Chi di noi non ha mai cantato il brano ‘A città ‘e Pulecenella? Chi di noi non si è commosso seguendo la storia di due amici, Saverio e Raffaele, cresciuti nel carcere minorile di Nisida che, a distanza di venti anni si ritrovano su fronti opposti incarnando la scelta tra riscatto e criminalità? Ebbene, C’era una volta …scugnizzi, il musical teatrale scritto da Claudio Mattone ed Enrico Vaime nel 2001, ispirato al film Scugnizzi diretto da Nanni Loy nel 1989, torna dal 10 aprile prossimo al Teatro Augusteo di Napoli con un nuovo cast tutto da scoprire. Eccolo: Alfonso Giorno, Ciro Salatino, Aurora Caso, Benedetta Cenani, Claudio Cesa, Andrea Camilla Conte, Giovanni Di Capua, Vincenza Donciglio, Maria Sofia Dos Santos, Chiara Esposito, Emanuele Esposito, Francesco Esposito, Lorenzo Esposito, Fatima Gagliardi, Giusy Lo Sapio. Roberta Pellecchia, Luciano Romano, Lorenzo Simeone, Sara Stanco, Ernesto Tassari, Antonella Vitiello ed inoltre Salvatore Catanese, Ciro Mazaner, Peppe Romano.
Nelle precedenti edizioni ha dato notorietà ad artisti quali: Serena Rossi, Sal Da Vinci, Massimiliano Gallo, Stefania De Francesco, Gianni Lanni, Gianni Pernice, Andrea Sannino. Mavi Gagliardi, FLO
Ricordiamo che le scene sono di Bruno Garofalo, le coreografie di Gino Landi, i costumi di Francesca Romana Scudiero, la regia di Claudio Mattone e la produzione Napolitetaro Srl.
Noi di Mydreams abbiamo partecipato stamane alla conferenza stampa di presentazione svoltasi nel Foyer del Teatro Augusteo con Claudio Mattone e la nuova Compagnia di giovani talenti. Il direttore artistico della celebre sala Giuseppe Caccavale ha detto: «Siamo felici di ospitare ancora C’era una volta…scugnizzi, il musical dei record che in questi anni ha raccolto i favori del pubblico e della critica. Lo spettacolo rappresenta una vera fucina di giovani artisti ed il vero motore, il volano di questo spettacolo è Claudio Mattone che lo ha realizzato con tanta passione ed impegno. Siamo certi che anche questa edizione sarà vincente perché i ragazzi sono davvero straordinari e si sono impegnati tantissimo». Claudio Mattone, dopo i ringraziamenti ha detto: «Voglio iniziare questa conferenza stampa con un aneddoto a me particolarmente caro. Eravamo in un teatro a Ponticelli e stavo facendo le prove del brano ‘O Russo è n’ommo ‘e merda quando in sala entrò Francesco Caccavale che volle subito parlarmi dicendo che quella parolaccia era forse un po’ troppo azzardata, volgare. Io risposi che non potevo cambiarla. Come avrei potuto caratterizzare il personaggio se non in quel modo? ‘O Russo è un monello, ‘o Russo è un mascalzone? Queste frasi non avrebbero sortito lo stesso effetto e Francesco Caccavale capì e la storia mi ha dato ragione. Io comunque non chiamerei Scugnizzi un musical perché non ne ha le caratteristiche americane, tipo Grease.I ragazzi che partecipano allo spettacolo non sono ballerini professionisti e nel canto sfoggiano un loro talento naturale, così come nella recitazione. Antonio Calenda è stato il primo ad accorgersene ed infatti mi disse: Scugnizzi è un musical, una commedia musicale, un’opera lirica». Claudio Mattone poi ha presentato i ragazzi uno per uno sottolineando che il cognome Esposito appare più volte senza tuttavia avere tra loro uno stretto legame di parentela. Inoltre ha rivelato l’inserimento di un nuovo brano musicale che a detta di chi sta seguendo le prove, è una vera bomba.
É stata poi la volta delle domande
Quali sono stati i criteri per la scelta degli interpreti?
Claudio Mattone: «Nella scelta mi sono lasciato condurre dalle caratteristiche del personaggio non guardando il curriculum dei candidati che sono stati oltre 1000.Ho tenuto conto soprattutto il talento, la spontaneità, l’aderenza al personaggio che avevo immaginato, persino la voce e la postura. Posso dirvi che quasi nessuno di loro ha avuto importanti esperienze pregresse. Mi sono fidato e mi fido di loro».
Quale il messaggio che si vuole dare al pubblico in questa nuova edizione?
Claudio Mattone: «Scugnizzi racconta la lotta tra il bene e il male ma io e i miei ragazzi non vogliamo assolutamente metterci in cattedra. I ragazzi a rischio purtroppo ci sono ancora in una città come Napoli che è eccessiva in tutto. I personaggi parlano il linguaggio dei giovani d’oggi ed io sono contrario a quelle opere che con il pretesto di raccontare la verità , idealizzano modelli negativi. Se voglio raccontare la verità faccio un documentario e non altro. Bisogna dare una speranza ai giovani e modelli positivi ma non pallosi. Spesso siamo andati a proporre il nostro spettacolo nelle scuole sempre con grande successo. Molti di questi nuovi talenti o sono venuti a teatro da piccoli in compagnia dei loro genitori o hanno visto Scugnizzi nella loro scuola con gli insegnanti. E qui mi viene in mente un altro aneddoto. Camminavo in riva al mare quando un signore, riconoscendomi,disse: ”Clà, t’è fatta ‘sta barca?” Vidi non una barca ma uno yacht di diversi metri. Sapete il suo nome? C’era una volta…scugnizzi. Individuato il proprietario mi disse che lo aveva chiamato così su suggerimento del figlio che aveva visto lo spettacolo e ne era rimasto affascinato».
Come è cambiata la città di Napoli dalla prima edizione di Scugnizzi?
Claudio Mattone: «Questa è una domanda cattiva. Penso che vada alla deriva perché la cultura non è più di moda».
Una domanda rivolta ai protagonisti Alfonso Giorno e Ciro Salatino rispettivamente Saverio e ‘O Russo: quali sono state le difficoltà incontrate nel dare vita ai vostri personaggi? Quanto c’è di ciascuno di voi in essi?
Ciro Salatino: «Ho realizzato un sogno, il sogno della mia vita e l’amore per la musica ha fatto il resto».
Alfonso Giorno: «Spero di aver trovato la chiave giusta per interpretare ‘o Russo. Lo so che il mio personaggio non sta molto simpatico ma è giusto fare anche un personaggio negativo».
Scugnizzi andrà anche all’estero? Si prevede una diretta televisiva o qualcosa di simile?
Claudio Mattone: «Portare Scugnizzi all’estero sarebbe molto complicato e dispendioso ma non lo escludo. É difficile mantenere l’integrità dello spettacolo per una trasmissione televisiva».