
ph Gabriele Cozzolino
Sabato 3 ottobre Teatro Palapartenope debutta in prima assoluta lo spettacolo Numero 10 che racconta Maradona: l’uomo e il mito. Lo spettacolo diretto da Carolina Fanelli vedrà Erasmo Genzini nel ruolo del grande campione argentino con Maurizio Casagrande, Giorgio Borghetti e la partecipazione straordinaria di Lina Sastri. La consulenza storica è di Marino Bartoletti, le musiche di Phil Mer, il rap di Ivan Granatino, le scene di Fabio Masetti. La produzione è di Coloriamo i sogni.
Lo spettacolo parte dalla scomparsa del campione avvenuta il 25 novembre 2026 e ripercorre la sua vita all’indietro dal quartiere popolare e povero di Villa Fiorito, alla Napoli degli anni d’oro tra scudetto ed eccessi. La narrazione sul Pibe de Oro non vuole essere documentaristica ma vuole scoprire l’uomo attraverso le paure, le fragilità, la solitudine, il rapporto con la fama e la popolarità, il legame spesso profondo con le persone che lo hanno amato.
Noi di Mydreams abbiamo partecipato alla conferenza stampa di presentazione dello spettacolo che si è tenuta stamani presso il Gran Caffè Gambrinus con la partecipazione della regista Carolina Fanelli, il protagonista Erasmo Genzini, Phil Mer, Ivan Granatino.
In che modo lo spettacolo Numero 10 racconta Diego Armando Maradona?
Carolina Fanelli: «La sfida è stata proprio quella di capire come affrontare la storia di Diego.Sarebbe stato un rischio eccessivo concentrarsi sulle sue glorie calcistiche, anche perché sarebbe stato impossibile replicare sul palco. Ci saremmo soltanto avviati verso un’emulazione imbarazzante e soprattutto irripetibile. Quindi abbiamo pensato di affrontare la sua vita concentrandoci sulle ombre, i dolori, le difficoltà, le paure, le cadute che lui ha affrontato ed il modo in cui è riuscito a superarle, soprattutto le persone che hanno fatto in modo che le superasse, prima fra tutte la mamma che anche a distanza è riuscita a risollevarlo nei momenti più oscuri, i compagni di squadra e la loro lealtà nei suoi confronti».
Ruolo centrale nella storia è la madre di Maradona, interpretata da Lina Sastri. Lei lo ha incontrato ?
Lina Sastri: «Sì, l’ho conosciuto tanti anni fa in occasione del primo scudetto glorioso del Napoli. Fu un momento di grandissima festa per Napoli e per i tifosi. Poi l’ho incontrato anni dopo ingrassato. Non giocava più ma aveva sempre lo stesso sorriso. In quello era rimasto uguale, un ragazzino e così anche la sua generosità, il suo modo di aprire le braccia e di consegnarsi appassionatamente a chi lo incontrava.Sono molto contenta di partecipare a questo spettacolo nella veste della madre di Maradona. Ci sono soltanto tre scene ma dense di significato. Nello spettacolo non canto le canzoni della mia terra e questo è stata una grande prova per me ed ho stabilito un ottimo rapporto con Erasmo. Diego ha sentito sempre il bisogno di comunicare con la madre, di renderla partecipe dei suoi momenti di gloria o di difficoltà. Diego era un genio del pallone, un grande artista , un uomo coraggioso che ha anche sbagliato. Ma chi si espone spesso sbaglia ma si è rialzato sempre lo spettacolo racconta proprio questo.Quanto è grande il peso di una corona che porti sulla testa? Questo peso lo ha schiacciato ed in parte non ha avuto coraggio fino in fondo perché questo peso lo annullava. La prima telefonata dopo aver vinto la Coppa del Mondo la fece a sua madre. Ho raccontato questo episodio che mi è capitato qualche giorno fa ai miei compagni di lavoro. Mi sono recata nella mia casa di Ischia ed ho trovato un vinile dove Maradona canta e sul disco c’erano dedica e firma. Questa cosa l’ho letta come di buon auspicio per lo spettacolo».
Che emozioni sta vivendo Erasmo Genzini?
Erasmo Genzini: «L’emozione è grandissima perché è una grande occasione anche dal punto di vista lavorativo. É sicuramente una delle cose più complesse e rischiose che io abbia mai fatto. A poco a poco ho preso coraggio, supportato anche dai miei compagni di lavoro e l’ottima regia di Carolina. Il lavoro che sto facendo non è basato sull’emulazione, è basato sulla verità ricercata con determinazione dall’anima del personaggio che interpreto. Desidero instaurare anche con il pubblico che vedrà lo spettacolo un rapporto di complicità cercando di raccontare soprattutto il lato umano di Maradona. Tutto questo è sorretto da una scenografia immensa, con un corpo di ballo eccezionale e con le musiche belle e giuste. Purtroppo non ho avuto la fortuna di vederlo giocare ma mio padre, grande tifoso del Napoli lo ha visto e mi ha detto di accettare questo ruolo, subito».
Ivan Granatino, lei sarà la voce del popolo attraverso il rap.
Ivan Granatino: «Io non facevo rap da un bel po’ di tempo ma ascoltando le musiche di Phil Mer, bellissime e il poter lavorare addirittura con Lina Sastri che è un mio mito, tutte le esitazioni sono scomparse all’istante. É un grandissimo onore per me far parte di questo grande progetto».
Phil Mer lo conosciamo tutti perché ha lavorato con musicisti del calibro di Pino Daniele, i Pooh, Zucchero Fornaciari. Che tipo di musica ha composto?
Phil Mer: «Ho cercato di comporre una colonna sonora di tipo cinematografico. Io sono prettamente un batterista e ho cercato in primis il ritmo. Lo stile musicale è contaminato, l’orchestra classica si fonde con l’elettronica in un mix gradevole e senza tempo. La musica si sviluppa fondendo diversi generi con richiami anche alla tradizione argentina. Sul palco ci sarà un corpo di ballo costituito da 11 ballerini e 5 ballerine, tutti bravissimi».
E la regista Carolina Fanelli ha concluso: «Anche le scene e i costumi sono particolari. La prima è costituita da quattro torri rotanti altre oltre sei metri che diventano in un certo senso metafore dell’infanzia, della gloria, del giudizio e della trasformazione dell’uomo in mito. Per l’impianto visivo si è fatto ricorso a colori scuri in modo da sottolineare una storia, quale quella di Maradona, nella quale la grandezza convive con le contraddizioni».