“Ciascuno di noi è tutti e nessuno. Solo l’amore, forse, può dirci chi siamo” Gino Paoli
Gino Paoli è morto nella sua casa genovese. Questo l’annuncio dato dalla sua famiglia: «Questa notte Gino ci ha lasciato, circondato dall’affetto dei suoi cari».
Nato a Monfalcone provincia di Gorizia il 23 settembre del 1934 ma vissuto a Genova fin da bambino, ha segnato la storia del cantautorato musicale italiano insieme ai suoi amici fraterni come Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e Gianfranco Reverberi che gli propone di recarsi a Milano, capitale dell’industria musicale di quel tempo.
La sua prima canzone, incisa da Mina è Il cielo in una stanza, un capolavoro assoluto. E poi l’incontro Ornella Vanoni che inciderà un altro brano famosissimo Senza fine ed avrà con lui una intensa relazione sentimentale. E poi negli anni ’60 Sapore di sale e quel tentativo di suicidio mai chiarito. Ed avrà altre relazioni, con Stefania Sandrelli dalla quale avrà la figlia Amanda , con Anna Fabbri sposata e madre di Giovanni e l’ultima compagna Paola Penzo madre dei suoi altri tre figli: Nicolò, Tommaso e Francesco.
Ma quanti altri capolavori ha scritto Gino Paoli ?: Una lunga storia d’amore, Ti lascio una canzone, La gatta, Che cosa c’è, Quattro amici, Musica musica, Non andare via e tantissime altre, tutte belle e con quello stile un po’ malinconico e sofferto.
Gino Paoli ha raccontato l’amore non convenzionale e la paura di perderlo, la solitudine e le fragilità umane, le cose che possono darci gioia, vedi la gatta e una giornata trascorsa al mare, in spiaggia. Gino Paoli è stato il cantante dei momenti spensierati degli italiani ubricati dal boom economico e dei cuori malati come il suo che ha dovuto convivere per decenni con una pallottola che lo ha sfiorato. Gino Paoli è stato amato da molte donne e le ha amate tutte di un amore immenso, tenero, profondo a riprova che il sentimento amoroso è senza fine…
Ecco come lo ricordano tutti quelli che gli hanno voluto bene
Dori Ghezzi: «Se Gino Paoli, Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Luigi Tenco non ci fossero stati non sarebbe esistito neppure Fabrizio: è anche grazie al loro esempio se lui e la sua famiglia hanno riconosciuto nella musica un’arte nobile. Gino è stata sempre una persona riservata ma di uno spessore incredibile, un artista ed un amico dalle qualità rare».
Cesare Cremonini. «Ho ascoltato Sapore di sale da piccolo. Che fosse una canzone con l’arrangiamento di Morricone o l’arrangiamento di Morricone su una canzone, con l’inconfondibile sax di Gato Barbieri, non fu importante perché da qualsiasi prospettiva la stessi ascoltando, quella voce ebbe su di me l’effetto di un invito».
Renzo Arbore: «Gino Paoli, mio buon amico, immenso musicista, compositore ed interprete di canzoni che resteranno in eterno nel repertorio della musica importante italiana. Addio».
Mogol: «Mi dispiace immensamente. Era un caro amico, molto, molto caro. E’ stato un grandissimo autore e compositore. Vorrei che fosse ricordato soprattutto per questo».
Fabio Fazio: «Un gigante, un poeta, un pittore. Le sue canzoni sono quadri».
Vasco Rossi: «La prima volta che ho visto Gino Cantare ho capito ed ho imparato qual è la differenza tra un cantante ed un interprete…immenso Gino»..
I funerali si terranno a Genova, in forma privata, giovedì prossimo per espressa volontà della famiglia.
L’autobiografia di Gino Paoli ha per titolo Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni, Ed. Bompiani.