Sintetizzatori, immaginari distopici, macchine intelligenti e una scrittura che sembra arrivare da un futuro già passato. I Gate 66 di Bruno J e Uomo Stokastico debuttano con “Linguaggio Macchina“, un EP che veste l’elettronica di sfumature new wave e synth-pop, muovendosi tra visioni retrofuturiste e riflessioni molto contemporanee. Dentro questi brani convivono il fascino delle macchine e la fragilità dell’essere umano, tra dancefloor malinconici, ballate elettroniche e racconti che osservano il presente come farebbe un viaggiatore perso nel tempo.
Perché tanto gusto retrò? Affascinante e poi devo dire citato con molta credibilità… in fondo è da li che venite, che veniamo tutti…
Ci puoi scommettere che veniamo tutti dal passato. Poi non è che noi abbiamo un gusto retrò: noi SIAMO retrò. Del resto, chi ha avuto occasione di vederci dal vivo sa esattamente di cosa stiamo parlando. Ma non è colpa nostra. Lo spazio è un posto ostile e t’invecchia a velocità tripla. Date retta a noi: Elon vi sta prendendo per il culo. Su Marte si campa male e, se sei sfortunato, si muore pure peggio.
Quanta musica personale dei novanta (tra ascolti e altro) avete teletrasportato in questo Ep? Se l’avete fatto…
In effetti c’era anche una serie di CD di Rebubblica con tutti i grandi successi dance anni 90 di Radio PeeJay. Erano uan raccolta di 10 CD, ma li abbiamo masterizzati e ci abbiamo sovrascritto un macello di Mp3 di Raggaeton incazzato stile PsicoMalaFavelas.
Un disco che se non erro cerca molta connessione umana o sbaglio?
Ci prova, fa del suo meglio. Bisogna sempre cercare di fare qualcosa. Anche una connessione umana va bene, nonostante il rischio sia quello di tirare forte, non trovar nessuna connessione e, conseguentemente, rimanere attaccati al noto manufatto cilindrico. Noi cmq ci siamo divertiti a cercare connessioni. Non siamo certi di esserci riusciti.
Un disco che cerca anche un rapporto con la natura… nonostante tutto…vero?
È molto una fissazione di Bruno J che è un tipo un po’ all’antica ed ama i luoghi ameni e i paesaggi bucolici. Io che sono l’Uomo Stokastico sono sempre proiettato verso il sintetico. Se si cerca la natura meglio andare al mare o nell’orto. Nell’orto si hanno tante ispirazioni. E comunque è corretto sotto certi punti di vista: la natura è un elemento ricorrente. Cmq, effettivamente abbiamo speso molto tempo in mezzo alla natura in cerca di ispirazione per la realizzazione dei brani.
Non sembra un controsenso? Oppure siete tra coloro che pensano che in fondo anche la tecnologia dell’uomo fa parte della natura?
Corretto: la tecnologia dell’uomo, in quanto risultato di un essere animale, è a sua volta un prodotto naturale.