Si torna a parlare di concept album con il nuovo lavoro di Stefano Napolitano artista direi soprattutto visionario del suono, della forma e delle liriche… disco dal titolo evocativo e manifesto: “Una nuova luce sul mondo” è un centro di gravità dentro cui raccontare il tempo nostro come allegorie di nuovi e antichi scenari, il ritorno di personaggi biblici significa anche immergersi in una disamina che pone – al mio ascolto – un confronto cardine tra quel che siamo e quel che eravamo. Il suono digitale, anzi elettronico anche ricco dell’uso (per la prima volta dentro uno scenario pop d’autore italiano) del sintetizzatore virtuale TH8 di Acustica Audio. Un’immersione tra spiritualità e pop…
Parliamo di cinema: se ti chiedessi quali film ci sono dietro questo suono?
Potrebbero esserci “La Passione Di Cristo” di Mel Gibson oppure “L’Ultima Tentazione Di Cristo” di Scorsese o “Gesù Di Nazareth” di Zeffirelli. Li ritengo tre capolavori del cinema internazionale e tre modi diversi di vedere e rappresentare Gesù.
E oltre alla “Sacra Bibbia”, se ti chiedessi di altre letterature possibili per codificare questo lavoro?
Mah, forse i vangeli apocrifi o Sangreal di Claudia Pellegrino, una trilogia che mi ha catturato e ispirato spiritualmente
Secondo te il suono che funzione ha? Narrativa o solamente estetica?
Il suono può sembrare qualcosa di apparentemente estetico ma nel mio caso, essendo io uno scrittore, i testi e le musiche sono aderenti fra loro.
Hai chiesto aiuto all’intelligenza artificiale. Solo per il video o anche dentro la produzione del disco? E in generale: come ti rapporti a queste agevolazioni tecniche che ormai pensano anche al nostro posto?
Solo per il video, il secondo singolo “Spazio Zero”. L’idea di girare le riprese in un deserto era troppo costosa quindi ho scritto la storia che volevo realizzare e poi ho chiesto aiuto all’intelligenza artificiale e il risultato è stato soddisfacente. Riguardo la produzione del disco ho scritto le musiche e i testi da solo e poi li ho arrangiati con il grande aiuto di Danilo Ballo che è stato fondamentale perché ha scritto degli arrangiamenti come pochi avrebbero saputo fare usando professionalità, sensibilità e rispetto verso il mio lavoro. L’intelligenza artificiale è uno strumento interessante per accorciare i tempi e creare qualcosa senza il bisogno di affrontare spesse enormi o eccessive. Ma al centro ci deve stare l’uomo e la sua abilità creativa non deve essere messa in discussione. L’uomo deve decidere, non la macchina.
La vita dentro le allegorie spirituali: l’uomo ha una dimensione sempre in relazione alla tecnica o dovrebbe sapersi scindere da questa?
L’uomo dovrebbe scindersi dalla tecnica e ritrovare gli antichi valori che lo porterebbero verso la spiritualità che oggi sembra mancare un po’ dappertutto. Ma in un mondo dove l’attrazione e l’interesse principale sembrano essere solo i soldi tutto si complica e diventa difficile. L’ignoranza poi fa il resto.