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	<title>Musica Archivi - Mydreams.it</title>
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		<title>Lara Letizia: una strada cominciata dalla voce di suo padre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 16:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima ancora di diventare un disco, “Odòs” è stato un paesaggio familiare… o almeno così mi piace rileggerlo ogni volta che lo ascolto: le canzoni di Umberto Raffaelli ascoltate da sua figlia Lara Letizia fin da bambina, quando la musica apparteneva ancora alle sere di casa. Anni dopo quelle stesse canzoni diventano il punto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Prima ancora di diventare un disco, “<strong><em>Odòs</em></strong>” è stato un paesaggio familiare… o almeno così mi piace rileggerlo ogni volta che lo ascolto: le canzoni di <strong>Umberto Raffaelli</strong> ascoltate da sua figlia <strong>Lara Letizia</strong> fin da bambina, quando la musica apparteneva ancora alle sere di casa. Anni dopo quelle stesse canzoni diventano il punto di partenza per trovare una voce propria e un suono mutuato alle tecnologie di questi tempi. Tra incontri e scontri generazionali, nuovi arrangiamenti e il desiderio di restituire semplicità alla forma canzone, quel pop indelebile denso di mestiere e maturità: voce intensa e decisamente particolare quella di <strong>Lara Letizia</strong> che racconta quanto possa essere sottile il confine tra ereditare qualcosa e riuscire finalmente a farlo proprio.</p>
<p><strong>Tu e tuo padre. Che rapporto esiste ancora oggi che diviene la genesi di queste canzoni?</strong></p>
<p>Il rapporto con Papà e il classico rapporto tra padre e figlia: tra alti e bassi siamo legatissimi. Siamo due belle teste dure, spesso ci scontriamo, ma alla fine ci vogliamo un sacco di bene. Da questi nostri “incontri-scontri” è nato Odòs … il mio viaggio… il nostro viaggio di famiglia.</p>
<p><strong>Ed il suono che hai scelto in qualche modo rispecchia anche il tempo e l’origine delle canzoni?</strong></p>
<p>Si e no… Tutte le canzoni nascono con arrangiamenti Rock, mio papà infatti era per quel genere. Il lavoro lungo e difficile fatto da me e dallo staff era di trovare ed adattare tali canzoni a generi più consoni a me e al mio modo di interpretare la musica; tutto, chiaramente, senza snaturarle e sradicarle dal contesto in cui furono create.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Ma Come Prima (Official Video) " width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/eXTje3bML64?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Di queste che hai scelto, esiste una in particolare che ha dato il via a tutto il progetto?</strong></p>
<p>Come ho sempre detto tutte sono le canzoni che sentivo suonare da Papà, la sera prima di addormentarmi: quindi sono tutte canzoni che amo. Ma tutto è partito da “Ma Come Prima”, la canzone che ha fatto partire il progetto, la prima cui abbiamo lavorato… ed infatti è anche  la prima dell’album e la canzone che rappresenta e racchiude il concetto di Odòs .</p>
<p><strong><img loading="lazy" class=" wp-image-64593 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-300x300.jpeg" alt="LARA LETIZIA" width="236" height="236" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-300x300.jpeg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-630x630.jpeg 630w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-150x150.jpeg 150w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-109x109.jpeg 109w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-100x100.jpeg 100w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 236px) 100vw, 236px" />E in generale perché questo “Cammino”, questo disco… questa idea?</strong></p>
<p>Il cammino è cominciato quando, fin da piccola, sentivo papà cantare le sue canzoni e rimanevo letteralmente affascinata da queste. Così una volta cresciuta, una volta capito che nel mondo della musica c’era posto anche per me , ho iniziato ad immaginare come,in un periodo dove vedevo la musica italiana naufragare ed affondare, forse era meglio tornare alla semplicità di quelle canzoni, chiaramente adattandole a me, al mio stile e al mio modo di interpretare la musica.</p>
<p>Dove arriverò, ovvero dove finirà il mio Odòs? Non so, spero sia il più lungo e possa finire il più lontano possibile. Questo sempre rispettando il mio modo di vivere la musica: ovvero la semplicità, la naturalezza e la bellezza di interpretare la musica come l&#8217;arte superiore, quale essa è, senza vincoli e senza che debba rappresentare o trasmettere nulla, solo bella in quanto arte.  Poi, se il Direttore Artistico De Martino, mi volesse a Sanremo, come potrei mai rifiutare?!?!?</p>
<p><strong>Guardando il risultato finale: cosa viene fuori? Esiste una Lara Letizia o esiste una voce sulle canzoni di tuo padre?</strong></p>
<p>Il risultato finale rispecchia esattamente le nostre aspettative: una moltitudine di grandi successi nella storia della musica, con brani scritti e musicati da taluni, divennero immortali grazie all’interpretazione magistrale di altri cantanti.Così, chiaramente non avendo la presunzione di paragonarmi ad essi, spero venga fuori tutto ciò che è la Lara Letizia, che partendo dalla semplicità e bellezza dei brani scritti dal Papà, sia riuscita a tirare fuori quel suo animo e quella sua visione musicale che la caratterizza e mi rende la cantante che sono. E poi, secondo voi, non è il giusto significato di un Odòs, questo?</p>
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		<title>&#8220;Politically topless&#8221; anticipa il nuovo album di Paolo Jannacci dal titolo &#8220;Scimmie ovunque&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>É in radio e in digitale “Politically topless” di Paolo Jannacci feat. Elio (https://found.ee/paolojannacci_politicallytopless), il brano che anticipa “Scimmie ovunque” (pubblicato da Ala Bianca Records e distribuito da Warner/Fuga), il nuovo album di inediti, dal 16 ottobre in vinile e digitale. Scritto dallo stesso Jannacci con Emiliano Bassi, Stefano Belisari e Paolo Re, “POLITICALLY TOPLESS” [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p style="font-weight: 400;"><strong>É in radio e in digitale “Politically topless</strong><strong>” di </strong><strong>Paolo Jannacci </strong><strong>feat. </strong><strong>Elio </strong>(<a href="https://found.ee/paolojannacci_politicallytopless">https://found.ee/paolojannacci_politicallytopless</a>),<strong> il brano che anticipa “<em>Scimmie ovunque</em>” </strong>(pubblicato da Ala Bianca Records e distribuito da Warner/Fuga)<strong>, il nuovo album di inediti, dal 16 ottobre in vinile e digitale.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Scritto dallo stesso <strong>Jannacci</strong> con <strong>Emiliano Bassi</strong>, <strong>Stefano Belisari</strong> e <strong>Paolo Re</strong>,<strong> “</strong><strong><em>POLITICALLY TOPLESS</em></strong><strong>”</strong> è un brano che <strong>affronta con ironia i temi del politicamente corretto e dell’autocensura</strong>, mettendo in discussione la paura di sbagliare o di offendere involontariamente qualcuno, rivendicando la libertà di esprimere un pensiero personale, anche attraverso l’errore e il confronto con ciò che viene considerato “negativo”.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Cerco di essere nudo, anzi, in topless di fronte al politicamente corretto, a tutto quello che non abbiamo il coraggio di dire in maniera spontanea </em>– <strong>afferma PAOLO JANNACCI</strong> – <em>Il gioco di fare delle domande su quello che si può dire o non dire è il modo, l’escamotage per poter raccontare, con ironia, il fastidio di questa autocensura che esercitiamo su di noi praticamente in ogni istante. Siamo così spaventati dall’offendere qualcuno, o fare una brutta figura, rischiando di rovinare la nostra reputazione, che smettiamo di produrre un pensiero personale critico e suggestivo (che è fonte di crescita e di evoluzione)</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Da oggi è online il video</strong> per la <strong>regia di Luca Tartaglia</strong>, scritto da <strong>Paolo Jannacci</strong>, <strong>Paolo Re</strong> e <strong>Luca Tartaglia</strong> e girato presso il <strong>Multiset Studio</strong> di Milano e realizzato in collaborazione con <strong>Kortocircuito</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Paolo Jannacci feat. Elio - Politically Topless (video ufficiale)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/F-29DVMKpyI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Anche l’uso che abbiamo fatto dell’IA nel videoclip è una critica a questa continua omologazione e falsa idea di creatività, che abbassa l’intelligenza personale</em> – <strong>aggiunge Paolo Jannacci</strong> –<em> Abbiamo voluto raccontare la storia con immagini elaborate dal computer con un uso quasi grezzo e sproporzionato dell’IA. Non volevamo che le immagini fossero sostitutive, ma che criticassero e mostrassero quanto è facile l’omologazione al sistema</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>“<em>Scimmie ovunque</em>”</strong> segna il ritorno sulle scene di Paolo Jannacci con <strong>un progetto pop-cantautorale che unisce la grande tradizione ereditata da Enzo a una produzione attuale</strong>. Composto da <strong>11 brani </strong>caratterizzati da<strong> te</strong><strong>sti ironici e poetici </strong>e<strong> sonorità immediate, melodie orecchiabili e ricche di groove</strong>, l’album è <strong>un viaggio tra storie quotidiane, critica sociale, sentimenti e la tipica verve ironica ed empatica dell’artista</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Paolo Jannacci</strong>, figlio del grande Enzo Jannacci, nasce a Milano il 5 settembre 1972. A soli 6 anni inizia ad interessarsi alla musica. Dopo un decennio trascorso a studiare e perfezionarsi, nel 1988 si propone come musicista professionista. Dal 1991 prende parte ai progetti teatrali di Enzo e dal 1994 suona e produce gli album paterni. Collabora con tanti altri artisti, tra cui Dario Fo, Paolo Conte, Chico Buarque, Ornella Vanoni, Claudio Bisio, Massimo Ranieri, J-Ax e gli 883, distinguendosi anche come direttore d’orchestra. Nel 2002 pubblica il suo primo album, “<em>Notes</em>”, affermandosi nel panorama del jazz italiano. A seguire escono gli album “<em>Tape 1</em>”, “<em>Allegra</em>”, “<em>Trio</em>”, “<em>Hard Playing</em>” ed altri. Nel 2019 pubblica “<em>Canterò</em>” (Ala Bianca Records), l’album che segna il suo debutto da cantautore, un’opera che unisce novità e maturità evidenziando l’eredità di una tradizione cantautorale. Diversi gli ospiti nel disco: Michele Serra, J-Ax, Claudio Bisio e i Two Fingers. Il debutto cantautorale viene ulteriormente sottolineato in occasione della partecipazione al Festival di Sanremo nel 2020 con la ballata “<em>Voglio parlarti adesso</em>”. Negli anni compone diverse colonne sonore, tra cui quelle per i film “<em>Piccoli equivoci</em>” di Ricky Tognazzi, “<em>Papà dice messa</em>” di Renato Pozzetto, “<em>Mi fido di te</em>” di Massimo Venier e “<em>Almeno tu nell’universo</em>” di Luca Biglione. Nel 2023 collabora alla realizzazione del docufilm “<em>Enzo Jannacci – Vengo anch’io</em>” di Giorgio Verdelli, presentato in anteprima alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Nello stesso anno pubblica “<em>Ecco tutto qui</em>” con Enzo Gentile (Hoepli). Nel 2024, in qualità di ospite, torna sul palco del Festival di Sanremo assieme a Stefano Massini dove presentano “<em>L’uomo nel lampo</em>”. Nel 2026 è nuovamente a Sanremo per la serata delle cover ospite di J-Ax con cui canta “<em>E la vita, la vita</em>” insieme al gruppo della Ligera.</p>
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		<title>Gli infiniti mondi di Mozart, dalle diversità alla pace con direzione artistica di Andrea Noferini</title>
		<link>https://www.mydreams.it/gli-infiniti-mondi-di-mozart-dalle-diversita-alla-pace-con-direzione-artistica-di-andrea-noferini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna a Nola uno degli appuntamenti musicali più attesi della stagione campana: venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, alle ore 18:30, la Cattedrale di Santa Maria Assunta ospiterà la quinta edizione del festival “Gli infiniti mondi di Mozart, dalle diversità alla pace” con la direzione artistica di Andrea Noferini. Nata dalla sinergia tra la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Torna a Nola uno degli appuntamenti musicali più attesi della stagione campana: venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, alle ore 18:30, la Cattedrale di Santa Maria Assunta ospiterà la quinta edizione del festival <em>“Gli infiniti mondi di Mozart, dalle diversità alla pace” </em>con la direzione artistica di Andrea Noferini. Nata dalla sinergia tra la<strong> Fondazione Aristide La Rocca ETS</strong>, l&#8217;<strong>Associazione Aldo Ciccolini</strong> e il prestigioso <strong>Mozarteum di Salisburgo</strong>, la manifestazione porterà in città grandi maestri della classica e giovani promesse di livello globale, affiancati dalla Nola <em>Symphony Orchestra &#8220;Aldo Ciccolini&#8221;</em>.</p>
<p>Il programma di venerdì 23 ottobre mette al centro dell&#8217;attenzione tre talenti dell&#8217;istituto salisburghese per under 15, diretti per l&#8217;occasione dal Maestro <strong>Massimo Testa</strong>. Si esibiranno il virtuoso del flauto dolce <strong>Alexander Umundum</strong> con brani di Telemann e Vivaldi, la brillante violinista <strong>Hansine Pellbäck</strong> con il Concerto in La maggiore K. 219 di Mozart e il pianista premiato a livello internazionale <strong>Freddy Wu</strong> con il primo concerto per pianoforte di Mendelssohn.</p>
<p>L&#8217;evento di sabato 24 ottobre, guidato dal Maestro <strong>Stefano Sovrani</strong>, vedrà invece protagonista la nota pianista sudcoreana e docente del Mozarteum <strong>Ji-Hye Jung</strong> nell&#8217;interpretazione del celebre Concerto n. 24 K. 491 di Mozart. A coronare la rassegna sarà la prima assoluta del brano &#8220;Norge&#8221;, composto da <strong>Don Domenico De Risi</strong> nel centenario dell&#8217;impresa del Generale Nobile ed eseguito dal celebre violoncellista <strong>Andrea Noferini</strong>, Primo Violoncello dell&#8217;Opera di Roma. L&#8217;ingresso per entrambe le serate è gratuito fino ad esaurimento capienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ensemble 33 e l’Ensemble Trotulae in concerto nell&#8217;Atrio delle 33 a Napoli</title>
		<link>https://www.mydreams.it/ensemble-33-e-lensemble-trotulae-in-concerto-nellatrio-delle-33-a-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca D'Agostino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 07:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>San Francesco e la musica: quale miglior modo per ricordare il nostro santo patrono? Ci hanno pensato l’Ensemble 33 e l’Ensemble Trotulae, ieri all’Atrio delle 33, nel cuore di Napoli. Otto secoli dalla sua morte e il pensiero non può non rivolgersi a quel grande amante degli umili, protettore dei poveri e dei casti, custode [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>San Francesco e la musica: quale miglior modo per ricordare il nostro santo patrono? Ci hanno pensato l’<em>Ensemble 33</em> e l’<em>Ensemble Trotulae</em>, ieri all’Atrio delle 33, nel cuore di Napoli.</p>
<p>Otto secoli dalla sua morte e il pensiero non può non rivolgersi a quel grande amante degli umili, protettore dei poveri e dei casti, custode della pace e dell&#8217;armonia del creato… i cui santi insegnamenti, tuttavia, non sembrano aver fatto breccia nei cuori di europei ed italiani (che pure &#8211; come giustamente ricorda<strong> Aldo Cazzullo</strong> &#8211; dovremmo considerarci suoi figli).</p>
<p>Nel frattempo ci siamo immersi in un bel po’ di musica francescana, giusta la proposta dei due Ensemble, il <em>33</em> (<strong>Sergio Majocchi, Antonio Parisi, Stefania Parisi,</strong> voci) e il <em>Trotulae</em> (<strong>Guido Pagliano</strong>, flauti, viella; <strong>Gabriele De Dominicis</strong>, liuto, percussioni; <strong>IIaria De Dominicis</strong>, arpa, dulcimer; <strong>Laura Fortino</strong>, viella, canto; <strong>Federica Mastantuono</strong>, traversa o flauto traverso antico; <strong>Raffaella Parrocchia</strong>, viella, ribeca), che ieri sera si son riuniti, nella bella e appropriata cornice del Refettorio del Monastero delle 33.</p>
<p>Proposta musicale che definirei deliziosa, perché tale è l’effetto delle laudi medievali, ricavate da fonti musicali coeve, come il celebre<em> Laudario di Cortona</em> o l’altrettanto celebre <em>Laudario Fiorentino</em> (Pluteus 29.1. della Biblioteca Laurenziana): canti monodici, per lo più sillabici o con lievi fioriture, struggenti ed evocativi, non di rado trascinanti e ben ritmati, le cui dolci melodie suscitano davvero l’effetto di elevare l’animo a pensieri elevati e puri.</p>
<p>San Francesco amava senz’altro la musica, così come la vita mondana e cavalleresca, prima che si convertisse a vita spirituale. Per questo, oltre alle laudi, sono stati eseguiti canti e musiche di tutt’altra estrazione, ma comunque riconducibili alle vicende della sua vita terrena (Assisi 1181 o 1182 – 1226): ecco dunque danze medievali, vivaci e saltellanti, come quelle tratte dal codice di Londra (British Library Add. 29987), canzoni trobadoriche o arsnovistiche (Berenguier de Palazol, Guillaume de Machaut, altri), Cantigas de Santa Maria, musiche di battaglia e cavalleresche, e altri “numeri” sapientemente inframmezzati a questo già variegato repertorio.</p>
<p>Chi lo frequenta da molti anni e chi conosce bene queste fonti e queste musiche, sa pure che fuori di Napoli – e segnatamente al Centro e al Nord Italia – queste cose sono molto più note e frequentemente divulgate, che non da noi. Motivo in più per plaudire a questa proposta dei due Ensemble, i cui musicisti hanno davvero ben figurato, eseguendo con verve ed intelligente alternanza di ritmi ed accenti un programma che era pure alquanto lungo e impegnativo.</p>
<p>Molto bene le voci (il consolidato trio Majocchi e i due Parisi) e benissimo i musicisti, con un cenno particolare che riserviamo al flauto di Mastantuono e alle vielle di Parrocchia e Fortino, quest’ultima dotata, a quel che abbiamo sentito, pure di una bella voce. Ottimo come sempre il maestro Pagliano, che di queste musiche è profondo conoscitore e che qui ha svolto pure il ruolo di concertatore, oltre ad aver trascritto la maggior parte dei pezzi.</p>
<p>Dulcis in fundo, ma in realtà in principio, perché avvenuta all’inizio e prima ancora che il concerto iniziasse, la presentazione iconografica di<em> “San Francesco attraverso le immagini del suo tempo”,</em> curata ottimamente dalla professoressa <em>Maria Antonietta Aceto</em>. Giustamente numeroso e partecipe il pubblico intervenuto.</p>
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		<title>Gianni Morandi arriva all’Arena Flegre di Napoli</title>
		<link>https://www.mydreams.it/gianni-morandi-arriva-allarena-flegre-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 17:11:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Penultimo appuntamento della Leg Estiva del Tour "Cera un ragazzo che come me" che festeggia i 60 anni del brano più rappresentativo della sua carriera Approda giovedì 1 ottobre a Napoli all’Arena Flegrea Gianni Morandi con C’era Un Ragazzo Estate 2026, la leg estiva della tournée prodotta da Trident Music con cui è tornato dal [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary">Penultimo appuntamento della Leg Estiva del Tour "Cera un ragazzo che come me" che festeggia i 60 anni del brano più rappresentativo della sua carriera</h2> <p>Approda giovedì 1 ottobre a Napoli all’Arena Flegrea <strong>Gianni Morandi</strong> con <strong>C’era Un Ragazzo Estate 2026,</strong> la leg estiva della tournée prodotta da Trident Music con cui è tornato dal vivo dopo il successo del tour nei palasport.</p>
<p>Penultimo dei 12 appuntamenti estivi con cui l’artista è impegnato da fine agosto, anche la tappa a Napoli sarà l’occasione per festeggiare i <strong>60 anni del brano “<em>C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones</em>”</strong> scritta nel 1966 da Franco Migliacci e Mauro Lusini, e sicuramente il brano più rappresentativo e importante della carriera di Gianni Morandi.</p>
<p>Nella scaletta ci sarà spazio per tutti i grandi classici del suo repertorio che continuano ad essere tramandati di generazione in generazione.</p>
<p>L’artista sarà accompagnato sul palco da una superband &#8211; <strong>diretta dal Maestro Luca Colombo</strong> &#8211; che arricchirà con talento ed energia le atmosfere di ogni brano.</p>
<p>I<strong> biglietti </strong>del tour <strong>C’era Un Ragazzo Estate 2026</strong> sono disponibili sui circuiti <strong>Ticketone </strong>e <strong>Ticketmaster</strong>. Per la data di <strong>Napoli </strong>sarà possibile acquistarli anche al Botteghino dell’Arena Flegrea aperto dalle ore 19. Lo show avrà inizio alle ore 21. La tappa è a cura di Anni 60 produzioni e Blackstar Entertainment. Per informazioni: <strong>089 4688156 &#8211;  </strong><a href="http://www.anni60produzioni.com/">www.anni60produzioni.com</a><strong>.</strong></p>
<p><strong>Radio Italia solomusicaitaliana è la radio ufficiale del tour.</strong></p>
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		<title>Daniel Dagrezio: il lavoro in studio dietro “Le mie cinque fasi”</title>
		<link>https://www.mydreams.it/daniel-dagrezio-il-lavoro-in-studio-dietro-le-mie-cinque-fasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 16:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pop, chitarre acustiche, elettronica e parti orchestrali convivono dentro un disco difficile da incasellare nelle abitudini di oggi. Si intitola “Le mie cinque fasi”, opera nuova per Daniel Dagrezio realizzato in collaborazione con Daniel Tek. Pubblicato in autoproduzione il 18 marzo scorso, un lavoro ed un suono costruito in studio volutamente formato come un racconto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64526 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-300x300.jpg" alt="Daniel Dagrezio: il lavoro in studio dietro “Le mie cinque fasi”" width="300" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-300x300.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-630x630.jpg 630w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-150x150.jpg 150w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-109x109.jpg 109w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-100x100.jpg 100w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Pop, chitarre acustiche, elettronica e parti orchestrali convivono dentro un disco difficile da incasellare nelle abitudini di oggi. Si intitola “<a title="" href="https://open.spotify.com/intl-it/album/3xuHvoI3BaqaJxn4lTtHAC?si=bjdG3QwlTyWP0Xs2P-PL8A&amp;nd=1&amp;dlsi=89bf45dd19064cf9" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Le mie cinque fasi</em></strong></a>”, opera nuova per <strong>Daniel Dagrezio</strong> realizzato in collaborazione con <strong>Daniel Tek</strong>. Pubblicato in autoproduzione il 18 marzo scorso, un lavoro ed un suono costruito in studio volutamente formato come un racconto unitario: suoni d’ambiente, passaggi strumentali e dettagli ricorrenti a collegare il tutto, questa voce che ci introduce narrando una “geolocalizzazione” emotiva del viaggio… gli arrangiamenti cambiano secondo i temi affrontati, dalla tensione rock di “Ci vuole solo tempo” alla country ballad “Mai abbastanza”, fino alla verità nuda e strumentale di “Piccola”. C’è l’uomo prima delle sue macchine e della sua penna. C’è un sentire di vita unico e personale denso di sbavature e imperfezioni nonostante il suono si muova dentro i rigidi reticoli stilistici del main stream.</p>
<p><strong>Un disco di grande pop&#8230; 17 tracce&#8230; davvero contro ogni abitudine. Perché?</strong></p>
<p>Perché questa storia aveva bisogno di quello spazio. Avrei potuto ridurla, renderla più adatta ai tempi che viviamo, ma avrei tolto delle sfumature importanti. Oggi siamo abituati a consumare la musica velocemente. Io, almeno per una volta, volevo invitare chi ascolta a fermarsi.</p>
<p><strong>Hai disseminato il disco di dettagli ricorrenti, come il bazar, il tremore delle mani, il giradischi. Ti affascina l&#8217;idea che siano gli oggetti, più delle grandi dichiarazioni, a custodire la nostra biografia?</strong></p>
<p>Assolutamente sì. Sono convinto che la memoria si appoggi ai dettagli. Spesso non ricordiamo una giornata intera, ma ricordiamo il rumore di una porta, il profumo di un posto o il modo in cui qualcuno teneva una tazza tra le mani. Sono questi particolari che rendono una storia vera.</p>
<p><strong>Un lavoro massimo di arrangiamenti. E poi tanti brani dalla faccia diversa&#8230;</strong></p>
<p>Ogni arrangiamento è un personaggio. Non volevo che la produzione fosse una cornice, ma parte della narrazione. Se cambia il luogo, cambia anche il modo in cui quel luogo suona. Per questo il disco attraversa mondi musicali diversi senza perdere la propria identità.</p>
<p><strong>Nel comunicato si parla di frequenze, dinamiche e spazialità&#8230;</strong></p>
<p>Molto. Ho sempre pensato che il suono abbia una profondità proprio come un&#8217;inquadratura cinematografica. Puoi mettere qualcosa in primo piano, lasciare qualcos&#8217;altro sullo sfondo, creare distanza oppure intimità. Abbiamo usato queste scelte per distinguere il presente dal ricordo senza bisogno di dirlo esplicitamente.</p>
<p><strong>Oggi si parla molto di salute mentale&#8230;</strong></p>
<p>Io sono molto appassionato a questo argomento, tant’è che attualmente mi sto formando come psicologo all’università. Io penso che il dolore non sia un nemico da eliminare a tutti i costi. È un messaggero. Diventa pericoloso quando resta senza ascolto o quando pretendiamo di farlo sparire in fretta. Credo che oggi ci sia molta più attenzione verso la salute mentale, e questo è positivo, ma a volte abbiamo ancora paura della complessità. Preferiamo risposte semplici a domande molto profonde.</p>
<p><strong>E alla fine, riascoltando: questo disco il dolore lo cura, lo racconta&#8230; o cosa?</strong></p>
<p>Un disco non può guarire nessuno. Però credo che possa fare una cosa molto importante: far sentire meno soli. Se, ascoltandolo, anche una sola persona pensa &#8220;quello che sto vivendo ha un nome, qualcun altro lo ha attraversato&#8221;, allora quella musica ha già fatto qualcosa di prezioso. Per me l&#8217;arte non elimina il dolore. Gli dà una forma. E devo dire che ho ricevuto molti messaggi da persone che mi hanno confidato proprio di essersi sentite capite e che hanno ritrovato in questo disco la descrizione musicale di cose che provavano ma non sapevano definire. Per me questa è una grande gioia.</p>
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		<title>Giorgia incanta la Reggia di Caserta</title>
		<link>https://www.mydreams.it/giorgia-incanta-la-reggia-di-caserta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 12:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Magia Intemporale di "Blu Live" tra Soul, Emozione e Pop Puro Nella suggestiva cornice di Piazza Carlo di Borbone, Giorgia regala oltre due ore di pura estasi musicale, intrecciando le sonorità dell&#8217;ultimo album &#8220;Blu&#8221; con i grandi classici di un repertorio ineguagliabile. C&#8217;è una magia sottile e potente che si sprigiona quando la grande [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary">La Magia Intemporale di "Blu Live" tra Soul, Emozione e Pop Puro</h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64508 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/giorgia_g_last_call-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/giorgia_g_last_call-240x300.jpg 240w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/giorgia_g_last_call-504x630.jpg 504w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/giorgia_g_last_call.jpg 1024w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />Nella suggestiva cornice di Piazza Carlo di Borbone, <strong>Giorgia</strong> regala oltre due ore di pura estasi musicale, intrecciando le sonorità dell&#8217;ultimo album &#8220;Blu&#8221; con i grandi classici di un repertorio ineguagliabile.</p>
<p>C&#8217;è una magia sottile e potente che si sprigiona quando la grande musica incontra l&#8217;architettura monumentale. Questa sera, la maestosa facciata della Reggia di Caserta e l&#8217;immensa Piazza Carlo di Borbone si sono trasformate nel teatro naturale d&#8217;eccezione per la tappa del tour &#8220;Blu Live&#8221; di Giorgia. Di fronte a una marea di spettatori trepidanti, una delle voci più iconiche e cristalline della musica italiana e internazionale ha regalato uno show di straordinaria intensità, confermando una maturità artistica capace di rinnovarsi continuamente senza mai perdere la propria anima profonda.</p>
<p><strong><em>L&#8217;ATMOSFERA E LA SCALETTA: UN VIAGGIO SENSORIALE</em></strong></p>
<p>Accolta da un boato d&#8217;affetto caloroso e avvolgente, l&#8217;artista è salita sul palco padroneggiando la scena con un&#8217;eleganza innata. L&#8217;impianto visivo — caratterizzato da giochi di luce suggestivi, geometrie luminose sofisticate e visual di altissimo livello artistico — ha incorniciato perfettamente una proposta musicale ricca e articolata. La scaletta della serata è stata un viaggio dinamico e senza soste: dalle tracce più recenti ed evolute dell&#8217;album Blu, intrise di sfumature R&amp;B moderne ed elettroniche, fino alle pietre miliari che hanno segnato la storia della canzone d&#8217;autore italiana.</p>
<p>Brani iconici come <em>Gocce di memoria</em>, <em>Come saprei, E poi, Di sole e d&#8217;azzurro</em> e <em>Oronero</em> sono stati riproposti in una veste sonora inedita, fresca e travolgente, pensata appositamente per le grandi dimensioni dei palchi live. Il pubblico ha accompagnato a gran voce ogni strofa, trasformando la grande piazza vanvitelliana in un unico, immenso coro all&#8217;aperto.</p>
<p>Oltre due ore di musica viscerale e perfetta, dove l&#8217;estensione vocale leggendaria di <strong>Giorgia</strong> si fonde con arrangiamenti raffinati che spaziano dal soul alla dance, dal rock ai momenti acustici più intimi.</p>
<p><strong><em>UNA BAND DI LIVELLO INTERNAZIONALE</em></strong></p>
<p>A sostenere e valorizzare ogni sfumatura della voce di Giorgia è stata una formazione di musicisti straordinari, sotto la sapiente direzione musicale di <strong>Sonny T</strong> (basso e chitarra). L&#8217;intesa sul palco è apparsa perfetta: le rullate potenti di <strong>Mylious Johnson</strong> alla batteria, le trame chitarristiche di <strong>Andrea Rigonat</strong> e l&#8217;intreccio armonico delle tastiere e del pianoforte curati da <strong>Fabio Visocchi</strong> e <strong>Gianluca Ballarin</strong> hanno creato un tappeto sonoro solido e dinamico. Un capitolo a parte meritano le armonie vocali e il supporto di <strong>Diana Winter</strong> e <strong>Andrea Faustini</strong>, capaci di arricchire i cori con colori caldi e impasti timbrici d&#8217;altissima scuola.</p>
<p><em> </em><strong><em>UN SODALIZIO PERFETTO TRA MUSICA ED EMOZIONE</em></strong></p>
<p>I momenti più emozionanti dello show si sono consumati nella parte acustica centrale, in cui Giorgia, a stretto contatto con i suoi musicisti e con la folla, ha regalato un&#8217;interpretazione nuda e profonda dei suoi pezzi più introspettivi. La precisione vocale, l&#8217;agilità nei virtuosismi mai fine a se stessa e la sincera generosità con cui si è concessa alle battute e all&#8217;abbraccio del pubblico casertano hanno reso il concerto un evento memorabile.</p>
<p>Il finale in crescendo, con ritmi travolgenti che hanno fatto ballare tutta la piazza, ha chiuso una serata da incorniciare. Giorgia alla Reggia di Caserta non ha soltanto confermato il suo status di regina indiscussa del vocalismo italiano, ma ha dimostrato come l&#8217;arte autentica sappia abbattere ogni barriera e toccare le corde più intime del cuore.</p>
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		<title>Giorgia chiude l’XI edizione di “Un’Estate da BelvedeRe”</title>
		<link>https://www.mydreams.it/giorgia-chiude-lxi-edizione-di-unestate-da-belvedere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 05:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il concerto di Giovanni Allevi, sarà Giorgia a chiudere ufficialmente, il prossimo 21 settembre, l’XI edizione di “Un’Estate da BelvedeRe”, uno degli appuntamenti estivi più attesi del Mezzogiorno. Concluso il tour estivo, la cantante torna live con G Last Call, un ciclo di cinque concerti che accompagnerà la parte finale del suo 2026 musicale. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Dopo il concerto di Giovanni Allevi, sarà Giorgia a chiudere ufficialmente, il prossimo 21 settembre, l’XI edizione di “Un’Estate da BelvedeRe”, uno degli appuntamenti estivi più attesi del Mezzogiorno.</p>
<p>Concluso il tour estivo, la cantante torna live con G Last Call, un ciclo di cinque concerti che accompagnerà la parte finale del suo 2026 musicale. Il calendario prenderà il via con una data zero a Jesolo e proseguirà con l’atteso appuntamento alla Reggia di Caserta, il ritorno al Palazzo dello Sport di Roma e il concerto all’Arena di Verona. Il gran finale è fissato per il 3 ottobre all’Unipol Dome di Milano, con una serata-evento durante la quale Giorgia condividerà il palco con alcuni degli artisti che hanno fatto parte del suo percorso musicale negli ultimi due anni.</p>
<p>La chiusura di G Last Call accompagnerà anche un nuovo capitolo della produzione discografica dell’artista. A ottobre è infatti attesa una nuova edizione dell’album G, della quale sono emerse indicazioni sulla possibile presenza di brani inediti e versioni live. I contenuti definitivi della riedizione non sono ancora stati annunciati ufficialmente.</p>
<p>Sul palco Giorgia sarà affiancata da una formazione composta da musicisti, coristi e archi, chiamata a sostenere un repertorio che attraverserà la sua carriera e la produzione più recente. Accanto ai brani più conosciuti troveranno spazio le canzoni dell’ultimo album G, certificato disco d’oro e arrivato a superare i 250 milioni di stream globali.</p>
<p>La scaletta riprenderà in larga parte quella del G Summer Tour 2026, introducendo però alcune novità. Quattro brani saranno proposti in versione acustica: Vento di passione, Diamanti, Human Nature e Non mi ami. A questi si aggiungerà una nuova cover, I Feel for You di Chaka Khan.</p>
<p>Confermate anche due delle cover già proposte durante l’estate: Purple Rain di Prince e Don’t Stop ’Til You Get Enough di Michael Jackson.</p>
<p>Lo spettacolo sarà scandito da due momenti di pausa e da un intermezzo musicale strumentale, alternando così i momenti più intimi del repertorio alle parti più energiche del concerto.</p>
<p>Con G Last Call, Giorgia si prepara dunque a chiudere il suo 2026 live attraverso uno spettacolo che mette insieme passato e presente, grandi successi, nuove canzoni e riletture acustiche, prima del nuovo appuntamento discografico previsto per l’autunno.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/giorgia-chiude-lxi-edizione-di-unestate-da-belvedere/">Giorgia chiude l’XI edizione di “Un’Estate da BelvedeRe”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Torna Ethnos, il Festival Internazionale della World Music</title>
		<link>https://www.mydreams.it/torna-ethnos-il-festival-internazionale-della-world-music/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 17:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ideato e diretto da Gigi Di Luca, in programma dal 12 settembre al 10 ottobre 2026 La world music all’ombra del Vesuvio. Torna anche quest’anno, per la XXXI edizione, Ethnos il festival internazionale della musica etnica ideato e diretto da Gigi Di Luca. Nell’arco di un mese,  dal 12 settembre al 10 ottobre 2026, si alterneranno in 6 comuni – [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary">Ideato e diretto da Gigi Di Luca, in programma dal 12 settembre al 10 ottobre 2026</h2> <p style="font-weight: 400;"><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64480 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/ETHNOS-2026-programma-240x300.jpg" alt="ETHNOS" width="240" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/ETHNOS-2026-programma-240x300.jpg 240w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/ETHNOS-2026-programma-504x630.jpg 504w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/ETHNOS-2026-programma.jpg 1080w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />L</strong><strong>a world music all’ombra del Vesuvio</strong>. Torna anche quest’anno, per la XXXI edizione, <strong>Ethnos</strong> il festival internazionale della musica etnica ideato e diretto da <strong>Gigi Di Luca</strong>. Nell’arco di un mese,  dal 12 settembre al 10 ottobre 2026, si alterneranno in <strong>6 comuni </strong>– da <strong>Napoli </strong>a <strong>San Giorgio a Cremano</strong>, da <strong>Portici</strong> a <strong>Torre del Greco</strong>, <strong>Boscotrecase</strong> e <strong>Castellammare di Stabia</strong> – numerosi <strong>artisti provenienti da 14 paesi</strong>, con un cartellone di eventi trasversale che mette in dialogo musiche, culture, lingue, tradizioni e visioni dai vari continenti. Dalla Spagna alla Macedonia, dalla Francia all’Algeria, dall’Irlanda al Senegal, dal Guatemala a Cuba, dalla Corea all’Iran, dalla Serbia alla Tunisia e alla Romania, passando per le diverse regioni italiane.</p>
<p style="font-weight: 400;">Organizzata da <strong>La Bazzarra</strong>, l’edizione 2026 di Ethnos è promossa e finanziata dalla <strong>Regione Campania</strong> attraverso <strong>Scabec</strong>, con Fondi di Coesione Italia 21–27, nell’ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio Unesco e Itinerari Culturali della Campania, è sostenuta dal <strong>Ministero della Cultura</strong>, <strong>Nuovo Imaie</strong>, con il contributo dei comuni coinvolti nel progetto, della <strong>Banca di Credito Popolare</strong>, il patrocinio della <strong>Città Metropolitana di Napoli</strong> e la collaborazione dell’<strong>Institut Ramon Llull</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad inaugurare la trentunesima edizione di Ethnos, sabato 12 settembre sarà la coinvolgente fanfara macedone <strong>Dzambo Agusevi Orkestar</strong>, in scena a San Giorgio a Cremano alle ore 21, anticipata sul palco allestito a Villa Bruno dal dj set di <strong>Sangennarobar</strong>, al secolo Dario Cervo, alle ore 20.</p>
<p style="font-weight: 400;">Domenica 13 settembre, invece, il festival fa tappa nello spazio all’aperto del Museo Mac3 di Torre del Greco con l’esibizione (ore 20.30) della cantante spagnola <strong>Alba Carmona </strong>che dialoga con la raffinata chitarra di <strong>Jesus Guerrero</strong> in un repertorio che attraversa flamenco, tango argentino e melodie popolari. A seguire, alle ore 21.30, tocca a <em>Soleil d&#8217;Hiver</em>, la performance solista dell’artista franco/algerino <strong>Grégory Dargent</strong> per oud, elettronica, nastri magnetici e proiezioni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64481 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Dzambo-Agusevi-Orkestar-Macedonia-inaugura-il-12-settembre-la-XXXI-edizione-del-festival-Ethnos-300x281.jpg" alt="ETHNOS01" width="300" height="281" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Dzambo-Agusevi-Orkestar-Macedonia-inaugura-il-12-settembre-la-XXXI-edizione-del-festival-Ethnos-300x281.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Dzambo-Agusevi-Orkestar-Macedonia-inaugura-il-12-settembre-la-XXXI-edizione-del-festival-Ethnos-672x630.jpg 672w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Dzambo-Agusevi-Orkestar-Macedonia-inaugura-il-12-settembre-la-XXXI-edizione-del-festival-Ethnos.jpg 989w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Tra gli artisti attesi sul palco itinerante della rassegna, grandi nomi e nuove realtà della world music: <strong>Eliades Ochoa</strong>, stella dei leggendari Buena Vista Social Club®,  il produttore e musicista catalano <strong>Raül Refree</strong> e la cantante galiziana <strong>Aida Tarrío</strong>, il virtuoso iraniano del setar <strong>Kiya Tabassian</strong> con <strong>Ensemble Constantinople</strong> e la songwriter tunisina <strong>Ghalia Benali</strong>, la cantautrice originaria della Casamance <strong>Mariaa Siga</strong>, le coreane <strong>Dal:um</strong> (Ha Suyean e Hwang Hyeyoung), il duo catalano  <strong>Magali Sare </strong>e<strong> Manel Fortià</strong>, la compositrice irlandese <strong>Bronagh Slevin</strong>, i multietnici <strong>Nubras Ensemble</strong> (vincitori del Premio Ethnos Generazioni 2025) e la cantautrice  guatemalteca di origine Kaqchikel, <strong>Sara Curruchich</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra gli ospiti italiani, lo storico gruppo siciliano <strong>Agricantus</strong>, la cantante leccese <strong>Maria Mazzotta</strong> (già nel Canzoniere Grecanico Salentino), i piacentini <strong>Ensemble Enerbia</strong>, le campane <strong>Assurd Duo</strong>, il trio sperimentale italo/serbo <strong>Underoof</strong> e <strong>Zero Folk Duo</strong>, vincitori del Premio Alberto Cesa 2025 (concorso festival Folkest).</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>La XXXI edizione di Ethnos resta fedele alla visione poetica e politica di festival che non si limita a proporre spettacoli ma che vuole offrire al suo pubblico un attento lavoro di ricerca, di ascolto e di selezione, portato avanti negli anni, seguendo artisti, musiche e linguaggi capaci di raccontare la complessità del nostro tempo. La sua forza è stata, ed è, quella di aver saputo preservare la sua identità senza rinunciare al confronto con un  mondo in rapida e continua trasformazione nelle abitudini sociali</em>» dichiara <strong>Gigi Di Luca</strong>, direttore artistico di Ethnos.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Da oltre tre decenni Ethnos ha saputo evolversi restando fedele alla propria vocazione: utilizzare la musica come strumento di conoscenza, incontro e dialogo tra culture. La capacità di creare relazioni, superare confini geografici e sociali e favorire il confronto rappresenta uno dei pilastri su cui basiamo le politiche culturali della Regione Campania, con l&#8217;obiettivo di strutturare comunità aperte e consapevoli, pronte a integrarsi e a sviluppare un confronto democratico. È questo uno dei motivi per cui la Regione Campania sostiene da anni Ethnos: una rassegna che unisce una proposta artistica di livello internazionale a una capillare diffusione sul territorio. Mettendo in rete i diversi luoghi dell&#8217;area vesuviana e la città di Napoli, il festival si trasforma, grazie alla sua forte identità, in un&#8217;occasione — riconoscibile e attesa — di partecipazione diffusa</em>» spiega <strong>Onofrio Cutaia</strong>, assessore alla Cultura, agli Eventi e al Personale della Regione Campania.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64482 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gregory-Dargent-Francia-Algeria-con-Soleil-dhiver-in-scena-alla-XXXI-edizione-di-Ethnos-il-13-ottobre-300x225.jpg" alt="ETHNOS" width="300" height="225" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gregory-Dargent-Francia-Algeria-con-Soleil-dhiver-in-scena-alla-XXXI-edizione-di-Ethnos-il-13-ottobre-300x225.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gregory-Dargent-Francia-Algeria-con-Soleil-dhiver-in-scena-alla-XXXI-edizione-di-Ethnos-il-13-ottobre-839x630.jpg 839w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gregory-Dargent-Francia-Algeria-con-Soleil-dhiver-in-scena-alla-XXXI-edizione-di-Ethnos-il-13-ottobre.jpg 940w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ethnos 2026 propone un ampio programma  artistico con <strong>20 appuntamenti musicali</strong>, 10 dei quali in esclusiva nazionale, <strong>5 incontri e dialoghi con gli artisti</strong>, <strong>un workshop di danza</strong>, <strong>un itinerario naturalistico</strong> e<strong> 3 giornate dedicate al cinema etnomusicale</strong>, distribuiti in <strong>9 location</strong>, tra ville vesuviane, chiese, anfiteatri, nuovi spazi museali e i sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio.</p>
<p style="font-weight: 400;">A chiudere questa XXXI edizione, il 10 ottobre, sarà il <strong>Premio Ethnos Generazioni</strong>, la finale del contest dedicato alla world music, che vedrà protagonisti <strong>5 gruppi selezionati tra oltre 150 candidature</strong>. Un modo per guardare al futuro, dando spazio a quella creatività emergente che continua ad alimentare il viaggio del festival.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nato nel 1995 con l’intento di recuperare le tradizioni popolari dell’area vesuviana,  Ethnos è una manifestazione artistico-culturale ideata per promuovere la conoscenza delle culture e arti del mondo. Nel corso degli anni ha allargato il suo raggio di azione, diventando uno dei maggiori osservatori di musica etnica e world music d’Italia. Grazie alla programmazione di numerose attività tese all’incontro e alla comunione tra i popoli e i diversi linguaggi, il festival Ethnos ha creato in oltre 30 anni un ponte tra la memoria del passato e la visione del futuro, tra la tradizione e la contemporaneità.</p>
<p style="font-weight: 400;">I <strong>biglietti</strong> per assistere agli appuntamenti della XXXI edizione di Ethnos sono disponibili sul circuito Azzurro Service e presso il botteghino allestito nelle varie location che ospiteranno i concerti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Info prevendita: tel. 081 5934001 &#8211; <a href="http://www.azzurroservice.net/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.azzurroservice.net/&amp;source=gmail&amp;ust=1788862396843000&amp;usg=AOvVaw3xQSiSYQORuiY7qkb_n3Nd">www.azzurroservice.net</a><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>Per informazioni e contatti:</u></strong><strong> Tel. 3287232399 – </strong><a href="http://www.festivalethnos.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.festivalethnos.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1788862396843000&amp;usg=AOvVaw16bzonpJfgojlhp5VOV_hG"><strong>www.festivalethnos.it</strong></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Social: </strong><a href="http://www.facebook.com/EthnosFestival" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.facebook.com/EthnosFestival&amp;source=gmail&amp;ust=1788862396843000&amp;usg=AOvVaw1j4h1ssInTGLEcprHfYGUH"><strong>www.facebook.com/EthnosFestival</strong></a><strong> &#8211; </strong><a href="http://www.instagram.com/ethnosfestival" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.instagram.com/ethnosfestival&amp;source=gmail&amp;ust=1788862396843000&amp;usg=AOvVaw1ERPRU-Z-8BECsF3FBNCGQ"><strong>www.instagram.com/ethnosfestival</strong></a><strong>  </strong></p>
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		<title>Il Jova Summer Party 2026 fa tappa all’ippodromo di Agnano</title>
		<link>https://www.mydreams.it/il-jova-summer-party-2026-fa-tappa-allippodromo-di-agnano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 16:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Jova Summer Party 2026 fa tappa all’ippodromo di Agnano ed è parte del progetto italiano de L’Arca di Loré. Questo viaggio musicale di Jovanotti è iniziato nel marzo 2026 in Australia, proseguendo attraverso festival e palcoscenici internazionali. Si tratta di un progetto in cui musica, viaggio, bicicletta, incontri, festa e scoperta si intrecciano per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <div id="attachment_64466" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-64466" loading="lazy" class="size-medium wp-image-64466" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI4-300x200.jpg" alt="jovanotti" width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI4-300x200.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI4-945x630.jpg 945w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI4-1536x1024.jpg 1536w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI4-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-64466" class="wp-caption-text">PH. MICHELE MAIKID LUGARESI</p></div>
<p>Il <strong>Jova Summer Party 2026</strong> fa tappa all’ippodromo di Agnano ed è parte del progetto italiano de <strong>L’Arca di Loré</strong>. Questo viaggio musicale di Jovanotti è iniziato nel marzo 2026 in Australia, proseguendo attraverso festival e palcoscenici internazionali. Si tratta di un progetto in cui musica, viaggio, bicicletta, incontri, festa e scoperta si intrecciano per dar vita a un racconto unico.</p>
<p>Non un semplice tour estivo, dunque. E neppure la replica di una formula già sperimentata. Il Jova Summer è una nuova mutazione dell’idea di spettacolo dal vivo di Lorenzo: una grande festa itinerante che unisce la potenza di un concerto alla libertà di un festival, trasformando ogni tappa in una <em>città provvisoria</em> della musica.</p>
<p>«<em>Ho messo insieme questa band per i Palajova perché volevo ripartire dalla musica</em> – racconta Lorenzo Jovanotti– <em>intendo la musica suonata dal vivo da mani esperte, da musicisti con talento e personalità. La ragione di tutto quello che sto facendo è la musica, l’energia della musica. Oggi sembra che per raccontare un concerto il dato più importante siano diventati i numeri, le cifre, i record, chi vende più biglietti. I numeri fanno parte di questo mestiere, ma arrivano dopo. Prima c’è la musica, c’è quello che succede sul palco, c’è la parte artistica, che è la ragione per cui siamo lì. Io mi sono innamorato della musica per quello che la musica fa accadere dentro di me e intorno a me, e non ho mai smesso di restare legato a questa cosa. É divertente per me sperimentare e inventare nuovi format spettacolari, soprattutto con una band come quella che mi accompagna adesso, dopo 56 palasport sentivo di avere appena cominciato il mio viaggio con questo gruppo di musicisti, e così, visto che coi palasport ci eravamo fermati a </em><em>R</em><em>oma abbiamo pensato di inventarci un’estate concentrandoci sulle isole e nel sud, dove non eravamo stati. <strong>L’ho chiamata L’Arca di Loré</strong> perché l’arca è il primo racconto biblico, il primo “mito”, che ci colpisce da bambini, e nonostante abbia a che fare con l’idea di una catastrofe incombente l’aspetto che emoziona è quello della salvezza, del riparo. della possibilità di un nuovo inizio. Dopo i primi scambi di idee mi hanno proposto un palco a forma di arca di Noé</em><em>,</em><em> io ho risposto con qualcosa di molto più leggero e fragile, una barchetta di carta. È la prima cosa che impariamo a costruire, partendo da un foglio di carta, e costruire è quello che fanno gli esseri umani, oltre che distruggere. Costruire, inventare, navigare, immaginare, partire, tornare, ricominciare, ballare».</em></p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64469 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI-300x200.jpg" alt="jovanotti" width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI-300x200.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />LO SHOW</strong></p>
<p>L’Arca non è soltanto il nome di una tournée. È un’immagine, un metodo e una dichiarazione d’intenti. È la possibilità di salire a bordo senza chiedere da dove si arriva, purché si abbia voglia di muoversi. È una casa che cambia continuamente panorama e che considera la curiosità non un’attitudine, ma una forma di resistenza.<br />
Ogni sera il set di Jovanotti si apre con “L’Arca di Loré”, un original movie di circa cinque minuti, scritto da Lorenzo con Federico Taddia e Steve Polli e diretto da Lorenzo Jovanotti. Non un semplice video di apertura, ma uno spettacolo nello spettacolo, una vera soglia narrativa tra il villaggio, il festival del pomeriggio e il live serale. Al centro c’è la barchetta di carta, protagonista di un racconto poetico, avventuroso e commovente: un piccolo film costruito come una sorpresa per il pubblico e capace, in pochi minuti, di aprire il mondo dell’Arca.<br />
Il corto è il risultato di mesi di lavoro e di un dialogo continuo tra creatività umana e intelligenza artificiale. L’AI ha reso possibile dare forma e movimento a immagini che fino a pochissimo tempo fa avrebbero richiesto produzioni enormemente più complesse e costose. Ma qui resta ciò che è: uno strumento, straordinario nelle sue possibilità, che senza una visione umana rischia semplicemente di moltiplicare la banalità e il già visto. È quando viene guidata da un’idea, da una sensibilità e da una coscienza creativa che mostra invece il suo potenziale più interessante.<br />
Il film nasce dal lavoro di Steve Polli con Sugo Design e di Sergio Pappalettera con Studio ProDesign. Le musiche e il montaggio sono di Lorenzo e Christian “Noochie” Rigano, il sound design è di Pino “Pinaxa” Pischetola. Ad accompagnare il viaggio della barchetta sono anche le parole di “Bello mondo”, la poesia scritta e letta da Mariangela Gualtieri.</p>
<p>La costruzione dello show parte da un principio preciso: un grande concerto non è soltanto una successione di canzoni, ma una drammaturgia di energie, parole, immagini e cambiamenti di ritmo. Una struttura sufficientemente solida da sostenere la produzione e abbastanza libera da reagire a ciò che accade ogni sera.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64470 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/jova02PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI-300x200.jpeg" alt="jovanotti" width="300" height="200" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/jova02PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI-300x200.jpeg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/jova02PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI-945x630.jpeg 945w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/jova02PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Alla stesura dell’intero show Lorenzo collabora con Federico Taddia, proseguendo un dialogo creativo già sperimentato in molti altri progetti recenti.<br />
Per l’impianto scenografico e la direzione artistica, Lorenzo rinnova la collaborazione con Sergio Pappalettera che, con Studio ProDesign, è compagno di viaggio creativo da oltre trent’anni e figura centrale nella costruzione dell’immaginario visivo di Jovanotti.<br />
I visual sono affidati a Steve Polli e Sugo Design, che lavorano sull’incontro tra riprese live, grafica, contenuti originali e trasformazioni generate con l’AI in tempo reale. Lo schermo non è un semplice supporto alla visione del concerto, ma una superficie narrativa viva, capace di cambiare insieme allo spettacolo e al pubblico.<br />
Il guardaroba di Lorenzo è realizzato custom da Maria Grazia Chiuri per Fendi. Con il genio creativo di Maria Grazia Chiuri, Jova torna a divertirsi nell’immaginare nuovi look, giocando con forme, materiali e colori pensati appositamente per la dimensione libera e spettacolare dei Party. Lo styling è curato da Nick Cerioni.<br />
Il patrimonio visivo e tecnologico sperimentato con il PalaJova viene così portato in una dimensione nuova, aperta e festivaliera.<br />
Nello show trova spazio anche una speciale intervista di Francesca Fagnani a Lorenzo: un dialogo capace di attraversarne alcune delle molte sfaccettature. Lorenzo ringrazia Francesca per l’affettuosa partecipazione al progetto.<br />
Per ogni Party Lorenzo ha voluto anche una collaborazione con Treccani: per L’Arca di Loré 2026 è stato costruito un palinsesto di parole scelte tappa dopo tappa, da portare con sé, condividere con il pubblico e rimettere in circolo durante lo show.</p>
<p><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64471 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI3-300x201.jpg" alt="jovanotti" width="300" height="201" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI3-300x201.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/PALAJOVA-PH.-MICHELE-MAIKID-LUGARESI3.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />LA BAND DELL’ARCA</strong><br />
Sul palco con Jovanotti c’è una band internazionale, capace di muoversi tra funk, afrobeat, soul, rock, elettronica, musica latina e cumbia. Un ensemble di fuoriclasse, la conferma della “J Street Band” che ha acceso le 54 serate sold out del PalaJova.<br />
Una formazione che non si limita ad accompagnare Lorenzo, ma costituisce il cuore musicale dell’Arca: Saturnino, basso e amico fraterno di Lorenzo da oltre 35 anni; Adriano Viterbini, chitarra; Christian “Noochie” Rigano, tastiere elettroniche e synth; Franco Santarnecchi, pianoforte e tastiere analogiche; Carmine “B-Dog” Landolfi, batteria; Moris Pradella, seconda chitarra e cori; Micol Touadi e Jennifer Vargas, cori; Leo Di Angilla, ritmica; Kalifa Kone, alla sezione ritmica, polistrumentista capace di attraversare diversi strumenti della tradizione africana, dal djembe al balafon, dal tama al ngonì; Gianluca Petrella, trombone e direzione dell’intera sezione dei fiati; Camilla Rolando, tromba; Sophia Tomelleri, sax.<br />
Musicisti storici e nuovi compagni di viaggio condividono la stessa regola: conservare il piacere della scoperta e il gusto della musica suonata, lasciando che l’improvvisazione e la relazione con il pubblico rendano ogni concerto unico.</p>
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		<title>A Santa Maria La Nova la Napoli delle grandi melodie: torna in scena Pisapia &#038; Gruppo Smeraldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta D'Agostino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 14:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 29 agosto, dalle ore 20, il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, in piazza Santa Maria La Nova 44, ospiterà il nuovo live di Pisapia &#38; Gruppo Smeraldo, un appuntamento pensato per riportare al centro dell’ascolto le melodie che hanno fatto conoscere Napoli nel mondo. Sarà un concerto costruito come un viaggio nella memoria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Sabato 29 agosto, dalle ore 20, il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, in piazza Santa Maria La Nova 44, ospiterà il nuovo live di <strong>Pisapia &amp; Gruppo Smeraldo</strong>, un appuntamento pensato per riportare al centro dell’ascolto le melodie che hanno fatto conoscere Napoli nel mondo.</p>
<p>Sarà un concerto costruito come un viaggio nella memoria musicale della città, attraversando alcune delle pagine più rappresentative dell’Ottocento e del Novecento napoletano. Un repertorio nel quale poesia, sentimento e tradizione continuano a incontrarsi, mantenendo intatta la capacità di parlare a generazioni diverse.</p>
<p>A guidare il percorso sarà la voce di <strong>Gennaro Pisapia</strong>, interprete dalla vocalità intensa ed evocativa, accompagnata dal Gruppo Smeraldo, ensemble che punta su una dimensione musicale raffinata e ricca di sfumature.</p>
<p>Sul palco saliranno <strong>Giuseppe Carannante al clarinetto, Michele Cordova alla chitarra, Alessandro Pignalosa al mandolino, Francopaolo Perreca al sax soprano e alle percussioni, Mario Carannante al violoncello e basso</strong>.</p>
<p>Il risultato sarà una formazione capace di restituire alle canzoni napoletane una veste sonora elegante, senza allontanarle dalla loro anima popolare. Mandolino, archi, fiati e voce costruiranno così un dialogo tra strumenti e memoria, dentro uno dei luoghi storici del centro di Napoli.</p>
<p>L’appuntamento del 29 agosto sarà soltanto una tappa di un progetto più ampio. <strong>Pisapia &amp; Gruppo Smeraldo torneranno infatti il 27 settembre 2026</strong>, proseguendo un percorso che guarda alla valorizzazione della tradizione musicale partenopea attraverso concerti e nuovi format.</p>
<p>In questa direzione si inserisce anche il prossimo progetto teatrale, <em>“Le melodie dell’anima napoletana – Racconti e segreti della canzone classica napoletana”. </em>Uno spettacolo che, nelle intenzioni di Gennaro Pisapia, vuole andare oltre la dimensione strettamente musicale per raccontare la storia e i protagonisti di un patrimonio artistico diventato parte dell’identità stessa della città.</p>
<p>Il pubblico sarà accompagnato attraverso racconti e aneddoti legati alla canzone classica napoletana, incontrando idealmente poeti e compositori dell’Ottocento e del Novecento. La scenografia avrà un ruolo importante nel progetto, con l’obiettivo di ricreare atmosfere e frammenti della Napoli dell’epoca e immergere gli spettatori nel contesto storico e umano nel quale quelle melodie sono nate.</p>
<p>Il nuovo spettacolo rappresenta anche una prosecuzione della missione della <strong>Stabile Napoletana</strong>, impegnata a portare con continuità la cultura musicale partenopea negli spazi museali della città, con uno o due appuntamenti teatrali al mese.</p>
<p>Intanto, il primo incontro è fissato per sabato. A Santa Maria La Nova, tra storia e musica, Napoli tornerà ad ascoltare se stessa attraverso quelle melodie che il tempo non è riuscito a cancellare.</p>
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		<title>Al via da Olbia “Jova Summer Party”, il nuovo viaggio tutto da scoprire di Jovanotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 15:43:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È partito ieri sera da Olbia il “Jova Summer Party”, capitolo italiano de “L’Arca di Lorè”. Una vera e propria festa in perfetto stile Jova, iniziata già nel pomeriggio con l’apertura delle porte alle 16.30 e con Lorenzo protagonista sul palco fin dalle prime ore. La prima tappa è stata subito ricca di ospiti e sorprese. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p style="font-weight: 400;"><strong>È partito ieri sera da Olbia il “Jova Summer Party”, capitolo italiano de “L’Arca di Lorè”</strong>. Una vera e propria festa in perfetto stile Jova, iniziata già nel pomeriggio con l’apertura delle porte alle 16.30 e con Lorenzo protagonista sul palco fin dalle prime ore. La prima tappa è stata subito ricca di ospiti e sorprese. Tra gli altri, <strong>Gabry Ponte</strong>, con cui Jovanotti ha recentemente pubblicato il brano “DNA”, e <strong>Alfa</strong>, arrivato a sorpresa per duettare con Lorenzo sulle note di “Buon Vento”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con una band eccezionale e un’energia straordinaria, il “Jova Summer Party” proseguirà il <strong>12 agosto a Montesilvano</strong>, il <strong>17 a Barletta</strong>, il <strong>22 a Catanzaro</strong>, per poi approdare a <strong>Palermo il 29 e 30 agosto</strong>. Il <strong>5 settembre</strong> sarà la volta di Napoli, prima del gran finale a <strong>Roma</strong>, <strong>il 12 e 13 settembre</strong>, con <strong>Jova al Massimo… cioè al Circo Massimo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma questa volta il viaggio di Jovanotti sarà davvero speciale. È fissata infatti per <strong>domattina presto la partenza del Jova Giro</strong>: Lorenzo ha deciso di mettersi in sella e raggiungere in bicicletta ciascuna delle tappe del tour, partendo proprio dal Circo Massimo. Un viaggio nel viaggio, tra musica, strada, incontri e chilometri: perché per Jova, questa volta, il modo più bello di arrivare alla festa sarà pedalare fino alla prossima tappa.</p>
<p>Dopo il PalaJova, Lorenzo torna nel centro della musica scegliendo, tra i tanti, una serie di festival internazionali che rappresentano il cuore creativo della scena musicale contemporanea: luoghi dove la programmazione è viva, curiosa e sorprendente, e dove la musica si mescola a cultura, tecnologia e immaginazione.</p>
<p>Non torna nei luoghi dove tutto è già scritto, ma in quelli dove ogni sera può accadere qualcosa di nuovo. Non cerca le grandi arene, ma gli spazi dove la musica è vera, si genera e si rigenera, dove la regola è l’imprevisto e il gioco è ricominciare ogni volta da capo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>PH. MICHELE MAIKID LUGARESI</em></p>
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		<title>Alessandro Serra: la sua terra è vergine</title>
		<link>https://www.mydreams.it/alessandro-serra-la-sua-terra-e-vergine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 15:14:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si intitola “Terra Vergine” il primo disco di canzoni di Alessandro Serra. Andiamo a Salerno, nella sua terra di confine e di contorno, andiamo dentro i corridoi concettuali di un professore di filosofia e di un poeta che scrive e pubblica per Abrabooks dal titolo “Terra vergine. Cento poesie per cuori a maggese”, 100 poesie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Si intitola “<strong><em>Terra Vergine</em></strong>” il primo disco di canzoni di <strong>Alessandro Serra</strong>. Andiamo a Salerno, nella sua terra di confine e di contorno, andiamo dentro i corridoi concettuali di un professore di filosofia e di un poeta che scrive e pubblica per Abrabooks dal titolo “Terra vergine. Cento poesie per cuori a maggese”, 100 poesie divise in 10 capitoli… ogni capito un titolo… ogni capitolo diviene oggi una canzone. Cerca di dare il suo contributo alla sconfitta della banalità &#8211; almeno nella mia lettura &#8211; non dovendo per forza di cose regalarci l’ennesimo disco di un cliché elettronico fatto di soluzioni ampiamente sdoganate ormai. Non ci sono intelligenze artificiali piuttosto un lavoro artigiano di suono suonato e l’elettronica, dove giunge, serve a colorare e mai a determinare unicità. È un disco semplice che va però letto: ecco cosa chiede “Terra Vergine”. Le canzoni dentro cui le parole sono centrali. Il resto è un abito…</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Alessandro Serra - Terra vergine (Video ufficiale)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/voT55HL2Pns?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Mascherare e mascherarsi… ho come l’impressione che far di conto con la propria identità sia un punto fermo di questo libro e di questo disco. Vero?</strong></p>
<p>Mascheramento e smascheramento si alternano come fasi dello stesso processo: l’identità, non è qualcosa di statico, ma qualcosa di vitale e dinamico, come una danza. In una danza c’è un momento in cui si può stare anche immobili e in posa, ma questo non significa che non si sta ballando. Vale lo stesso con le pause nella musica. Questo progetto cerca di mostrare come le radici hanno senso proprio quando si trasformano in un trampolino per il volo. Non è casuale che nella copertina la bravissima illustratrice e cantautrice Fedeshui abbia disegnato un uccellino con il corpo collegato alla vegetazione quindi alla terra.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Alessandro Serra - Sotto mentite spoglie (Video ufficiale)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/fCCsV2JZdrA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Colori tenui… almeno nelle grafiche degli oggetti. Ha una ragione precisa? O solo gusto estetico?</strong></p>
<p>I colori tenui delle grafiche e l’idea delle illustrazioni sono connessi al modo gentile con cui vuole porsi il progetto. Sono consapevole della mole di uscite che bombardano gli ascoltatori ogni giorno: io volevo dare una veste grafica che cercasse semplicemente di accompagnare il lettore e l’ascoltatore in un percorso che ha l’intento di rallentare rispetto ai ritmi prestabiliti della produttività, al fine di mettere al centro l’interiorità e la sensibilità di chi vuole ascoltare, leggere e per che no, anche osservare – considerando sia le illustrazioni che i tanti videoclip che accompagnano questo progetto – semplicemente per il gusto di farlo.</p>
<p><strong>E a proposito: estetica e contenuto. L’annoso dilemma che attanaglia tutti gli artisti. Per te è importante l’uno, l’altro o un connubio tra i due?</strong></p>
<p>Per me non c&#8217;è nessun dilemma fra estetica e contenuto che attanaglia l&#8217;artista. È la società di massa ad inculcarci l&#8217;idea secondo la quale le cose belle e piacevoli debbano essere senza contenuto. Prima dei condizionamenti sociali ognuno di noi ha invece la possibilità di lasciar essere lo sguardo del proprio bambino interiore. Per il nostro bambino interiore infatti cogliere la bellezza significa già esplorare come un viaggiatore e ricercare come un filosofo. Il bimbo che pressa l&#8217;adulto con il gioco dei perché è lo stesso in grado di cogliere la bellezza nei dettagli e nelle piccole cose. L&#8217;artista se vuole essere libero a mio avviso deve lasciar essere il proprio bambino interiore e abbandonare la logica commerciale che punta sull&#8217;apparenza e sulla capacità di convincere un acquirente a comprare un prodotto. Ogni artista non dovrebbe seguire trend per cercare più fan, ma dovrebbe semplicemente essere ed esprimere sé stesso. Il vero artista ha un fuoco che brucia dentro che non ha a che fare con vendite, ricavi, followers, stream e compagnia bella: tutte queste cose – nella misura in cui restano strumenti per esprimere l’autentico ritmo del nostro muscolo cardiaco – non sono da demonizzare; tuttavia, quando vengono considerati non più mezzi ma fini, si sfalda tutto e ci sfaldiamo anche noi.</p>
<p><strong>“Scacco matto”… al fake? Alla versione più finta di noi?</strong></p>
<p>Sicuramente questo disco e in genere questo progetto è un richiamo all’autenticità. In primis lo è stato per me nella scrittura, perché le poesie e le canzoni sono venute fuori da decenni di esistenza vissuta e scriverle mi ha aiutato nel difficile compito che attanaglia l’adulto nella nostra società: cercare di lasciare il cuore aperto e la mente in ascolto. Al contempo spero che sia un richiamo all’autenticità anche per chi avrà piacere di avvicinarsi ai brani e alle poesie del progetto. In casa ho una cucciola di 4 anni che con un solo sguardo mi costringe ogni volta a buttare via tutte le maschere e le finte sovrastrutture; i miei brani e le mie poesie non avranno mai la forza e l’energia del suo sguardo, ma come umile suo discepolo ho quell’intento lì: restare autentico per suscitare autenticità.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="ALESSANDRO SERRA - Scacco Matto (Video ufficiale)" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/9SbXYC5u2W0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>E nonostante l’eleganza il disco sempre si dedica a quel sapor di popolo come dentro il video di “Terra Vergine”… che rapporto hai con le tradizioni popolari?</strong></p>
<p>Il disco ha diverse anime musicali, ma sicuramente quella folk è presente nel suo senso etimologico profondo e originario: la musica è del popolo e deve restare del popolo perché è dalla sensibilità delle persone che tutto inizia e tutto ritorna; il mondo mass-mediatico, liberale e tardo capitalistico basato sul capovolgimento del rapporto di domanda e offerta considera il popolo semplicemente “massa” da influenzare, plasmare, coinvolgere e tacitamente utilizzare. Le tradizioni popolari invece sono radici vive che ci suggeriscono che le persone collegate fra di loro nel tempo e nello spazio sono già sempre comunità solidali che portano sapienza, vitalità ed eleganza. La canzone è “popolare” quando riesce ad essere depositaria dello spirito del proprio tempo, quando suggerisce un segreto contesto di ascolto come immaginario collettivo, quando favorisce una connessione silenziosa e spontanea fra autore e ascoltatore come un ponte percorribile in tutte e due le direzioni. Mio nonno era abile nella tecnica agronomica dell’innesto ed io spero di essere nell’ambito della scrittura musicale e del lavoro in aula con i ragazzi, bravo almeno la metà di lui. A mio avviso quella della tradizione popolare è una dimensione più ampia di quello che il senso comune senza riflettere più di tanto immagina: è lì dentro che ognuno di noi fa i conti con il proprio passato e trova quella famosa “strada” che dà realmente senso alla propria vita, come lo fa una vocazione interna di cui si sente il richiamo.</p>
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		<title>Carmina Desimoniana in scena nel Palazzo Reale di Napoli nell&#8217;ambito del Campania Teatro Festival</title>
		<link>https://www.mydreams.it/carmina-desimoniana-in-scena-nel-palazzo-reale-di-napoli-nellambito-del-campania-teatro-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filomena Brancaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 18:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carmina Desimoniana, concerto per voci e 17 elementi orchestrali, è andato in scena nel Palazzo Reale di Napoli nell&#8217;ambito del Campania Teatro Festival. Testi e musiche del Maestro Roberto De Simone, recentemente scomparso, con Annamaria Colasanto, Raffaele Converso, Maria Letizia Gorga, Giovanni Mauriello. Voce recitante Franco Giovanni Iavarone. Direttore-concertatore Alessandro De Simone. Produzione Associazione Roberto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p class="isSelectedEnd"><em>Carmina Desimoniana</em>, concerto per voci e 17 elementi orchestrali, è andato in scena nel <strong>Palazzo Reale di Napoli</strong> nell&#8217;ambito del <strong>Campania Teatro Festival</strong>. Testi e musiche del Maestro <strong>Roberto De Simone</strong>, recentemente scomparso, con <strong>Annamaria Colasanto</strong>, <strong>Raffaele Converso</strong>, <strong>Maria Letizia Gorga</strong>, <strong>Giovanni Mauriello</strong>. Voce recitante <strong>Franco Giovanni Iavarone</strong>. Direttore-concertatore <strong>Alessandro De Simone</strong>. Produzione <strong>Associazione Roberto De Simone</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd"><em>«Il concerto ha l&#8217;intento</em> – ha dichiarato il Maestro <strong>Alessandro De Simone</strong> – <em>di far conoscere alle nuove generazioni il valore e l&#8217;importanza che ha avuto il maestro <strong>Roberto De Simone</strong> nel panorama artistico nazionale e internazionale. È la prima volta che viene presentato al pubblico e vuole rappresentare la summa del pensiero e delle sue creazioni musicali. L&#8217;associazione, creata con il Maestro nel 2024, ha il compito di portare avanti, non senza difficoltà, l&#8217;enorme patrimonio che <strong>De Simone</strong> ci ha lasciato».</em></p>
<p class="isSelectedEnd">Un patrimonio di grande valore storico, purtroppo sottovalutato per lungo tempo per incuria e leggerezza. La musica popolare lo ha sempre appassionato e per questo <strong>Roberto De Simone</strong> ha fatto meticolose ricerche, scoprendo la funzione catartica che aveva il canto popolare nel mondo contadino. Purtroppo c&#8217;è stata, ed è tuttora in corso, una depauperazione e conseguente sparizione della comunità agro-pastorale. <strong>Pasolini</strong> fu il primo a capirlo e a denunciare il fenomeno.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>De Simone</strong> non ha avuto in vita quel giusto riconoscimento che avrebbero meritato le sue ricerche antropologiche, prova fra tutte il fatto che abbia cercato di realizzare, senza riscontro, causa dissidi con gli organi preposti, il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari della Campania.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Roberto De Simone</strong> è stato un compositore anomalo che ha avuto l&#8217;intuito di mescolare i vari generi musicali, creando un&#8217;originale contaminazione e coesione tra musica popolare e quella colta del Settecento napoletano, tra contemporaneità e tradizioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli ottimi e qualificati artisti scelti per il concerto, <strong>Giovanni Mauriello</strong>, <strong>Annamaria Colasanto</strong>, <strong>Raffaele Converso</strong>, <strong>Maria Letizia Gorga</strong>, <strong>Franco Giovanni Iavarone</strong>, hanno lavorato tutti con il Maestro <strong>De Simone</strong>. <strong>Giovanni Mauriello</strong> è stato, con altri colleghi, elemento fondamentale della <strong>Nuova Compagnia di Canto Popolare</strong> voluta dal Maestro <strong>De Simone</strong>, interprete della <em>Gatta Cenerentola</em>, che è stata portata in tournée in tutto il mondo, del <em>Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini</em> e di altre opere del Maestro.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Annamaria Colasanto</strong> ha partecipato a svariate produzioni teatrali di rilievo, tra le quali: <em>La festa di Montevergine</em>, <em>Liolà</em> con <strong>Ranieri</strong>, <em>Masaniello</em> di <strong>Tato Russo</strong>, <em>La Gatta Cenerentola</em> di <strong>De Simone</strong>, e altre produzzioni che le hanno permesso di essere conosciuta anche all&#8217;estero per la sua inconfondibile voce e professionalità.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Raffaele Converso</strong>, musicista, cantante, attore, è profondo conoscitore e amante della musica popolare che ha sempre sostenuto. <strong>Maria Letizia Gorga</strong>, cantante-attrice, ha avuto ruoli di rilievo in molte produzioni cinematografiche.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il concerto ha avuto inizio con la magnifica <em>Iesce sole</em>, brano della <em>Gatta Cenerentola</em>, con <strong>Maria Letizia Gorga</strong>; poi <strong>Giovanni Mauriello</strong> con <em>Maronna non è chiù lu tiempo antico</em>, nel repertorio della <strong>Nuova Compagnia di Canto Popolare</strong>; poi <em>Vurria addeventare pesce d&#8217;oro</em> con <strong>Converso</strong> e <strong>Mauriello</strong>, tratto da <em>Mistero Napoletano</em>; <em>La sciorta &#8216;ca &#8216;ngrata</em>, corale; <em>Rosa d&#8217;argento, rosa d&#8217;amore</em>; <em>La quadrana</em>, corale; <em>Nenna mia</em> con la <strong>Colasanto</strong>, dalle sorprendenti e delicate note vocali.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Converso</strong> ha deliziato il pubblico con un suo irriverente <strong>Pulcinella</strong>, seguito da una coinvolgente tarantella per sola orchestra.</p>
<p class="isSelectedEnd">È stato proiettato il filmato della scena delle ingiurie tratto dalla prima edizione della <em>Gatta Cenerentola</em> (favola in musica che descrive un mondo immaginario popolare), con <strong>Isa Danieli</strong>, <strong>Franco Iavarone</strong>, <strong>Virgilio Villani</strong>, <strong>Antonella D&#8217;Agostino</strong> e altri.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Franco Iavarone</strong> ha interpretato durante la serata <em>Asso &#8216;e bastone</em>, il personaggio della <em>Gatta Cenerentola</em> di quarant&#8217;anni fa. La <strong>Colasanto</strong> con la <em>Villanella di Cenerentola</em>, seguita da uno scoppiettante <em>Miao miao cucurucù</em>, interpretato dai quattro artisti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ancora <em>Che se magnai la zita la primma sera</em>, poi <em>La canzone del femminiello</em>, sempre dalla <em>Gatta Cenerentola</em>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un suggestivo finale con il <em>Libera me Domine</em>, con tutti gli artisti, tratto dal <em>Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini</em>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Uno spettacolo coinvolgente, di qualità, che ha coinvolto il pubblico in sala, applaudito ripetutamente.</p>
<p>Da ripetere.</p>
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		<title>Attesa per il live di Max Pezzali al Maradona</title>
		<link>https://www.mydreams.it/attesa-per-il-live-di-max-pezzali-al-maradone-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Savino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 06:19:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo Lignano Sabbiadoro e Torino, Max Pezzali approda il 19 giugno al Maradona di Napoli con il suo tour Max Forever gli anni d&#8217;oro &#8211; Stadi 2026, che comprende ben 15 appuntamenti nei più grandi stadi italiani. Prossime date dopo Napoli:  Roma (23 e 24 giugno allo Stadio Olimpico, prima data sold out), Bologna, (27 e 28 giugno allo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p style="font-weight: 400;"><strong>Dopo Lignano Sabbiadoro e Torino, Max Pezzali</strong> approda il 19 giugno al Maradona di Napoli con il suo tour<strong> </strong><strong><em>Max Forever gli anni d&#8217;oro &#8211; Stadi 2026</em></strong>, che comprende ben 15 appuntamenti nei più grandi <strong>stadi italiani. Prossime date dopo Napoli: </strong> <strong>Roma</strong> (23 e 24 giugno allo Stadio Olimpico, prima data <strong>sold out</strong>), <strong>Bologna</strong>, (27 e 28 giugno allo Stadio Dall’Ara, prima data <strong>sold out</strong>), <strong>Messina</strong> (1 e 2 luglio allo Stadio F. Scoglio, prima data <strong>sold out</strong>), <strong>Bari</strong> (5 luglio allo Stadio San Nicola), <strong>Padova</strong> (doppietta 8 e 9 luglio allo Stadio Euganeo) e <strong>Milano</strong> (doppietta <strong>sold out</strong> 11 e 12 luglio allo Stadio San Siro).</p>
<p style="font-weight: 400;">Sarà <strong>l’ennesima grande estate da protagonista</strong> per Max Pezzali, che si appresta a scrivere <strong>un altro grande capitolo dello straordinario viaggio di</strong><strong><em> MAX FOREVER</em></strong>, una corsa che non accenna a fermarsi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Già annunciata infatti per la fine dell’anno<strong> </strong><strong><em>Max Forevere &#8211; stessa storia stesso posto stesso bar</em></strong>, <strong>nuova avventura live nei palasport italiani che debutterà a fine 2026</strong>, a partire da una vera e propria <strong>residency all’Unipol</strong> <strong>Dome Milano Santa Giulia</strong> il <strong>22, 23, 26, 27, 29 e 30 dicembre 2026</strong>. <strong>6 imperdibili appuntamenti con un nuovo show</strong>, un nuovo viaggio musicale che riporterà nella dimensione indoor l’energia, le emozioni e le canzoni che hanno segnato il percorso dell’artista da record, tra grandi classici e nuove sorprese.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em><em>“L’ennesima grande sfida – </em>racconta Max Pezzali<em> – porteremo il bar di provincia in uno show nuovo di zecca, trasformeremo una delle arene più belle d’Europa nel bar di provincia più grande d’Italia, forse d’Europa, forse del mondo!”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Un successo inarrestabile e senza precedenti </strong>quello di<strong> <em>Max Forever</em></strong><strong>, </strong>che dal primo stadio del 2022, ha conquistato <strong>le vette del panorama della musica italiana dal vivo, </strong>crescendo anno dopo anno<strong> con numeri da record. </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da <strong><em>SanSiro Canta Max</em></strong>, che in sole tre settimane aveva registrato il tutto esaurito e raddoppiato, al primo <strong>tour sold out da 33 palazzetti</strong>, con la grande conclusione al <strong>Circo Massimo</strong> del 2023. A seguire la <strong>prima tournée negli stadi</strong>, <strong><em>MAX FOREVER (Hits Only)</em></strong> nell’estate del 2024, che precedeva i <strong>18 show</strong> a cavallo tra la fine del 2024 all’<strong>Unipol Forum di Milano</strong> (con <strong><em>Max Forever </em></strong><strong><em>&#8211; Questo Forum non è un albergo</em></strong>) e l’inizio del 2025 al <strong>Palazzo dello Sport di Roma</strong> (con <strong><em>Max Forever</em></strong><strong><em> &#8211; Questo Pala non è un albergo</em></strong>).</p>
<p style="font-weight: 400;">Un anno il 2025 che ha consacrato Max Pezzali leader assoluto con le <strong>85mila presenze registrate per il maxi evento </strong><strong><em>MAX FOREVER </em></strong><strong><em>– </em></strong><strong><em>Grand Prix</em></strong>, lo scorso <strong>12 luglio all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il 2026 è iniziato con <strong><em>Max Forever</em></strong><strong><em> – The Party </em></strong><em>BOAT</em>, 5 serate uniche per un vero e proprio <strong>residency musicale</strong> serale a bordo di una nave da crociera durante la settimana del Festival di Sanremo, ed è proseguito con il <strong>primo tour europeo</strong>, <strong><em>Max Forever &#8211; Goes to Europe 2026</em></strong>, che <strong>nel mese di aprile</strong> lo ha portato in giro per l’Europa, con <strong>9 date</strong> nelle città di <strong>Londra</strong>, <strong>Ginevra</strong>, <strong>Zurigo</strong>, <strong>Bruxelles</strong>, <strong>Parigi</strong>, <strong>Koper </strong>(doppia data), <strong>Barcellona </strong>e <strong>Madrid</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">E il mondo anni ’90 sarà di nuovo rappresentato in autunno, con una <strong>nuova stagione</strong> da 8 episodi della fortunatissima serie di <strong>Sky che racconta la storia degli 883</strong>, dal titolo <strong><em>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</em></strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>MAX FOREVER </em></strong><strong><em>GLI ANNI D’ORO – STADI 2026</em></strong> e <strong><em>MAX FOREVER</em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em>– STESSA STORIA STESSO POSTO STESSO BAR</em></strong> sono organizzati e prodotti da<strong> Vivo Concerti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Info e biglietti su </strong><a href="http://www.vivoconcerti.com/"><strong>www.vivoconcerti.com</strong></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>MAX FOREVER </u></strong><strong><u>STADI 2026 – GLI ANNI D’ORO</u></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Venerdì 19 giugno 2026 | NAPOLI @ STADIO MARADONA </strong><strong>SOLD OUT</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Martedì 23 giugno 2026 | ROMA @ STADIO OLIMPICO </strong><strong>SOLD OUT</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Mercoledì 24 giugno 2026 | ROMA @ STADIO OLIMPICO </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sabato 27 giugno 2026 | BOLOGNA @ STADIO DALL’ARA </strong><strong>SOLD OUT</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Domenica 28 giugno 2026 | BOLOGNA @ STADIO DALL’ARA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Mercoledì 1 luglio 2026 | MESSINA @ STADIO F.SCOGLIO </strong><strong>SOLD OUT</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Giovedì 2 luglio 2026 | MESSINA @ STADIO F.SCOGLIO</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Domenica 5 luglio 2026 | BARI @ STADIO SAN NICOLA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Mercoledì 8 luglio 2026 | PADOVA @ STADIO EUGANEO </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Giovedì 9 luglio 2026 | PADOVA @ STADIO EUGANEO</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sabato 11 luglio 2026 | MILANO @ STADIO SAN SIRO </strong><strong>SOLD OUT</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Domenica 12 luglio 2026 | MILANO @ STADIO SAN SIRO</strong><strong> SOLD OUT</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong><strong><u>MAX FOREVER </u></strong><strong><u>STESSA STORIA STESSO POSTO STESSO BAR</u></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Martedì 22 dicembre 2026 | UNIPOL DOME MILANO SANTA GIULIA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Mercoledì 23 dicembre 2026 | UNIPOL DOME MILANO SANTA GIULIA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sabato 26 dicembre 2026 | UNIPOL DOME MILANO SANTA GIULIA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Domenica 27 dicembre 2026 | UNIPOL DOME MILANO SANTA GIULIA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Martedì 29 dicembre 2026 | UNIPOL DOME MILANO SANTA GIULIA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Mercoledì 30 dicembre 2026 | UNIPOL DOME MILANO SANTA GIULIA</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/attesa-per-il-live-di-max-pezzali-al-maradone-di-napoli/">Attesa per il live di Max Pezzali al Maradona</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Enzo Avitabile a Piazza Mercato con World Summit</title>
		<link>https://www.mydreams.it/enzo-avitabile-a-piazza-mercato-con-world-summit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 05:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mydreams.it/?p=64360</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un incontro straordinario tra culture, suoni e visioni artistiche nel segno di Napoli Città della Musica: nasce WORLD SUMMIT, il progetto musicale ideato e diretto da Enzo Avitabile, che porta sul palco un dialogo autentico tra le musiche del mondo e i mondi della musica. Domenica 21 giugno 2026 dalle ore 21 va in scena a Napoli, in piazza Mercato, un concerto-evento, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/enzo-avitabile-a-piazza-mercato-con-world-summit/">Enzo Avitabile a Piazza Mercato con World Summit</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p style="font-weight: 400;">Un incontro straordinario tra culture, suoni e visioni artistiche nel segno di <em>Napoli Città della Musica</em>: nasce <strong>WORLD SUMMIT</strong>, il progetto musicale ideato e diretto da <strong>Enzo Avitabile</strong>, che porta sul palco un dialogo autentico tra le musiche del mondo e i mondi della musica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Domenica <strong>21 giugno</strong> 2026 dalle ore 21 va in scena a <strong>Napoli</strong>, in piazza Mercato, un <strong>concerto-evento</strong>, ad ingresso gratuito, in cui le identità culturali si incontrano, si trasformano e si raccontano attraverso il linguaggio universale della musica. Promosso e finanziato dal <strong>Comune di Napoli</strong>, il progetto è realizzato con il sostegno dell&#8217;Assessorato al Turismo e in sinergia con l&#8217;Area Cultura.</p>
<p style="font-weight: 400;">WORLD SUMMIT è un vero e proprio viaggio musicale, un progetto che si distingue per la sua forte vocazione interculturale. Africa, Mediterraneo ed Europa si intrecciano in un tessuto sonoro ricco e dinamico, dove ritmi ancestrali dialogano con il soul, la world music, il rap e la canzone d’autore. Non solo un concerto, ma un’esperienza artistica che mette al centro temi universali come l’identità, l’incontro tra popoli, la spiritualità e l’impegno sociale.</p>
<p>Artista da sempre impegnato nella ricerca e nella contaminazione sonora, Avitabile costruisce un’esperienza live intensa e coinvolgente, capace di unire tradizione e contemporaneità, radici popolari e linguaggi globali. Ad affiancarlo in questa grande festa dell’incontro, una line-up d’eccezione che attraversa continenti e generi: la cantante beninese <strong>Angélique Kidjo</strong>, icona internazionale della world music e vincitrice di 5 Grammy; il rapper <strong>Ntò</strong>, leader storico della scena urban napoletana; la cantante e polistrumentista maliana <strong>Rokia Traoré</strong>, nome di punta della nuova scena africana; il rapper italo-tunisino <strong>Sayf</strong>, nuova espressione della contemporaneità musicale del nostro paese e <strong>’O Zulù</strong>, leader e voce dei 99 Posse. Con la partecipazione speciale dell’attore e regista partenopeo, <strong>Massimiliano Gallo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Napoli è città delle musiche e la grande festa del 21 giugno, con i palchi diffusi in più punti della città e un intreccio di linguaggi musicali, ne è la testimonianza. Il cuore della celebrazione è Piazza Mercato, a cui l’amministrazione Manfredi sta prestando particolare attenzione con progetti di riqualificazione e eventi, e in questa piazza il palco sarà del World Summit di Enzo Avitabile, artista che diffonde il dialogo di pace tra i popoli e di interculturalità e che l’Assessorato al Turismo sostiene sempre con entusiasmo e convinzione. Tra i punti della mappa musicale del 21 giugno, c’è anche Porta Capuana, altra zona della città che ha bisogno di particolare cura. Sarà una giornata meravigliosa per Napoli: dalla mattina fino alla sera, strade e piazze si riempiranno di musica e la musica ha un forte potere di aggregazione, benessere e gioia», dichiara l&#8217;Assessora al Turismo <strong>Teresa Armato</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">WORLD SUMMIT si inserisce idealmente nella cornice della <strong>Festa della Musica 2026</strong>, tradizionale appuntamento della programmazione culturale cittadina che ogni anno celebra il solstizio d&#8217;estate trasformando strade, piazze e luoghi della cultura in palcoscenici aperti alla partecipazione di tutti. L&#8217;edizione di quest&#8217;anno si sviluppa attorno al tema nazionale “<strong>La voce dei luoghi</strong>”, per sottolineare la capacità della musica di contribuire alla valorizzazione del territorio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>«La Festa della Musica conferma una visione che il sindaco Manfredi porta avanti con convinzione: utilizzare la cultura come strumento di attivazione e valorizzazione dei territori»,</em> afferma <strong>Sergio Locoratolo</strong>, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli. <em>«Le iniziative coinvolgono quartieri e piazze differenti della città, dalle aree centrali alle periferie, costruendo occasioni di partecipazione diffuse e accessibili. Piazza Mercato, con il grande concerto di Enzo Avitabile, prosegue nel suo percorso di rilancio e Porta Capuana ospita esperienze che intrecciano creatività, inclusione e sviluppo dal basso, in sinergia con le azioni di valorizzazione e rigenerazione che il Comune sta sviluppando in quell&#8217;area. La musica diventa così uno strumento concreto per rafforzare comunità, identità e senso di appartenenza».</em></p>
<p style="font-weight: 400;">La programmazione diffusa della Festa della Musica interessa quest&#8217;anno sei diverse municipalità cittadine.<br />
Concerti, performance e showcase si alterneranno nel corso della giornata in alcuni dei luoghi più frequentati di Napoli: <strong>Piazza Dante</strong>, <strong>Piazza degli Artisti</strong> e <strong>Piazza San Pasquale</strong> ospiteranno appuntamenti dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20; <strong>Piazza San Francesco di Paola a Porta Capuana</strong> sarà animata dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.30; <strong>Monte Echia</strong> e <strong>Piazza Giovanni Paolo II a Scampia</strong> accoglieranno invece le esibizioni serali dalle ore 18 alle 21. Musicisti, band, cori, scuole di musica, dj e artisti emergenti daranno vita a una grande festa partecipata che attraverserà quartieri, generazioni e linguaggi musicali diversi, portando la musica al centro della vita urbana.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>«La Festa della Musica è uno degli appuntamenti più significativi dell&#8217;anno in una città che la musica, come ci dice proprio il Maestro Avitabile, la declina al plurale! Napoli, infatti, è città delle musiche, con tanti generi e tradizioni, tra spettacolo, formazione, partecipazione e sviluppo», conclude <strong>Ferdinando Tozzi</strong>, delegato del Sindaco per l&#8217;industria musicale e l&#8217;audiovisivo. «Accanto ad un evento di caratura internazionale come WORLD SUMMIT, Napoli apre le sue piazze a musicisti, giovani talenti, scuole, associazioni e artisti emergenti, offrendo occasioni concrete di espressione e visibilità. È una festa che attraversa generi, generazioni e quartieri diversi»</em></p>
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