
ph. Richard Haughton
Il Teatro Mercadante di Napoli ha ospitato nella sezione internazionale del Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio, lo spettacolo in prima mondiale Rendez-vous, un’opera teatrale e circense con Victoria Thierrèe Chaplin insieme a Jean Baptiste, Aurèlia e James Thierrèe e la partecipazione di Lucia Leonardi. La famiglia Thierrèe ha consentito agli spettatori di entrare nel suo mondo fantastico mettendo in scena le performance più note dalla nascita del Cirque Bonjour del 1971 al Cirque Invisible, passando per la Symphonie du Hanneton, Aurelia’s Oratorio, Raoul e Murmures des murs. É stato un appuntamento al quale non siamo potuti mancare. Puntuali e, indossati i nostri abiti migliori, ci siamo recati al Mercadante, spronati dalla curiosità e dalla voglia di ritornare bambini. Abbiamo assistito ad uno spettacolo che non ci ha delusi, unico nel suo genere e abbiamo sgranato gli occhi per la meraviglia.
Rendez-vous è stato un viaggio surreale e poetico nel teatro dell’illusione. Tutti i componenti Thierèe, ciascuno con le proprie peculiarità, ci hanno accompagnato con garbo in una dimensione fantastica e onirica ,regno della fantasia e dell’immaginazione. Gli oggetti più disparati, anche quelli di uso comune quali ombrelli,bicchieri, biciclette, ventagli hanno cambiato colore e dimensione diventando fatati, posseduti da un’anima creativa .
Victoria Chaplin è stata la vera presenza camaleontica dello spettacolo, il fulcro centrale delle performance di suo marito e dei suoi due figli. I suoi costumi l’hanno trasformata sotto gli sguardi increduli degli spettatori in animali mitologici, strambi, originali. Da un’armatura medioevale abbiamo visto partorire uno struzzo, un drago, una civetta, un serpente, un coccodrillo con la bocca spalancata, un uccello, un cavallo, tutti rubati ad un libro di fiabe. Un lume diventava un copricapo e una cassettiera conteneva una sensuale donna con tre gambe i cui piedi calzavano scarpe rosse con il tacco, proprietà di sua figlia Aurèlia! Jean Baptiste Thierrèe ha bilanciato la straordinaria potenza creativa della sua compagna di vita attraverso un’ironia leggera e surreale, sfoggiando le sue arti mancate di prestidigitazione alla Mac Ronay con la leggerezza di un Lindsay Kemp. Come non affezionarsi a questo vecchietto pasticcione e maldestro, candido e innocuo che strizza l’occhio agli spettatori per ogni numero non riuscito, dilatando il suo sguardo profondo e magnetico su di loro? É un pagliaccio che riflette l’errore, la fragilità umana, la scommessa di un virtuosismo non riuscito. Aurèlia e James hanno poi impreziosito lo spettacolo con la loro arte teatrale e mimica fatta di gesti ed intenzioni attraverso i loro corpi flessibili e snodati. La scenografia costituita da specchi deformanti ci ha restituito i loro corpi da burattini sempre più dinoccolati e capaci di repentine trasformazioni come quando accennavano passi di danza anche su pattini a rotelle con la tecnica del floating step o passo fluttuante della Berezka oppure il moonwalk.
Tutto ha ruotato sui binari della fantasia, dell’illusione, del sogno. Insomma questo fantasmagorico e surreale spettacolo ha conquistato proprio tutti