Nell’ambito del Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio, la Sezione Letteratura a cura di Silvio Perrella e organizzata da Vesuvioteatro ha visto alternarsi nel Giardino Romantico di Palazzo Reale ben cinque personalità del mondo della cultura: Vivian Lamarque, Erri De Luca, Silvio Raffo, Tonino Taiuti, Alessandro Bergonzoni. La parola scelta quest’anno è stata abracadabra, cinque sillabe cadenzate in a che tradotte forse dall’aramaico significano: io creo mentre parlo oppure quel che dico accade.
Noi di Maydreams abbiamo avuto il piacere di partecipare a tre incontri interessanti e densi di pensieri e riflessioni privilegiando la prosa e soprattutto la poesia della vita.
Il primo incontro ha avuto protagonista la poetessa Vivian Lamarque ( suo il nome, cognome completo Provera Pellegrinelli- coniugale il cognome adottato) che da tempo immemorabile scrive versi che , partendo dal quotidiano, sono attraversati dall’abracadabra della sorpresa e da movimenti ritmici quasi musicali.
Infanzia difficile, anni di analisi non hanno minimamente scalfito la capacità di raccontare fiabe e inventare formule magiche rivolte al mondo dell’infanzia. L’incontro con alcuni grandi poeti del ‘900 e l’amicizia con Patrizia Cavalli hanno segnato la sua vita di poetessa. Si è raccontata con una buona dose di umorismo suscitando negli ascoltatori simpatia e vicinanza.
Il secondo incontro ha visto protagonista Erri De Luca, profondo conoscitore di lingue ormai non più parlate ma forse più vive che mai. Noti sono i suoi studi sull’ebraico antico e sull’aver smascherato errori di traduzione che hanno provocato fraintendimenti. Alcuni esempi. Il primo tratto dalla Genesi .”Tu donna partorirai con gran dolore”. Ecco la parola dolore non c’è. Il termine giusto è sforzo. Il saggio re Davide non dice: Signore, rimetto nelle tue mani il mio spirito, bensì vento, molto più poetico ed appropriato. Anche Gesù sulla croce dice vento e non anima o spirito. Anche la lingua yiddish ,parlata dagli ebrei europei è stata male interpretata e osteggiata dopo la Shoah. Tuttavia De Luca si è detto ottimista circa una rinascita delle lingue antiche. Per quanto riguarda strettamente la poesia ha detto che poesia e prosa sono come vasi comunicanti e ha recitato Mare nostro che non sei nei cieli, una sorta di preghiera laica dedicata ai migranti morti nel Mediterraneo, chiamato dai romani Mare Nostrum. Per la gioia dei presenti ha letto anche alcune pagine del suo libro, forse quello più noto, dal titolo Non ora, non qui pubblicato nel 1989 con prefazione di Raffaele La Capria che aveva notato nell’autore i segni di un vero scrittore: «un tono di voce che appena si coglie diventa inconfondibile e la integrità di uno sguardo che sa mettere nel giusto fuoco i pensieri e i sentimenti».
L’ultimo incontro seguito è stato quello dedicato ad Alessandro Bergonzoni un visionario dei nostri tempi, profondo conoscitore della lingua italiana con la quale gioca anche se ha affermato che: «Non gioco con i termini, sono loro che giocano con noi. Ognuno di essi fa scattare un fattore di energia, di bellezza e di attrazione». Nel corso della chiacchierata con Silvio Perrella , quasi come per magia, sono stati coniati altri termini e altri concetti: RI-EVOLUZIONE, CONGIUNGIVITE, MANIA DI SALVEZZA E NON DI GRANDEZZA-T’EMPIO- L’AMORTE,P’ODIO,IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA.
Secondo Bergonzoni la parola abracadabra significa partenza, visione personale della vita che uno possiede, la capacità di non essere un ponte ma una campata e il dove sei ? Presuppone che tu sappia dove siano gli altri cinque. Il suono delle parole è musica e il tempo va suonato attendendo ordini dal caos, dal disordine e se fossi una donna sarei l’uomo più felice del mondo. Come dargli torto? Noi di Mydreams vi consigliamo la lettura di Aprimi cielo, dieci anni di raccoglimento, articolato, Ed Garzanti alla sua sesta ristampa così dedicato alla sottoscitta: “ Ama Ria da un fan…B”.