Il Piccolo Bellini ospita fino all’11 ottobre Mare di ruggine La favola dell’Ilva, testo e regia di Antimo Casertano con Daniela Ioia, Luigi Credendino, Francesca De Nicolais, Antimo Casertano. Lo spettacolo ha riscosso grande interesse da parte di critica e pubblico ottenendo numerosi riconoscimenti quali il Premio ANCT 2025, Premio Nuove Sensibilità, Premio Fersen, Premio Antonio Conti di Pesaro, Premio Speciale Felicetta Confessore-Ritratti di territorio.
Mare di ruggine affronta con coraggio e determinazione la storia dello stabilimento ex Ilva, poi Italsider di Bagnoli attraverso il racconto in chiave fiabesca di più generazioni di operai e del loro duro lavoro in fabbrica , segnato da abusi e prepotenze e scandito da morti sospette a causa dell’amianto.
Al centro della scena il mostro ovvero l’altoforno, deve restare sempre in funzione giorno e notte, alimentato dalle paure e dalle speranze degli operai costretti a turni disumani ed alienanti. Sudore, fatica, disperazione, ma anche orgoglio e sicurezza nel posto fisso rendono il Leviatano dei giorni nostri gigantesco, affamato,dotato di una forza spaventosa e di una corazza impenetrabile fatta di fuoco incandescente che non riscalda ma brucia ed incenerisce coloro che vi si oppongono. E leggendo le note di regia dell’autore Antimo Casertano scopriamo anche la lotta degli operai per il bene comune contro speculazioni e sciacallaggio, il diritto al lavoro senza rimetterci la pelle, la forza dell’identità operaia che è scemata nel tempo travolgendo complessi sistemi industriali a favore dei padroni che hanno ripiegato all’estero sfruttando altri lavoratori con paghe da fame e diritti negati.
Mare di ruggine è tutto questo e anche di più perché trasporta lo spettatore nel mondo della fabbrica e attraverso luci, suoni,fumo,costumi impregnati di ruggine li trasforma in co-primari avvertendo il calore insopportabile degli impianti e la polvere che brucia narici e polmoni.
Lo spettacolo è davvero bello e suggestivo, potente ed evocativo. Gli interpreti sono bravi ed affiatati sulla scena e diretti magistralmente da Antimo Casertano che , come un direttore d’orchestra, presiede alla partitura dando ritmo alle parole e ai gesti, sostenuto dalle musiche originali di Paky Di Maio, la funzionale scenografia di Flaviano Barbarisi, gli splendidi costumi di Pina Sorrentino e le luci cangianti di Lud Sciannamblo.
Mare di ruggine è una favola “anche se una favola non è” perché non ha un lieto fine. Bagnoli è una ferita aperta che tarda a cicatrizzarsi nonostante gli interventi fatti tra i quali lo smaltimento di oltre 70.000 tonnellate di amianto a cui sottendono un biorisanamento per i terreni contaminati da metalli pesanti e idrocarburi e la necessità di effettuare una bonifica a mare per i sedimenti nel golfo.
Bagnoli dovrà essere restituita ai suoi abitanti e alla città. E come auspica Antimo Casertano: «Ci sostiene la speranza che i nostri figli possano raccontare una storia diversa, una realtà nuova e libera da mostri. In definitiva è l’impegno morale di fare piena luce sulla vicenda dell’Italsider che da tanti,troppi anni , giace dimenticata al suo stato di abbandono».