«I figli. Forse quando non li hai ne senti la mancanza, e quando li hai ti chiedi come facevi a vivere prima di averli. Forse…» Maurizio de Giovanni
Gli orgogliosi Bastardi di Pizzofalcone sono ritornati per affrontare nuove avventure con la stessa carica di umanità che ci ha sorpresi nei precedenti incontri. «Continuavano a chiamarli così, anche se lo lo spregio insito nel soprannome-affibbiato dal resto del corpo della polizia a seguito della malversazione commessa da chi li aveva preceduti-ormai era acqua passata. L’aria era cambiata. E caso dopo caso, soluzione dopo soluzione, i Bastardi avevano rimontato la classifica. Eccoli lì, in apparenza distratti e in realtà concentrati, le lampade accese sulle scrivanie, senza sole e senza caffè. Tutto uguale, ma tutto diverso» (pag. 140 – 141). Stavolta devono scoprire il colpevole di un omicidio particolare.
É una notte afosa di luglio e in via Egiziaca a Pizzofalcone un’automobile investe, uccidendolo, Francesco Cascetta, un noto medico patologo a capo di un ben avviato laboratorio di analisi cliniche. Da subito è chiaro che ad ammazzare Cascetta non è stato un pirata della strada. Chiunque lo voleva morto per l’accanimento violento sul suo corpo esanime. Ma l’omicidio di Cascetta, come spesso avviene nei noir di Maurizio de Giovanni, è un pretesto per parlare delle vite private dei poliziotti del commissariato di Pizzofalcone. Tutti devono fare i conti con la parola Figli, titolo del romanzo edito da Einaudi, Collana Stile libero, pag. 249.
Giuseppe Lojacono detto il Cinese per i suoi occhi a mandorla, vive con la figlia Marinella di cui non riesce più a capire atteggiamenti e pensieri. Luigi Palma che non ha figli propri ma che ha intrecciato una relazione con Ottavia Calabrese madre di Riccardo, un ragazzo autistico, non riesce a vivere appieno questo rapporto perché la donna non vuole separarsi da suo figlio. Francesco Romano soprannominato Hulk per i suoi improvvisi scatti d’ira si trova ad operare una scelta dolorosa tra sua moglie Giorgia e la piccola Giorgia che ha salvato e curato insieme alla pediatra di cui si è innamorato. Alex Di Nardo ha trovato conforto in Rosaria nel gestire la malattia della madre e il desiderio di avere un bambino manifestato dalla compagna. Marco Aragona, il più improbabile dei poliziotti e particolarmente caro ai lettori per i suoi outfits azzardati e coloratissimi, ha trovato nel vice commissario in pensione Giorgio Pisanelli, il padre ideale. Elsa Martini si sforza di comprendere la figlia Vicky che, a sua insaputa, è riuscita ad avvicinare suo padre e a farsi accettare. Accanto alla volontà di stanare il colpevole, i Bastardi devono quindi fare i conti con il proprio vissuto rendendosi conto da subito di quanto sia difficile capire e proteggere chi amiamo, chi è una parte di noi stessi. E la scrittura solida ed illuminata di Maurizio de Giovanni raggiunge i risultati migliori proprio quando analizza e descrive le preoccupazioni ed i tormenti che derivano dal rapporto padre-figlio. Eppure basterebbe ricordare che prima di essere genitori si è stati figli.
L’intreccio tra l’indagine e le vicende personali dei Bastardi costituisce la forza di questo romanzo. E poi c’è Napoli con tutto il suo fascino: il caldo di una notte d’estate, la Luna che si specchia nel mare, la sagoma ingombrante e misteriosa del Vesuvio in lontananza, la ricerca disperata di un refolo di vento per ossigenare i pensieri alla ricerca spasmodica di una verità, anche dolorosa.