L’ultima fatica letteraria di Anna Pavignano, nota al grande pubblico per essere stata compagna di vita e di lavoro di Massimo Troisi, è il romanzo Come sale sulla pelle, (Ed. Piemme, pag. 365).
La protagonista è Camilla, una bambina fiera e volitiva che i lettori seguiranno nella sua evoluzione a donna.
Alba, fine ‘800. Camilla, in una notte di pioggia , esce di casa per cercare i suoi genitori, Ernestina e Giovanni e i suoi fratelli Luigi ed Agostino. Un omnibus la investe. Sopravvive all’incidente ma l’infezione avanza e i medici chiedono ai genitori l’autorizzazione ad amputare una gamba. Ernestina si oppone pensando, a giusta ragione, che per il paese sua figlia sarà per tutta la vita la zoppa, mentre il padre acconsente all’intervento per salvarle la vita.
Anni dopo il lettore ritrova Camilla che ha imparato con fierezza e orgoglio a sopportare le maldicenze dei compaesani accettando la sua menomazione. Una sera viene invitata ad un ballo ed incontra uno studente di medicina a Torino: Felice. É l’unico ad accorgersi di Camilla e tra i due nasce un amore tenero, capace di sfidare le convenzioni sociali e il parere contrario delle famiglie.
Felice, rinuncia agli studi e parte per la Francia in cerca di lavoro in modo da poter coronare il sogno di trasferirsi in America con Camilla. Lo trova, non senza difficoltà, nelle saline di Aigues-Mortes dove gli italiani immigrati vengono costantemente umiliati, disprezzati e fatti oggetto di violenza. Felice e Camilla riusciranno nei loro intenti? Lasciamo ai lettori scoprire il seguito.
Come sale sulla pelle , con la sua prosa fluida ed elegante, riesce ad incontrarsi con la Storia, narrando ambienti e situazioni che, sebbene legati ad una precisa epoca storica, riescono ad essere ancora attuali. La diversità viene accettata o è ancora vista attraverso lo sguardo del pregiudizio o,nel migliore dei casi, della compassione? In Italia regna ancora il pettegolezzo, lo sguardo malevolo di chi esprime giudizi e critiche spesso infondati o genera false convinzioni ed invidie verso coloro che si distaccano dal pensiero comune per la volontà di cambiare? Le migrazioni di lavoratori italiani non richiamano alla memoria la fuga dei nostri giovani all’estero? Come accogliamo i migranti se ancora oggi non li consideriamo una risorsa per il nostro Paese e sentiamo molti delirare con frasi tipo “prima gli italiani!” e negando la cittadinanza anche a chi è nato nel Bel Paese?
Nel romanzo della Pavignano i tanti personaggi presenti, tratteggiati con rara maestria, entrano a poco a poco nelle simpatie dei lettori occupando posizioni di primo piano. Camilla diventa simbolo di coraggio. Nella ricerca della propria felicità riesce a valorizzare il tanto che ha: i suoi genitori, i fratelli, Felice e tutte le persone che incontra e che vengono catturate dal suo sguardo limpido e sincero.
Come sale sulla pelle potrebbe diventare un bel film storico ed avere successo di pubblico e critica come i lungometraggi realizzati con e per Massimo Troisi.