Lo scenario del quarto appuntamento Tiresia Dioniso negli occhi della rassegna Ecstatic Pompeii, i misteri di Dionysos è stato nuovamente il suggestivo portico di Villa San Marco a Castellammare di Stabia. Stavolta irrompe sulla scena Sonia Barbadoro e dà voce ad un Tiresia modernissimo. Canta les feuilles mortes di Jacques Prévert, con alcune divagazioni di testo in napoletano, per iniziare il suo racconto di Dioniso, il Dio dolcissimo e terribile che porta nei suoi occhi. Tutto ha inizio con il vento, perché Dioniso si manifesta nel vento, una poesia lenta ritmata come un rap, che racconta di tutto ciò che questo Dio smembrato e ricomposto è: contagio, vino giovane, miele selvatico, profumo di quercia.
Nel racconto di Tiresia, le donne di Tebe al suo arrivo diventano foresta, nel corteo del Tiaso, divengono Menadi, sacerdotesse di Dioniso, sulle note della celebre Aquarius-Hair e l’invasamento e la follia divengono grandi virtù. Tiresia nella sua incarnazione femminile, è un’indovina, lettrice della scienza sacra del Tarot e sciorina, riassumendola, l’intera storia della sua duplice vita, prima in forma di uomo e poi di donna, delle sue profezie inascoltate dai Re, poiché “non è terribile sapere, quando il sapere non serve a nulla”.
L’ultima profezia è cantata da Tiresia prendendo a prestito le parole di Mercedes Sosa in Todo cambia; non ci resta che danzare e cantare per imparare ad ascoltare la forza selvaggia del dionisiaco che alberga in ognuno di noi per integrarla nel quotidiano, senza più negarla. I testi e la regia stavolta sono di Fabio Cocifoglia mentre la produzione e la promozione sono sempre a cura della Casa del contemporaneo. Sono state aggiunte le date del 9 e del 10 ottobre per l’ultimo incontro Io Dioniso, mentre quelle del penultimo incontro La cura del Dio del 25 e 26 settembre sono rimaste invariate.