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	<title>Maria Battaglia, Mydreams.it&#039;s Authors</title>
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		<title>Recensione spettacolo: Mare di ruggine La favola dell’Ilva andato in scena al Piccolo Bellini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 16:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piccolo Bellini ospita fino all’11 ottobre Mare di ruggine La favola dell’Ilva, testo e regia di Antimo Casertano con Daniela Ioia, Luigi Credendino, Francesca De Nicolais, Antimo Casertano. Lo spettacolo ha riscosso grande interesse da parte di critica e pubblico ottenendo numerosi riconoscimenti quali il Premio ANCT 2025, Premio Nuove Sensibilità, Premio Fersen, Premio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Il Piccolo Bellini ospita fino all’11 ottobre </span><b>Mare di ruggine La favola dell’Ilva, </b><span style="font-weight: 400;">testo e regia di </span><b>Antimo Casertano</b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Daniela Ioia, Luigi Credendino, Francesca De Nicolais, Antimo Casertano. </b><span style="font-weight: 400;">Lo spettacolo ha riscosso grande interesse da parte di critica e pubblico ottenendo numerosi riconoscimenti quali il Premio ANCT 2025, Premio Nuove Sensibilità, Premio Fersen, Premio Antonio Conti di Pesaro, Premio Speciale Felicetta Confessore-Ritratti di territorio. </span></p>
<p><b>Mare di ruggine </b><span style="font-weight: 400;">affronta con coraggio e determinazione la storia dello stabilimento ex Ilva, poi Italsider di Bagnoli attraverso il racconto in chiave fiabesca di più generazioni di operai e del loro duro lavoro in fabbrica , segnato da abusi e prepotenze e scandito da morti sospette a causa dell’amianto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al centro della scena </span><i><span style="font-weight: 400;">il mostro </span></i><span style="font-weight: 400;">ovvero l’altoforno, deve restare sempre in funzione giorno e notte, alimentato dalle paure e dalle speranze degli operai costretti a turni disumani  ed alienanti. Sudore, fatica, disperazione, ma anche orgoglio e sicurezza </span><i><span style="font-weight: 400;">nel posto fisso </span></i><span style="font-weight: 400;">rendono il </span><i><span style="font-weight: 400;">Leviatano </span></i><span style="font-weight: 400;"> dei giorni nostri gigantesco, affamato,dotato di una forza spaventosa e di una corazza impenetrabile fatta di fuoco incandescente che non riscalda ma brucia ed incenerisce coloro che vi si oppongono. E leggendo le note di regia dell’autore </span><b>Antimo Casertano </b><span style="font-weight: 400;"> scopriamo anche la lotta degli operai per il bene comune contro speculazioni e sciacallaggio, il diritto al lavoro senza rimetterci </span><i><span style="font-weight: 400;">la pelle</span></i><span style="font-weight: 400;">, la forza dell’identità operaia che è scemata nel tempo travolgendo complessi sistemi industriali a favore dei padroni che hanno ripiegato all’estero sfruttando altri lavoratori con paghe da fame e diritti negati.</span></p>
<p><b>Mare di ruggine </b><span style="font-weight: 400;"> è tutto questo e anche di più perché trasporta lo spettatore nel mondo della fabbrica e attraverso luci, suoni,fumo,costumi impregnati di ruggine li trasforma in co-primari  avvertendo il calore insopportabile degli impianti e la polvere che brucia narici e polmoni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo spettacolo è davvero bello e suggestivo, potente ed evocativo. Gli interpreti sono bravi ed affiatati sulla scena e diretti magistralmente da </span><b>Antimo Casertano </b><span style="font-weight: 400;"> che , come un direttore d’orchestra, presiede alla partitura dando ritmo alle parole e ai gesti, sostenuto dalle musiche originali di </span><b>Paky Di Maio</b><span style="font-weight: 400;">, la funzionale  scenografia di </span><b>Flaviano Barbarisi</b><span style="font-weight: 400;">, gli splendidi costumi di </span><b>Pina Sorrentino </b><span style="font-weight: 400;">e le luci cangianti di </span><b>Lud  Sciannamblo.</b></p>
<p><b>Mare di ruggine </b><span style="font-weight: 400;">è una favola “</span><i><span style="font-weight: 400;">anche se una favola non è”</span></i><span style="font-weight: 400;"> perché non ha un lieto fine. Bagnoli è una ferita aperta che tarda a cicatrizzarsi nonostante gli interventi fatti tra i quali lo smaltimento di oltre 70.000 tonnellate di amianto a cui sottendono un biorisanamento per i terreni contaminati da metalli pesanti e idrocarburi e la necessità di effettuare una bonifica a mare per i sedimenti nel golfo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bagnoli dovrà essere restituita ai suoi abitanti e alla città. E come auspica </span><b>Antimo Casertano</b><i><span style="font-weight: 400;">: «Ci sostiene la speranza che i nostri figli possano raccontare una storia diversa, una realtà nuova e libera da mostri. In definitiva è l’impegno morale di fare piena luce sulla vicenda dell’Italsider che da tanti,troppi anni , giace dimenticata al suo stato di abbandono».</span></i></p>
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		<title>Recensione libri: La carità carnale di Monica Acito</title>
		<link>https://www.mydreams.it/recensione-libri-la-carita-carnale-di-monica-acito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 16:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la folgorante uscita del suo primo romanzo Uvaspina nel 2021, Monica Acito  consegna nelle mani dei suoi numerosi lettori La carità carnale,  Ed. Bompiani, Collana Narratori Italiani, pag. 450. Ecco alcune note dell’autrice poste  a fine romanzo, rivelatrici della sua genesi: «Tanti anni fa cercavo informazioni su Santa Teresa D’Avila e le sue estasi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Dopo la folgorante uscita del suo primo romanzo </span><b><i>Uvaspina </i></b><span style="font-weight: 400;">nel 2021, </span><b>Monica Acito </b><span style="font-weight: 400;"> consegna nelle mani dei suoi numerosi lettori </span><b>La carità carnale, </b><span style="font-weight: 400;"> Ed. Bompiani, Collana Narratori Italiani, pag. 450. Ecco alcune note dell’autrice poste  a fine romanzo, rivelatrici della sua genesi: «</span><i><span style="font-weight: 400;">Tanti anni fa cercavo informazioni su Santa Teresa D’Avila e le sue estasi, quando mi sono imbattuta in articoli che parlavano di una </span></i><b><i>santa viva</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, vissuta a Napoli nel ‘600: Giulia Di Marco, fondatrice della setta della Carità carnale. L’idea che un essere umano possa cadere in una possessione di piacere, sentire la preghiera come un fremito che parte dal corpo e dai sensi , mi fece subito pensare al delirio dell’arte e della scrittura in particolare.[…] Giulia Di Marco ebbe il dono di guarire attraverso il suo corpo, una donna partita dal Molise e condannata da una società sessuofoba e misogina. Poi è arrivata lei, Marianeve, una ragazza contemporanea che parte da un paesino del Cilento, si scopre donna a Napoli e si riflette nello specchio maestoso di Giulia Di Marco». (pag. 453).</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La protagonista del romanzo è Marianeve Pezzullo i cui capelli sono bianchissimi e le cui lacrime hanno l’opalescenza del riverbero della Luna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Marianeve è nata nell’aspra e forte  terra del Cilento ed è l’unica figlia del pizzicagnolo Sarchiapone e di sua moglie detta  Miciona. (In verità Marianeve aveva una sorella di nome Dorina, morta prematuramente a causa di un incidente avvenuto nel negozio). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Sarchiapone ama Marianeve di un amore incondizionato. Tutto quello che fa è dettato da questo sentimento profondo e assoluto. Il suo viso si illumina soltanto a vederla, le sue mani grandi ed unte di bottegaio tremano alle sue carezze, la fatica dei giorni di lavoro scompare ad ogni suo sguardo. Marianeve risponde con la tenerezza dei suoi anni e con la promessa strappata al padre: “</span><i><span style="font-weight: 400;">non morire mai</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Sarchiapone è convinto che Marianeve da grande farà grandi cose sviluppando il suo talento  artistico e non si preoccupa neppure quando sua figlia si chiude con le sue compagne in cantina per fare dei giochi proibiti che rivelano da subito la capacità di poter guarire gli altri, prima fra tutti Lucrezia, figlia del sindaco di Canfora. Ma affinché il suo  destino di </span><i><span style="font-weight: 400;">santa </span></i><span style="font-weight: 400;"> si compia, Marianeve deve trasferirsi a Napoli, studiare all’Università e ripagare i tanti sacrifici fatti per lei dai suoi genitori. Nel capoluogo partenopeo Marianeve incontra Gabriele , il “</span><i><span style="font-weight: 400;">suo angelo annunciatore</span></i><span style="font-weight: 400;">”   del dono di guaritrice che possiede. Infatti lei  riesce a far scomparire dal suo viso  una sorta di </span><i><span style="font-weight: 400;">ramificazione di corallo. </span></i><span style="font-weight: 400;">Gabriele  le racconta la storia della monaca eretica Giulia Di Marco vissuta nel ‘600 e portatrice della </span><i><span style="font-weight: 400;">carità carnale. “Giulia Di Marco aveva le stimmate ma non ce le aveva sul palmo della mano , sulla fronte o sulle dita  come tutti gli altri santi, lei ce le aveva  in un luogo che non si poteva manco nominare”.</span></i><span style="font-weight: 400;">(pag. 10)</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Marianeve comprende di avere numerose affinità  con la </span><i><span style="font-weight: 400;">santa </span></i><span style="font-weight: 400;">ed inizia ad esercitare la </span><i><span style="font-weight: 400;">carità carnale </span></i><span style="font-weight: 400;">ovviamente all’insaputa dei suoi genitori e delle  coinquiline Elisa e Valentina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Marianeve ha tutte le caratteristiche  rilevanti di   un personaggio letterario quali  la descrizione da parte dell’autrice  del  suo aspetto fisico, psicologico, sociale, compresa  la sua evoluzione all’interno della narrazione da giovanetta fragile e sprovveduta a donna consapevole del suo ruolo. Marianeve  a poco a poco viene avvolta dall’attualità  e dalle esperienze vissute anche dall’autrice. Infatti </span><b>Monica Acito </b><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><span style="font-weight: 400;">è anche lei nata in Cilento e si è trasferita da ragazza a Napoli  laureandosi in  Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, sperimentando su di sé la condizione di studentessa fuori sede.  Marianeve attraversa, sostenuta soltanto dalla sua sensibilità, tutti quei problemi  di adattamento alla grande città, alla lontananza dalla propria casa e dai propri affetti, sperando di essere accettata dagli altri e costruire una rete di relazioni che la facciano sentire meno sola e spaesata. Ma le sue coinquiline sono diversissime da lei e gli amici che frequentano sono ancora più distanti .Anche i professori, in particolare De Feudis che la boccia e le consiglia di presentarsi per sostenere il primo esame e poco dopo le consiglia di ritornare nel suo paesello per dare una mano ai genitori , poco comprendono e si fanno carico dei suoi problemi. L’unico è Gabriele che la frequenta per convenienza e poi la abbandona al suo destino.</span></p>
<p><b>La Carità carnale </b><span style="font-weight: 400;"> si nutre poi di altre cose tutte importanti: la narrazione di un Sud vero e verace che non chiede ormai alcuna approvazione per esistere bello ed incompreso da parte dei suoi abitanti e della classe politica, l’artificio sapiente di mescolare storia e finzione, personaggi realmente esistiti e per così dire personaggi che rappresentano una sorta di prolungamento del proprio vissuto, il rapporto tra Marianeve e il padre e il rapporto tra Marianeve e Giulia Di Marco che, con lo scorrere delle pagine si fa sempre più intenso e struggente.  Inoltre il romanzo è scritto in modo davvero magistrale facendo ricorso ad un linguaggio altamente </span><i><span style="font-weight: 400;">poetico </span></i><span style="font-weight: 400;">e in uno stile personalissimo, ben collaudato ed apprezzato dai numerosi lettori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Generalmente quando si dà alle stampe un secondo romanzo, dopo averne scritto uno di successo, le aspettative dei lettori si fanno più sostenute  e lo scrittore sente  su di sé una sorta di paragone  con la sua opera prima e una responsabilità  maggiore verso i suoi lettori. Ebbene, </span><b>Monica Acito </b><span style="font-weight: 400;">ha pienamente superato </span><i><span style="font-weight: 400;">la prova </span></i><span style="font-weight: 400;">regalandoci un romanzo bello nella sua complessità, affascinante per lo stile usato, </span><i><span style="font-weight: 400;">storico </span></i><span style="font-weight: 400;">per la presenza di Giulia Di Marco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per chi volesse approfondire la figura di Giulia Di Marco, consigliamo i seguenti testi:</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La carità carnale. Cronaca dell’eresia di suor Giulia Di Marco inquisita nella Napoli del Seicento, </span></i><span style="font-weight: 400;">Fabio Romano, Ed. Intra Moenia, 2016. E per avere un secondo punto di vista </span><i><span style="font-weight: 400;">Io, Partenope, </span></i><span style="font-weight: 400;">Sebastiano Vassalli, Ed. Rizzoli BUR, 2021.</span></p>
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		<title>AL Social Action Film Festival Trudie Styler parla del suo “Posso entrare? An Ode To Naples”</title>
		<link>https://www.mydreams.it/al-social-action-film-festival-trudie-styler-parla-del-suo-posso-entrare-an-ode-to-naples/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 15:44:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito del SàFF-Social Action Film Festival, nella splendida cornice di Donnaregina Nuova-Sala Navata Barocca, è stato proiettato il bellissimo documentario Posso entrare? An Ode To Naples di Trudie Styler, in presenza dell’autrice intervistata da Conchita Sannino. Il documentario rappresenta uno sguardo attento su una città dai mille problemi ma capace di andare oltre gli stereotipi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Nell’ambito del </span><b>SàFF-Social Action Film Festival</b><span style="font-weight: 400;">, nella splendida cornice di Donnaregina Nuova-Sala Navata Barocca, è stato proiettato il bellissimo documentario </span><b>Posso entrare? An Ode To Naples </b><span style="font-weight: 400;">di </span><b>Trudie Styler</b><span style="font-weight: 400;">, in presenza dell’autrice intervistata da Conchita Sannino. Il documentario rappresenta uno sguardo attento su una città dai mille problemi ma capace di andare oltre gli stereotipi attraverso un tessuto sociale aperto a numerose iniziative ricche di umanità. </span><b><i>Posso entrare? An Ode To Naples</i></b><span style="font-weight: 400;"> ha vinto il Globo d’oro come miglior documentario e il Best Documentary Award al Capri -Hollywood Festival. <strong>Trudie Styler</strong> ha inoltre ricevuto la Medaglia della Città di Napoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi di </span><b>Mydreams </b><span style="font-weight: 400;">non potevamo mancare all’evento.</span></p>
<p><b>Siamo contenti di averti qui stasera e rivedere il tuo documentario sulla nostra città fatto di immagini e testimonianze di una realtà complessa ma affascinante. Hai avuto la capacità di entrare in punta di piedi per farti poi avvolgere totalmente da Napoli e restutuircela con un racconto originale, tutto tuo. Quale è l’immagine che “condensa” il tuo lavoro?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Buonasera a tutti e grazie per essere così numerosi. Sono molto felice di essere qui con voi, con il mio mondo italiano. Mi sento come se fossi tornata a casa perché in effetti una figlia di questa città. Grazie a voi che mi avete accolta, che avete aperto le vostre porte, le vostre braccia , i vostri cuori e raccontato storie di gioia, di tristezza, di successo, di difficoltà ma con molta spontaneità, senza reticenze. Io ho con discrezione bussato a tante porte e devo dire che mai una volta ho  ricevuto un rifiuto perché ho trovato una comunità integra, intatta, coesa. Penso che probabilmente proprio le difficoltà che questa comunità ha dovuto subire nei secoli , ha fatto sì che non ci si senta mai  soli e che si può ricevere aiuto dagli altri. É naturale per me dire questo e un privilegio dirlo in questo luogo magnifico che è la casa di Dio. Voglio rendere omaggio stasera ad una persona speciale alla quale devo molto, anzi tutti noi dobbiamo molto: Padre Loffredo.</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">Sono stata accolta nel quartiere Sanità e mi sento di testimoniare la grande umanità di questo quartiere attraverso i progetti che sono stati ideati e portati avanti da Padre Loffredo e i suoi ragazzi. Ho conosciuto persone meravigliose che hanno sostenuto questo lavoro che ha confermato il desiderio di un cambiamento».</span></i></p>
<p><b>Guardando il documentario si pensa subito al Grand Tour ovvero il lungo viaggio di formazione culturale e letteraria intrapreso  tra il ‘700 e l’ ‘800 da poeti, scrittori, aristocratici europei alla ricerca dell’arte classica e dell’ispirazione. Il documentario si apre con dei versi di Shelley. Tu ti sei fatta ispirare dalla luce l’hai saputa raccontare. Ma devo farti una domanda  un po&#8217; scomoda: che cosa non ti piace di Napoli o che cosa non hai capito di Napoli? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Il Grand Tour risale a due secoli fa. Persone ricche venivano a visitare l’Europa  ritenuta un giardino. Ovviamente c’era l’interesse per l’architettura, per la bellezza e per il patrimonio storico-culturale dell&#8217;Italia, in particolare. Anche io sono stata mossa dagli stessi interessi e desideri  ma è anche vero che tutto questo passa per le vite delle persone e proprio questo aspetto mi incuriosisce. Ho avuto il piacere di visitare molti monumenti ma sono rimasta colpita quando ho visto dei luoghi come questo che ci ospita stasera, utilizzati in modo diverso. Quando ho incontrato Padre Loffredo alla Sanità ne ho avuto la certezza. Ho potuto toccare con mano che le chiese, questi luoghi di culto, ospitavano ragazzini impegnati in diverse attività , comprese una palestra e una sala giochi. Lui utilizza la casa di Dio  per tenere i ragazzi al sicuro e un’altra cosa intelligentissima che ha fatto è stata quella di coinvolgere le madri. La sua comunità in questo modo si è riscattata ed ha prosperato. Ora Padre Loffredo non è più solo, può contare sull’aiuto dei tanti ragazzi che ha formato. Li ha resi fieri ed orgogliosi di vivere in questa città. Non saprei dire quello che non mi piace di Napoli. So che tutti si lamentano per l’immondizia, il traffico e i buchi sull’asfalto. Io vivo a New York  e vi posso dire che lì imperversano i topi. Ma tutto si può risolvere mettendo la buona volontà. Io so che Padre Loffredo  ha dato dignità e futuro a tanti ragazzi. Io penso che lui sia come un mago dei sogni  che incoraggia tutti a realizzarli e a rendere migliore questa città».</span></i></p>
<p><b>É cambiato il tuo rapporto con la religione, con la fede?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Il mio rapporto con la fede risale all’infanzia. Ero una bambina cresciuta alla fine degli anni 50 e durante la mia infanzia mi sono capitate delle cose veramente terribili. Non è stata un’infanzia felice perché sono stata investita da un camion, un incidente molto brutto che mi ha lasciato numerose cicatrici, soprattutto sul viso. Non ero una bambina carina, non avevo amici e così cominciai a rivolgermi a Gesù attraverso la preghiera, come se cercassi un amico, un’amica. Avevo trovato un rifugio, una persona che mi ascoltava  perché venivo bullizzata dai miei compagni di scuola. Mi chiamavano scarface, ovvero faccia sfregiata. I bambini, sapete, possono essere molto crudeli nei confronti di chi è diverso e trovare appellativi atroci. Comunque ho preso le mie lacrime e i miei lamenti e li ho affidati a Gesù e gli ho chiesto aiuto. Mia madre era volontaria nella chiesa locale  ed  io ho cominciato a cantare nel coro e quindi frequentavo la chiesa e la religione è stata una parte importante della mia vita. Sapevo che un giorno avrei realizzato tutti i miei sogni e sarei stata amata non per come apparivo ma per quella che ero e che sono. Un vescovo, molto austero ed autorevole, venne nella mia chiesa e disse che Dio non era </span></i><b><i>un amicone </i></b><i><span style="font-weight: 400;">ma era l’Onnipotente. Io dal fondo della chiesa, con la mia vocina dissi: ”No, guarda, è proprio un mio amico!”».</span></i></p>
<p><b>Tu sei appena tornata da Toronto per presentare il tuo nuovo film con Antonio Banderas  dal titolo Up Against It </b><span style="font-weight: 400;"> </span><b>che racconta la storia di una coppia divorziata costretta a rimettersi insieme per concepire un secondo figlio in modo da salvare da una rara malattia Rose, la loro bambina. Come è nata questa idea? Probabilmente per raccontare, in un mondo diviso da guerre e violenza, una sorta di pace, di concordia?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«É difficile spiegare la storia perché è molto complessa. Una coppia divorziata , si odia, si detesta ma all’improvviso deve fare i conti con la malattia della loro unica figlia e i medici consigliano loro di mettere al mondo un secondo bambino, </span></i><i>u</i><i><span style="font-weight: 400;">n save your children.</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">Molte cose li dividono ma il perdono e l’amore prendono poi il sopravvento. Il film uscirà anche in Italia ma non so quando. Vi terrò informati».</span></i></p>
<p><b>Perché le donne hanno poco spazio nel cinema?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Ci lamentiamo spesso di questo ma lamentarci non serve a nulla. Dobbiamo scrivere più storie che vedono protagoniste le donne ed andare contro un sistema che vede sempre e solo gli uomini ai vertici anche delle produzioni. Non abbiamo nulla da dimostrare, anzi lo abbiamo già fatto. Dobbiamo dare spazio alle donne da un punto di vista lavorativo e professionale».</span></i></p>
<p><b>Ti spaventa o ti attrae l’Intelligenza Artificiale?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Entrambe le cose nel senso che dobbiamo essere sempre consapevoli e vigili perché ormai il genio è uscito dalla lampada e non possiamo riportarlo dentro. Sta agli adulti orientare anche i più giovani. I robot forse hanno anche un Q.I. alto ma dovrebbero anche essere educati ad avere una buona coscienza, ad essere buoni ma forse questo non accadrà. C’è un’avidità nel mondo e questa avidità è fortissima in un uomo che è un tiranno, ovvero il Presidente degli Stati Uniti. Egli pensa soltanto ai suoi interessi. Oggi ha detto che San Diego e Los Angeles possono essere fatte saltare in aria perché sono città creative, espressione di una libertà e di un’umanità che lui non ha più. Probabilmente da bambino ha vissuto esperienze negative che lo hanno influenzato ma ora è a capo di un Paese e dovrebbe almeno essere capace di ascoltare anche i suoi collaboratori che ormai hanno paura anche di esprimere un loro parere personale.  Tutti gli dicono sempre di sì. Conto sulle elezioni a medio termine in modo che ci possa essere una sterzata, un colpo di frusta e io prego per questo».</span></i></p>
<p><b>Quale è il segreto della coppia Sting- Tyler? Indicaci almeno tre fattori</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«La nostra relazione è cambiata nel corso degli anni, ben 43! Consentire e permettere sempre all’altro  di essere se stesso. Non posso negare che Sting sia un musicista straordinario e che provi gioia a portare la sua musica nel mondo ed io non gli direi mai di non fare più tour come anche lui capisce che ho bisogno di realizzarmi con il mio lavoro e coltivare i miei interessi  sostenendo anche le attività umanitarie. Lui non interferisce, anzi mi sostiene come regista, attrice, scrittrice, produttrice ed anche nelle attività di beneficenza. Entrambi poi incoraggiamo i nostri figli ad essere le persone che desiderano diventare e a lavorare perché noi non siamo genitori che staccano assegni. Solo a Natale gli chiedo di fermarsi per un po&#8217; di giorni di vacanza da trascorrere insieme. Il pensiero che ci guida è che nasciamo soli e moriamo soli ma dobbiamo vivere con la persona che amiamo facendo tutto al meglio. Spesso discutiamo anche ma ci occupiamo molto dei nostri figli ed insegniamo loro ad essere se stessi».</span></i></p>
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		<title>Numero 10, spettacolo che racconta Diego Armando Maradona</title>
		<link>https://www.mydreams.it/numero-10-spettacolo-che-racconta-diego-armando-maradona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 04:02:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 3 ottobre Teatro Palapartenope debutta in prima assoluta lo spettacolo Numero 10 che racconta Maradona: l’uomo e il mito. Lo spettacolo diretto da Carolina Fanelli vedrà Erasmo Genzini  nel ruolo del grande campione argentino con Maurizio Casagrande, Giorgio Borghetti e la partecipazione straordinaria di Lina Sastri. La consulenza storica è di Marino Bartoletti, le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <div id="attachment_64559" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-64559" loading="lazy" class="size-medium wp-image-64559" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_12-300x187.jpeg" alt="spettacolo numero 10 " width="300" height="187" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_12-300x187.jpeg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_12-1010x630.jpeg 1010w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_12.jpeg 1181w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-64559" class="wp-caption-text">ph Gabriele Cozzolino</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Sabato </span><b>3 ottobre Teatro Palapartenope</b><span style="font-weight: 400;"> debutta in prima assoluta lo spettacolo </span><b>Numero 10</b><span style="font-weight: 400;"> che racconta </span><b>Maradona: </b><span style="font-weight: 400;">l’uomo e il mito. Lo spettacolo diretto da </span><b>Carolina Fanelli </b><span style="font-weight: 400;">vedrà </span><b>Erasmo Genzini </b><span style="font-weight: 400;"> nel ruolo del grande campione argentino con </span><b>Maurizio Casagrande, Giorgio Borghetti </b><span style="font-weight: 400;">e la partecipazione straordinaria di </span><b>Lina Sastri. </b><span style="font-weight: 400;">La consulenza storica è di </span><b>Marino Bartoletti, </b><span style="font-weight: 400;">le musiche di </span><b>Phil Mer</b><span style="font-weight: 400;">, il rap di </span><b>Ivan Granatino, </b><span style="font-weight: 400;">le scene di </span><b>Fabio Masetti.</b><span style="font-weight: 400;"> La produzione è di </span><b>Coloriamo i sogni.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo spettacolo parte dalla scomparsa del campione avvenuta il 25 novembre 2026 e ripercorre la sua vita all’indietro dal quartiere popolare e povero di Villa Fiorito, alla Napoli degli anni d’oro tra scudetto ed eccessi. La narrazione sul Pibe de Oro non  vuole essere documentaristica ma vuole scoprire l’uomo attraverso le paure, le fragilità, la solitudine, il rapporto con la fama e la popolarità, il legame spesso profondo con le persone che lo hanno amato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi di </span><b>Mydreams </b><span style="font-weight: 400;">abbiamo partecipato alla conferenza stampa di presentazione dello spettacolo che si è tenuta stamani presso il Gran Caffè Gambrinus con la partecipazione della regista Carolina Fanelli, il protagonista Erasmo Genzini, Phil Mer, Ivan Granatino.</span></p>
<p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64563 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_07-300x200.jpeg" alt="spettacolo numero 10 " width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_07-300x200.jpeg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_07-945x630.jpeg 945w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_07-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_07.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In che modo lo spettacolo Numero 10 racconta Diego Armando Maradona?</b></p>
<p><b>Carolina Fanelli: «</b><i><span style="font-weight: 400;">La sfida è stata proprio quella di capire come affrontare la storia di Diego.Sarebbe stato un rischio eccessivo concentrarsi sulle sue glorie calcistiche, anche perché sarebbe stato impossibile replicare sul palco. Ci saremmo soltanto avviati verso un’emulazione imbarazzante e soprattutto irripetibile. Quindi abbiamo pensato di affrontare la sua vita concentrandoci sulle ombre, i dolori, le difficoltà, le paure, le cadute che lui ha affrontato ed il modo in cui è riuscito a superarle, soprattutto le persone che hanno fatto in modo che le superasse, prima fra tutte la mamma che anche a distanza è riuscita a risollevarlo nei momenti più oscuri, i compagni di squadra e la loro lealtà nei suoi confronti».</span></i></p>
<p><b>Ruolo centrale nella storia è la madre di Maradona, interpretata da Lina Sastri. Lei lo ha incontrato ?</b></p>
<p><b>Lina Sastri: </b><span style="font-weight: 400;">«</span><i><span style="font-weight: 400;">Sì, l’ho conosciuto tanti anni fa in occasione del primo scudetto glorioso del Napoli. Fu un momento di grandissima festa per Napoli e per i tifosi. Poi l’ho incontrato anni dopo ingrassato. Non giocava più ma  aveva sempre lo stesso sorriso. In quello era rimasto uguale, un ragazzino e così anche la sua generosità, il suo modo di aprire le braccia e di consegnarsi appassionatamente a chi lo incontrava.Sono molto contenta di partecipare a questo spettacolo nella veste della madre di Maradona. Ci sono soltanto tre scene ma dense di significato. Nello spettacolo non canto le canzoni della mia terra e questo è stata una grande prova per me ed ho stabilito un ottimo rapporto con Erasmo. Diego ha sentito sempre il bisogno di comunicare con la madre, di renderla partecipe dei suoi momenti di gloria o di difficoltà. Diego era un genio del pallone, un grande artista , un uomo coraggioso che ha anche sbagliato. Ma chi si espone spesso sbaglia ma si è rialzato sempre lo spettacolo racconta proprio questo.Quanto è grande il peso di una corona che porti sulla testa? Questo peso lo ha schiacciato ed in parte non ha avuto coraggio fino in fondo perché questo peso lo annullava. La prima telefonata  dopo aver vinto la Coppa del Mondo la fece a sua madre. Ho raccontato questo episodio che mi è capitato qualche giorno fa ai miei compagni di lavoro. Mi sono recata nella mia casa di Ischia ed ho trovato un vinile dove Maradona canta e sul disco c’erano dedica e firma. Questa cosa l’ho letta come di buon auspicio per lo spettacolo».</span></i></p>
<p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64564 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_08-300x206.jpeg" alt="spettacolo numero 10 " width="300" height="206" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_08-300x206.jpeg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_08-916x630.jpeg 916w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_08-1536x1057.jpeg 1536w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/numero10_08.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Che emozioni sta vivendo Erasmo Genzini?</b></p>
<p><b>Erasmo Genzini: </b><span style="font-weight: 400;">«</span><i><span style="font-weight: 400;">L’emozione è grandissima perché è una grande occasione anche dal punto di vista lavorativo. É sicuramente una delle cose più complesse e rischiose che io abbia mai fatto. A poco a poco ho preso coraggio, supportato anche dai miei compagni di lavoro e l’ottima regia di Carolina. Il lavoro che sto facendo non è basato sull’emulazione, è basato sulla verità ricercata con determinazione dall’anima del personaggio che interpreto. Desidero instaurare anche con il pubblico che vedrà lo spettacolo un rapporto di complicità cercando di raccontare soprattutto il lato umano di Maradona. Tutto questo è sorretto da una scenografia immensa, con un corpo di ballo eccezionale e con le musiche belle e giuste. Purtroppo non ho avuto la fortuna di vederlo giocare ma mio padre, grande tifoso del Napoli lo ha visto e mi ha detto di accettare questo ruolo, subito».</span></i></p>
<p><b>Ivan Granatino, lei sarà la voce del popolo attraverso il rap.</b></p>
<p><b>Ivan Granatino:</b><i><span style="font-weight: 400;"> «Io non facevo rap da un bel po&#8217; di tempo ma ascoltando le musiche di Phil Mer, bellissime e il poter lavorare addirittura con Lina Sastri che è un mio mito, tutte le esitazioni sono scomparse all’istante. É un grandissimo onore per me far parte di questo grande progetto».</span></i></p>
<p><b>Phil Mer lo conosciamo tutti perché ha lavorato con musicisti del calibro di Pino Daniele, i Pooh, Zucchero Fornaciari. Che tipo di musica ha composto?</b></p>
<p><b>Phil Mer: </b><i><span style="font-weight: 400;">«Ho cercato di comporre una colonna sonora di tipo cinematografico. Io sono prettamente un batterista e ho cercato in primis il ritmo. Lo stile musicale è contaminato, l’orchestra classica si fonde con l’elettronica in un mix gradevole e senza tempo. La musica si sviluppa fondendo diversi generi con richiami anche alla tradizione argentina. Sul palco ci sarà un corpo di ballo costituito da 11 ballerini e 5 ballerine, tutti bravissimi».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E la regista </span><b>Carolina Fanelli </b><span style="font-weight: 400;">ha concluso: </span><i><span style="font-weight: 400;">«Anche le scene e i costumi sono particolari. La prima è costituita da quattro torri rotanti altre oltre sei metri che diventano in un certo senso metafore dell’infanzia, della gloria, del giudizio e della trasformazione dell’uomo in mito. Per l’impianto visivo si è fatto ricorso a colori scuri in modo da sottolineare una storia, quale quella di Maradona, nella quale la grandezza convive con le contraddizioni».</span></i></p>
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		<title>Nessun dolore, incontro con il regista Gianni Amelio</title>
		<link>https://www.mydreams.it/nessun-dolore-incontro-con-il-regista-gianni-amelio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 03:50:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Al Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nessun dolore è l’ultimo film di Gianni Amelio co-scritto con Davide Serino e Andrea Quetti  con Alessandro Borghi, Valeria Golino, Valerio Mastandrea.  Il film è stato presentato fuori concorso alla 83esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Davide  (Alessandro Borghi )è un appassionato lettore e vende libri usati in un piccolo chioschetto a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64554 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio01-225x300.jpeg" alt="GIANNI AMELIO" width="225" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio01-225x300.jpeg 225w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio01-473x630.jpeg 473w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio01-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio01.jpeg 1530w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Nessun dolore </b><span style="font-weight: 400;">è l’ultimo film di </span><b>Gianni Amelio </b><span style="font-weight: 400;">co-scritto con </span><b>Davide Serino </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Andrea Quetti </b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Alessandro Borghi, Valeria Golino, Valerio Mastandrea.</b></p>
<p><b> </b><span style="font-weight: 400;">Il film è stato presentato fuori concorso alla 83esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Davide  (</span><b>Alessandro Borghi </b><span style="font-weight: 400;">)è un appassionato lettore e vende libri usati in un piccolo chioschetto a Roma. Elsa (</span><b>Valeria Golino</b><span style="font-weight: 400;">), professoressa universitaria, è una sua amica che spesso gli fornisce volumi di seconda mano destinati alla vendita. Un giorno  come tanti, durante la pausa pranzo, Davide viene avvicinato da un uomo che gli consegna un bambino nordafricano come se si trattasse di un </span><i><span style="font-weight: 400;">pacco postale. </span></i><span style="font-weight: 400;">Nonostante il suo diniego il bambino lo segue in silenzio come un cagnolino fedele ma resta vittima di un brutto incidente automobilistico. In ospedale Davide incontra Aminah, appena sbarcata dall’Algeria su un barcone di immigrati , impaurita e in attesa di un figlio. Davide la ospita a casa sua che sera dopo sera diventa il rifugio di tanti disperati. Inizialmente si ribella ma poi cede per bontà d’animo e spirito di solidarietà. Denunciato dai condomini per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, va in carcere rassegnato quasi per voler espiare la morte di quel bambino il cui corpo non viene reclamato da nessuno per una degna sepoltura. Davide vive fino in fondo la sua personale Odissea  che ancora una volta fa riflettere gli spettatori sull’accoglienza, l’integrazione, la responsabilità individuale di fronte alla sofferenza e all’immigrazione riprendendo le riflessioni avviate con </span><b><i>Lamerica.</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi di </span><b>Mydreams </b><span style="font-weight: 400;">abbiamo avuto il piacere di incontrare </span><b>Gianni Amelio </b><span style="font-weight: 400;">presso il Cinema Modernissimo di Napoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco cosa ha detto il grande regista calabrese che non si è sottratto  alle domande del pubblico presente in sala dopo la proiezione del suo film in un clima di grande cordialità ed interesse.</span></p>
<p><b>Con la sua sensibilità ha realizzato un film su quello che veramente significa inclusione, solidarietà , appartenenza, condivisione. Tutti noi dobbiamo ringraziarla perché ha dato un volto, una voce a dei sentimenti con cui dobbiamo necessariamente confrontarci. Lei però ha detto una cosa interessante all’inizio del film : questa è una storia  che non è una storia vera nel senso che non è già accaduta ma è una storia che potrà accadere. Qualche spettatore ha detto che potrebbe accadere. Lei crede che ciò sia possibile?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Sa perché ho fatto scrivere nei titoli, ad inizio film la frase </span></i><b><i>non è tratto da una storia vera? </i></b><i><span style="font-weight: 400;">Perché molti film oggi sfoggiano la scritta che si tratti di una storia vera, realmente accaduta. E questo costituisce un alibi ed anche una richiesta di complicità verso il pubblico, come a dire che dato che si tratta di una storia vera, accaduta, dovete credermi. Invece è vero solo quello che c’è sullo schermo, non nella vita perché nella vita succedono tante cose e noi registi, noi narratori possiamo fare un film su ciò che vogliamo. Dobbiamo andare a prendere un qualcosa che può accadere, che non è accaduto o che è accaduto e cercare di trasfigurarlo  attraverso il linguaggio che noi conosciamo, il cinema. Nella mia vita ho sperimentato l’accoglienza perché la sento necessaria. Ma per l’inclusione serve la politica. Anche Davide vive in un certo senso un’utopia  ma il film rappresenta una sorta di sasso che io ho voluto lanciare nei confronti dell’indifferenza».</span></i></p>
<p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64555 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio03-300x148.jpeg" alt="GIANNI AMELIO" width="300" height="148" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio03-300x148.jpeg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio03-1120x551.jpeg 1120w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio03-1536x756.jpeg 1536w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/gianni_amelio03.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il trauma di vedere un bambino morto alla fine del film si sublima attraverso una resurrezione simbolica dove il potere del sentimento supera la morte. In effetti è Aminah il motore  della storia narrata.</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«É vero, Aminah conosce il dolore, la disperazione e la volontà di espiazione di Davide si sviluppa nel momento in cui la giovane donna gli confida che quella non è la sua famiglia. Aminah ha accolto quelle persone prima di lui e sul quel barcone ha conosciuto gente disperata e ha sentito la necessità di dare un tetto anche a loro. É il comportamento di Aminah che fa pensare a Davide  che deve in qualche modo aprire le porte di casa sua dopo un momento di ribellione. E poi subentra il senso di colpa per la morte del bambino. La casa di Davide è una casa vuota, arida sebbene ricca di libri. La sera, quando lui rientra trova inaspettatamente un clima bello, un clima di calore, la TV accesa, il cibo sul fuoco. Ci sono tutte le cose che forse lui non ha mai avuto nella sua vita in quella famiglia che poi si rivela non-famiglia di Aminah. Questa e la rivelazione che poi porta Davide a dire: sono amici quelli che vengono a casa mia. Però, come dicevo prima, una cosa è l’accoglienza, un’altra cosa è l’inserimento. 30-40 persone a casa sua diventano una situazione insostenibile. Ed infatti i vicini denunciano Davide per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La stessa amica gli dice: ma cosa credi di aver combinato? É probabile che queste persone siano state espulse, proprio il contrario di ciò che volevi. Ti sei sostituito ad una legge sbagliata ma che tu non puoi in qualche modo rinnegare. Davide risponde che lui in carcere sta bene perché lo rifarebbe. E Davide dice questo per generosità ma è un comportamento che io per primo sconsiglierei. Il film ha una complessità di sentimenti nei vari personaggi. Il sorvegliante dell’obitorio, </span></i><b><i>Valerio Mastandrea</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, ha un suo senso e c’è un legame segreto tra Elsa ed il marito col quale lei è scappata da ragazzina. Sono tutte anime disperse e che in qualche modo la morte del bambino fa catalizzare. L’ossessione che Davide ha per la sepoltura mi fa pensare ad Antigone. Nella tragedia greca l’idea che tu devi seppellire il morto è predominante. E mi ricordo una frase di Gianbattista Vico che la sepoltura  ridà dignità ad una persona. Il bambino non ha un nome, è un numero e Davide lo porta nella tomba di famiglia per dargli il suo nome. Nell’immagine del cimitero ho girato con un carrello, l’unico nel film  che va da destra a sinistra. Si vedono le croci e a poco a poco si vede Davide che porta la bara del bambino. E’ come se fosse davvero la sua salita verso il Golgota. É il punto più alto della sua espiazione. Il film potrebbe finire qui ma io non ho voluto quel finale perché credo che la vita debba ricominciare anche quando sembra finita. La forza del sentimento deve avere la meglio sulla morte e quindi anche sul dolore. La poesia che Valeria Golino recita nell’aula magna dell’università dà il senso del titolo del film, nessun dolore perché a volte si tocca un punto fermo ed impensabile. Nulla viene più diviso dal nulla, né vita né morte, né innocenza dalla colpa e dove anche il dolore è gioia piena. Questo è tutto il percorso che Davide ha fatto. Quel sorriso del bambino gli consente di continuare a vivere . Il bambino è morto, è chiaro che è morto, l’abbiamo tutti visto morire ,però resuscita  perché vogliamo che resusciti. Oggi purtroppo abbiamo bisogno di un incidente per sviluppare i sensi di colpa. Ognuno di noi che guarda le scene dei bambini di Gaza  o quelli che vivono nella metropolitana in Ucraina , sviluppi questo senso di colpa e una sensazione di impotenza. Dobbiamo far finta che l’incidente non sia avvenuto? Non credo».</span></i></p>
<p><b>I suoi film hanno sempre un tono poetico come anche i personaggi che rasentano una sorta di lirismo. Penso che siano degli effetti fortemente voluti. Il fatto di dare al bambino la sua dignità di persona mi ha colpito e commosso e mi ha fatto venire in mente l’episodio di quando Priamo si reca nella tenda di Achille che ha ucciso suo figlio Ettore. Il vecchio re si inginocchia e gli bacia le mani, quelle stesse mani che si sono macchiate del sangue di suo figlio. Ettore deve essere sepolto perché la sepoltura rappresenta una fase del culto dei morti e dell’al di là. Una società civile e laica si distingue anche per questo ovvero una forma di rispetto per chi non c’è più .</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Io sono partito proprio da questo finale. Non avrei girato tutto il resto del film se non avessi avuto in mente questa scena. Qualcuno mi ha detto che in realtà il finale è qualcosa di molto crudele. Una spettatrice di Parma ha detto che è uscita dal cinema serena, proprio per quella scena. Anche io ho provato serenità e quel finale rappresenta una resurrezione laica. Non c’entrano niente i santi o la natura divina. Con la forza di un sentimento possiamo e dobbiamo rendere giustizia a chi non ce l’ha».</span></i></p>
<p><b>Quali sono stati i criteri per la scelta degli attori?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«É difficile da spiegare. Mi è successo diverse volte che con un attore abbia avuto il desiderio di girare un altro film. Mi è successo con Enrico Lo Verso , Elio Germano e Alessandro Borghi che ha girato Campo di battaglia. E sapete con chi vorrei girare un altro film? Con Leonardo Maltese. É bravissimo, è un talento innato e ha già recitato ne Il signore delle formiche».</span></i></p>
<p><b>Nel frattempo ha girato Rapito di Marco Bellocchio.</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">«Sono talmente geloso di quello che ha fatto con me che non voglio vedere quello che ha fatto con gli altri. Io non li vedrò. Se il film vi è piaciuto ditelo ai vostri amici. Se non vi è piaciuto proponetelo ai vostri nemici. Sarà un modo per vendicarvi».</span></i></p>
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		<title>James Franco apre la nuova stagione del Teatro Bellini</title>
		<link>https://www.mydreams.it/james-franco-apre-la-nuova-stagione-del-teatro-bellini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 04:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Teatro Bellini di Napoli apre la stagione 2026/2027 facendo il botto  ovvero ospitando al Piccolo Bellini una leggenda  del cinema americano: James Franco. Il famoso attore californiano ha scritto , diretto ed interpretato Desert Films con la complicità di Peter Gold e sulla scena: Blaine Kern, Elli Papadiamanti (cantante) e Konstantino Diminakis (pianista).  A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Il Teatro Bellini di Napoli apre la stagione 2026/2027 facendo il </span><i><span style="font-weight: 400;">botto </span></i><span style="font-weight: 400;"> ovvero ospitando al Piccolo Bellini una </span><i><span style="font-weight: 400;">leggenda </span></i><span style="font-weight: 400;"> del cinema americano: </span><b>James Franco. </b><span style="font-weight: 400;">Il famoso attore californiano ha scritto , diretto ed interpretato </span><b>Desert Films </b><span style="font-weight: 400;">con la complicità di </span><b>Peter Gold </b><span style="font-weight: 400;">e sulla scena: </span><b>Blaine Kern, Elli Papadiamanti </b><span style="font-weight: 400;">(cantante) e </span><b>Konstantino Diminakis </b><span style="font-weight: 400;">(pianista). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A sipario aperto fa il suo ingresso una cantante dalla voce profonda, gutturale. Vestita con un abito nero trasparente che non lascia spazio all’immaginazione, i capelli biondo platino, il rossetto color ciliegia, canta e dà ritmo alla melodia con movimenti eleganti e sinuosi.  Accanto ad un tavolino scorgiamo un uomo legato ad una sedia e all’improvviso appare un altro uomo dal viso imbiancato, una sorta di </span><i><span style="font-weight: 400;">Clown White </span></i><span style="font-weight: 400;">di un improbabile </span><i><span style="font-weight: 400;">kabuki,</span></i><span style="font-weight: 400;"> munito di telecamera che ha la funzione di proiettare  in scena sullo schermo del fondale le immagini degli attori e del pubblico presente in sala. Ma chi è costui? I cinefili lo riconoscono subito. E’ il demoniaco Robert Blake, alias Mystery Man del film Strade perdute (</span><i><span style="font-weight: 400;">Lost Highway )</span></i><span style="font-weight: 400;">, film del 1997 diretto da David Lynch. Il personaggio dialoga con il giovane attore pronunciando un monologo inquietante sulla seduzione e le trappole della celebrità, scomodando attori famosi quali Marlon Brando, Robert De Niro e John Hudson tra luci stroboscopiche e il jazz di Dave Brubeck.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le domande sono quelle di sempre: quanto bisogna </span><i><span style="font-weight: 400;">pagare </span></i><span style="font-weight: 400;">per diventare famosi? Basta soltanto il talento per </span><i><span style="font-weight: 400;">entrare </span></i><span style="font-weight: 400;">nelle Majors? Se una donna sta con te lo fa perché ti ama disinteressatamente o perché sei una </span><i><span style="font-weight: 400;">celebrità?</span></i><span style="font-weight: 400;"> Che differenza c’è tra la vita raccontata sullo schermo e la vita </span><i><span style="font-weight: 400;">reale </span></i><span style="font-weight: 400;"> di un attore?</span> <span style="font-weight: 400;">E quando ti avranno spremuto come un limone e il telefono non squillerà più per affidarti un ruolo, cosa sarai disposto a fare?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’inizio del monologo è folgorante e la performance di </span><b>James Franco </b><span style="font-weight: 400;">seduttiva e raffinata soprattutto nel momento in cui gli spettatori hanno la sensazione di assistere a qualcosa di immediato,crudele e spietato. La tensione poi si placa e il monologo assume una dimensione più intima e celebrativa a scapito dell’analisi quasi chirurgica delle patologie del </span><i><span style="font-weight: 400;">sistema Hollywood </span></i><span style="font-weight: 400;"> dove tutto viene bruciato in un battito d’ali e tutto può cambiare da un momento all’altro non solo per i gusti del pubblico ma perché la fama, la seduzione, il mantenersi </span><i><span style="font-weight: 400;">sulla cresta dell’onda </span></i><span style="font-weight: 400;">non sono scontati e richiedono impegno,costanza, determinazione, sacrifici soprattutto alla luce di un America che vota Trump e sbandiera ai quattro venti il suo moralismo che ha definitivamente annientato il </span><i><span style="font-weight: 400;">sogno americano.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo spettacolo intenzionalmente sfuma il confine tra cinema e teatro, tra realtà e finzione con il pio desiderio di portare gli spettatori tra le </span><i><span style="font-weight: 400;">stelle/ stars.</span></i><span style="font-weight: 400;">Ma lo scintillio,la luce, la </span><i><span style="font-weight: 400;">polvere di stelle </span></i><span style="font-weight: 400;">resta soltanto per qualche attimo sui corpi degli spettatori come su quello sui corpi delle  api bottinatrici.  Il </span><i><span style="font-weight: 400;">sacro fuoco </span></i><span style="font-weight: 400;"> di Hollywood brucia ed incenerisce.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al termine dello spettacolo lunghi e calorosi applausi e poi l’attesa del </span><i><span style="font-weight: 400;">divo </span></i><span style="font-weight: 400;">per un selfie e/o un autografo. Anche noi di </span><b>Mydreams </b><span style="font-weight: 400;">abbiamo avuto il nostro </span><i><span style="font-weight: 400;">momento di celebrità </span></i><span style="font-weight: 400;">per dirla alla Andy Warhol.</span></p>
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		<title>Al Teatro Politeama la XXI edizione del Premio Masaniello</title>
		<link>https://www.mydreams.it/al-teatro-politeama-la-xxi-edizione-del-premio-masaniello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 15:09:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La XXIesima edizione del &#8220;Premio Masaniello-Napoletani Protagonisti&#8221; si conferma come uno degli appuntamenti più attesi della città di Napoli che crea, innova, custodisce le proprie tradizioni e continua a distinguersi nel mondo. Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina c/o il Teatro Teder sono stati resi noti i nominativi dei protagonisti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">La XXIesima edizione del &#8220;<strong>Premio Masaniello-Napoletani Protagonisti&#8221; </strong>si conferma come uno degli appuntamenti più attesi della città di Napoli che crea, innova, custodisce le proprie tradizioni e continua a distinguersi nel mondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina c/o il </span><b>Teatro Teder </b><span style="font-weight: 400;">sono stati resi noti i nominativi dei protagonisti della serata di gala che si terrà </span><b>sabato 26 settembre 2026, alle ore 20.00, al Teatro Politeama </b><span style="font-weight: 400;"> con ingresso </span><b>gratuito </b><span style="font-weight: 400;">con prenotazione obbligatoria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’edizione 2026, condotta da </span><b>Elsa Rispoli </b><span style="font-weight: 400;">, dedica un’attenzione particolare alla cucina napoletana. I premiati per la sezione </span><b>Partenope a tavola-Sapori d’Autore</b><span style="font-weight: 400;"> saranno infatti: </span><b>Giuseppe De Girolamo, Antonio Pastore, Salvatore Giugliano, Simone De Gregorio, Maria Cacialli, Matteo Cutolo, Salvatore Di Matteo, </b><span style="font-weight: 400;">veri ambasciatori dei sapori e della tradizione napoletana .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Accanto all’enogastronomia, il Premio Masaniello conferma la propria attenzione verso la cultura e l’arte con la sezione </span><b>L’estro dei Vincenti </b><span style="font-weight: 400;"> che premierà quest’anno: </span><b>Fabrizio Maria Mandara, Giovanna Scala, Angelo Forgione, Nando Paone, Ruggero Cappuccio, Claudio Mattone.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso della serata sarà assegnato il </span><b>Premio UNICUM Guglielmo il Conquistacuori </b><span style="font-weight: 400;">a </span><b>Francesco Pio Piccolo </b><span style="font-weight: 400;">, giovane napoletano che incarna i valori del servizio,della solidarietà e dell’impegno verso la comunità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La cerimonia di consegna dei Premi sarà impreziosita da uno spettacolo che alternerà musica, danza e teatro con la partecipazione di artisti di grande prestigio quali: </span><b>Antonella Morea, Benedetta Imperatore, Linda Airoldi, Lucrezia Ianieri,Miriam Cicotti, Francesca Curti Giardina, Anna Maria Bozza, Enzo Luk Colucci,Fabrizio Maria Mandara, </b><span style="font-weight: 400;">i ballerini </span><b>Danilo Imperatore </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Arianna Lanese, il Centro Artistico di Portici, Chorea Formazione Danza, il Corpo di Ballo Partenopea.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Premio Masaniello- Napoletani Protagonisti, </b><span style="font-weight: 400;">promosso dall’AIGE-Associazione Informazione Giovani d’Europa , continua ad essere uno dei principali appuntamenti dedicati alle eccellenze della città, un luogo d’ incontro tra tradizione ed innovazione, capace di raccontare una Napoli viva, autentica </span><i><span style="font-weight: 400;">verace</span></i><span style="font-weight: 400;">, dinamica  ed orgogliosa dei suoi protagonisti.</span></p>
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		<title>Tutto pronto per l’edizione 2026 del Campania Libri Festival</title>
		<link>https://www.mydreams.it/tutto-pronto-per-ledizione-2026-del-campania-libri-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 18:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria». Umberto Eco Dal 1 al 4 ottobre 2026,il Palazzo Reale di Napoli e la Biblioteca Vittorio Emanuele III, ospiteranno la quinta edizione del Campania Libri Festival dedicato alla figura di Roberto De Simone (Napoli 25 agosto 1933- 6 aprile 2025)  e alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><b><i>«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria». Umberto Eco</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>1 al 4 ottobre 2026,</b><span style="font-weight: 400;">il Palazzo Reale di Napoli e la Biblioteca Vittorio Emanuele III, ospiteranno la quinta edizione del <a title="" href="https://campanialibrifestival.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Campania Libri Festival</strong></a> dedicato alla figura di </span><b>Roberto De Simone </b><span style="font-weight: 400;">(Napoli 25 agosto 1933- 6 aprile 2025)  e alla sua opera più famosa: </span><b>La gatta Cenerentola. </b><span style="font-weight: 400;">Il  claim è infatti </span><b><i>Jesce sole, </i></b><span style="font-weight: 400;"> un canto antico propiziatorio nonché uno dei più antichi documenti in lingua napoletana. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quattro giorni il Campania Libri Festival diventerà uno spazio espositivo aperto e dinamico  dedicato ai libri e alla lettura  con incontri,panel letterari, performance e workshop che vedranno la partecipazione di oltre 100 case editrici  nonché numerosi scrittori e personalità della cultura. É impossibile citarli tutti e citarne soltanto alcuni  per non fare torto a nessuno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il programma  multidisciplinare, ricco di presentazioni e novità editoriali , include ben 13 percorsi  dedicati alla lettura per bambini e ragazzi, alla geopolitica, alla poesia, alla storia, alla letteratura, alla critica letteraria, al cinema, al noir, alla traduzione  nonché la nuova sezione </span><b>Romance </b><span style="font-weight: 400;">dedicata ai fan di questo genere che piace soprattutto ai giovani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ricordiamo che il Campania Libri Festival -la fiera dell’Editoria è un progetto promosso ed organizzato della Fondazione Campania dei Festival, presieduta da </span><b>Alessandro Barbano</b><span style="font-weight: 400;"> e diretta da </span><b>Roberto Cappuccio </b><span style="font-weight: 400;">e finanziato dalla </span><b>Regione Campania. </b><span style="font-weight: 400;">La cura del progetto è affidata a </span><b>Massimo Adinolfi.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nutrito programma è on line dal 21 settembre al seguente indirizzo </span><a title="" href="https://campanialibrifestival.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">@campanialibrifestival</span></a></p>
<p><b>INFORMAZIONI PRATICHE</b></p>
<p><b>Quando  Da giovedi1 a domenica 4 ottobre 2026</b></p>
<p><b>Orari  Giovedì-Venerdì-Domenica   ore 10.00-21.00</b></p>
<p><b>Sabato dalle ore 10.00 alle ore 22.00</b></p>
<p><b>Dove  Palazzo Reale di Napoli- Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III</b></p>
<p><b>Come arrivare   Metro Linea 1  fermate Municipio o Toledo </b><span style="font-weight: 400;">oppure </span><b>Funicolare Centrale  fermata Augusteo</b></p>
<p><b>N.B. L’ingresso al Campania Libri Festival è GRATUITO</b></p>
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		<title>Presentato il cartellone della nuova stagione del Teatro Acacia</title>
		<link>https://www.mydreams.it/presentato-il-cartellone-della-nuova-stagione-del-teatro-acacia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 17:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Teatro Acacia sotto la guida appassionata e curata del Teatro Diana, si accinge a ritrovare il suo affezionato pubblico seguendo da sei anni un grande progetto all’insegna della qualità e della varietà delle proposte teatrali. Dal 29 ottobre Giocatori (Jucature) di Pau Mirò con adattamento e regia di Enrico Ianniello con Antonio Milo, Adriano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Il Teatro Acacia sotto la guida appassionata e curata del Teatro Diana, si accinge a ritrovare il suo affezionato pubblico seguendo da sei anni un grande progetto all’insegna della qualità e della varietà delle proposte teatrali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>29 ottobre Giocatori (Jucature) </b><span style="font-weight: 400;">di Pau Mirò con adattamento e regia di Enrico Ianniello con Antonio Milo, Adriano Falivene, Marcello Romolo e Giovanni Allocca. </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>12 novembre Qualcosa è andato storto</b><span style="font-weight: 400;">, scritto, diretto ed interpretato da Carlo Buccirosso e la sua Compagnia . </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>26 novembre Francesco Procopio</b><span style="font-weight: 400;"> in </span><b>Nemici come prima </b><span style="font-weight: 400;"> di Gianni Clemente con la partecipazione straordinaria di Teresa Del Vecchio. </span><span style="font-weight: 400;">Lo spettacolo delle Feste di Natale è </span><b>Con decenza parlando </b><span style="font-weight: 400;">con Amedeo Colella insieme a Fabrizio Mandara ed Elena Vittoria. </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>7 gennaio Edizione straordinaria.Prima Pagina </b><span style="font-weight: 400;">, il nuovo spettacolo di Vincenzo Comunale. </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>21 gennaio Solo per voi </b><span style="font-weight: 400;"> di e con Gino Rivieccio. </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>28 gennaio Quasi quasi ci ritento</b><span style="font-weight: 400;">, una commedia brillante scritta, diretta ed interpretata da Paolo Caiazzo. </span><span style="font-weight: 400;">Dall’</span><b>11 febbraio</b><span style="font-weight: 400;"> Iaia Forte, Cristina Donadio ed Andrea Renzi in una commedia scritta e diretta da Cristina Comencini dal titolo </span><b>I turni. </b><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>18 febbraio Cena con sorpresa </b><span style="font-weight: 400;"> con Tosca D’Aquino, Simone Montedoro, Toni Fornari, Elisabetta Mirra, una commedia scritta da A.eT. Fornari insieme ad Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli. </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>26 febbraio D.O.P. denominazione di origine partenopea</b><span style="font-weight: 400;"> con Lino D’Angiò. </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>4 marzo Benvenuti in casa Esposito </b><span style="font-weight: 400;">per la regia di Alessandro Siani con Giovanni Esposito, Nunzia Schiano, Susy del Giudice. </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>18 marzo </b><span style="font-weight: 400;">il nuovo adattamento teatrale di Salvo Ficarra de </span><b>Il malato immaginario </b><span style="font-weight: 400;"> di Molière. </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>25 marzo  Gennaro Belvedere testimone cieco</b><span style="font-weight: 400;">, commedia in due atti di Gaetano Di Maio con Oscar ed Oscarino Di Maio. Il </span><b>14 aprile (unica data) Barbaramente</b><span style="font-weight: 400;"> con Barbara D’Urso. </span><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>15 aprile Le pornoprecarie </b><span style="font-weight: 400;">una commedia scritta ed interpretata da Maria Bolignano con Nunzia Schiano e Yulia Mayarchuk. </span><b>1-2 maggio La balena più grande del mondo </b><span style="font-weight: 400;"> con Agostino Pannone e Gennaro Guazzo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda gli spettacoli per i ragazzi e le scuole ,anche quest’anno un nutrito cartellone che va dalle fiabe La Bella e la Bestia e Alice nel Paese delle Meraviglie, allo Schiaccianoci e al Re Leone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche il genere CABARET trova nel Teatro Acacia il suo spazio  con Arianna Craviotto, Filippo Bisceglie,, i Ditelo Voi,il do comico Jack Alvino e Valentina Aurino, Le Coliche, Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, Simone Schettino e Vincenzo Schettini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Numerosi anche i concerti da Sergio Caputo a Paolo Fresu,Anna Oxa, Luca Barbarossa,Veronica Simioli, Gabriele Esposito e i brani più mosi dell’operetta nello spettacolo </span><b>Il gran galà dell’operetta.</b></p>
<p><b>INFO E PRENOTAZIONI </b></p>
<p><b>Teatro Acacia    Via Raffaele Tarantino  10 &#8211; tel. 081 2155639 &#8211; </b><a href="mailto:info@cineteatroacacia.it"><b>info@cineteatroacacia.it</b></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Viene rinnovata, anche per questa stagione, la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento </span><b>Quadrifoglio </b><span style="font-weight: 400;">ad un prezzo contenuto per gli abbonati al Teatro Diana</span></p>
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		<title>Recensione film: I figli della scimmia con protagonista Riccardo Scamarcio</title>
		<link>https://www.mydreams.it/recensione-film-i-figli-della-scimmia-con-protagonista-riccardo-scamarcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 16:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Al Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I figli della scimmia, presentato alla 83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, per la regia di Tommaso Landucci, vede protagonista Riccardo Scamarcio  nel ruolo di un padre, Dario, genitore attento e votato alla cura del figlio disabile, Enrico (Andrea Aggio). Il film ha vinto il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura (Landucci-Fermert) e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><b><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64516 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i_figli_della_scimmia01-209x300.jpeg" alt="I figli della scimmia" width="209" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i_figli_della_scimmia01-209x300.jpeg 209w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i_figli_della_scimmia01-439x630.jpeg 439w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i_figli_della_scimmia01.jpeg 1069w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" />I figli della scimmia</b><span style="font-weight: 400;">, presentato alla 83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, per la regia di </span><b>Tommaso Landucci</b><span style="font-weight: 400;">, vede protagonista </span><b>Riccardo Scamarcio  </b><span style="font-weight: 400;">nel ruolo di un padre, Dario, genitore attento e votato alla cura del figlio disabile, Enrico (</span><b>Andrea Aggio</b><span style="font-weight: 400;">). Il film ha vinto il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura (Landucci-Fermert) e il Premio Orizzonti per la migliore interpretazione maschile a Riccardo Scamarcio. Il titolo del film trae ispirazione da una fiaba di Esopo che racconta la storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva  soltanto il preferito, trascurando l’altro. A differenza della fiaba però, come spiega il regista Landucci: «</span><i><span style="font-weight: 400;">Nel film si parla di un genitore chiamato a dividersi tra due </span></i><b><i>figli</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, quello reale e quello ideale. Il racconto mette in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto.Spesso, prima del dolore per un figlio nato con una disabilità, arriva quello di una perdita: il lutto per </span></i><b><i>l’altro figlio</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, quello atteso  durante la gravidanza al quale i genitori devono dire addio prima ancora di averlo incontrato. E allora mi sono chiesto : cosa accade  ad un padre se poi quel figlio compare? Se si trova improvvisamente davanti al figlio che aveva sempre immaginato e desiderato di avere?».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E </span><b>Riccardo Scamarcio </b><span style="font-weight: 400;">che ha incontrato il pubblico ieri sera presso il Cinema Vittoria ha detto: «É</span><i><span style="font-weight: 400;"> un film sulla genitorialità, sulla paternità e sulla famiglia in genere. Sono partito da un personaggio che riesce con difficoltà a decifrare le proprie emozioni. É un film molto semplice dove non succedono fatti eclatanti con una famiglia al centro della quale c’è un padre che cerca di fuggire da qualcosa. E la cosa che mi piaceva e che io ho in qualche modo esasperato è la sua incoscienza a decifrarne i sentimenti e quindi inizia questo rapporto con il nipote per condividere con un ragazzino che ha la stessa età di Enrico  quello che avrebbe potuto fare con suo figlio e che non potrà mai realizzarsi.Trasla sul nipote le aspettative che aveva riposto in suo figlio. La parte inconscia di Dario prevale su quella razionale al punto che sua cognata, la moglie,lo stesso fratello e anche noi spettatori siamo un po&#8217; spiazzati, lo vediamo muoversi in maniera un po&#8217; maldestra.E la grandezza del film sta proprio nel sottolineare questi chiaroscuri, questa ambiguità sul personaggio. Le cose che i personaggi non dicono sono la punteggiatura di quello che  vorrebbero dire ed il copione mi ha affascinato per questo. Il film ha un livello più profondo che noi cogliamo forse soltanto alla fine quando questa educazione sentimentale si compie perché quando ritorna a casa del fratello comprende quanto sia importante Enrico per lui in un finale struggente».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla nostra domanda su quanto abbia aiutato per costruire il personaggio la sua recente paternità </span><b>Riccardo Scamarcio </b><span style="font-weight: 400;">ha detto: «</span><i><span style="font-weight: 400;">Quando ho guardato Enrico l’ho fatto con gli occhi di mio padre. Un cerchio si è chiuso anche tra i personaggi maschili del film: il nonno,io e mio fratello, i due cugini. Il rapporto che ho costruito con Andrea farà per sempre parte del mio vissuto. É stata davvero un’esperienza meravigliosa».</span></i></p>
<p><b>I figli della scimmia </b><span style="font-weight: 400;">non è un film che parla di disabilità fornendo il pretesto per la commozione fine a se stessa e non è neppure un film che propone allo spettatore una morale e meno che mai una soluzione ai tanti problemi delle famiglie che devono gestire la </span><i><span style="font-weight: 400;">presenza </span></i><span style="font-weight: 400;"> di un disabile (visite mediche- eventuali interventi per migliorare la qualità della vita- inserimento scolastico- socializzazione- carenza di strutture e di fondi- barriere architettoniche ed altro) </span><b>I figli della scimmia </b><span style="font-weight: 400;">ci racconta una famiglia </span><i><span style="font-weight: 400;">normale </span></i><span style="font-weight: 400;">dove la presenza di un figlio </span><i><span style="font-weight: 400;">sfortunato </span></i><span style="font-weight: 400;"> viene accettata e condivisa senza colpi di scena . Lo spettatore entra in questo nucleo familiare umanamente coinvolgente con passo cadenzato e partecipe, accettando senza pietismo le immagini  al pari di un </span><i><span style="font-weight: 400;">filmino di famiglia </span></i><span style="font-weight: 400;">girate in 4:3, in un modo più riservato e  con numerosi primi piani dei personaggi, tutti fortemente espressivi, in primis </span><b>Riccardo Scamarcio. </b><span style="font-weight: 400;">Dario è un padre attento, sollecito, presente nella vita del figlio disabile e forse proprio questo affascina il nipote Giacomo (</span><b>Tancredi Naldini</b><span style="font-weight: 400;">)  che si affeziona allo zio tanto da preferirlo al padre Roberto (un ottimo </span><b>Fausto Russo Alesi</b><span style="font-weight: 400;">). Dario nel crescente legame con Giacomo ritrova il figlio che avrebbe voluto avere assumendo il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Dario rispolvera il suo amore per la motocicletta ed insegna a Giacomo ad andarci con tanta dedizione ed amorevolezza. Ma Dario sa di non essere il padre di suo nipote. Suo figlio è costretto su una sedia a rotelle ed ha bisogno di lui.  Nella scena finale del film, girata nello stesso luogo della  prima, ovvero il bagno di casa, lo sguardo amorevole di Dario si attarda a contemplare Enrico. Fuori piove. Le gocce di pioggia che rigano i vetri  somigliano alle sue lacrime che scorrono sul suo viso fiero e sorridente.</span></p>
<p><b>I figli della scimmia </b><span style="font-weight: 400;">è un grande, piccolo capolavoro che noi di Mydreams vi consigliamo caldamente di vedere. (Non a caso tra i produttori c’è il  novantottenne </span><b>James Ivory </b><span style="font-weight: 400;">premio Oscar per la sceneggiatura di </span><b><i>Chiamami col tuo nome </i></b><span style="font-weight: 400;">diretto da </span><b>Luca Guadagnino </b><span style="font-weight: 400;">nonché regista di film </span><i><span style="font-weight: 400;">mitici </span></i><span style="font-weight: 400;">quali Camera con vista del 1985,Casa Howard del 1992, Quel che resta del giorno 1993).</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/recensione-film-i-figli-della-scimmia-con-protagonista-riccardo-scamarcio/">Recensione film: I figli della scimmia con protagonista Riccardo Scamarcio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
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		<title>Recensione film: Odissea di Christopher Nolan</title>
		<link>https://www.mydreams.it/recensione-film-odissea-di-christopher-nolan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 17:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Al Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ci sarà un’altra alba che aspetta l’oscurità del mondo dove i nostri errori saranno ancora dimenticati”. Ulisse di C.N. Il personaggio di Ulisse, il protagonista dell’Odissea, ha  da sempre affascinato scrittori, intellettuali, pensatori e anche registi che si sono cimentati nella trasposizione del poema omerico sul grande schermo o in TV. Ricordiamo il bellissimo film [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><b>“Ci sarà un’altra alba che aspetta l’oscurità del mondo dove i nostri errori saranno ancora dimenticati”. Ulisse di C.N.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il personaggio di Ulisse, il protagonista dell’Odissea, ha  da sempre affascinato scrittori, intellettuali, pensatori e anche registi che si sono cimentati nella trasposizione del poema omerico sul grande schermo o in TV. Ricordiamo il bellissimo film </span><b>Ulisse </b><span style="font-weight: 400;">del 1954 diretto da </span><b>Mario Camerini </b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Kirk Douglas </b><span style="font-weight: 400;">e</span><b> Silvana Mangano </b><span style="font-weight: 400;">nel doppio ruolo di Penelope e di Circe, la serie TV </span><b>Odissea </b><span style="font-weight: 400;"> del 1968 di </span><b>Franco Rossi </b><span style="font-weight: 400;">con </span><b>Bekim Fehmiu </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Irene Papas</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>L’Odissea </b><span style="font-weight: 400;">del 1997 diretta da </span><b>Andrej Koncalovskij </b><span style="font-weight: 400;">con </span><b>Armand Assante </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Greta Scacchi, Itaca-Il ritorno  </b><span style="font-weight: 400;">del 2024 diretto da </span><b>Uberto Pasolini </b><span style="font-weight: 400;">con </span><b>Ralph Fiennes. </b><span style="font-weight: 400;">Stavolta è toccato a </span><b>Christopher Nolan </b><span style="font-weight: 400;">con il suo film </span><b>Odissea </b><span style="font-weight: 400;">parlarci di Ulisse e delle sue molteplici avventure per ritornare ad Itaca da sua moglie Penelope e da suo figlio Telemaco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64487 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/odissea-239x300.jpeg" alt="Odissea" width="239" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/odissea-239x300.jpeg 239w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/odissea.jpeg 399w" sizes="(max-width: 239px) 100vw, 239px" />Tanto per sgombrare il campo dai chiacchiericci inutili, sterili, alimentati da chi forse non ha mai letto una sola pagine dell’Odissea, bisogna partire proprio dal nome del nostro protagonista nella sua triplice forma: Ulisse-Nessuno- Odisseo. Quest’ultimo  sta a significare </span><b>colui che odia e che è odiato</b><span style="font-weight: 400;">, mentre il primo risalirebbe alla traduzione dal greco fatta da Livio Andronico e avrebbe il significato di  </span><b>irritato, </b><span style="font-weight: 400;">preferendolo a </span><b>zoppo</b><span style="font-weight: 400;">, in riferimento ad una ferita alla gamba che rappresenta per la fedele Euriclea la prova che il mendicante accolto nella reggia, per rispettare le leggi dell’ospitalità dettate da Zeus in persona ,è il suo padrone Ulisse, re di itaca.</span> <span style="font-weight: 400;">Il regista conosce perfettamente entrambi  i significati del nome (Nessuno che fa parte dell’incontro dell’eroe con il Ciclope viene del tutto ignorato nel film). Infatti Ulisse, interpretato da un grandissimo </span><b>Matt Damon </b><span style="font-weight: 400;">si odia ed è odiato per il male che ha commesso durante la decennale guerra di Troia arrivando persino a non dare degna sepoltura ai suoi compagni e inviso dai Proci, che hanno invaso la sua dimora, insidiato sua moglie Penelope e attentato alla vita di suo figlio. Questa è dunque la chiave di lettura del film di Nolan e la sua originalità rispetto alle altre trasposizioni. L’Ulisse di Nolan è un uomo sconfitto che ripudia la guerra perché lo ha allontanato dai suoi affetti più cari e lo ha privato dell’amicizia e della stima dei suoi compagni che si erano affidati a lui, certi di ritornare alle proprie case. La </span><i><span style="font-weight: 400;">debolezza </span></i><span style="font-weight: 400;">di Ulisse non nasce soltanto dal mangiare i fiori di loto datogli da Calipso (</span><b>Charlize Theron</b><span style="font-weight: 400;">) ma dalla sua volontà di voler procrastinare il suo ritorno spinto dalla curiosità e dalla sete di </span><i><span style="font-weight: 400;">conoscenza</span></i><span style="font-weight: 400;"> (vedi Dante- Divina Commedia -Inferno-Canto XXVI). E tutti gli eroi descritti sono uomini e donne sofferenti e fragili, consapevoli del proprio destino e del compito che li attende e per </span><i><span style="font-weight: 400;">eroi </span></i><span style="font-weight: 400;">annoveriamo anche le figure femminili che nel film hanno grande spessore e consistenza. Penelope, ad esempio, non si limita ad attendere pazientemente il suo uomo tessendo la tela. Propone soluzioni, dialoga con Telemaco, è stanca, furente e attende risposte da suo marito. Circe perde il contorno seducente di una  bellissima fata turchina per diventare una strega capace di trasformare uomini in porci senza perdere la sacralità del suo gesto estremo. E la stessa Calipso ha il potere di fermare il tempo consegnando l’anima all’eternità meglio della morte. Athena è una discreta presenza divina , quasi addolorata per le sorti di Troia che dialoga con Ulisse alla pari rivelando nelle poche battute dette  grazia e umanità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’</span><b>Odissea </b><span style="font-weight: 400;">di Nolan la famosa </span><i><span style="font-weight: 400;">astuzia </span></i><span style="font-weight: 400;">di Ulisse gioca un ruolo secondario, fatta eccezione per il famoso Cavallo. Tutto il resto si piega alla logica del significato dei suoi nomi che attendono il perdono di Penelope (</span><b>Anne Hathaway</b><span style="font-weight: 400;"> ), di  Telemaco (</span><b>Tom Holland</b><span style="font-weight: 400;">), della stessa dea Athena (</span><b>Zendaya</b><span style="font-weight: 400;">), di Elena ( </span><b>Lupita Nyong’o</b><span style="font-weight: 400;">), di Circe ( </span><b>Samantha Morton</b><span style="font-weight: 400;">). Forse soltanto Alcinoo (</span><b>Robert Pattinson</b><span style="font-weight: 400;"> ), feroce e vigliacco non riesce a vedere in Ulisse un </span><i><span style="font-weight: 400;">mito</span></i><span style="font-weight: 400;">, perché tanto distante dai suoi valori ed inutile la sua richiesta di perdono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’</span><b>Odissea</b><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>Christopher Nolan ,</b><span style="font-weight: 400;">prima di essere letta va ascoltata perché era ed è un </span><i><span style="font-weight: 400;">poema cantato </span></i><span style="font-weight: 400;">da un aedo (nel film un potente </span><b>Travis Scott</b><span style="font-weight: 400;">).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’</span><b>Odissea </b><span style="font-weight: 400;">di </span><b>Christopher Nolan </b><span style="font-weight: 400;">offre allo spettatore numerosi significati e spunti di riflessione e i </span><i><span style="font-weight: 400;">suoi attori </span></i><span style="font-weight: 400;">incarnano alla perfezione i </span><i><span style="font-weight: 400;">veri personaggi </span></i><span style="font-weight: 400;">dell’Odissea fatti di sogni come quelli shakespeariani e come noi con le nostre passioni, emozioni, fragilità, debolezze. In effetti il poema omerico contiene in </span><i><span style="font-weight: 400;">fieri </span></i><span style="font-weight: 400;"> tutta la letteratura mondiale. </span></p>
<p><b>Christopher Nolan-Ulisse  </b><span style="font-weight: 400;">saluta  gli spettatori con un monito: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Non cercate gli dei negli uomini” </span></i><span style="font-weight: 400;">ovvero amate l’umanità degli altri. E oggi ne abbiamo un disperato bisogno. </span></p>
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		<title>Tutto pronto per la 83esima Mostra del Cinema di Venezia</title>
		<link>https://www.mydreams.it/tutto-pronto-per-la-83esima-mostra-del-cinema-di-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 15:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto è pronto a Venezia per la 83esima Mostra del Cinema che si terrà dal 2 al 12 settembre. La serata iniziale e quella conclusiva vede come presentatori Greta Scarano e Nicolas Maupas. La Giuria  internazionale del concorso composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat, Johnnie To, è presieduta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Tutto è pronto a Venezia per la 83esima Mostra del Cinema che si terrà dal </span><b>2 al 12 settembre. </b><span style="font-weight: 400;">La serata iniziale e quella conclusiva vede come presentatori </span><b>Greta Scarano </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Nicolas Maupas. </b><span style="font-weight: 400;">La Giuria  internazionale del concorso composta da </span><b>Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat, Johnnie To, </b><span style="font-weight: 400;">è presieduta dall’attrice, regista e sceneggiatrice statunitense </span><b>Maggie Gyllenhaal. </b><span style="font-weight: 400;">Il manifesto, che vede  protagonisti dei fenicotteri  rosa che spiccano il volo, illuminati da un faro cinematografico, è, come per lo scorso anno, del fumettista ed illustratore </span><b>Manuele Fior. </b><span style="font-weight: 400;">I  due Leoni d’Oro alla Carriera se li aggiudicano  </span><b>George Clooney </b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Ellen Burstyn.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed ora passiamo ai film in concorso. Apre la Mostra </span><b>Ink </b><span style="font-weight: 400;">di </span><b>Danny Boyle </b><span style="font-weight: 400;">ed ecco i titoli degli altri film: </span><b>Naza </b><span style="font-weight: 400;"> regia di Yuval Abrham e rachel Szor, </span><b>Company </b><span style="font-weight: 400;">di Casey Affleck, </span><b>Kami Nour </b><span style="font-weight: 400;"> di Ali Asgari, </span><b>Ritorno a Buenos Aires </b><span style="font-weight: 400;">di Marco Bechis con Giancarlo Giannini, </span><b>Un bon petit soldat</b><span style="font-weight: 400;"> di Stèphane Brizè con Alba Rohrwacher, </span><b>Il fuoco che ti porti dentro</b><span style="font-weight: 400;"> di Edoardo de Angelis con Vanessa Scalera e Lino Musella, </span><b>Kvinde Ukendt </b><span style="font-weight: 400;">di may el-Toukhy, </span><b>Buking Fastard </b><span style="font-weight: 400;">regia di Werner Herzog, </span><b>15/18 </b><span style="font-weight: 400;"> di Cèdric Kahn, </span><b>Dau </b><span style="font-weight: 400;"> di Ilia Khrzhanovsky, </span><b>Look Back </b><span style="font-weight: 400;"> di Hirokazu Korreda,</span><b>Ga-Neung-Han Sa-Rang </b><span style="font-weight: 400;"> di Leee Chang-dong, </span><b>Wild Horse Nine </b><span style="font-weight: 400;"> di Martin McDonagh con John Malkovich,</span><b>Succederà questa notte </b><span style="font-weight: 400;"> di Nanni Moretti con Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, </span><b>Primetime </b><span style="font-weight: 400;">regia di Lance Oppenheim, </span><b>The Eco Chamber </b><span style="font-weight: 400;">regis di Andrea Pallaoro con Luca Marinelli e Susan Sarandon, </span><b>Un peu avant minuit </b><span style="font-weight: 400;">di Nicolas Parisier con Chiara Mastroianni, </span><b>L’estranea </b><span style="font-weight: 400;">di Paolo Strippoli con Adriano Giannini, Jasmine Trinca, </span><b>Nelson San, Anata Wa Hito Wo Koroshimashitaka? </b><span style="font-weight: 400;"> Di Shinya Tsukamoto, </span><b>Bunker</b><span style="font-weight: 400;"> di Florian Zeller con Penelope Cruz e suo mario Javier Bardem.  Il film di chiusura, fuori concorso è </span><b>Dio ride </b><span style="font-weight: 400;">di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Paolo Rossi e il compianto Carlo Cecchi. Altri film fuori concorso: </span><b>Father Joe, Place to Be, The Bsic Philosophy, Nessun dolore </b><span style="font-weight: 400;">di Gianni Amelio</span><b> </b><span style="font-weight: 400;">con Alessandro Borghi, Valeria Golino, Valerio Mastandrea, </span><b>Scherzetto</b><span style="font-weight: 400;"> di Mario Martone con Toni Servillo e Serena Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grande attesa per </span><b>What Love Builds </b><span style="font-weight: 400;">documentario diretto da Russell Crowe, dedicato ad Elon Musk. Tra gli appuntamenti più prestigiosi c’è </span><b>From Inside Out-The Architecture of Peter Zumthor </b><span style="font-weight: 400;">di Wim Wenders.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi, ovviamente, facciamo il tifo per i film e gli attori italiani e siamo certi che anche quest’anno Venezia saprà accogliere con il suo fascino intramontabile tutti  gli ospiti e i cinefili della settima arte.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/tutto-pronto-per-la-83esima-mostra-del-cinema-di-venezia/">Tutto pronto per la 83esima Mostra del Cinema di Venezia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
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		<title>Rendez-vous, opera teatrale e circense con Victoria Thierrèe Chaplin</title>
		<link>https://www.mydreams.it/rendez-vous-opera-teatrale-e-circense-con-victoria-thierree-chaplin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 17:45:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mydreams.it/?p=64389</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Teatro Mercadante di Napoli  ha ospitato nella sezione internazionale del Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio, lo spettacolo in prima mondiale Rendez-vous, un’opera teatrale e circense con Victoria Thierrèe Chaplin insieme a Jean Baptiste, Aurèlia e James Thierrèe e la partecipazione di Lucia Leonardi. La famiglia Thierrèe ha consentito agli spettatori di entrare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <div id="attachment_64391" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-64391" loading="lazy" class="size-medium wp-image-64391" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/06/RENDEZ-VOUS_1-ph.-Richard-Haughton-763x1024-1-224x300.jpg" alt=" Rendez-vous con Victoria Thierrèe Chaplin " width="224" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/06/RENDEZ-VOUS_1-ph.-Richard-Haughton-763x1024-1-224x300.jpg 224w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/06/RENDEZ-VOUS_1-ph.-Richard-Haughton-763x1024-1-469x630.jpg 469w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/06/RENDEZ-VOUS_1-ph.-Richard-Haughton-763x1024-1.jpg 763w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /><p id="caption-attachment-64391" class="wp-caption-text">ph. Richard Haughton</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Teatro Mercadante di Napoli  ha ospitato nella sezione internazionale del Campania Teatro Festival diretto da </span><b>Ruggero Cappuccio</b><span style="font-weight: 400;">, lo spettacolo in prima mondiale </span><b>Rendez-vous</b><span style="font-weight: 400;">, un’opera teatrale e circense con </span><b>Victoria Thierrèe Chaplin </b><span style="font-weight: 400;">insieme a </span><b>Jean Baptiste, Aurèlia </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>James Thierrèe</b><span style="font-weight: 400;"> e la partecipazione di </span><b>Lucia Leonardi.</b><span style="font-weight: 400;"> La famiglia Thierrèe ha consentito agli spettatori di entrare nel </span><i><span style="font-weight: 400;">suo  mondo fantastico </span></i><span style="font-weight: 400;">mettendo in scena le performance più note dalla nascita del Cirque Bonjour del 1971 al Cirque Invisible, passando per la Symphonie du Hanneton, Aurelia’s Oratorio, Raoul e Murmures des murs. É stato un </span><i><span style="font-weight: 400;">appuntamento </span></i><span style="font-weight: 400;">al quale non siamo potuti mancare. Puntuali e, indossati i nostri abiti migliori, ci siamo recati al Mercadante, spronati dalla curiosità e dalla voglia di ritornare bambini. Abbiamo assistito ad uno spettacolo  che non ci ha delusi, unico nel suo genere e  abbiamo sgranato gli occhi per la meraviglia.</span></p>
<p><b>Rendez-vous </b><span style="font-weight: 400;">è stato un viaggio surreale e poetico nel teatro dell’illusione. Tutti i componenti  Thierèe, ciascuno con le proprie peculiarità, ci hanno accompagnato con garbo in una dimensione fantastica e onirica ,regno della  fantasia e dell’immaginazione.  Gli oggetti più disparati, anche quelli di uso comune quali ombrelli,bicchieri, biciclette, ventagli hanno cambiato  colore e dimensione diventando fatati, posseduti da  un’</span><i><span style="font-weight: 400;">anima creativa .<br />
</span></i><b>Victoria Chaplin </b><span style="font-weight: 400;">è stata la vera presenza camaleontica dello spettacolo, il fulcro centrale delle performance di suo marito e dei suoi  due figli. I suoi costumi l’hanno  trasformata  sotto gli sguardi increduli degli spettatori in animali mitologici, strambi, originali. Da un’armatura medioevale abbiamo visto partorire uno struzzo, un drago, una civetta, un serpente, un coccodrillo con la bocca spalancata, un uccello, un cavallo, tutti rubati ad un libro di fiabe. Un lume diventava  un copricapo e una cassettiera conteneva  una sensuale  donna con tre gambe i cui piedi calzavano  scarpe rosse con il tacco, proprietà di sua figlia Aurèlia! </span><b>Jean Baptiste Thierrèe </b><span style="font-weight: 400;">ha bilanciato la straordinaria potenza creativa della sua compagna di vita attraverso un’ironia leggera e surreale, sfoggiando le sue arti mancate di prestidigitazione alla Mac Ronay con la leggerezza di un Lindsay Kemp. Come non affezionarsi a questo vecchietto pasticcione e maldestro, candido e innocuo che strizza l’occhio agli spettatori per ogni </span><i><span style="font-weight: 400;">numero </span></i><span style="font-weight: 400;">non riuscito, dilatando il suo sguardo profondo e magnetico  su di loro? É un pagliaccio che riflette l’errore, la fragilità umana, la scommessa di un virtuosismo non riuscito. Aurèlia e James hanno poi impreziosito lo spettacolo con la loro arte teatrale e mimica fatta di gesti ed intenzioni attraverso i loro corpi flessibili e snodati. La scenografia  costituita da  specchi deformanti  ci ha restituito  i loro corpi  da burattini  sempre più dinoccolati e  capaci di repentine trasformazioni come quando accennavano passi di danza anche su pattini a rotelle con la tecnica del </span><i><span style="font-weight: 400;">floating step </span></i><span style="font-weight: 400;">o passo fluttuante della Berezka oppure  il </span><i><span style="font-weight: 400;">moonwalk. </span></i><span style="font-weight: 400;"><br />
Tutto ha ruotato sui binari della fantasia, dell’illusione, del sogno. Insomma questo fantasmagorico e surreale  spettacolo ha conquistato proprio tutti </span></p>
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		<title>Campania Teatro Festival: Renato Carpentieri in L’ultimo nastro di Krapp</title>
		<link>https://www.mydreams.it/campania-teatro-festival-renato-carpentieri-in-lultimo-nastro-di-krapp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 06:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Campania Teatro Festival apre con uno spettacolo particolarissimo che vede protagonista Renato Carpentieri in L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett  (Dublino 1906-Parigi 1989) e Press conference di Harold Pinter (Londra 1930-2008) per la regia di Roberto Andò. Il direttore artistico del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale ha accostato questi due testi,tradotti rispettivamente da Carlo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Campania Teatro Festival </b><span style="font-weight: 400;">apre con uno spettacolo particolarissimo che vede protagonista </span><b>Renato Carpentieri </b><span style="font-weight: 400;">in </span><b>L’ultimo nastro di Krapp </b><span style="font-weight: 400;">di </span><b>Samuel Beckett </b><span style="font-weight: 400;"> (Dublino 1906-Parigi 1989) e </span><b>Press conference </b><span style="font-weight: 400;">di </span><b>Harold Pinter </b><span style="font-weight: 400;">(Londra 1930-2008) per la regia di </span><b>Roberto Andò. </b><span style="font-weight: 400;">Il direttore artistico del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale ha accostato questi due testi,tradotti rispettivamente da </span><b>Carlo Fruttero </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Alessandra Serra </b><span style="font-weight: 400;">con uno scopo ben preciso ovvero quello di focalizzare , in un unico discorso teatrale </span><i><span style="font-weight: 400;">la responsabilità della parola. </span></i><span style="font-weight: 400;">Agli amanti del teatro, in particolare di quello </span><i><span style="font-weight: 400;">dell’assurdo </span></i><span style="font-weight: 400;">di Beckett e quello del dramma psicologico di Pinter non sarà sfuggito il mancato accostamento con </span><b><i>Quella volta (The Time) </i></b><span style="font-weight: 400;">dell’autore irlandese in modo da evidenziare l’evoluzione dell’uso della </span><i><span style="font-weight: 400;">voce registrata </span></i><span style="font-weight: 400;">(nel primo il protagonista Krapp è sul palco e riavvolge il nastro  interagendo con la sua voce registrata anni prima, mentre nel secondo l’attore resta immobile ad ascoltare). Tuttavia le scelte non si discutono ed effettivamente i due testi sono </span><i><span style="font-weight: 400;">complementari </span></i><span style="font-weight: 400;">e non gemelli come quelli brechtiani menzionati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A sipario aperto entra in scena un vecchio che a malapena si regge in piedi. Vestito dimessamente con scarpe usate e scalcagnate si avvicina ad una scrivania  dove troneggia un vecchio registratore ed inizia a frugare nei cassetti. Trova delle piccole banane ,quasi rinsecchite. Le sbuccia e ne gusta la polpa buttando all’aria le bucce. Il vecchio lascia la scena e ritorna con una serie di scatole di latta che contengono dei nastri registrati. In particolare vuole ascoltare quelli contenuti nella scatola 5, bobina 3. É il signor Krapp che ad ogni compleanno incide su un nastro il resoconto dell’anno appena trascorso. I ricordi riemergono a poco a poco e tra essi anche quello della donna amata che in un momento di intimità spalanca gli occhi in modo tale da farlo penetrare nella sua anima. Ma qual è il vero motivo di questa abitudine ormai consolidata? Deridere il giovane che era stato un tempo? Trovare la cause della sua mancata  carriera di scrittore? Lasciare qualcosa di sé agli altri, comprese tristezza e malinconia? Krapp rimane incastrato nelle sue bobine forse indifferente ai cambiamenti e alle sollecitazioni verso una vita diversa ed appagante. Le parole registrate diventano memoria feroce di un passato che non potrà ritornare. Gli unici appigli che restano sono la solitudine, la rassegnazione, la consapevolezza di un sogno smarrito nel vuoto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un’ideale e inquietante corrispondenza </span><b>Press conference  </b><span style="font-weight: 400;">di  </span><b>Harold Pinter </b><span style="font-weight: 400;">sposta il conflitto dalla sfera privata a quella pubblica evidenziando </span><i><span style="font-weight: 400;">la parola </span></i><span style="font-weight: 400;">tagliente,feroce, discriminatoria, arrogante, ingannevole  di un uomo di potere consapevole di possedere un linguaggio fortemente manipolatorio sulle masse. Quasi superfluo dire che allo spettatore vengono in mente numerosi </span><i><span style="font-weight: 400;">personaggi </span></i><span style="font-weight: 400;">dell’attuale politica.</span></p>
<p><b>Renato Carpentieri </b><span style="font-weight: 400;">è seduto su una elegante e comoda  poltrona, accanto a sé un giovinetto vestito di bianco. Le domande dei giornalisti  sono incalzanti e scomode ma il nostro uomo di potere risponde prontamente certo che le sue risposte non sono al servizio della verità ma strumenti affilati per un controllo della società.</span></p>
<p><b>Roberto Andò </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Renato Carpentieri </b><span style="font-weight: 400;"> attraverso questo dittico , scritto da due giganti della letteratura, entrambi Premi Nobel,hanno confermato la loro idea di teatro ed il loro impegno civile. La sapiente regia, supportata dalle scene e dalle luci di </span><b>Gianni Carluccio </b><span style="font-weight: 400;"> e i costumi di </span><b>Daniela Cernigliaro </b><span style="font-weight: 400;"> con il suono di </span><b>Hubert Westkemper</b><span style="font-weight: 400;">, hanno esaltato l’interpretazione di </span><b>Renato Carpentieri, </b><span style="font-weight: 400;">un grande del teatro italiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ricordiamo che lo spettacolo aprirà anche la Stagione 2026/2027 del Teatro Mercadante  dal giorno </span><b>21 ottobre 2026.</b></p>
<p><em><strong>Foto di Lia Pasqualino</strong></em></p>
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		<title>Recensione libri: Paura non abbiamo di Serena Dandini</title>
		<link>https://www.mydreams.it/recensione-libri-paura-non-abbiamo-di-serena-dandini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 04:34:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 giugno del 1946 l’Italia diventa una Repubblica e per la prima volta le donne sono chiamate alle urne per votare. Serena Dandini nel suo ultimo libro Paura non abbiamo-Le donne che hanno fatto la Repubblica, Ed. Einaudi, Collana Stile Libero, pag.298, prefazione di Michela Ponzani, con il suo stile agile, garbato, preciso, ci [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Il 2 giugno del 1946 l’Italia diventa una Repubblica e per la prima volta le donne sono chiamate alle urne per votare. </span><b>Serena Dandini </b><span style="font-weight: 400;">nel suo ultimo libro </span><b>Paura non abbiamo-Le donne che hanno fatto la Repubblica</b><span style="font-weight: 400;">, Ed. Einaudi, Collana Stile Libero, pag.298, prefazione di Michela Ponzani, con il suo stile agile, garbato, preciso, ci racconta l’avventura delle Madri costituenti, protagoniste di cambiamenti epocali. Dei 556 deputati eletti nell’Assemblea costituente, soltanto 21 sono donne i cui nomi sono spesso sconosciuti. Nel libro trovano anche posto attiviste, femministe, intellettuali, donne di spettacolo che hanno saputo trasformare le loro battaglie in leggi non senza difficoltà e attraverso grandi capacità di mediazione e spirito di sorellanza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi di </span><b>Mydreams </b><span style="font-weight: 400;">abbiamo seguito via streaming un incontro con </span><b>Serena Dandini </b><span style="font-weight: 400;">organizzato dalle Librerie UBIK per Connessioni. Molte le domande rivolte all’autrice.</span></p>
<p><b>In </b><b><i>Paura non abbiamo </i></b><b>sono descritte le più grandi figure femminili del ‘900 che hanno scardinato l’idea di patriarcato. Da cosa nasce questo libro?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Le 21 Madri costituenti sono donne ironiche, sarcastiche, ribelli, vive. La loro storia è rimasta sconosciuta per lungo tempo, sono rimaste invisibili. Eppure il loro contributo nel redigere la Costituzione è stato fondamentale e per questo andavano raccontate. Una affettuosa genealogia per capire le nostre radici. Tutte hanno contribuito a scardinare o quanto meno incrinare abitudini e pregiudizi, rendendo così possibile un cambiamento culturale che ancora oggi deve essere portato a compimento perché è inesorabile.</span></i></p>
<p><b>Questo libro è particolarmente utile alle nuove generazioni che, contrariamente a ciò che si pensa, stanno maturando una nuova coscienza politica, vedi ultimo referendum. Tutte le donne che appaiono nel libro vengono colte nella loro dimensione umana facendo leva sul loro vissuto.</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche le Madri costituenti erano donne come noi  ed hanno aperto la strada alla nostra emancipazione. Si sono sempre battute per i diritti, la giustizia sociale cercando, come le donne di oggi, di tenere insieme il loro lavoro e l’amore per i figli e i compagni. Hanno lavorato tra mille difficoltà e in condizioni anche estreme. Le parole che hanno espresso nella Carta costituzionale sono parole nate dalla vita “vera” e per questo sono così importanti. Sulla loro pelle avevano vissuto tante ingiustizie e soprusi soprattutto durante il fascismo ed anche nella loro vita privata sofferenze d’amore e tradimenti”.</span></i></p>
<p><b>L’articolo 3 della Costituzione recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Lina Merlin fece una battaglia per inserire il termine SESSO.</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Sì. Può sembrare scontato e addirittura inutile specificare </span></i><b>senza distinzione di sesso </b><i><span style="font-weight: 400;"> ma sappiamo bene che il maschile sovraesteso ci ha sempre fregato. Nella Francia rivoluzionaria venne approvata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino ma Olympe de Gouges venne ghigliottinata per voler estendere tali diritti alle donne. La Merlin, specificando appunto senza distinzione di sesso, ha aperto la strada all’abolizione di tutte quelle leggi che impedivano di fatto alle donne di diventare ad esempio giudici, magistrati. Il caso più noto è quello di Rosa Oliva che nel 1960 vinse il ricorso presso la Corte Costituzionale , dopo il rifiuto , in quanto donna, del Ministero dell’interno di ammettere al concorso per la carriera prefettizia. La sentenza che, ovviamente citò l’articolo 3 della Costituzione, fu una decisione storica in quanto aprì i concorsi pubblici anche alle donne. Teresa Mattei a coloro i quali dicevano che una donna non potesse esercitare un giudizio sereno “in quei giorni” rispondeva non senza una buona dose di ironia:” Ma non sapete che ci sono uomini che per tutto un mese sono fuori di testa?.</span></i></p>
<p><b>Nel libro si parla anche di Mina e di Stefania Sandrelli che sono state donne controcorrente.  Quali e quanti tabù restano ancora da superare?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Molti, troppi, purtroppo e la politica di oggi certamente non aiuta. Bisogna sempre vigilare perché basta una semplice distrazione e i diritti acquisiti con tanta fatica possono essere cancellati. Soltanto di recente il delitto d’onore e il matrimonio riparatore sono stati soppressi dal codice. Sul corpo delle donne sono state combattute battaglie feroci. Soltanto nel 1996 lo stupro non è stato più ritenuto un reato contro la morale ma contro la persona.</span></i></p>
<p><b>Il padre di Franca Viola, Bernardo, fu l’unico della famiglia a prendere la difese della figlia. Può diventare un esempio per gli altri uomini? </b><span style="font-weight: 400;">(N.d.r. Franca Viola fu la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore diventando simbolo dell’emancipazione femminile). </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Certamente si. Esistono uomini fantastici, compagni di viaggio attenti alle problematiche dell’altra metà del cielo. Spesso anche gli uomini sono vittime di pregiudizi e /o di avere una mentalità retrograda. Persino Togliatti non voleva che a sfilare ci fossero le donne per dare un senso di maggiore rispettabilità al PCI. Lidia Menapace denunciò questo comportamento de &#8220;Il Migliore&#8221;.</span></i></p>
<p><b>Nel libro si parla  dettagliatamente della lotta compiuta da Lina Merlin per l’abolizione delle “case chiuse” e di come le donne vivevano questo problema.</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Lina Merlin venne intervistata dalla Fallaci che le rimproverò di non aver debellato la prostituzione in Italia. Candidamente la senatrice rispose che il suo intento non era affatto quello di eliminare la prostituzione ma quello di abolire lo schiavismo di Stato che lucrava sul corpo delle prostitute. E gli uomini come potevano sfogare i loro istinti predatori? La Merlin rispose così ad un giornalista: “Cercando di conquistare una donna, si dia da fare!” La Merlin riceveva lettere accorate da parte delle prostitute che volevano sottrarsi al loro destino di schiave. Angela Bottari è stata la prima firmataria della legge contro la violenza sulle donne e senza la legge Merlin forse non avremmo avuto questa possibilità. Bisogna ancora fare tanto e ritornare sul concetto di “consenso” che è stato ancora una volta proposto ma bocciato.</span></i></p>
<p><b>Perché gli uomini hanno tanta paura delle donne?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Questa è la domanda delle domande. Sono tante le cose che mi vengono in mente. Penso al caso di Gisèle Pelicoat che ha voluto un processo a porte aperte e ha pronunciato una frase simile a quella detta a suo tempo da Franca Viola:”La vergogna non la devo provare io, ma loro”. Oggi ci sono molti siti della </span></i><b><i>manosfera o maschiosfera</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, pericolosissimi, frequentati da molti giovani. (</span></i><span style="font-weight: 400;">N.d.r. La manosfera è un eterogeneo ecosistema di comunità digitali e influencer incentrati su identità e presunti diritti maschili. Spesso si evidenziano posizioni antifemministe guidate da una misoginia radicale. Le donne sono viste come persone che manipolano gli individui di sesso maschile e che preferiscono avere contatti con soli uomini belli e ricchi). </span><i><span style="font-weight: 400;">Questi siti sono la punta dell’iceberg delle fragilità e delle insicurezze maschili. I ragazzi nelle loro camerette avvertono una profonda solitudine e assimilano queste ideologie tossiche. Molti giovani intervistati della generazione Z, ovvero quelli nati dopo il 1997 si rivelano spesso più antiquati e retrogradi dei loro nonni. Si dovrebbe andare a fondo su questi problemi e discuterne privilegiando un dialogo proficuo e sereno tra tutti.</span></i></p>
<p><b>La rabbia e la frustrazione possono veicolare un cambiamento? </b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Assolutamente sì. Il titolo del libro nasce dal testo di una canzone delle mondine.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Sebben che siamo donne/paura non abbiamo/abbiam delle belle buone lingue e ben ci difendiamo”. A questo proposito vorrei ricordare Michela Murgia  che sosteneva: “Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva”. (</span></i><span style="font-weight: 400;">N.d.r. Vi consigliamo la lettura del libro della Murgia dal titolo </span><b><i>Stai zitta</i></b><span style="font-weight: 400;">, Ed. Einaudi, Collana Opera viva, pag 128). </span><i><span style="font-weight: 400;">Il silenzio di una donna allora era considerato un’attitudine, un atto di buona creanza. Vi esorto a leggere un articolo che sembra scritto ieri di Teresa Noce, una delle Madri costituenti, datato 1950. É una sorta di manifesto dell’emancipazione femminile. “Quando senti che la tua dignità e la tua libertà sono lese devi imparare a dire NO”.</span></i></p>
<p><b>Noi oggi cosa possiamo fare?</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo essere unite, privilegiare il pronome NOI e dare un nuovo valore alla sorellanza indipendentemente dalle idee personali o dai partiti politici. Anche per questo libro ho sperimentato l’aiuto, l’incoraggiamento di preziosi “compagni di viaggio”. Le Madri costituenti ce l’hanno insegnato. Quando fu letto l’articolo 11 della Costituzione, quello dove si afferma che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e mezzo per risolvere le controversie internazionali”, le 21 Madri costituenti di ogni schieramento, si alzarono in piedi e si dettero la mano. Teresa Mattei volle fortemente il verbo ripudiare</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">perché tutte le donne  conoscevano gli orrori della guerra.</span></i></p>
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		<title>Presentata la stagione del Teatro Cilea</title>
		<link>https://www.mydreams.it/presentata-la-stagione-del-teatro-cilea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 04:23:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stagione 202672027 del Teatro Cilea di Napoli, sotto la direzione collaudata di Lello Arena riesce a coniugare diverse anime: la grande tradizione partenopea, la comicità vera e schietta, l’incontro del pubblico con gli artisti più amati. Ecco come si è espresso durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo cartellone Lello Arena: «Il Teatro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">La Stagione 202672027 del Teatro Cilea di Napoli, sotto la direzione collaudata di </span><b>Lello Arena</b><span style="font-weight: 400;"> riesce a coniugare diverse anime: la grande tradizione partenopea, la comicità vera e schietta, l’incontro del pubblico con gli artisti più amati. Ecco come si è espresso durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo cartellone Lello Arena: «</span><i><span style="font-weight: 400;">Il Teatro Cilea, che è un autentico punto di riferimento del panorama teatrale napoletano, non può tradire le sue origini che rimandano alle espressioni più vive del nostro essere napoletani: la comicità popolare, la macchietta, la satira, il divertimento puro soprattutto in questo periodo storico che stiamo vivendo. La leggerezza però cede il passo anche alla riflessione perché il sorriso a Napoli è una cosa seria. Ringrazio i miei collaboratori, gli artisti che hanno lavorato tanto per questa nostra nuova stagione, i ragazzi della Cilea Factory che presenteranno lo spettacolo Faccio patti in paradiso e il pubblico che ci sostiene da sempre ed apprezza le nostre proposte».</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si partirà il </span><b>5 novembre</b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Il medico dei pazzi </b><span style="font-weight: 400;">di </span><b>Eduardo Scarpetta </b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Gianfelice Imparato </b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Lara Sansone.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>19 novembre Una vacanza coi fiocchi </b><span style="font-weight: 400;">di </span><b>Gustavo Verde</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Gino Rivieccio </b><span style="font-weight: 400;">per la regia di </span><b>Renato Giordano</b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Gino Rivieccio</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Daniela Cenciotti</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>26 novembre I ragazzi della Cilea Academy</b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Faccio patti in Paradiso</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>3 dicembre Massimiliano Gallo</b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Lettera ad Eduardo </b><span style="font-weight: 400;">con </span><b>Carmen Scognamiglio</b><span style="font-weight: 400;"> e l&#8217;ensemble </span><b>Napolinord Big Band </b><span style="font-weight: 400;">in musiche dal vivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>10 dicembre Lina Sastri </b><span style="font-weight: 400;">in </span><b>Natale napoletano</b><span style="font-weight: 400;">, scritto e cantato dalla stessa attrice-cantante partenopea </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>17 dicembre Maria Bolignano </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Nunzia Schiano</b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Yulia Mayarchuk </b><span style="font-weight: 400;">in </span><b>Le Pornoprecarie Quelle di Onlyfals</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>14 gennaio Maurizio Casagrande </b><span style="font-weight: 400;">in </span><b>Non dipende da me </b><span style="font-weight: 400;">in veste di autore, regista ed interprete.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’</span><b>11 febbraio Ciro Ceruti </b><span style="font-weight: 400;">in una nuova commedia con titolo da definire.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’</span><b>11 marzo Paolo Caiazzo </b><span style="font-weight: 400;">in </span><b>Quasi quasi ci ritento, </b><span style="font-weight: 400;">un’esilarante commedia che coniuga sapientemente destino e libero arbitrio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>15 aprile Carlo Buccirosso </b><span style="font-weight: 400;">in </span><b>Qualcosa è andato storto </b><span style="font-weight: 400;">tra comicità e…fatalità</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>29 aprile  Serena Autieri </b><span style="font-weight: 400;">con uno spettacolo da definire </span></p>
<p><b>Fuori abbonamento dal 25 dicembre Biagio Izzo </b><span style="font-weight: 400;">in </span><b>Finché il giudice non ci separi</b><span style="font-weight: 400;">, lo spettacolo delle Feste, per tutta la famiglia!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Campagna abbonamenti è aperta e la direzione del Teatro Cilea offre uno sconto del </span><b>10% </b><span style="font-weight: 400;">ai nuovi e vecchi abbonati entro il </span><b>13 luglio 2026.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I vecchi abbonati potranno confermare il proprio posto entro e non oltre il </span><b>14 settembre 2026.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per ulteriori informazioni </span></p>
<p><a title="" href="https://teatrocilea.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Teatro Cilea</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/presentata-la-stagione-del-teatro-cilea/">Presentata la stagione del Teatro Cilea</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
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