È un omaggio alla storia del teatro napoletano, Masaniello, l’opera corale di Elvio Porta e Armando Pugliese, portata in scena dalla Compagnia Luisa Conte al Teatro Sannazaro (in replica fino al 4 novembre), per la regia di Lara Sansone e le musiche di Antonio Sinagra. Sul palco gli attori rievocano gli avvenimenti accaduti tra giugno e luglio del 1647 a Napoli, periodo in cui Masaniello organizza una rivolta popolare per chiedere l’abrogazione delle tasse imposte dal viceré spagnolo, il Duca d’Arcos. Il malcontento del popolo napoletano rivive attraverso le voci degli attori tra tradizione, devozione e canto popolare. I venditori ambulanti di piazza Mercato soffocati dai dazi sulla frutta secca, sulla farina e sul pesce urlano la propria insoddisfazione per le condizioni di miseria in cui versano, trovando unico sostegno e rifugio nella fede e nella devozione per la Vergine del Carmelo. Il pescatore Masaniello, interpretato in maniera magistrale da Carmine Recano, viene persuaso e raggirato dall’abate Giulio Genoino (Antonello Coscia) ad opporsi e contrastare le decisioni del viceré. Affiancato e sostenuto da sua moglie Bernardina, la straordinaria Lara Sansone, Masaniello raduna un gruppo di lazzari ed organizza una ribellione popolare, incendia gli uffici del dazio e si reca a Palazzo Reale. Il viceré Duca d’Arcos, reso singolare ed enigmatico dal brillante Leopoldo Mastelloni, concede la totale abrogazione delle gabelle e nomina Masaniello “generalissimo del popolo”. Nel frattempo, l’astuto abate Giulio Genoino ottiene il rilascio del vecchio privilegio concesso nel 1517 da Carlo V, che prevedeva un’identica rappresentanza sia per il popolo che per i nobili. Nei giorni seguenti, purtroppo, Masaniello viene tradito dai suoi stessi compagni, l’arcivescovo Filomarino ( Giosiano Felago) lo accusa di pazzia e il 16 luglio nel corso della celebrazione religiosa in onore della Madonna del Carmine, viene ucciso con inganno. Masaniello, un’opera rigorosa, unisce la prosa e il canto popolare e suscita nello spettatore le sensazioni più disparate. Tra sorrisi e commozione la platea a stretto contatto con i recitanti, partecipa alla rivolta del ceto povero napoletano, apprezzando l’egregia interpretazione di Lara Sansone, che nei panni di Bernardina, supera se stessa sia nel dialogo con la viceregina (Ingrid Sansone) che nel monologo straziante ai piedi di Masaniello.
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