NATALI ERRANTI, alla sua quarta edizione, conferma di essere molto più di una rassegna natalizia:
è un’esperienza scenica capace di tenere insieme musica e parola con una forza rara, restituendo al Natale la sua complessità senza rinunciare alla leggerezza.
Gran Bazar Natale: regali ed altre storie imperfette, lo spettacolo di questa edizione, , ambientato nella Chiesa di Sant’Agostino degli Scalzi, dialoga con lo spazio, valorizzandone la dimensione
comunitaria e simbolica.
Il progetto, nato da Baba Yaga Teatro e cresciuto in sinergia con la Terza Municipalità del Comune di Napoli, conferma così la sua vocazione: essere un appuntamento
alternativo, capace di coinvolgere pubblici diversi e di trasformare il Natale in un tempo di ascolto e
incontro.
Il cuore pulsante di Gran Bazar Natale: regali ed altre storie imperfette è l’intreccio tra testi e
partiture musicali.
Le parole, scelte con intelligenza e sensibilità dalla letteratura internazionale e dalla satira contemporanea, non sono mai mero pretesto narrativo: diventano materia viva,
amplificata dai canti e dalle musiche che attraversano tradizioni lontane e vicine, fino a toccare la
sperimentazione.
La musica non accompagna, ma dialoga, creando un continuo scambio emotivo
con la scena e con il pubblico.
Ottima la prova del cast, che regge con equilibrio e intensità un racconto corale complesso.
Gli attori: Enzo Attanasio, Rosalba Di Girolamo, Ernesto Lama, i musicisti Gianluca Fusco, Jennà
Romano e Marcello Squillante dimostrano una notevole versatilità, passando con naturalezza
dall’ironia alla riflessione, senza mai perdere coesione.
La loro bravura sta soprattutto nell’ascolto reciproco: ogni intervento sembra nascere dal precedente, in una coralità autentica che evita il
protagonismo individuale e rafforza il senso collettivo del progetto.
La regia – e più in generale la direzione artistica di Rosalba Di Girolamo – riesce nell’impresa di
tenere insieme materiali eterogenei senza frammentarli.
L’unità dello spettacolo nasce da una visione chiara: smascherare la superficie scintillante del Natale per mostrarne le contraddizioni, ma
farlo con grazia, ironia e umanità.
Il passaggio dai racconti di Saki, Vonnegut e Sedaris alle suggestioni di Bradbury, fino alle incursioni nella cronaca e nella satira di Stefano Benni, è fluido e
mai didascalico.
Ogni quadro si incastra nel successivo come in un mosaico emotivo che invita a
pensare senza appesantire.
Particolarmente riuscita è la riflessione sulla pace, tema che attraversa l’intero spettacolo come una
domanda aperta più che come una risposta.
In un tempo di tregue proclamate e fragilissime, questo spettacolo e la rassegna in genere, ha il coraggio di interrogare il linguaggio stesso della pace,
mettendo in luce il rischio che diventi un rituale vuoto, un gesto formale, proprio come certi regali
natalizi privi di senso.
È qui che lo spettacolo trova una delle sue punte più alte, riuscendo a essere
politico senza slogan e poetico senza evasione.
Gran Bazar Natale: regali ed altre storie imperfette è uno spettacolo che accompagna e illumina.
E lo fa con la forza congiunta della musica, delle parole e di interpreti che sanno restituire tutta la
fragilità e la bellezza di un Natale finalmente umano.