
PH Imma de Lillo
Il teatro Diana di Napoli ospita fino al 22 febbraio Jucature (Els Jucadors-Giocatori) di Pau Mirò (Barcellona 1974-attore -sceneggiatore e drammaturgo), traduzione, adattamento e regia di Enrico Ianniello con Antonio Milo, Adriano Falivene, Marcello Romolo, Giovanni Allocca. Le scene sono di Carmine Guarino, i costumi di Ortensia De Francesco, il disegno luci di Cesare Accetta.
Lo spettacolo, vincitore del Premio UBU 2023, come miglior testo straniero e del Premio Butaca 2012 per il miglior testo in lingua catalana, esplora la fragilità umana con un linguaggio teatrale allettante ed evocativo.
In scena quattro personaggi che si ritrovano nell’ appartamento di uno di loro per giocare. Essi non hanno un nome di battesimo e vengono identificati dalla loro attività e dal ruolo che hanno nella società: un barbiere (Giovanni Allocca) che sospetta i tradimenti della moglie , un anziano professore di matematica (Marcello Romolo) disperatamente solo e malinconico che vive nel ricordo del padre recentemente scomparso, un becchino balbuziente (Antonio Milo) che colma le sue carenze affettive frequentando Irina,una prostituta e un attore (Adriano Falivene) che non viene mai scritturato a causa dei vuoti di memoria e della cleptomania. I quattro sono dei falliti a cui il destino ha riservato una vita difficile, piatta, monotona. Tuttavia proprio in quella angusta, polverosa e anonima stanza riescono ad essere se stessi attraverso piccoli atti di coraggio come quello di lanciare sul tavolo da gioco l’attesa carta vincente in una partita con la vita che non inizia mai, la certezza di avere ascolto perché capiti da persone che condividono le stesse miserie ed aspirazioni, la necessità di dare l’avvio ad un riscatto difficile ma possibile. Accanto a loro vengono trascinati sulla scena gli spettatori che da subito provano empatia per i quattro personaggi teneri e surreali, legati da una profonda malinconia ed un’ irresistibile comicità nonostante le premesse non rosee. Il ricorso alla lingua napoletana e all’avere in scena la macchinetta per il caffè rende al meglio questa sorta di identificazione tra personaggi e spettatori. In questo spazio limitato le parole acquistano il valore della resistenza sul quale poggia il riscatto sociale. Il finale aperto conferisce al testo ulteriori possibilità lasciate all’immaginazione dello spettatore, una su tutte quella che vede i quattro protagonisti che non hanno nulla da perdere riuscire inaspettatamente a realizzare un’azione folle.

Lo spettacolo ben scritto dall’autore e ben diretto da Enrico Ianniello che in un precedente allestimento ricopriva da attore il personaggio del becchino, si avvale della presenza di interpreti bravi, ben affiatati e noti al grande pubblico per le loro incursioni televisive in fiction di successo. Antonio Milo, Adriano Falivene e Giovanni Allocca li abbiamo incontrati ne Il commissario Ricciardi. I primi due attori menzionati sono ormai una coppia di fatto per aver portato anche sulle scene Mettici la mano di Maurizio de Giovanni. Marcello Romolo poi lo abbiamo apprezzato in numerosi film realizzati da famosi registi a partire da Il camorrista di Tornatore (1986) fino all’ultima fiction Rai Noi del Rione Sanità. Con questi attori di comprovata bravura Jucature è uno spettacolo da non perdere. Il pubblico presente in sala ha applaudito in modo caloroso e sincero.
Programmazione spettacolo
24 febbraio 2026 Sorrento Teatro Tasso
3 marzo Eboli Teatro Italia
5-6 marzo Sant’Anastasia Teatro Metropolitan
7-8 marzo Salerno Teatro delle Arti
14-15 marzo Nocera Inferiore Teatro Comunale Diana
18 marzo Gaeta Teatro Ariston
19 marzo Torre Annunziata Teatro Maximall
20-22 marzo Pompei Teatro Costanzo Mattiello
25 marzo Telese Teatro Modernissimo
26 marzo Boscoreale Teatro Minerva
27 marzo Pagani Auditorium S. Alfonso Maria De’ Liguori
28-29 marzo Avellino Teatro Partenio
8-9 aprile Roma Teatro Umberto