Con sagacia, ironia e leggerezza la cantautrice Laura Avallone in arte AvA si contraddistingue nella scena urban pop. E nel suo ultimo disco Fammi Fallire invita a vivere in modo intenso, e a godersi la vita sia nei momenti spensierati, che in quelli ostili. Nel suo nuovo singolo Vida Lenta vida Loca (disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica), un brano urban pop dalle sfumature latine ed elettroniche, AvA rivendica con ironia il diritto alla lentezza e si oppone alla continua e soffocante pressione a cui la società odierna ci sottopone.
Vida Lenta vida Loca è il nuovo singolo tratto dall’album “Fammi Fallire”, brano che esalta in modo ironico la lentezza come forma di protesta e di resistenza ai ritmi frenetici della società odierna. In quale momento hai avvertito l’esigenza di scriverlo?
In uno dei tanti momenti in cui mi sono detta “Fermate la giostra voglio scendere”! Siamo in un momento storico in cui siamo sottoposti a un’incessante pressione dal mondo esterno (e privato) e in costante accelerazione. Rischiamo di svegliarci tutti a 50 anni e di esserci dimenticati di essere giovani. Vida Lenta Vida Loca è una provocazione, un invito a rallentare e ritagliarci spazio per noi stessi, a goderci quello che abbiamo con chi amiamo, prima di ricominciare a correre dietro a tutto quello che ci manca. La lentezza è una piccola rivoluzione ora come ora.
Sei stata frontman della Calypso Chaos. Quali ricordi conservi di quel periodo trascorso insieme alla tua band?
Essere parte di una band di sole donne è stata sicuramente un’esperienza indimenticabile dal punto di vista personale e altamente formativa dal punto di vista professionale. Se oggi sono in grado di performare dal vivo lo devo solo al mio tempo trascorso con loro.
Nel 2019 hai pubblicato l’album intitolato Lo Squalo. È il disco che segna il tuo debutto da solista. Cosa ha rappresentato per la tua carriera artistica?
Lo Squalo ha rappresentato per me un nuovo inizio. Inizio sfortunato se pensiamo che è uscito alle soglie dell’esplodere della pandemia, ma nonostante questo, senza sponsor o etichette, ha totalizzato quasi mezzo milione di streaming complessivi. É grazie a questo se ho deciso di tornare con un nuovo disco.
Il tuo secondo album celebra la leggerezza come il rimedio per accettare il proprio destino e vivere con serenità. È un disco coraggioso! Dici? Beh, sono contenta che la vediate in questo modo, in effetti essere coraggiosi al giorno d’oggi sembra essere una condizione qua non per essere felici. Grazie per il feedback!
Il disco contiene brani tra cui Requiem che manifesta il diritto alla disperazione e alla solitudine, o La fine dell’estate che proclama il diritto alla malinconia. Quale valore assumono per te queste canzoni?
La Fine Dell’Estate parla da sé, racconta di quella sensazione che prende a noi “lucertole” che amiamo il caldo quando le giornate iniziano ad accorciarsi e fa buio alle quattro. Personalmente vado proprio in una semi-depressione da metà Agosto ad Ottobre almeno fino a quando non mi rassegno all’inverno. Requiem è un’altra storia. Spero di poterne riparlare quando uscirà a Novembre perché posso solo anticiparvi che è un brano che ho scritto dopo un sogno, ed è talmente bello che non credo sia tutta farina del mio sacco. Sono sincera, credo di non aver mai scritto una canzone così bella e profonda, almeno dal mio umile punto di vista. Per non parlare del video. Il video è bellissimo, spero vi piacerà quanto piace a me!
Ok si, se non l’aveste ancora capito è il mio brano preferito del disco, eheheh!