Il Trianon Viviani inaugura la sua “stagione appassuniata”, così definita dal direttore artistico Marisa Laurito, con “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani, una sagra popolare in due atti che vede la regia di Nello Mascia e le elaborazioni musicali di Eugenio Bennato.
Il capolavoro del commediografo stabiese, ricco di cultura e tradizione promette di essere un’esperienza teatrale unica e intensa. Ambientato nel primo dopoguerra, lo spettacolo rivive in una rilettura che interroga il nostro presente attraverso la lente del passato.
«Festa di Piedigrotta di Viviani – commenta il regista Nello Mascia – è piuttosto una metafora. Viviani usa il momento della più antica manifestazione della liberazione popolare, per raccontare la condizione di un popolo, appena uscito da una guerra devastante. E allora per me Festa di Piedigrotta non può essere altro che un viaggio nella memoria. Un viaggio a ritroso nella mia storia recente. Ma anche un’occasione per raccontare il mio, il nostro contemporaneo. Siamo tutte donne e uomini del nostro tempo. Attori. Artefici. Mettiamo in scena i nostri ricordi della festa attraverso le parole di Viviani. E insieme, le inquietudini di donne e uomini del nostro tempo. Ma più si va avanti nel viaggio di approfondimento e più ci si accorge di nuove suggestioni. Le dissonanze. Le classi sociali che si intersecano e si contrappongono. Le diverse culture che si scontrano. Le difficoltà di accogliere culture lontane e quindi diverse. Il conflitto stridente fra cultura popolare e cultura piccolo-borghese. E forse è questo un altro tema centrale. L’impossibilità del mondo borghese di perdere la ragione».
La regia di Mascia offre una nuova dimensione a questa opera classica, trasformando la Festa di Piedigrotta in un vero e proprio viaggio nella memoria collettiva. Utilizzare la metafora della festa per esplorare le dinamiche di vittima e carnefice rende il racconto ancora più potente, evidenziando come ogni personaggio in scena sia in grado di rappresentare una faccia della stessa medaglia. Questa dualità, in cui il popolo vive le proprie contraddizioni, risuona fortemente con la nostra contemporaneità, dove le tensioni sociali e le ingiustizie sono sempre più evidenti. Questa nuova rilettura rende la messa in scena non solo un momento di intrattenimento, ma anche un’opportunità di introspezione e confronto.
Prodotto dal teatro pubblico di Forcella, Festa di Piedigrotta, si colloca – in questa nuova stagione teatrale – come un nuovo progetto per divulgare e valorizzare ancora di più l’opera di Raffaele Viviani, l’artista al quale è dedicato il teatro.
Il vuoto delle scene è riempito dalle musiche di Viviani rielaborate da Eugenio Bennato, che ricrea il clima trasgressivo e anarchico della festa, dando voce all’«urlo diverso di una Napoli contemporanea», anche grazie alla partecipazione dei cantanti Ciccio Merolla, Pietra Montecorvino, Serena Pisa (EbbaneSis) e Dario Sansone (Foja).
La musica di Bennato, con il suo forte legame alle tradizioni popolari, si intreccia alla narrazione arricchendola ulteriormente e ricreando il clima trasgressivo e anarchico della festa, grazie anche alla partecipazione dei cantanti Ciccio Merolla, Pietra Montecorvino, Serena Pisa (EbbaneSis) e Dario Sansone (Foja).
La commedia si divide in due atti: il primo si concentra sulle vicende di diverse famiglie che partecipano alla festa nella villa Comunale, con fidanzati ostacolati dal frastuono, cortei musicali che animano la notte e gli scugnizzi che combinano guai; il secondo vede la sfilata dei carri allegorici e l’intrecciarsi di storie di lavandaie e di disoccupati in cerca di riscatto, con l’apoteosi finale di fuochi d’artificio e danze popolari.
Particolarmente ricca la compagnia di questo lavoro che celebra la coralità del teatro vivianeo, con trenta gli artisti in scena che rappresentano quarantuno personaggi: in ordine di apparizione, lo stesso Nello Mascia, che interpreta la Memoria e Spalluchiello, Federica Avallone, Gino Monteleone, Federica Aiello, Federica Totaro, Claudio Bellisario, Sabrina Incoronato, Serena Caputo, Ivano Schiavi, Alfredo Mundo, Vittoria Giuliano, Francesco Del Gaudio, Christian Chiummariello, Antonio Guerra, Giuseppe Lanciato, Roberto Caccioppoli, Viviana Curcio, Davide Chiummo, Luca Saltarelli, Pietra Montecorvino, Serena Pisa, Ernesto Lama, Dario Sansone, Ciro Capano, Rossella Amato, Stefano Sarcinelli, Angela Bertamino, Massimo Masiello, Ciccio Merolla e Filomena Diodati.
Le coreografie sono firmate da Ettore Squillace, i costumi da Francesca Romana Scudiero. Le luci sono di Gianluca Sacco e l’audio di Daniele Chessa.
Dopo la prima del 15 ottobre, Festa di Piedigrotta andrà in scena tutti i giorni fino al 19 ottobre, sempre alle 21, tranne la recita domenicale programmata alle 18.