Valerio Mastandrea approda al Teatro Bellini di Napoli con il monologo Migliore, scritto apposta per lui dal compianto Mattia Torre che ne firma anche la regia. Da vent’anni il noto attore romano, porta in giro questo spettacolo che nel tempo è diventato un must-see ovvero qualcosa di imperdibile, di straordinario come infatti si è rivelato alla prima napoletana.
Valerio Mastandrea veste i panni di Alfredo Beaumont, un impiegatuccio vessato da tutti, un Monsù Travet per dirla alla Bersezio o in tempi più recenti, un Ugo Fantozzi, nato dalla penna di Paolo Villaggio. Timido, insicuro, complesso ma leale e sincero è un perdente, un uomo di cui si prendono gioco anche gli spazzini del suo quartiere approfittando della sua bontà d’animo. Lavora in una sorta di call center ed è sempre pronto a soddisfare le richieste più assurde di clienti danarosi.
A seguito di un evento traumatico che lo vede responsabile ma da cui sarà assolto, Beaumont compie una metamorfosi kafkiana, diventando Migliore ossia un uomo cinico, cattivo, prevaricante, egoista ma finalmente amato dalle donne, rispettato da tutti, persino dai suoi colleghi che prima lo avevano ferocemente disprezzato.
Migliore è una metafora dei nostri giorni aspri, una profonda riflessione intrisa di ironia sui valori di una società alterati dalla competizione, dalla smania di arrivare, dalla prevaricazione dell’apparire sull’essere, dalla sete di potere libera dai lacci e lacciuoli di limiti morali. Quanto siamo disposti a snaturaci per essere accettati dagli altri? Che prezzo dobbiamo pagare per diventare anche noi i migliori? E chi sono i migliori, quelli che si allineano ai codici di comportamento che prevalgono attualmente ovvero cinismo, individualismo feroce, prevaricazione? Siamo tutti invitati a dare risposte.
Valerio Mastandrea riesce, con le sue notevoli capacità attoriali ,a dare vita ad un personaggio sfaccettato e complesso, quale appunto Alfredo Beaumont, in entrambe le versioni: buono e cattivo. Per 90 minuti cattura l’attenzione degli spettatori aiutato soltanto da un sapiente gioco di luci (Luca Barbati) e una musica che sottolinea i momenti salienti (Giuliano Taviani). In scena nessun ornamento, nessun oggetto per dare risalto al testo potente e al valido interprete. Soltanto alla fine scendono dall’alto una tavolo, una valigia, una gruccia dove Alfredo metterà la sua giacca. L’attore accende una piccola candela la cui luce fioca sta a simboleggiare la possibilità per ciascuno di noi di ritrovare quella fiducia nel prossimo per il bene di tutta l’umanità.
Al termine dello spettacolo sentiti e calorosi applausi mentre Valerio Mastandrea, visibilmente commosso, li dirottava verso quella flebile luce in ricordo di un amico fraterno, prematuramente scomparso.
Lo spettacolo resterà al Bellini fino al 18 gennaio ad eccezione del giorno 15. La replica verrà recuperata domenica 18 gennaio alle ore 20.45.Per accedere alla sala sarà sufficiente esibire all’ingresso il biglietto acquistato per il giorno 15.Per eventuali variazioni contattare il botteghino del teatro.
Foto di scena di Arianna Fraccon
Calendario tournée
Dal 21 gennaio al 1 febbraio Roma Teatro Amra Jovinelli
7-8 febbraio Milano Teatro Arcimboldi
Dal 10 al 12 febbraio Catania ABC
Dal 17 al 19 Palermo Teatro Golden