Al Teatro Nuovo di Napoli è di scena Wonder Woman di Antonio Latella e Federico Bellini, con Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara, Beatrice Verzotti per la regia di Antonio Latella; una produzione TPE – Teatro Piemonte Europa (in scena fino a mercoledì 21 gennaio).
Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto ad Ancona nel 2017, Wonder Woman ripercorre la vicenda di una ragazza peruviana vittima di uno stupro di gruppo e di una sentenza dove gli imputati vennero assolti in secondo grado di giudizio, grazie a criteri assai discutibili quali l’estetica della giovane donna. Il testo ripercorre non solo il fatto in sé, quanto i continui ostacoli affrontati dalla ragazza per provare ad affermare la propria verità, lei vittima sottoposta a interrogatori o richieste che sembrano non tener conto del trauma subito e del dolore provato, in un contesto sociale dove la ricerca della verità – più che promossa – pare piuttosto scoraggiata o strumentalizzata. «L’intera vicenda – puntualizza Latella – contribuisce a creare una sorta di eroina contemporanea, una Wonder Woman che, come nel fumetto creato da William Marston, sembra essere parte di quelle Amazzoni costrette a combattere contro gli uomini oppressori. Una donna guerriera dei nostri tempi che non esita a denunciare i propri assalitori e a farsi carico della fatica e della sofferenza che provoca ogni tentativo di far emergere l’autenticità dei fatti, come ben sapeva William Marston stesso, a cui si deve, oltre all’invenzione di Wonder Woman, la creazione della cosiddetta macchina della verità.»
A dare corpo e voce alla giovane vittima, non una bensì quattro splendide interpreti, pronte a danzare, urlare, smarrirsi e ritrovarsi singolarmente e all’unisono, come un antico coro tragico greco. La forza della rappresentazione è tutta qui: una voce che vibra all’unisono rabbia e indignazione, dolore e forza e che si erge a paradigma universale del contrasto alla cultura patriarcale che – lungi dall’essere una mera astrazione – si concretizza finanche nella raccolta scettica di una denuncia o in una bieca sentenza di tribunale, che finisce per assolvere i rei e colpevolizzare la vittima. A queste storture dei nostri tempi, Antonio Latella e le sue wonder women (Arrighini, Di Renzi, Ferrara, Verzotti) oppongono uno spettacolo duro, di forte impatto (aumentato dalle luci in sala lasciate appositamente accese, come a voler mettere il pubblico davanti alla nuda verità e, al contempo, a spingerlo a guardarsi dentro perché il problema della violenza sulle donne riguarda tutti), difficile da dimenticare nelle sue reiterazioni più graffianti e per il processo che fa alla società tutta. Uno spettacolo tristemente attuale ma, proprio per questo, fortemente necessario.