
Foto di Laila Pozzo
Al Teatro Mercadante di Napoli è di scena Silvio Orlando ne Il Berretto a Sonagli di Luigi Pirandello, con Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti, per la regia di Andrea Baracco; una co-produzione Cardellino srl, Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano (repliche fino a dom. 29 marzo).
Scritto nel 1916, prima in siciliano e poi tradotto in italiano, Il Berretto a Sonagli (tratto dalla novella La Verità) è presto diventato uno dei drammi più apprezzati e rappresentati di Pirandello (anche grazie alla versione napoletana che Eduardo ne trasse più tardi). La storia è quella dell’umile scrivano Ciampa, vittima di una macchinazione ordita dalla moglie gelosa del suo principale, Beatrice Fiorica, la quale – convinta che suo marito la tradisca proprio con la moglie di Ciampa – non esita a creare un grosso scandalo nel paese, col coinvolgimento addirittura delle forze dell’ordine. Per rimediare a tale disonore, non ci sono che due alternative: o Ciampa stesso dovrà ammazzare sua moglie e il suo principale (pur sapendoli innocenti) o la donna accusatrice dovrà dichiararsi pazza, facendo così sgonfiare lo scandalo a prezzo della sua interdizione… «Inchiodare in una formula un autore – asserisce Baracco – è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Proprio per questo, Leonardo Sciascia avvertiva: “Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola dal pirandellismo”. Pirandello stesso diceva che il suo Ciampa fosse un personaggio “strapieno di tragica umanità, non vivo ma arcivivo” e che “bisogna leggere non le parole ma l’azione parlata, perché è sempre tale il mio dialogo, non fatto mai di parole, ma di mosse d’anima”. Ecco, è lo stesso Pirandello che si smarca con fermezza dal pirandellismo. L’umiltà dell’uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga e allora lui si difende con parole vive e umanamente strazianti, piene di una comicità ironica con cui si prende ferocemente gioco dell’ottusità degli altri, per poi precipitare, nella sua umiliazione da vinto, in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all’angoscia».
Con queste premesse e avendo a disposizione un attore del calibro di Silvio Orlando, capace di eccellere sia in ruoli comici che drammatici, Andrea Bracco costruisce uno spettacolo agile, essenziale, in cui il nitore delle scene di Roberto Crea si scontra con la calda passionalità dei personaggi. Unica eccezione, ancora una volta, il Ciampa di Orlando che – forte del suo raziocinio – è il solo che riesce a tener testa alla folle gelosia della sua antagonista. Salvo poi a tornare, nella seconda parte, stravolto per lo scandalo e per il crollo di tutte le sue certezze di cittadino, impiegato e marito onesto. Qui si scatena la sua follia, ma una follia soltanto apparente, perché guidata dalla stessa lucidità analitica del Ciampa di prima, che però – ormai – ha scoperto le sue carte e pretende che anche gli altri abbiano il coraggio di fare lo stesso. In questo, Silvio Orlando è strepitoso, riuscendo a costruire due volti diversi e complementari dello stesso personaggio. Ben reggono la prova anche gli altri interpreti, tra cui ricordiamo Stefania Medri, un’ottima Beatrice, anch’essa abile nel mostrare due volti diversi dello stesso personaggio (dapprima vendicativa, poi vittima della sua stessa trama), Michele Eburnea nel ruolo del simpatico, superficiale Fifì, suo fratello, e Davide Lorino, con la sua efficace caratterizzazione del Commissario di PS Alfio Spanò.
Dopo Napoli, la tournée prosegue a Teatro Comunale di Bolzano (9-12 aprile), al Teatro Strehler Piccolo di Milano (14-26 aprile), al Teatro Carignano di Torino (28 aprile- 10 maggio).