È partito nel weekend appena trascorso Ecstatic Pompeii, la rassegna di spettacoli teatrali dedicati al Mito greco all’interno delle varie aree archeologiche vesuviane e organizzata da Casa del contemporaneo. Dedicati ai misteri di Dionysos, gli spettacoli avranno la matrice comune di indagare le forme estatiche del dionisiaco, anche e soprattutto attraverso il limite che l’ombra rappresenta nell’esperienza della vita umana. Il primo mito ad andare in scena è stato quello di Semele, donna umana che osò amare Zeus incappando nell’ira funesta della moglie/Dea Era, la quale l’ingannò, così come fecero le sorelle di Psiche di fare con Amore, spingendola a chiedere a Zeus di manifestarsi nella sua forma reale di Dio e non come faceva di solito per accoppiarsi con le mortali, mutando forma. Per Semele “l’amore scaccia il timore” ed è con questa forza che l’intensa attrice Loredana Piedimonte invita gli astanti a svegliarsi dal torpore di una vita ingessata in regole e maschere indossate quotidianamente e incita alla Verità, unica via per vivere l’Amore Assoluto, quello che brucia ogni limite umano trasportandoci verso il divino. Il sacrificio di Semele, che brucia nel fuoco della luce di manifestazione del fulmineo Zeus, crea l’antefatto narrativo della complessa nascita del Dio Dioniso, metà umano e metà divino che viene alla luce due volte: una prima dal ventre esploso di Semele (la Madre) e la seconda dalla coscia di Zeus (il Padre). L’accompagnamento musicale della potente ed evocativa voce di Costanza Cutaia e della chitarra elettrica e sintetizzatore di Massimo Cordovani, seppur di impatto lascia dubbiosi per la scelta della lingua inglese che risulta troppo moderna e fuori dal contesto storico narrato. La regia di Rosario Sparno è essenziale, rispettosa dei luoghi che accolgono lo spettacolo (Oplontis a Torre Annunziata e Villa dei Misteri a Pompei). Il viaggio continuerà nei prossimi weekend fino a fine settembre negli altri siti archeologici quali Villa San Marco e Museo Archeologico a Castellammare di Stabia e Villa Regina a Boscoreale.
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