La Palma d’oro della 79esima edizione del Festival di Cannes va al film Fjord del regista rumeno Cristian Mungiu. La giuria presieduta da Park Chan-wook e composta da Diego Cèspedes, Isaach de Bankolè,Paul Laverty, Demi Moore, Ruth Negga, Laura Wandel, Stellan Skarsgard Clhoè Zhao non ha avuto dubbi a far vincere Mungiu una seconda volta, sì perché aveva già vinto nel 2007 con il film 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni.
Fjord ricorda tanto a noi italiani le vicende della famiglia del bosco. É una storia che vede contrapposte una famiglia religiosa tradizionale e una società laica ed intollerante. Ecco cosa ha detto il regista subito dopo la premiazione: «Credo che prima di chiedere agli altri di fare dei cambiamenti sia importante che noi stessi li facciamo. Le società odierne sono frammentate e radicalizzate. Il film è un messaggio di tolleranza, inclusione, empatia».
Questa edizione del Festival di Cannes passerà alla storia per aver assegnato tre ex aequo nelle categorie più prestigiose ovvero regia e recitazione e per la mancata partecipazione dell’Italia. Per la regia i premi sono stati vinti da Javier Calvo e Javier Ambrossi ( La Bola Negra) e Pawel Pawlikowski (Fatherland), migliori attori Emmanuel Macchia e Valentin Campagne protagonisti di Coward e Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a sudden. L’esclusione dell’Italia sia dal Festival di Cannes che dal Festival Internazionale del Cinema di Berlino meriterebbe un articolo a parte. Possiamo dire che la qualità delle candidature ricevute non era forse all’altezza della concorrenza globale e non ci meravigliamo più di tanto dal momento che poco si investe nella cultura in generale e meno che mai nella settima arte. Ci siamo però consolati per la presenza di Pierfrancesco Favino, accompagnato sulla Croisette dalla compagna Anna Ferzetti, che, consegnando il Premio per la migliore attrice ha detto in un francese impeccabile: «Qui siamo tutti esseri umani che cercano di creare, di costruire in un mondo che sembra consumato da una passione per la distruzione. Distruggere è sempre più semplice, la cosa più facile. Sappiamo cosa serve in termini di forza, talento, dubbi e amore per creare, per costruire qualcosa.Quindi, guardatevi allo specchio, fate un bilancio di voi stessi, imparate a conoscervi perché è proprio in questo che risiede il nostro superpotere , la nostra capacità di inventare mondi insieme e di farli funzionale. E’ la nostra forza e la nostra responsabilità preservarla».
Ecco di seguito i nominativi dei vincitori premiati al Grand Theatre Lumière di Cannes nella serata condotta dall’attrice Eye Haidara
Palma d’Oro Fjord di Cristian Mungiu
Gran Prix Minotaur di Andrei Zvyaginstev
Migliore regia ex aequo Javier Calvo-Javier Ambrossi La Bola Negra Pawel Pawlikowski Fatherland
Migliore sceneggiatura Emmanuel Marre per Notre salut (Un uomo del suo tempo)
Migliore attrice ex aequo Virginie Efira-Tao Okamoto per All of a Sudden
Migliore attore ex aequo Emmanuel Macchia -Valentin Campagne per Coward
Premio Speciale della Giuria The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach
Camera d’Or Ben’lamana di Marie Clementine Dusabejambo
Palma d’Oro per il miglior cortometraggio Para Los Contricantes (Aux Adversaires) di Federico Luis
Palma d’Oro alla carriera Barbra Streisand
Palma d’Oro d’Onore John Travolta