L’ultima fatica letteraria della giornalista e scrittrice napoletana Titti Marrone si intitola Primmammore, Ed. Feltrinelli, pag. 300.
Il romanzo ha vinto il Premio Elsa Morante per la Narrativa alla sua 40esima edizione intitolata I ragazzini salvati dal mondo. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 12 maggio scorso presso il Teatro Diana.
Periferia di Napoli. Una bambina di sei anni, Nina, precipita dall’ultimo piano di un palazzo fatiscente. Si è trattato di un incidente oppure è stata spinta volontariamente da qualcuno che desiderava la sua morte? Le indagini e l’autopsia rivelano che la piccola è stata fatta oggetto di violenze sessuali ripetute e inaudite. Costanza, la sua maestra, con un passato da femminista e di volontaria nella mensa dei bambini di Montesanto, si convince a poco a poco che si è trattato di un omicidio. Con l’aiuto di suo figlio Marco, giornalista come suo padre Sirio scomparso in un incidente, viene a sapere che poco tempo prima un altro bambino di nome Antonio è morto in circostanze analoghe nello stesso palazzone.
I due casi forniranno a Costanza l’occasione per fare una sorta di bilancio della sua vita attraverso i ricordi in una Napoli devastata dal terremoto e dal colera ma, cosa ancora più importante ,l’occasione per far luce sulle violenze di natura sessuale perpetrate sui bambini in ambito familiare da parte dei padri con la complicità silente delle madri plagiate dal maschilismo imperante.
Primmammore è un romanzo che prende spunto da un fatto di cronaca accaduto a Caivano il 24 giugno del 2014 e che vide protagonista Fortuna Loffredo, una bambina di appena 6 anni, scaraventata giù dall’ottavo piano di un palazzone. Primmammore è la narrazione di questo terribile avvenimento. É il grido di dolore di una mamma che ha perso la figlia in modo così brutale. É il racconto di una Napoli ferita dal terremoto e dal colera. É l’impegno civile di Costanza come maestra ed attivista in una città che non ha mai fatto i conti con la sua storia millenaria. Primmammore esprime tutto questo con un linguaggio potente, chiaro e lineare. Il personaggio di Costanza ha mille sfaccettature. É colei che abbraccia e consola la madre di Nina. É lei che trasforma il dolore in speranza e riscatto. É la madre amorevole e disponibile di Marco e lo incoraggia a scrivere articoli veritieri e profondi, frutto di ricerche ed impegno. E’ una donna che non si gira dall’altra parte ma che sente la responsabilità di quello che accade intorno a sé. Costanza sa che chi tace è complice ed è fermamente convinta che i bambini debbano vivere un’infanzia serena e spensierata, circondati dall’amore dei loro cari e dalle cure di una società che ne comprenda i reali bisogni.
Primmammore ci conferma che non abbiamo riflettuto abbastanza sulle violenze che si commettono sui bambini. Non abbiamo fatto nulla in una città che definisce i figli piezz ‘e core e che poi li abusa, li maltratta, li allontana di fatto dalla scuola ( la dispersione scolastica è una piaga che segna ancora profondamente il Sud dell’ Italia), li fa lavorare in età minorile.
Noi di Mydreams ricordiamo un programma televisivo realizzato per la Rai nel 1970 da Luigi Comencini che rappresenta un grande affresco dell’infanzia e che possiamo rivedere su Rai play. Il grande regista mette in mostra un profondo disagio sociale. I bambini sono costretti a crescere troppo in fretta tra privazioni e violenze, cercando dignità negli occhi degli adulti. Poco è cambiato da allora e Primmammore ne è la testimonianza più vera ed autentica. Questo romanzo di Titti Marrone costituisce una denuncia e dovrebbe essere letto e commentato nelle scuole in modo da costituire la base di una seria riflessione sulle condizioni in cui versa l’infanzia ai nostri giorni.