Oggi tra le nascite celebri c’è, infatti, la sua, Maurilio, nato a Luson (Bolzano) nel 1945, è uno dei più famosi fumettisti italiani del dopoguerra. Ottanta anni, un’età importante, ma anche un periodo lungo e ricco di creazioni per l’artista che ha regalato al suo pubblico opere sempre accattivanti e ricche di fascino. Il maestro veronese possiamo dire con certezza che oggi è conosciuto in tutto il mondo per il suo tratto elegante ed inconfondibile: ricordiamo il suo esordio nel mondo dei comics su “Genius” nel 1969, quasi venti anni dopo la collaborazione con Federico Fellini. All’inizio della sua carriera, Milo, infatti, si dedicò alla pittura e alla pubblicità, mentre il mondo del fumetto lo ha visto esordire solo nel 1969 su “Genius” (collana erotico-poliziesca edita da Furio Viano). Nel 1970 disegnò poi due numeri di “Terror” e nel 1971-1973 “Jolanda de Almaviva”.
Ricordiamo poi il suo ricco curriculum di grandi successi tra cui merita citare: nel 1976 su Alterlinus ,”Lo Scimmiotto”(ispirato ad un racconto giapponese e sceneggiato da Pisu). Nel 1978 uscì sulla rivista francese “A Suivre” di Casterman il primo episodio della serie “HP e Giuseppe Bergman” (si tratta della prima storia di cui Manara ha scritto da solo anche la sceneggiatura). Nel 1979 uscì “L’uomo delle nevi”. Nello stesso periodo venne pubblicato “Alessio, il borghese rivoluzionario”, sceneggiato sempre dal fedele Pisu. Nel 1980 uscì in Francia il secondo racconto della serie “Giuseppe Bergman” e nel 1982 uscì il fumetto western “Quattro dita (l’uomo di carta)”. È poi del 1983 “Tutto ricominciò con un’estate indiana”, scritto da Hugo Pratt, considerato uno dei suoi capolavori. Nel 1986 ha ancora un grande successo con “Il profumo dell’invisibile”, nel 1988 uscì “Candid Camera”. È del 1991 “Il gioco 2”. Nel 1994 uscì in Italia il volume “Seduzioni”, nel 1995 “Storie Brevi” e “Gulliveriana”. E’ poi del 2006 “Quarantasei”, fumetto che ha come protagonista Valentino Rossi.
Importante nella sua carriera sono anche le tante collaborazioni: con “Il corriere dei ragazzi”, con Federico Fellini (che ha dato vita a “Viaggio a Tulum” e “Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet”), con Pedro Almodovar (“La feu aux entrailles”, Parigi 1993). Altra collaborazione che merita di essere ricordata è poi quella con Alejandro Jodorowky e l’opera che nasce da questa collaborazione è l’epopea de “I Borgia”, in cui viene narrata la loro ascesa al potere, le vicende storiche, le perversioni e la caduta di questo illustre casato, di cui sono stati pubblicati quattro volumi.
Caro Milo, noi ti auguriamo una vita ancora lunga e ricca di molti altri successi.