero<span style="font-weight: 400;"> racconta un territorio, quello del Sudtirol in cui convivono due culture, due lingue diverse. Ed è stata una scoperta piacevole e arricchente conoscere questo luogo. I due protagonisti Eva e Paolo rappresentano le sue due diverse anime. I due sono accomunati dal loro dolore e si ritrovano ad aiutarsi a vicenda. Paolo è utile ad Eva per dare un senso al suo passato, e viceversa, Eva aiuta Paolo a dare un senso al suo vissuto. Inoltre, in </span>Brennero<span style="font-weight: 400;"> è simbiotico il rapporto tra il paesaggio, i luoghi e i personaggi, c’è un dualismo ricorrente e persistente». </span></em></p>
<p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-61584 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/MATTEO_MARTARI_BRENNERO-200x300.jpg" alt="Matteo Martari Brennero" width="200" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/MATTEO_MARTARI_BRENNERO-200x300.jpg 200w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/MATTEO_MARTARI_BRENNERO-420x630.jpg 420w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/MATTEO_MARTARI_BRENNERO.jpg 527w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />MATTEO MARTARI (Paolo Costa). </b><em><span style="font-weight: 400;">«Interpretare personaggi con il carattere di Paolo Costa è sempre affascinante. C’è una sottile linea tra passione, ossessione e realtà. I personaggi ossessivi sono personaggi passionali, e quando c’è la passione in un personaggio, interpretarlo diventa interessante. Abbiamo cercato di far uscire i diversi lati del suo carattere, infatti Paolo si contraddistingue anche per la sua sensibilità. Ed entrambi i protagonisti si contraddistinguono per la loro ironia. Eva e Paolo hanno due modi di approccio alla vita e al lavoro, totalmente opposti, ma ad un certo punto, entrambi si incuriosiscono e scaturisce in loro il desiderio di conoscersi. </span><span style="font-weight: 400;">La serie tv, inoltre, ci fa riflettere anche sul termine pregiudizio, che è ciò che noi pensiamo prima di conoscere qualcosa. E mi preoccupa e sconvolge l’idea che ancora oggi esistano dei confini mentali, tali da generare il razzismo come sorta di pensiero».  </span></em></p>
<p><b>ELENA RADONICICH (Eva Kofler). </b><em><span style="font-weight: 400;">«Ho immaginato insieme a Davide e a Giuseppe che il mio personaggio, Eva, fosse un po&#8217; sconosciuta a se stessa, che non avesse fino in fondo percepito il proprio potenziale. Eva ha alle spalle un passato difficile, ma ha una grande occasione di autodeterminarsi, in tutto l’arco della storia, e lo fa scorgendo nell’Ispettore Paolo Costa la possibilità di essere compresa al di là delle apparenze. Eva è la figlia dell’ex Procuratore Capo della Procura e in qualche modo ci si aspetta molto poco da lei. Invece Eva nasconde dentro di sé un fuoco. Il rapporto con il padre crea il presupposto principale della crescita, ossia dell’emancipazione dalle figure genitoriali.  La forza di Eva sta nel fatto che decide di affrontare le sue fragilità, la <img loading="lazy" class="size-medium wp-image-61585 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/ELENA_RADONICICH_BRENNERO-200x300.jpg" alt="ELENA_RADONICICH_BRENNERO" width="200" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/ELENA_RADONICICH_BRENNERO-200x300.jpg 200w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/ELENA_RADONICICH_BRENNERO.jpg 384w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />sua inadeguatezza, la sua paura di sbagliare, scegliendo di collaborare con Paolo Costa, che è l’ultima persona che il padre vorrebbe che entrasse nell’ambito delle indagini sul mostro, ma Eva segue il suo istinto e sceglie di indagare in maniera diversa». </span></em></p>
<p><b>SINOSSI. </b><span style="font-weight: 400;">Siamo a Bolzano, in Italia. Eppure chi arriva per la prima volta in città, è convinto di trovarsi in Germania. I cartelli per strada sono scritti in tedesco, alcune persone non ti capiscono se chiedi un’informazione, serve addirittura che si superi un esame di lingua tedesca se si vuole accedere alle cariche pubbliche. Gli stessi cittadini sono spaccati in due: da un lato i tedeschi, precisi, rigorosi e benestanti; dall’altro gli italiani, chiassosi e calorosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ritrovamento di un cadavere costringe Eva, una giovane e rampante PM di cultura tedesca, a lavorare fianco a fianco con Paolo, un ispettore di origini italiane, nato e cresciuto a Bolzano. Entrambi sembrano inizialmente rappresentare lo stereotipo della propria cultura: austera, fredda e razionale lei; affascinante, spaccone e avventato lui. Ma è davvero così o sono solo semplici pregiudizi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La frequentazione coatta porterà Eva e Paolo a scoprirsi diversi da quello che pensano, diventando una solidissima coppia investigativa mentre danno la caccia al &#8220;Mostro di Bolzano&#8221;, uno spietato serial killer che si è macchiato di sei omicidi, tutte persone di lingua tedesca, colpevoli (secondo lui) di aver trattato gli italiani come inferiori. E proprio nel tentativo di catturare il Mostro, tre anni prima, Paolo aveva perso non solo la gamba destra, ma anche la sua compagna (e collega) Giovanna. Per lui, quindi, catturare il Mostro è ormai una faccenda personale, la sua vera e propria ossessione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche Eva ha un’ossessione, che però non ha niente a che fare con il caso del Mostro: porta il nome di Mathilde Comi, una giovane pittrice a cui Eva è molto affezionata.                                                           </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso delle indagini Eva e Paolo si troveranno a fare squadra e affronteranno insieme il pericoloso caso del Mostro, superando le reciproche ossessioni e guarendo dalle loro (all’apparenza) insanabili ferite interiori.</span></p>
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		<title>Caroline Pagani: l’attrice e cantante omaggia il fratello Herbert Pagani</title>
		<link>https://www.mydreams.it/caroline-pagani-lattrice-e-cantante-omaggia-il-fratello-herbert-pagani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Maresca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 16:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È totalmente impegnata sul palco l’eclettica Caroline Pagani attrice, cantante, regista, drammaturga, che negli anni ha lavorato con maestri come Calixto Bieito, Peter Greenaway, Giorgio Strehler e Luca Ronconi, ritirando grazie alla versatilità e al talento, premi nazionali e internazionali, come il Premio Fersen alla Regia nel 2023. Attualmente è reduce dal successo al Teatro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-61323 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/07/Caroline-Pagani-300x169.jpg" alt="Caroline-Pagani" width="300" height="169" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/07/Caroline-Pagani-300x169.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/07/Caroline-Pagani-1120x630.jpg 1120w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/07/Caroline-Pagani.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />È totalmente impegnata sul palco l’eclettica <strong>Caroline Pagani</strong> attrice, cantante, regista, drammaturga, che negli anni ha lavorato con maestri come Calixto Bieito, Peter Greenaway, Giorgio Strehler e Luca Ronconi, ritirando grazie alla versatilità e al talento, premi nazionali e internazionali, come il Premio Fersen alla Regia nel 2023. Attualmente è reduce dal successo al Teatro Franco Parenti di Milano, con lo spettacolo-concerto </span><b>Amore dell’amore, </b><span style="font-weight: 400;">un omaggio musicale, teatrale e multimediale all’opera del fratello, il cantautore Herbert Pagani. Lo spettacolo-concerto di e con Caroline Pagani, per la regia di Giuseppe Marini e con Giuseppe Di Benedetto al pianoforte, racconta Herbert Pagani, il cantapittore, che ha navigato con maestria tra musica, prosa, poesia, canzone, scenografia, scultura, pittura e teatro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In queste settimane è uscito in digitale </span><b><i>Palcoscenico, </i></b><span style="font-weight: 400;">la cover del brano di Herbert Pagani, che Caroline interpreta in modo sublime, unendo commedia, dramma e sperimentazione teatrale. </span><b><i>Palcoscenico </i></b><span style="font-weight: 400;">è un viaggio surreale nel mondo del Teatro, ambientato a Venezia, e rappresenta uno sguardo critico nei confronti del mondo dello spettacolo, in difesa del Teatro come forma d’arte. Dopo l’estate uscirà il suo doppio album, intitolato </span><b>Pagani per Pagani,</b><span style="font-weight: 400;"> un tributo ad Herbert, che conterrà ventiquattro brani in italiano ed in francese.   </span></p>
<p><b>È uscita la cover di Palcoscenico, il brano di tuo fratello Herbert Pagani, tratto dall&#8217;album omonimo. Palcoscenico difende ed esalta il teatro, la forma d&#8217;arte che può allontanarci e salvarci dalle brutture della tv. Che significato assume per te questo brano?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un brano che amo moltissimo perché è teatrale, perché fa parodia e io la amo molto, la parodia è un modo brillante, intelligente e profondo per scandagliare l’anima di un’opera e il suo messaggio. E soprattutto mostra e sbeffeggia i vizi del mondo dello spettacolo, i suoi lati oscuri, l’autorità, il potere, il ricatto, l’abuso, rivendica il rifiuto di prostituire se stessi e la propria anima in nome del commercio e dell’arte e invita a fare la propria arte, senza padroni.</span></p>
<p><b>Hai scelto come protagonisti del video di </b><b><i>Palcoscenico </i></b><b>personaggi shakespeariani.  Adori Shakespeare?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì lo amo tanto e l’ho studiato anche molto, ci ho fatto due tesi di laurea, una in Storia del Teatro Inglese (corso di laurea in Filosofia) sulla Filosofia rinascimentale che informa l’opera di Shakespeare con un progetto di regia del </span><i><span style="font-weight: 400;">Macbeth</span></i><span style="font-weight: 400;">, l’altra, teorica e pratica, in Drammaturgia, sull’Eros in Shakespeare con la realizzazione di uno spettacolo in prosa e musicale, </span>Shakespeare’s Lovers<i>.</i></p>
<p><b>Hai portato in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, Per amore dell&#8217;amore, uno spettacolo-concerto, omaggio musicale, teatrale e multimediale ad Herbert, in cui racconti l&#8217;artista poliedrico, cantautore, poeta, scultore e pittore. Quali emozioni provi nel narrare la sua vita?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho provato e provo delle emozioni forti, un grande coinvolgimento, una identificazione totale, empatia, amore, ma questa emotività deve stare fuori dallo spettacolo. Mi sono emozionata spesso studiando e cantando le sue canzoni in fase di studio, poi però in scena queste emozioni vanno arginate, controllate, soprattutto nel canto, nel caso mi faccio un pianto prima e poi in scena per fortuna va tutto come deve andare…</span></p>
<p><b>Il doppio album dal titolo Pagani per Pagani, in uscita dopo l’estate, è un tributo ad Herbert e contiene ventiquattro tracce in francese e in italiano. È stato un lavoro impegnativo?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È stato un lavoro estremamente impegnativo, dal punto di vista dell’impiego di tempo, di studio, di risorse economiche. La cosa più difficile è stata stare dietro agli ospiti per portarli a incidere le canzoni di Herbert e fare arrangiamenti ad hoc per loro. Ne avrei  voluti di più, avrei voluto Vinicio Capossela, che si sarebbe accompagnato da solo,  Stefano Bollani, Mario Biondi, Davide Livermore, ma per motivi di tempo e logistici alla  fine avrei dovuto aspettare ancora e non è stato possibile, ero in ballo da due anni con  questo disco e andava finito… Anche con gli arrangiatori è stata un’impresa, ognuno ha  i propri gusti e io ho le mie idee artistiche, estetiche e stilistiche chiare, i testi di queste  canzoni sono talmente belli che non hanno necessariamente bisogno di  un’orchestrazione sempre sontuosa, (Herbert soprattutto in Rai aveva anche orchestre  e arrangiamenti sontuosi, ma mai sovrastanti, come anche accompagnamenti  semplici) è canzone d’autore, qui i protagonisti sono i testi delle canzoni e  l’interpretazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad ogni modo gli arrangiamenti sono tutti molto belli e vari, ce ne sono con strumentazione molto ricca, con quartetto d’archi, con l’arpa, pop, rock, ma anche con accompagnamento per piano solo, uno più bello dell’altro, come le canzoni. Nello spettacolo canto “Albergo a ore” a cappella, trovo che non abbia bisogno di accompagnamento &#8211; nel disco sì, l’accompagnamento è di Danilo Rea, ed è il più bell’accompagnamento di questa canzone che sia mai stato fatto &#8211; ma nello  spettacolo no. È poesia, è un pezzo di teatro, non deve essere sovrastato da altro che non siano la parola e la sua interpretazione.</span></p>
<p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-61324 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/07/CarolinePagani2_PHOTO-200x300.webp" alt="Caroline-Pagani" width="200" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/07/CarolinePagani2_PHOTO-200x300.webp 200w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/07/CarolinePagani2_PHOTO-419x630.webp 419w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2024/07/CarolinePagani2_PHOTO.webp 665w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />In questo periodo cosa stai portando sul palco? E quali saranno i tuoi futuri impegni a teatro?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quest’estate mi dedico alla versione francese dello spettacolo concerto, dove ci sarà qualche canzone diversa e inevitabilmente, di conseguenza, anche alcune parti di testo, ma la struttura resta la stessa. Fra i miei progetti di spettacolo ce n’è uno su Otello </span><b>Desdemona. Amore e morte a Venezia</b><span style="font-weight: 400;">, uno sulle cattive scespiriane, </span><b>Wicked. Cattive</b><span style="font-weight: 400;">, e uno su </span><b>Eleonora Duse versus Sarah Bernhardt</b><span style="font-weight: 400;">. Spererei poi che si riesca a fare anche un documentario su Herbert Pagani, ho trovato dei professionisti molto talentuosi in questo, ma bisogna trovare anche una produzione…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella prossima stagione porto in scena a Roma tre miei lavori: </span><b>Mobbing Dick</b><span style="font-weight: 400;">, spettacolo tragicomico e amaro sul mobbing nei confronti delle donne nell’ambiente dello spettacolo, al Teatro Lo Spazio, </span><b>Luxuriàs</b><span style="font-weight: 400;">, spettacolo brillante su Francesca da Rimini e la lussuria, in cui vengono evocate donne come Semiramide, Cleopatra, e anche Moana Pozzi, e lo spettacolo concerto su Herbert all’Auditorium Parco della Musica. Spero di riprendere presto anche </span><b>Hamletelia</b><span style="font-weight: 400;">, il mio spettacolo plurilingue su </span><i><span style="font-weight: 400;">Amleto</span></i><span style="font-weight: 400;">, ha girato nel mondo, in Germania, in Cina, a Shanghai, in Polonia, a Danzica, a Praga, a Barcellona, in Macedonia del Nord, vorrei farlo anche a Roma, ha bisogno di  un luogo particolare, gotico. Oltre allo spettacolo concerto che ha come luoghi di elezione i teatri ma anche un format per le gallerie d’arte, ci sarà anche una versione solo concerto dello spettacolo su Herbert, il mio desiderio è cantare queste canzoni ovunque sia possibile, in italiano e in francese, (alcune sono pure in spagnolo) in Italia, Svizzera e Francia.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/caroline-pagani-lattrice-e-cantante-omaggia-il-fratello-herbert-pagani/">Caroline Pagani: l’attrice e cantante omaggia il fratello Herbert Pagani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
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