
ph Assunta Servello
Per l’attrice Laura Adriani è un periodo carico di impegni e progetti da realizzare. Intanto il pubblico televisivo la sta apprezzando in “Balene – Amiche per sempre”, un dramedy originale, in onda la domenica in prima serata, su Raiuno. Si tratta di una serie tv da 8 episodi, prodotta da FastFilm con Rai Fiction in collaborazione con Marche Film Commission, girata interamente ad Ancona, che vede come protagoniste Veronica Pivetti e Carla Signoris, con la regia di Alessandro Casale. Il personaggio che interpreta la Adriani è quello di Flaminia Cappiello, una donna brillante, intraprendente e ambiziosa, che nelle relazioni non ama mostrare i suoi veri sentimenti, ma nei prossimi quattro episodi, che vedremo, scoprirà il suo cuore.
Sei una delle protagoniste del dramedy Balene- Amiche per sempre. Come hai vissuto questa nuova esperienza? E quale atmosfera si respirava sul set?
«Grazie alla regia di Alessandro Casale si è respirata un’aria molto calma, serena. È stato veramente un set piacevole da vivere, un’esperienza importante per me. Poiché avevo da tanto un’idea in testa, che era quella di fare una serie documentaristica sulle maestranze del cinema. Mi piaceva l’idea di raccontare il set, la troupe, ciò che sta dietro e che non si vede mai. E su questo set ho avuto la possibilità di cominciare a girare la serie documentaristica. Così, mi sono messa dietro la camera da presa. La troupe, con la quale mi sono trovata a lavorare, era una troupe con tantissimi giovani, una buona nuova generazione. Insomma è stato stimolante. C’era una ragazza di 21 anni che faceva la macchinista, qualcosa veramente di alieno da vedere nel mondo del cinema. Mi ha ispirato. E quindi, ho pensato che fosse il momento giusto di cominciare a renderla concreta quest’idea. Così abbiamo iniziato a girare degli episodi. Spero continueremo anche nei prossimi anni, perchè la vorrei portare in giro su tutti i set».
In Balene interpreti Flaminia Cappiello, una donna brillante che ama mettersi in gioco, ma al tempo stesso non lascia trasparire i suoi sentimenti. Cosa scopriremo di lei nelle prossime puntate?
«Penso che avete visto una Flaminia molto dura. Nei prossimi episodi Flaminia permetterà al pubblico, ma soprattutto a se stessa di scoprire il suo cuore ».
Che impatto ha avuto su di te Flaminia?
«Sicuramente mi ha spinta a riflettere sul rapporto con mia madre. Non è mai facile relazionarsi con la propria mamma ed è stato emozionante poter portare un mio conflitto personale nel personaggio, che poi è un conflitto di grande amore, di incomprensione dell’altro, un conflitto di punti di vista diversi. E al tempo stesso, mi porterò dietro lo scioglimento di questo conflitto, con l’accettazione dei diversi punti di vista, ma con un grande amore di fondo».
Nella tua carriera hai interpretato tante donne, ma c’è un personaggio con il quale hai creato un legame empatico singolare, che ha reso difficile il distacco dal ruolo?
«No, in realtà io permetto a tutti i miei personaggi di toccarmi e di influenzarmi, ed anche io influenzo i miei personaggi. C’è un do ut des tra me e loro. Come se conoscessi un’amica, come se improvvisamente entrasse una persona nella mia vita, con la quale comincio a convivere, per un certo numero di mesi. Ma quando se ne va, ti dispiace dover lasciarla andare, ma sei felice perché ti ha riempito ancora di più, ti ha donato delle nuove sfumature. Quindi ogni mio personaggio è la mia migliore amica, è una parte di me, ma non rimango mai imprigionata nel ruolo, e non mi è difficile uscirne».
La commedia sentimentale Mica è colpa mia diretta da Umberto Carteni è uno dei tuoi ultimi film a cui hai partecipato. Ed è stato girato a Napoli. Quali ricordi conservi di quei giorni durante le riprese?
»Desideravo molto fare quel film e me lo sono proprio andato a prendere con le unghie e con i denti. Girare a Napoli è sempre stupendo, spero veramente di tornarci presto. E soprattutto di recitare in napoletano o con un accento napoletano, perché ancora non mi sono addentrata in questa lingua che amo tanto. Mia nonna era napoletana. Abbiamo una tradizione napoletana in famiglia, mio padre canta le canzoni napoletane, io adoro cantare in napoletano, insomma, Napoli è veramente una città che ho nel cuore. E il film per me ha significato molto. Lavorare con Antonio Folletto e con Vincenzo Nemolato è stato bello, nonostante le difficoltà, ricordo quei giorni sul set con grande tenerezza. E magari nei prossimi anni, chissà, potrebbe nascere un nuovo progetto. Non vedo l’ora di poter girare ancora a Napoli».
La tua carriera inizia a teatro. Da piccola hai preso parte a diversi musical, un periodo importante per la tua formazione artistica.
«Ero piccola, stavo ad Ostia ed ho iniziato a fare teatro da bambina, calcando palcoscenici importanti. Non è arrivata ancora l’opportunità di recitare nel teatro di prosa, un’altra prova ancora da affrontare. E spero che arrivi proprio nel momento in cui mi sentirò pronta. Il teatro ti offre l’opportunità di avere un contatto con il pubblico in sala. E non vedo l’ora di parlare con le persone, di guardarci negli occhi, di percepire le loro emozioni. Quando giro su un set la troupe è il mio pubblico. Ma l’esperienza di avere delle persone davanti a te in presa diretta, nel momento stesso in cui tu stai rappresentando il dramma è qualcosa di unico, diverso dal cinema. E poi ogni sera la connessione che si crea con il dramma cambia e puoi scoprire a fondo una scena».
«Quali saranno i tuoi prossimi progetti? E e a cosa stai lavorando in questo periodo?
Adesso sono iniziate le riprese di Maschi veri 2. Poi come ho anticipato, sono impegnata nella realizzazione di una serie documentaristica. Vorrei portare a produzione dei progetti che adesso cominciano a diventare concreti e ad impormi anche come autrice.