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	<title>Rosa Di Girolamo, Mydreams.it&#039;s Authors</title>
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		<title>Eleonora Pimentel Fonseca rivive nei Quartieri Spagnoli</title>
		<link>https://www.mydreams.it/eleonora-pimentel-fonseca-rivive-nei-quartieri-spagnoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 09:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eleonora Pimentel Fonseca rivive nel reticolato più suggestivo di Partenope. L’eroina della rivoluzione napoletana, che caratterizzò l’illuminismo in città per il suo temperamento ribelle, oggi viene omaggiata con un murales degno di nota. Una suggestione allo sguardo compare alla parete di uno degli edifici che accompagnano le mura dei Quartieri Spagnoli. La giornalista, politica e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Eleonora Pimentel Fonseca rivive nel reticolato più suggestivo di Partenope. L’eroina della rivoluzione napoletana, che caratterizzò l’illuminismo in città per il suo temperamento ribelle, oggi viene omaggiata con un murales degno di nota. Una suggestione allo sguardo compare alla parete di uno degli edifici che accompagnano le mura dei Quartieri Spagnoli. La giornalista, politica e poetessa del XVIII° secolo, visse proprio nei Quartieri Spagnoli, quasi tutta la sua breve esistenza. Una storia tragica, che condusse Eleonora Pimentel Fonseca alla decapitazione. È dunque un inno alla libertà, il murales realizzato a sua gloria. Il dipinto è stato portato a compimento da Leticia Mandragora, artista italo-spagnola. La street artist, coinvolge lo sguardo con il tratto distintivo del colore blu dei volti, che si fondono a sfumature di definizione personalizzata.  Con il murales ritraente Eleonora Pimentel Fonseca, sembra quasi assistere ad una meravigliosa opera di olio su tela, che rende instancabili gli occhi rivolti all’insù dell’edificio, dove l’immagine appare. Il tratto che più colpisce è la vivacità espressiva. La profondità dello sguardo diviene una dichiarazione di sensibilità che si unisce al messaggio di dignità, proclamato dall’interezza somatica. L’opera diventa dunque un messaggio di rivalutazione sociale ed antropologica, insieme all’espressione artistica dello spazio prescelto. Eleonora Pimentel Fonseca sorge nei Quartieri Spagnoli, con il titolo di: l’emancipazione. La realizzazione del prodotto artistico difatti, è stato concepito dalla Cooperativa Sociale Assistenza e Territorio Onlus, nell’ambito del progetto di street art, “Assafà”. Un’attività del comune di Napoli, con il patrocinio dell’assessorato alle politiche sociali. Nell’ambito della linea di azione, “Abitare la strada”, del servizio laboratori di Educativa territoriale. </span></p>
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		<title>Il Sogno del Tuffatore, il nuovo libro di Rosa Tiziana Bruno</title>
		<link>https://www.mydreams.it/il-sogno-del-tuffatore-il-nuovo-libro-di-rosa-tiziana-bruno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 18:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una descrizione poetica che intreccia la storia all’immaginazione, la fantasia alla filosofia, la vivacità dell’arte culinaria, ben condita al carattere didattico. È così che mi piace descrivere il contenuto del libro “Il Sogno del Tuffatore” (La Medusa editrice) di Rosa Tiziana Bruno. La scrittrice e sociologa campana, autrice di saggi, romanzi pubblicati in Italia e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Una descrizione poetica che intreccia la storia all’immaginazione, la fantasia alla filosofia, la vivacità dell’arte culinaria, ben condita al carattere didattico. È così che mi piace descrivere il contenuto del libro “Il Sogno del Tuffatore” (La Medusa editrice) di Rosa Tiziana Bruno. La scrittrice e sociologa campana, autrice di saggi, romanzi pubblicati in Italia e all’estero, pubblica un  nuovo ed emozionante lavoro editoriale. “Il Sogno del Tuffatore” scandisce una traccia della caratterialità della sociologa, scrittrice ed insegnante. Un libro in cui la definizione educativa viene vivacizzata dalla “personalità” fantasiosa, che invita quasi ad entrare nel libro, come in un sogno. Il libro nasce per i bambini, ma viene concepito anche per gli adulti. È la storia nella storia. Un racconto che con descrizione leggera, ci fa scoprire la civiltà Greca, in un filo conduttore con il territorio della sorprendente Paestum.  Una scoperta tra vita, arte, filosofia e cucina dell’antichità del territorio di contaminazione greco-romana, che regala al presente, uno splendido arricchimento. </span></p>
<p><b>Un libro destinato ai bambini, che si rivolge anche agli adulti. Ce ne vuoi parlare? </b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">«Credo che ogni buon libro sia per tutti, senza distinzione di età. Nel caso specifico de “Il sogno del Tuffatore” ho cercato di immaginare una storia che potesse unire nella lettura grandi e piccoli. La trama si snoda attraverso avventure e peripezie giocose, alternate da momenti di riflessione sulla realtà umana, quella realtà che non cambia nel tempo, perché riguarda emozioni e sentimenti. Nel gioco, nell’avventura e nella riflessione ciascuno può ritrovare pezzi di sé, non importa quanti anni abbia».</span></p>
<p><b>Come è nata l’idea di realizzare Il Sogno del Tuffatore? </b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">«Il libro nasce dalla mia profonda passione per la storia. È infatti il mio terzo romanzo ambientato in un’epoca storica antica. Calare un racconto in epoche lontane è complicato, richiede studi approfonditi, soprattutto per evitare di trasmettere al lettore concetti stereotipati che, purtroppo, sono diffusissimi nonostante siano ben lontani dalla verità storica. Studiare mi piace, costruire storie anche.  Il trucco che mi permette di fare qualcosa di faticoso senza stancarmi è tutto qui».</span></p>
<p><b>Perché proprio la scelta di ambientare il filo conduttore nella città di Paestum? </b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">«C’era bisogno, a mio parere, di un romanzo ambientato nell’antica Paestum, anzi nell’antica Poseidonia magnogreca. Nessuno ci aveva mai pensato, era ora di provvedere. La Magna Grecia è all’origine della nostra civiltà, è la fonte del nostro sapere, in tutti i settori culturali e scientifici. Basti pensare alla filosofia, alla medicina o semplicemente alla dieta mediterranea, che proprio a Paestum e dintorni hanno conosciuto momenti di grande sviluppo. Nella vicina Elea, oggi chiamata Velia, abitava e studiava Parmenide, solo per fare un esempio fra mille».</span></p>
<p><b>Nel libro il lettore incontra la correlazione tra cucina ed arte. Che correlazione vuoi trasferire? </b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">«Mi piacerebbe semplicemente trasmettere un’idea di Storia con mille sfaccettature. Perché la Storia è esattamente così, non un susseguirsi di date e battaglie, ma un fluire di piccoli e grandi dettagli che si intrecciano tra loro in maniera sorprendente. La cucina è uno di questi, nel piatto che mangiamo è contenuta la storia di tutti coloro che ci hanno preceduto nei secoli addietro. Nulla è a caso, le pietanze, il modo in cui le prepariamo, gli ingredienti che amiamo, il gusto, l’arte culinaria, l’arte in generale, sono frutto dell’antico intreccio tra il pensiero dell’uomo e la natura intorno».</span></p>
<p><b>Ne “Il sogno del tuffatore”, i piccoli fanno la conoscenza di concetti bellissimi: La felicità, il sogno, l’arte, la </b><b>libertà, la filosofia. Che messaggio pedagogico insegni? </b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">«Nessun messaggio, solo una storia avventurosa nella speranza che possa incoraggiare adulti e bambini a vivere la meravigliosa esperienza della lettura, insieme. È dallo stare insieme, ovvero nella condivisione, che nascono idee e riflessioni preziose per il nostro vivere. Spesso sento usare la parola “spensierato” come una condizione di semi felicità a cui tendere. Invece la parola “spensierato” significa semplicemente “senza pensieri” e non ha nulla a che fare con la felicità. Se non esercitiamo l’arte del pensiero, se non sappiamo ragionare e riflettere, siamo spacciati. Pensare serve a essere felici, ma bisogna saperlo fare, nel modo giusto. Per questo l’arte della riflessione bisogna apprenderla fin da piccoli. In appendice al libro, il lettore trova un percorso che io amo definire “filosofia per la famiglia”. È una passeggiata tra “sapori e saperi” all’interno   del parco archeologico di Paestum e dell’intero Cilento, un tempo sede delle colonie magnogreche. È un invito rivolto agli adulti per incoraggiarli a riflettere sui grandi temi dell’esistenza in maniera gioiosa, insieme ai piccoli. Seguendo il tragitto compiuto dai protagonisti del racconto, è possibile fare un tour nell’area cilentana gustando deliziosi piatti di origine magnogreca e visitando le bellezze archeologiche. Si tratta di un percorso molto utile anche per le scuole, con spunti didattici di vario tipo. Nel libro, infine, c’è una descrizione dei siti antichi, curata dall’archeologa Giovanna Baldasarre».</span></p>
<p><b>Tra le righe del libro, si coglie in maniera continua, una piena poetica. Quanto pensi sia importante la rivalutazione della poesia tra i ragazzi, oggigiorno? </b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">«La poesia è ovunque, è necessaria. Ma io non amo particolarmente quella in versi, credo piuttosto che la poesia risieda nella quotidianità, nei piccoli gesti che ripetiamo ogni giorno e persino negli oggetti che consideriamo più banali. Sono proprio le cose della quotidianità, le più “dimenticate”, quelle a cui mi piace dare vita quando scrivo, specie se posso andare indietro nel tempo e scoprirne le origini. Per la sua capacità di viaggiare senza limiti, fino a raggiungere epoche lontanissime, la letteratura può essere davvero una strada per aiutare i ragazzi a esplorare il mare della conoscenza, a coltivare un pensiero libero e a comprendere il senso delle cose». </span></p>
<p><b>Hai progetti editoriali in prospettiva, sulla stessa direzione? </b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">«Adoro la Storia, ormai chi mi conosce lo sa bene e sono in molti a chiedermi nuovi viaggi nel tempo, per esplorare epoche lontane. Credo proprio che non saprò resistere alla tentazione di riprovarci».</span></p>
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		<title>In programma al MANN la mostra &#8220;World Press Photo 2019&#8221;</title>
		<link>https://www.mydreams.it/in-programma-al-mann-l-mostra-world-press-photo-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2019 12:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[mann]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita dal 14 ottobre all&#8217;11 novembre World Press Photo 2019, la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo. Una scelta imponente, quella di scegliere come sede il Mann. “Ritengo molto significativo l’incontro tra il Museo Archeologico nazionale di Napoli e il World Press Photo”. È così che ha dichiarato il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> ospita d<strong>al 14 ottobre all&#8217;11 novembre</strong> <strong><em>World Press Photo 2019</em></strong>, la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo. Una scelta imponente, quella di scegliere come sede il Mann. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Ritengo molto significativo l’incontro tra il Museo Archeologico nazionale di Napoli e il World Press Photo</span></i><span style="font-weight: 400;">”. </span>È<span style="font-weight: 400;"> così che ha dichiarato il Direttore dell’Archeologico Paolo Giulierini, dando il benvenuto alla straordinarietà delle 144 foto in esposizione. Un mese di emozioni attende il pubblico, in un programma che si snoderà dal 14 ottobre all’11 novembre. Una tappa, quella napoletana, organizzata da CIME in partnership con il Mann. Il World Press Photo, nasce dall’obiettivo di tutelare la libertà di stampa, insieme alla libertà dei fotoreporter, che “disegnano” attraverso la comunicazione visiva, scenari della vita quotidiana nel mondo. “</span><i><span style="font-weight: 400;">La fotografia è il mezzo che ha creato la più strabiliante velocità di comunicazione. La forza della manifestazione, diviene dunque, quella di farci riflettere intorno ai contenuti che esprime</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span>È<span style="font-weight: 400;"> quanto ha dichiarato Vito Cramarossa, presidente di CIME. Un organo, quest’ultimo, che rappresenta uno dei partner più importanti della Fondazione World Press Photo, e che alla sua quarta edizione, arriva a Napoli, dopo Bari, Palermo e Torino.  Un valore educativo, sociale e culturale fa da intreccio fotografico, al viaggio di World Press Photo, che racconta uno spaccato della storia contemporanea. “</span>È<i><span style="font-weight: 400;"> la forza ed il coraggio dei fotoreporter ad emergere da ogni descrizione fotografica</span></i><span style="font-weight: 400;">” &#8211; così Vito Cramarossa   fa riferimento a quella che rappresenta l’immagine più suggestiva, dell’intera raccolta dei reportage in esposizione. Si tratta di Crying Girl on the Border di John Moore. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Un pugno nello stomaco</span></i><span style="font-weight: 400;">”, così come ha proseguito Cramarossa. La fotografia descrive una bambina honduregna di circa due anni, Yanela in un pianto disperato, mentre sua madre Sandra Sanchez, che la tiene in braccio, è costretta a metterla a terra, forzata dalla perquisizione a cui viene sottoposta, da un agente della polizia americana di frontiera, al confine con il Messico. Storie fotografiche che esaltano l’eccellenza visiva e di contenuto, sono quelle in esposizione al World Press Photo. Tra questi, viene altresì annoverato, il lavoro italiano di Marco Gualazzini, La crisi del lago Ciad. Uno straripare di natura, popoli in cammino, violenza, migrazioni, solidarietà e tanta bellezza, sarà possibile osservare nel corso della mostra di fotogiornalismo, in un dialogo fotografico in cui l’occhio, intercetta cuore ed anima. </span></p>
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		<title>Ricomincio dai Libri, a chiudere la rassegna “Dodici Rose a settembre” di Maurizio de Giovanni</title>
		<link>https://www.mydreams.it/ricomincio-dai-libri-a-chiudere-la-rassegna-dodici-rose-a-settembre-di-maurizio-de-giovanni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 13:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è appena conclusa la fiera dell’editoria Ricomincio dai Libri, tenutasi presso la Fondazione Foqus di Napoli. Uno spazio di rigenerazione urbana nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Un filo rivolto alla rinascita, nel dedalo più controverso della città. Rachele Furfaro, presidente di Foqus, ha accolto con gioia la programmazione sinergica di Ricomincio dai Libri. Una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">Si è appena conclusa la fiera dell’editoria Ricomincio dai Libri, tenutasi presso la Fondazione Foqus di Napoli. Uno spazio di rigenerazione urbana nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Un filo rivolto alla rinascita, nel dedalo più controverso della città. Rachele Furfaro, presidente di Foqus, ha accolto con gioia la programmazione sinergica di Ricomincio dai Libri. Una fiera che quest’anno è approdata alla sua sesta edizione, con la direzione artistica dello scrittore Lorenzo Marone, e la presidentessa del progetto, Deborah Divertito. Tema pregnante della fiera, la Cura. Prendersi cura è il contenuto che Ricomincio dai libri, ha voluto comunicare. La cura diventa forma di risorgimento, in un contesto orientato alla disgregazione umana e sociale. Ed i libri, ricoprono un ruolo intenso, in un labirinto, che desidera la via d’uscita. Tanti gli ospiti che hanno vivacizzato la programmazione dal 4 al 6 ottobre. Un contesto, quello di Foqus, in cui l’atmosfera bucolica unita alla particolarità architettonica, hanno reso il fluire di ogni momento, proteso alle possibilità. A chiudere la kermesse, Maurizio de Giovanni. L’occasione è stata quella della presentazione del suo nuovo lavoro editoriale, Dodici Rose a settembre (Sellerio Editore). Il genere è quello del romanzo. Un intreccio di dinamiche in cui si riconoscono le difficoltà degli strati sociali. E’ l’incontro tra la giustizia ed il sociale. Tra di esse, la misura della legge. Dopo il Commissario Ricciardi ed I Bastardi di Pizzofalcone, due serie di polizieschi divenuti un successo strepitoso dello scrittore partenopeo, oggi,  quello che lui stesso definisce, un nuovo “abito” da indossare. Dodici Rose a settembre è la storia di Gelsomina Settembre, detta Mina. Un’assistente sociale di un consultorio dissestato, con sede presso i Quartieri Spagnoli di Napoli. Una condizione di difficoltà, in cui Mina è costretta ad occuparsi, di casi di giustizia. “</span><i><span style="font-weight: 400;">E’ come un vestito. Colorato, leggero, che si indossa per uscire la sera, per poi decidere di partire per un viaggio con lo stesso vestito</span></i><span style="font-weight: 400;">”. In chiave metaforica, Maurizio de Giovanni sviscera il filo conduttore della sua nuova sfida editoriale. Da qui il racconto di Mina, il personaggio, intorno a lei il mondo che allarga l’intera dimensione. Il racconto viene descritto su di un parallelismo continuo, quello di una serie di omicidi, compiuti tutti con la stessa, improbabile arma. Dall’altra parte una bambina, che si reca nel consultorio di quartiere, per comunicare le problematiche della sua famiglia. La madre, vittima di continue violenze del padre. La paura che possa essere uccisa dalle sue mani. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Mi chiamo Flor, ho undici anni, e sono qui perché penso che mio padre, ammazzerà mia madre</span></i><span style="font-weight: 400;">”.  Punto  di partenza ed  insieme di congiunzione, dell’intera storia. Tante le sfaccettature che incuriosiranno il lettore. Dall’attenzione ai personaggi che in una chiara trasposizione, si muovono, nelle mura dei Quartieri Spagnoli.  Assetati di desiderio, di rivincita, di miglioramento umano e sociale. L’attenzione alla città, che lo scrittore continua a raccontare. Il tema forte della violenza sulle donne. Le “sbadate”. Un aggettivo con cui viene scandito un contenuto di grande riflessione. Un messaggio narrativo che serve per rafforzare un importante messaggio sociale.  “</span><i><span style="font-weight: 400;">Perché il ruolo essenziale dello scrittore è quello di narrare una storia</span></i><span style="font-weight: 400;">”. E’ così che Maurizio de Giovanni, rende incisiva l’dea da cui nasce il suo nuovo libro. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Così’ nasce Mina, dalla voglia di imprimere la differenza tra la giustizia e la legge</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Dodici Rose a Settembre diventa il nuovo messaggio, in cui sono coinvolte un reticolo di storie. Proprio come a specchiarsi nello spazio in cui esse hanno trovato forma ed anima. Avvolte da un linguaggio che nella sua fervida immaginazione, diventa ironico e al tempo stesso impregnato di forza umana. </span></p>
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		<item>
		<title>Al via la sesta edizione di “Ricomincio dai Libri”</title>
		<link>https://www.mydreams.it/al-via-la-sesta-edizione-di-ricomincio-dai-libri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 11:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata la sesta edizione della fiera dell’editoria “Ricomincio dai Libri”, in programma dal 4 al 6 ottobre presso la Fondazione Foqus di Napoli, un esempio virtuoso di rigenerazione urbana nel cuore dei Quartieri Spagnoli. La direzione artistica cresce nelle parole e nel cuore dello scrittore Lorenzo Marone, che si riconferma essere il patron della kermesse. A [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Presentata la sesta edizione della fiera dell’editoria <strong>“Ricomincio dai Libri”</strong>, in programma dal 4 al 6 ottobre presso la <strong>Fondazione Foqus </strong>di Napoli, un esempio virtuoso di rigenerazione urbana nel cuore dei <strong>Quartieri Spagnoli</strong>.</p>
<p>La direzione artistica cresce nelle parole e nel cuore dello scrittore Lorenzo Marone, che si riconferma essere il patron della kermesse. A rappresentare la fiera, la Presidente del progetto, Deborah Divertito. Ospite della mattinata, il noto scrittore e umorista, Pino Imperatore, che in veste di padrino di Ricomincio dai Libri, ha anticipato tra emozione e risate, il suo spazio in fiera. L’omaggio all’uomo che in maniera geniale, seppe anticipare la caratterialità di Napoli, Luciano De Crescenzo. Il riconoscimento pregevole, di un evento, che esalta la bellezza. Il tema della VI edizione di Ricomincio dai Libri è la Cura. Un contenuto centrato in un assetto difficile. Una tematica pregnante. La cura di sé e del territorio. La cura degli affetti. In un momento storico orientato allo sgretolamento relazionale ed ambientale, diventa necessario imprimere l’importanza emozionale della cura. L’intelligenza che ne deriva dalla sua fioritura. La cura diventa momento per l’attenzione alla lettura, proprio in un contesto dove si legge poco. Perché i libri sono il seme della conoscenza. Prendersi cura vuol dire farsi carico. Affinché si possa progettare un percorso di contaminazione sociale. “<em>Prendersi cura vuol dire accogliere, e per farlo c’è bisogno di cedere una parte di se stessi. Diventa pubblico tutto ciò che noi facciamo per emancipare i luoghi, ed i libri sono lo strumento più ampio di divulgazione.”</em>. È su questo movimento relazionale che Rachele Furfaro, rivolge enfasi al luogo speciale in cui quest’anno approda Ricomincio dai Libri. La fiera imprime la sua natura, che è quella di partire dal basso. Foqus e la squadra di Ricomincio dai Libri volano verso la realizzazione di una commistura tra la Napoli “bene” e la dimensione umana meno agiata. Presenziare la rassegna in un luogo avvolto da controversie e difficoltà, permette di orientarci al miglioramento. È la fioritura di uno spazio esteriore ed interiore. Un’operazione strategica, per la bellezza architettonica che si cela tra i vicoli del reticolato più controverso di Partenope. Da Maurizio de Giovanni a Walter Veltroni, proseguendo con Geronimo Stilton, Ernesto Galli della Loggia, Vauro Senesi, Cristina Cattaneo, Francesca Gorzanelli, Matteo Cerri, Ilaria Gaspari, Luca Trapanese, Marco Rizzo, Viola Ardone. Saranno proprio tanti gli ospiti in fiera ed i momenti che si susseguiranno. Una distesa al vento, come i panni svolazzanti tra le luci di balconi e viuzze. “Perché le cose non si contraddicono tra loro e la lettura, apre tante possibilità per crescere. La cura è tutela. L’obiettivo diventa quello di dare importanza ad ogni aspetto della vita. La bellezza va diffusa in questo modo”. Intervento pregnante quello della Dottoressa Gaeta, Assessore alle Politiche Sociali, di cui vede il Patrocinio, Ricomincio dai Libri. Una definizione che ne scandisce il punto di arrivo e di partenza, insieme.</p>
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		<item>
		<title>L’uovo di Virgilio al Pan, con Vittorio del Tufo e Sergio Siano</title>
		<link>https://www.mydreams.it/luovo-di-virgilio-al-pan-con-vittorio-del-tufo-e-sergio-siano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 18:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[pan]]></category>
		<category><![CDATA[sergio siano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Dietro ogni uomo c’è una vita pubblica,  una vita privata, una vita segreta». Gabriel Garcia Marquez Ogni volta è un movimento di folla. L’occhio di Sergio Siano e la penna di Vittorio Del Tufo confermano la straordinarietà di Partenope. Il fotoreporter ed il giornalista del quotidiano Il Mattino, hanno svelato il dietro le quinte della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><i><span style="font-weight: 400;">«Dietro ogni uomo c’è una vita pubblica, </span></i><i><span style="font-weight: 400;"> una vita privata, una vita segreta»</span></i><span style="font-weight: 400;">. Gabriel Garcia Marquez</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni volta è un movimento di folla. L’occhio di Sergio Siano e la penna di Vittorio Del Tufo confermano la straordinarietà di Partenope. Il fotoreporter ed il giornalista del quotidiano Il Mattino, hanno svelato il dietro le quinte della rubrica, L’Uovo di Virgilio. Un interessante incontro, svoltosi all’interno della rassegna, Napoli Expo Art Polis, in corso d’opera al Pan, Museo D’Arte Contemporanea (Via dei Mille, Napoli).  Un lavoro appassionato che Siano e del Tufo, raccontano a stretto braccio, da quattro anni. Una sorprendente complessità, che attraverso l’immaginazione offerta dalla lettura, ci fa toccare con mano la memoria storica dell’infinitezza napoletana. Dal Pozzo dei Pazzi all’interno del complesso ospedaliero degli Incurabili, alla Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi, da cui trasse motivi ispiratori Caravaggio. Proseguendo con il delitto Guastamacchia e la leggenda sul suo fantasma presso il Castel Capuano, solo per menzionarne alcune.   L’uovo di Virgilio è la rubrica a puntate, in cui ogni domenica, la penna e l’occhio, sviscerano la caratterialità esoterica ed i misteri della città. Una memoria senza tempo, che l’acutezza di Siano e l’arte descrittiva di Del Tufo hanno fatto crescere, in un intreccio di curiosità e scoperte. E’ il racconto delle origini, che si fonda sul principio del raccogliere per poi dividere. Il disegno di una traccia nella memoria del passato, che s’interseca con la prosecuzione antropologica di Napoli. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Uno degli aspetti più intensi della narrativa, è quello di dare una seconda possibilità ai luoghi</span></i><span style="font-weight: 400;">”. E’ così che Vittorio Del Tufo esalta un lavoro avvolto da energia e spirito. Un processo in continuo divenire, attraverso cui si coglie l’inarrestabile anima di Napoli. Il mistero s’infittisce di racconti che come in nessun altro luogo, continuano nel tempo a spaziare in tutto il mondo. Il mantra di Sergio Siano fa da artefice ad ogni esplorazione sottopelle. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Andiamo e qualcosa troveremo</span></i><span style="font-weight: 400;">”.  Esso avviene tramite la scoperta recandosi sul luogo. Perché bisogna partire dal sottosuolo per arrivare alla superficie. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Di fronte alla problematicità di Napoli, L’uovo di Virgilio fa emergere tante storie che offrono la gratificazione del fatto che di fronte ad elementi orientati allo sfinimento del luogo, ne riportano in auge la straordinaria bellezza</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Vittorio Del Tufo, imprime il disegno magico in quanto leitmotiv dell’Uovo di Virgilio. Una pagina settimanale de Il Mattino, che sta per diventare un libro. </span></p>
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		<title>&#8220;Io sono l&#8217;altro&#8221;, il nuovo singolo di Niccolò Fabi</title>
		<link>https://www.mydreams.it/io-sono-laltro-il-nuovo-singolo-di-niccolo-fabi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 15:16:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Io sono l’altro, sono quello che spaventa, sono quello che ti dorme nella stanza accanto. Io sono l’altro, puoi trovare nello specchio la tua immagine riflessa. Il contrario di te stesso”. Descrizione sublimata dall’acustica che vibra. Una fusione di note che impregnano il contenuto profondo, segnano il ritorno di Niccolò Fabi. &#8220;Io sono l’altro&#8221; è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><i><span style="font-weight: 400;">“Io sono l’altro, sono quello che spaventa, sono quello che ti dorme nella stanza accanto. Io sono l’altro, puoi trovare nello specchio la tua immagine riflessa. Il contrario di te stesso”.</span></i><span style="font-weight: 400;"> Descrizione sublimata dall’acustica che vibra. Una fusione di note che impregnano il contenuto profondo, segnano il ritorno di <strong>Niccolò Fabi</strong>. &#8220;<em><strong>Io sono l’altro&#8221;</strong></em> è il titolo del singolo che che anticipa l’uscita di “<strong><em>Tradizione e tradimento”</em></strong>, il nuovo album di inediti (Universal Music) previsto per l’11 ottobre. In rotazione da oggi, il cantautore sviscera in musica, il tema dell’empatia. Niccolò Fabi canta il bisogno di insegnare un comportamento che nobilita l’intelligenza umana. In un confronto dove la disgregazione vuole ostinatamente espandersi, mentre il bisogno di integrazione grida forte, la sua poetica, ancora una volta è un dono. Niccolò Fabi si fa spazio per elevare un contenuto in cui, come si fa con l’acustica della chitarra, si accordano la dinamica sociale ed il cammino emozionale.  “Io sono un altro te” o “Tu sei un altro me”. Praticare l’empatia, vuol dire spogliarsi dei propri panni ed indossare quelli dell’altro. Una specie di rito di passaggio che ci concede una visione allargata di noi stessi. L’opportunità di renderci consapevoli della nostra “minuscola” presenza, in una specie di mappa gigante, che disegna la nostra vita. L’artista invoca il bisogno di empatia, l’esaltazione naturale dell’altro. L’empatia migliora la qualità della nostra vita. Ci arricchisce dal punto di vista etico, in riflesso alla nostra relazionalità. Niccolò Fabi, ci regala con il suono nuovo singolo, uno spaccato, che rivolge lo sguardo ad una riflessione dal valore educativo. Un corpo energico, il cu involucro è “ricamato” dalle note pop su cui le parole, viaggiano intense. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La canzone è in circuito da oggi 11 settembre, in digital download, su tutte le piattaforme streaming. Da dicembre Niccolò Fabi farà il suo ritorno live per festeggiare i 20 anni di carriera. </span></p>
<p><strong>Qui di seguito le date del tour:<br />
</strong></p>
<p>1 dicembre Ravenna Teatro Dante Alighieri<br />
2 dicembre Milano Teatro degli Arcimboldi<br />
8 dicembre Pescara Teatro Massimo<br />
10 dicembre Cosenza Teatro Rendano<br />
12 dicembre Catania Teatro Metropolitan<br />
13 dicembre Palermo Teatro Golden<br />
19 dicembre Teatro Auditorium Santa Chiara<br />
20 dicembre Vicenza Teatro Comunale<br />
21 dicembre Vicenza Teatro Comunale<br />
7 gennaio Udine Teatro Nuovo Giovani da Udine<br />
10 gennaio Bologna Teatro EuropAuditorium<br />
11 gennaio Firenze Teatro Verdi<br />
12 gennaio Torino Teatro Colosso<br />
13 gennaio Genova Teatro Politeama Genovese<br />
19 gennaio Roma Auditorium Parco della Musica<br />
20 gennaio Roma Auditorium Parco della Musica<br />
21 gennaio Napoli Teatro Augusteo<br />
22 gennaio Bari Teatro Team<br />
24 gennaio Ancona Teatro Le Muse<br />
25 gennaio Assisi Teatro Lyrick<br />
29 gennaio Bergamo Teatro Creberg<br />
30 gennaio Parma Teatro Regio</p>
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		<title>Ricomincio dai libri: torna a Napoli,la manifestazione gratuita dei libri</title>
		<link>https://www.mydreams.it/ricomincio-dai-libri-torna-a-napolila-manifestazione-gratuita-dei-libri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2019 12:13:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il libro è una possibilità di felicità che abbiamo noi uomini”. Jorge Luis Borges. Un’esternazione divenuta pilastro della cultura fondata sulla diffusione dei libri. La natura umana può trovare attraverso la lettura, un canale che libera ed insieme migliora corpo ed anima. È su quest’onda che fiere e manifestazioni con protagonisti i libri, hanno ricevuto nel tempo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Il libro è una possibilità di felicità che abbiamo noi uomini”.</span></i><span style="font-weight: 400;"> Jorge Luis Borges. </span><span style="font-weight: 400;">Un’esternazione divenuta pilastro della cultura fondata sulla diffusione dei libri. La natura umana può trovare attraverso la lettura, un canale che libera ed insieme migliora corpo ed anima. </span>È<span style="font-weight: 400;"> su quest’onda che fiere e manifestazioni con protagonisti i libri, hanno ricevuto nel tempo, conclamata proclamazione. Un segmento sociale, ha bisogno di un rapporto con la lettura. Nasce così nel 2014, la fiera letteraria Ricomincio dai Libri. Un lavoro svolto dalle 3 associazioni: La Bottega delle parole, Librincircolo e Arenadiana. L’obiettivo di portare in auge la cultura del libro, ha reso possibile, un progetto di collaborazione con il Forum delle associazioni del Comune di San Giorgio a Cremano. Ricomincio dai libri, si pone la sfida di rilanciare il commercio dei piccoli librai, intersecandosi in un percorso di miglioramento del contenuto urbano, ed insieme sociale. Ad esso, la possibilità offerta ai giovani scrittori, di far conoscere il proprio lavoro. Una vetrina, che diventa opportunità di sviluppo. San Giorgio a Cremano ha raccolto le prime 3 edizioni, fino ad arrivare a Napoli. Nel 2017 Ricomincio dai Libri arrivò all’Ospedale della Pace. Un luogo però, poco conosciuto del cuore di Napoli. Il 2018 sarà quello della conquista del Mann. Un grande successo. Da qui l’approdo a Sorrento. Oggi, I Quartieri Spagnoli. Il reticolato antropologico più suggestivo di Partenope, dà il benvenuto alla Fiera dei Libri. FOQUS è la Fondazione che ospiterà l’edizione 2019 di Ricomincio dai Libri. Come un ornamento di fiori in un terreno arido, così le iniziative culturali, stanno diffondendosi in uno spazio dalla “faccia” ostile, come quelli dei Quartieri Spagnoli. I libri squarciano la marginalità sociale, promuovendo la bellezza. Ricomincio dai Libri colorerà i Quartieri Spagnoli, nel primo fine settimana di ottobre (4-5-6). Una iniziativa interessante che intreccia attività ludiche, laboratoriali, eventi culturali ed ospiti, in uno scenario orientato all’espansione del contenuto folcloristico. </span></p>
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		<title>“Tutto il mio folle amore”, il nuovo film di Gabriele Salvatores</title>
		<link>https://www.mydreams.it/tutto-il-mio-folle-amore-il-nuovo-film-di-gabriele-salvatores/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 06:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Al Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un messaggio che sa di rivoluzione, quello che Gabriele Salvatores porta al cinema con la sua nuova pellicola sull’autismo dal titolo “Tutto il mio folle amore”. Una produzione che sarà presentata alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Selezione Ufficiale, Fuori Concorso. Il film, tratto dal romanzo “Se ti abbraccio non avere paura” di Fulvio Ervas, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-45263 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/08/tutto-il-mio-folle-amore-locandina-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/08/tutto-il-mio-folle-amore-locandina-210x300.jpg 210w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/08/tutto-il-mio-folle-amore-locandina-441x630.jpg 441w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/08/tutto-il-mio-folle-amore-locandina.jpg 496w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" />È un messaggio che sa di rivoluzione, quello che Gabriele Salvatores porta al cinema con la sua nuova pellicola sull’autismo dal titolo <strong>“Tutto il mio folle amore”</strong>. Una produzione che sarà presentata alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Selezione Ufficiale, Fuori Concorso. Il film, tratto dal romanzo “Se ti abbraccio non avere paura” di Fulvio Ervas, si basa su una storia vera.  La diversità diventa la porta in cui entrarci dentro, e scoprirne la bellezza che essa ci insegna. Una risorsa speciale ed imprevedibile, che può migliorarci. Tutto il mio folle amore, nasce dall’idea di metterci in contatto con la diversità, in una relazione che allunga lo sguardo alla meraviglia. La difficoltà che si trasforma in ricchezza. Un contenuto sociale è quello che Gabriele Salvatores diffonde. Un “temperamento” intenso, sublimato dalla bravura degli attori Claudio Santamaria ed il giovane Giulio Pranno. La storia è quella di Andrea (Giulio Pranno), un ragazzo autistico di 22 anni e di suo padre Franco, (Claudio Santamaria). Il rapporto padre-figlio è la tematica che fa da collante con la caratterialità delicata dell’autismo.  Un intreccio che ha incasellato come in un puzzle, pezzetti di sensazioni e segnali, rivolti alla crescita comportamentale. Il disagio diventa comunicazione di apertura relazionale. Tutto il mio folle amore racconta lo stupore, in un assetto che non sa più in quale “vetrina” specchiarsi. È un invito a ritrovare la sensibilità emozionale. Tutto il mio folle amore ci immerge nell’avventura di Franco ed Andrea. Il giro per il Sud America di un padre e di un figlio. Il padre che conquista la conoscenza di sé, attraverso il rapporto con il figlio. A fare da cornice è il viaggio. Un rapporto spazio-tempo in cui la problematicità, sarà vissuta come scoperta della imprevedibilità che va oltre la normalità. Un viaggio dove un padre ed un figlio saranno uniti da un tempo sospeso. Ed è proprio in questa sospensione che Andrea, il giovane ragazzo autistico, insegnerà al padre, ad abbandonarsi alla vita. Andrea accarezza la natura, semina gentilezza. Diffonde una concezione fantastica della vita. Andrea regala al padre una visione lontana da ogni sovrastruttura. Franco ed Andrea, si mescoleranno lungo il percorso, in una profondità tale, in cui non sarà più riconoscibile la diversità. Claudio Santamaria, Diego Abatantuon, o Valeria Golino e Giulio Pranno, sono gli anelli di congiuntura, de Il mio folle amore. Una produzione Indiana Production con Rai Cinema, in Co Produzione con Edi Effetti Digitali Italiani. Distribuito da 01 Distribution.</p>
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		<title>L’isola dell’abbandono, il nuovo libro di Chiara Gamberale</title>
		<link>https://www.mydreams.it/lisola-dellabbandono-libro-chiara-gamberale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 17:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando l’emozione trova le parole, diventa sublime. Ed è proprio il caso di dirlo, se pensiamo all’ incontro di presentazione dell’ultimo libro di Chiara Gamberale, L’isola dell’abbandono. Un momento di sintesi e di interscambio, tenutosi presso la Feltrinelli di Via Santa Caterina a Chiaia (Napoli). Protagoniste del tempo trascorso in compagnia dell’amata scrittrice, le emozioni. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-44342 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/l-isola-dell-abbandono-cover-chiara-gamvberale-192x300.jpg" alt="chiara gamberale" width="192" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/l-isola-dell-abbandono-cover-chiara-gamvberale-192x300.jpg 192w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/06/l-isola-dell-abbandono-cover-chiara-gamvberale.jpg 234w" sizes="(max-width: 192px) 100vw, 192px" />Quando l’emozione trova le parole, diventa sublime. Ed è proprio il caso di dirlo, se pensiamo all’ incontro di presentazione dell’ultimo libro di <strong>Chiara Gamberale</strong>, <strong><em>L’isola dell’abbandono.</em></strong> Un momento di sintesi e di interscambio, tenutosi presso la Feltrinelli di Via Santa Caterina a Chiaia (Napoli). Protagoniste del tempo trascorso in compagnia dell’amata scrittrice, le emozioni. Chiara Gamberale ha incontrato un pubblico eccitato, esprimendo visibilmente una felice commozione. Ad accompagnarla, la giovane e talentuosa Valentina Farinaccio. Un dialogo tra le due scrittrici, incisivo e dall’appassionante coinvolgimento. L’isola dell’abbandono è un romanzo di completezza, in cui la scrittrice fa spazio ad una descrizione, per cui l’abbandono può essere una ricompensa. «<em>Un romanzo sull’abbandono, che è dedicato a chi resta, perché restare è faticoso»</em>. È così che Chiara Gamberale, imprime l’humus del suo, L’Isola dell’abbandono. Una caratterialità complessa, in cui il lettore incontra un uomo che nasce, uno che muore. Un amore, un abbandono. Una malattia mentale. «<em>Ho bisogno di una sfida, quando parto con la scrittura di un romanzo»</em>. Così prosegue la scrittrice, che con il suo ultimo lavoro editoriale, sorprende le nostre emozioni. Un saliscendi di fiato sospeso, respiri romantici, il desiderio di rincorrere l’ultima pagina. In un asse parallelo, la speranza che non ne terminiamo la lettura. Perché L’isola dell’abbandono è come un caro amico, un amore, un affetto speciale, da cui non riusciamo a separarci. La paura dell’abbandono, ma che invece la scrittrice vuole orientare, verso il percorso più faticoso, per farci raggiungere inesplorate mete. Soprattutto per farci assaporare il gusto del cambiamento. «<em>Soffre tutto quello che cambia, anche per farsi migliore»</em>. Con una ripresa pasoliniana, la Gamberale ci fa battere il cuore, immergendoci in un io profondo che diventa noi. L’isola dell’abbandono difatti, è un libro che sviscera una specie di rito di passaggio, proprio quello dall’io al noi. La scrittrice lo fa con la descrizione della nascita di un bambino, che sconvolgerà la pianificazione della vita della protagonista. Un punto di partenza ed insieme di arrivo, per cui saranno cavalcate onde impennanti. L’intreccio vissuto nel rapporto faticoso, che la protagonista vive con un uomo rinchiuso in un labirinto. Un narcisista che vuole gestirla. Poi finalmente l’incontro con un uomo nuovo, poetico, con il quale potrà scoprire la semplicità. Motivo ispiratore dell’Isola dell’abbandono, il mito di Teseo ed Arianna. Da qui la scelta del titolo, e la descrizione dell’esternazione proverbiale, piantare in asso. Per ricordare il principio dell’isola greca Naxos, dove Arianna fu abbandonata da Teseo. Il contenuto dell’abbandono viene srotolato dalla scrittrice, così come il mito del filo, in chiave geniale.  La sorpresa con la seconda versione del mito, quella di Ovidio, per cui Arianna, elaborerà l’abbandono nell’incontro con Dioniso. Chiara Gamberale ci regala una lettura sulle nostre trasformazioni. «<em>Un po&#8217; come quando la vita ci dice che tocca a noi</em>». Ed è per questo che dobbiamo restare nel nostro dolore, quando veniamo abbandonati. C’è bisogno che esso venga consumato. Perché restare vuol dire, restare nella propria pelle. E se lo sapessimo, allora non avremmo bisogno di sentirlo il dolore, così come l’amore. «<em>Se sapessimo di che cosa abbiamo bisogno, non avremmo bisogno </em>dell’<em>amore»</em>.<em>  </em></p>
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		<item>
		<title>Una famiglia con la Emme Maiuscola, il nuovo libro di Armando Grassitelli</title>
		<link>https://www.mydreams.it/famiglia-la-emme-maiuscola-libro-armando-grassitelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 15:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mydreams.it/?p=44078</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una Famiglia con la Emme Maiuscola (Diogene Edizioni), composto da sei racconti è il nuovo lavoro editoriale di Armando Grassitelli. Lo scrittore napoletano, che ha esordito nel 2016 con il libro La forma imperfetta, dopo aver pubblicato La bambina dai capelli neri, Dagli undici metri (che entra nella biblioteca della cultura sportiva italiana, nell’ambito del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/famiglia-la-emme-maiuscola-libro-armando-grassitelli/">Una famiglia con la Emme Maiuscola, il nuovo libro di Armando Grassitelli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><strong><em><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-44079 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/05/armando-grassitelli-225x300.jpg" alt="armando grassitelli" width="225" height="300" />Una Famiglia con la Emme Maiuscola</em></strong> (Diogene Edizioni), composto da sei racconti è il nuovo lavoro editoriale di Armando Grassitelli. Lo scrittore napoletano, che ha esordito nel 2016 con il libro <strong><em>La forma imperfetta,</em></strong> dopo aver pubblicato <strong><em>La bambina dai capelli neri, Dagli undici metri </em></strong>(che entra nella biblioteca della cultura sportiva italiana, nell’ambito del progetto Sportales, di Matera 2019 e che troviamo riaccorpato in Una Famiglia con la emme maiuscola), oggi torna con <strong><em>Una Famiglia con la Emme Maiuscola, </em></strong>un volume che si è aggiudicato il premio Massimo Troisi nel 2018, per la migliore scrittura comica inedita. Armando Grassitelli è stato ospite alla rassegna “Ricomincio dai libri”, il Festival letterario appena tenutosi, presso la splendida penisola sorrentina. Il libro è un racconto vivace, caratterizzato da sei storie, in cui il breve scambio ironico, tra lo scrittore e l’editore è il tratto distintivo.  È sull’onda della definizione stravagante, che Armando Grassitelli struttura il libro. «<em>Scrittura brillante e ritmata, che mescola abilmente la comicità di battuta con quella di situazione. Ricorda a tratti il primo Achille Campanile, per certe trovate surreali e stranianti».</em> Una proclamazione di spessore, giunge a motivare la premiazione di <strong>Una famiglia con la emme maiuscola</strong>. Una raccolta di sei contenuti, per cui Armando Grassitelli sceglie il titolo affidato alla prima descrizione. <strong>Una famiglia con la emme maiuscola</strong> racconta di dinamiche bizzarre di una famiglia, i cui componenti, il padre, la madre e le due figlie, vivono vicende esaltate da una linea grottesca. Si prosegue con il secondo racconto, dal titolo <strong><em>Claudio il cantante</em></strong>. Una narrazione morale che descrive la storia di Claudio, un cantante di successo degli anni ‘80, il cui folgore si è eclissato in breve tempo. Lo scrittore ci pone dinanzi ad una lettura grandemente allegorica. La storia già pubblicata nel 2017, nell’edizione di Scrittori Campani della Historica Edizioni, è una riproposizione di Claudio Moretti.  Il terzo racconto è <strong><em>Dagli undici metri (cosa ho imparato da un calcio di rigore).</em></strong> Armando Grassitelli ha scelto di corredare il suo volume, con una narrazione che ha ottenuto una risposta editoriale e dal pubblico, di successo. La selezione nella grande Biblioteca della Cultura sportiva italiana, tenutasi in occasione del Matera 2019. La partecipazione al Festival della letteratura calcistica, appena conclusasi. Con Dagli undici metri, Armando Grassitelli ha realizzato un progetto autobiografico, raccontato dall’infinita passione per il calcio. Il sottofondo umoristico, diventa protagonista in: <strong><em>L’affare del Secolo</em></strong>. Il lettore viene coinvolto nelle rocambolesche avventure di una coppia di truffatori malmessi, i quali vivranno un groviglio di imprevisti, con l’incontro di loschi personaggi. La speranza, sarà quella di poter cambiare in meglio la propria vita. L’eccitazione per lo sport, ritorna nel quinto racconto. <strong><em>L’amore è una palla (a spicchi arancioni)</em></strong>. È questo il titolo della raccolta di descrizioni, a metà strada con l’organicità autobiografica. Un crescendo di narrazioni, in cui lo scrittore racconta l’amore per la pallacanestro. Le prima partite al Palazzetto. Le vittorie, le sconfitte. Il viaggio di Forlì a seguito del Carpisa Napoli, vincitrice della Coppa Italia del 2006. Il corpo ironico della sua scrittura è afferrabile a prima riga. In esso è di bella piacevolezza, cogliere l’anima delicata. Un’analisi tratteggiata già nel titolo di questo quinto componimento. <strong><em>Il mistero del mancino </em></strong>chiude il volume di Armando Grassitelli. Un racconto, che racchiude una sensibile metafora. La storia di un mediocre tennista, che riuscirà a vedere realizzabile un grande sogno. La partecipazione agli internazionali di Tennis di Roma. Un effetto interessante quello di, Il mistero del mancino, che lo ha visto selezionato ad un contest organizzato nel 2018, dagli internazionali d’Italia di Tennis.  Lo sport è il filo conduttore, che accompagna gran parte di Una Famiglia con la emme maiuscola. In esso la ricerca di chiavi di lettura, che suscitano trasporto emozionale, attraverso lo sguardo che arriva da una finestra dichiaratamente allegorica. Insieme ad essi, i toni ironici che contraddistinguono ogni peculiarità, che Grassitelli esprime con la penna e foglio, fino a diventare lettura.</p>
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		<title>Con Tanto Affetto ti Ammazzerò. L’umorismo che emoziona di Pino Imperatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 19:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Io Napoli cerco di raccontarla per quello che è. Il male non l’ho mai nascosto”. È una dichiarazione appassionata quella di Pino Imperatore. Il noto scrittore napoletano, riconosciuto per numerosi premi, ricevuti grazie alla spettacolarità della sua scrittura comica. Autore di bestseller, mette a segno un nuovo capolavoro editoriale. Con tanto affetto ti ammazzerò (DeA Planeta). Questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-44043 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/05/cover-con-amore-ti-ammazzero-pino-imperatore-194x300.jpg" alt="pino imperatore" width="194" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/05/cover-con-amore-ti-ammazzero-pino-imperatore-194x300.jpg 194w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/05/cover-con-amore-ti-ammazzero-pino-imperatore-406x630.jpg 406w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/05/cover-con-amore-ti-ammazzero-pino-imperatore.jpg 645w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" />“<em>Io Napoli cerco di raccontarla per quello che è. Il male non l’ho mai nascosto</em>”. È una dichiarazione appassionata quella di Pino Imperatore. Il noto scrittore napoletano, riconosciuto per numerosi premi, ricevuti grazie alla spettacolarità della sua scrittura comica. Autore di bestseller, mette a segno un nuovo capolavoro editoriale. Con tanto affetto ti ammazzerò (DeA Planeta). Questo il titolo del libro, già in cima alle preferenze, ad un mese dall’uscita. L’occasione è stata la presentazione tenutasi presso La Libreria Claudio, in Via Aniello Palumbo, Giugliano in Campania (Napoli). A moderare l’incontro, la Sociologa, Milena Grasso. Un lavoro editoriale che dà seguito ad Aglio, Olio e Assassino (DeA  Planeta 2018). Una serie dunque, dai tratti avvincenti. Musa ispiratrice Napoli, che con le sue controversie, conclama ogni volta, l’indissolubile bellezza. La lettura leggera di Pino Imperatore, imprime un sentimento di libertà. La sua caratterialità umoristica, trasferisce un’intensa riflessione. E se scrivere emozionando l’anima è un’arte, emozionarsi sorridendo, diventa sublime, e Pino Imperatore ne scandisce la maestria. Con tanto affetto ti ammazzerò, è rivelatore di una scrittura poliedrica. Un cambio di scenario è l’incipit del libro. Il passaggio dalla Napoli popolare di Aglio, Olio e Assassino, lascia il passo ai tratti nobiliari. Ma è l’humus a confermare il cuore profondo della scrittura di Imperatore. Lo scrittore, riesce ancora una volta ad intrecciare i toni umoristici, con lo sguardo di riflessione intima. È come se a guardare Napoli e le storie che la raccontano, leggessimo tra le righe, ogni volta un po&#8217; di noi. Con tanto affetto ti ammazzerò rappresenta un mix di eccellenza, lì dove la metafora pregnante dello scrittore, ci accompagna in una rinnovata conoscenza. Essa fonda le radici in una introspezione psicologica dove il lettore viene immerso. Una ricchezza narrativa geniale. Con essa, la descrizione dei luoghi. La Villa Roccaromana, è il luogo guida che accompagna l’intero viaggio del libro. Uno spazio incantevole che si affaccia sul costone di tufo che abbraccia Posillipo. Da qui, l’esplorazione di ogni meandro di Partenope. Protagonisti della storia avvincente, il fascino ammaliante dell’ispettore Gianni Scapece e la sagacia frizzante del commissario Carlo Improta. Insieme a loro, il ritorno della vivacità di personaggi già noti e nuove personalità.  Ad avvolgere di mistero l’intera lettura, la Baronessa Elena De Flavis. Una donna affascinante ed emblematica. Attraverso la quale, si colgono sfaccettature metaforiche. In lei si specchia la riconoscibilità psicologica di ogni personaggio. Ma primo fra tutti il suo volto interiore.</p>
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		<title>Cassiopea, il nuovo singolo di Tommaso Primo estratto dall’album 3103</title>
		<link>https://www.mydreams.it/cassiopea-singolo-tommaso-primo-estratto-dallalbum-3103/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 16:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[tommaso primo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un assetto societario sempre più preoccupante, l’immagine dell’essere umano diventa quella di fuga dal pianeta Terra, alla ricerca di un ignoto che possa restituire un equilibrio vitale. È questo il leitmotiv di Cassiopea, il terzo singolo estratto dell’album 3103 di Tommaso Primo. Il giovane musicista partenopeo attribuisce il titolo di una costellazione mitologica, per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>In un assetto societario sempre più preoccupante, l’immagine dell’essere umano diventa quella di fuga dal pianeta Terra, alla ricerca di un ignoto che possa restituire un equilibrio vitale. È questo il leitmotiv di <strong><em>Cassiopea</em></strong>, il terzo singolo estratto dell’album <strong><em>3</em><em>103 </em></strong>di <strong>Tommaso Primo</strong>. Il giovane musicista partenopeo attribuisce il titolo di una costellazione mitologica, per la descrizione del singolo corredato all’album in circuito da giugno. Una scelta ad hoc quella di Tommaso Primo, per centrare l’enfasi di una tematica a metà strada, tra la storia delle migrazioni ed il carattere fantascientifico.  Il videoclip in diffusione dal 19 aprile, vede la voce intensa e viscerale di Tommaso Primo, interpretata da un uomo dalla somaticità fantascientifica, approdato su di un pianeta, dalle caratteristiche di terza era.  “<em>O saje m’ manca già o sapore de cerase e l’addore d’ ‘a dummeneca pe ‘e case</em>”. È uno scenario nostalgico, quello descritto in musica da Tommaso Primo. Una caratteristica presente nell’intero album, e che qui ritroviamo in maniera densa. La necessità di abbandonare il pianeta Terra, diventato invivibile. La ricerca di una nuova dimensione, l’esplorazione di nuovi territori, in cui la chiave nostalgica prende il sopravvento. Timbriche pop dilatate da sonorità fantastiche, come ad immaginare un cielo costellato da luccichii, dai molteplici colori. I suoni dichiarano un inno alla speranza  che  si oppone alle paure. Un invito del musicista a lottare per far rientrare lo stato di emergenza ambientale, che sta diventando insostenibile.   È questo il messaggio rivelatore della musicalità del giovane artista, ancorata ai ricordi, espressi da suoni malinconici.  L’intero corpo musicale è stato ideato da Tommaso Primo, Luigi Scialdone e Daniele Chessa. Il testo interamente creato da Tommaso Primo. La distribuzione è la Warner Music Italia. Il video di Cassiopea vede la regia di Tato Strino e Yulan Morra. Protagonista è l’attore Diego Sommaripa.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Tommaso Primo - Cassiopea" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/3kOnpGPPl9w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>I Fuera alla quindicesima edizione del MI Ami Festival</title>
		<link>https://www.mydreams.it/fuera-alla-quindicesima-edizione-del-mi-ami-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 09:53:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato annunciato l’elenco degli artisti che saranno ospiti della quindicesima edizione del MI AMI. Il noto Festival, organizzato da Better Days e Rockit.it, sarà caratterizzato dalla presenza di artisti in impennata, insieme alla performance di giovani talentuosi. Sabato 25 maggio, il parco Milanese del MI Ami, vedrà protagoniste le esibizioni di Mahmood, Motta, Riccardo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>È stato annunciato l’elenco degli artisti che saranno ospiti della quindicesima edizione del MI AMI. Il noto Festival, organizzato da Better Days e <a title="" href="https://www.rockit.it/w/index.php">Rockit.it</a>, sarà caratterizzato dalla presenza di artisti in impennata, insieme alla performance di giovani talentuosi. Sabato 25 maggio, il parco Milanese del MI Ami, vedrà protagoniste le esibizioni di Mahmood, Motta, Riccardo Sinigallia, Miss Keta, Nitro, Chadia Rodriguez. Insieme a loro, i Fuera. Il giovane trio, che sull’onda di timbriche techno-trance, sta diffondendo il nuovo singolo Centoquaranta. Un flusso musicale che si inserisce nell’album playlist, Nuovo Vintage. Loro sono Michele De Sena (autore-cantante), Antonio Genovese (autore-cantante) e Luigi Visconti (produttore). In arte Same, Diak e Jxmmivis. La caratterialità musicale dei Fuera è pertanto scandita dal flow ipnotico di Same, a cui si unisce il vorticoso extrabeat di Diak. Ad essi si incastrano i suoni acidi e la drum durissima, che definiscono il beat di Jxmmivis.   La strumentalità elettronica è il punto di partenza dei musicisti di origini napoletane. Un percorso quello dei Fuera, vitalizzato dalla definizione di un sound rap e techno trance. Una maturità artistica, avvenuta in modo continuo, con quella personale. Un istinto curioso e di movimentata sperimentazione che ha modellato l’ispirazione di Nuovo Vintage. Una produzione ricca di contraddizioni e contasti, che si muovono in un gioco di alternanze. Una mescolanza di suoni che dalla big beat incontrano la deep house, ambient e la new wave, in una pregnanza di contenuti che descrivono l’emarginazione, esaltando un percorso di riscatto. La rivelazione della presenza dei Fuera al MI Ami Festival, è stata altresì occasione di annuncio delle prime date del tour, che prende il nome dal progetto musicale “Nuovo Vintage”.</p>
<p>Di seguito il calendario: 10/05   Duel Beat Napoli (in apertura a Quentin40), 25/05   MI AMI Festival Milano, 08/06   CORE Festival Treviso, 04/07   Tanta Robba Festival Cremona, 12/07   Riot Concept Rieti, 20/07   Goa Boa Festiva Genova, 10/08 Sealand Music Festival Porto Santo Stefano.</p>
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		<title>Spazio comico al Salone del Libro, con il cast di Made in Sud</title>
		<link>https://www.mydreams.it/spazio-comico-al-salone-del-libro-cast-made-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 12:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Costruire un testo comico, si diversifica dalla realizzazione della scrittura di un libro». Nando Mormone, ideatore della famosissima trasmissione televisiva Made in Sud, ha regalato un momento di piacevole interesse, al pubblico presente nella Sala Rosa dei Venti, di Castel Sant’Elmo. Insieme al patron della kermesse di successo tutta partenopea, Maria Bolignano e Mino Abbacuccio. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><strong>«</strong><em>Costruire un testo comico, si diversifica dalla realizzazione della scrittura di un libro»</em>. <strong>Nando Mormone</strong>, ideatore della famosissima trasmissione televisiva <strong><em>Made in Sud</em></strong>, ha regalato un momento di piacevole interesse, al pubblico presente nella Sala Rosa dei Venti, di Castel Sant’Elmo. Insieme al patron della kermesse di successo tutta partenopea, <strong>Maria Bolignano </strong>e<strong> Mino Abbacuccio</strong>. A moderare l’incontro, la giornalista Francesca Scognamiglio.  Gli attori ci hanno descritto il retroscena di un testo comico. Soprattutto il modo in cui si realizza, la costruzione delle battute. Il legame di reciprocità tra chi scrive e chi esegue, in una relazione che si fonda sull’interscambiabilità. «<em>La bravura di un comico, tante volte è avvalorata dalla capacità di essere autori di pezzi comici. La scrittura viene modificata all’interno del montaggio, lì dove il testo scritto da uno, può diventare il pezzo di esibizione dell’altro</em>. <em>Trovare un modo rapido che possa colpire in un meccanismo di adeguamento, con i nuovi canali di diffusione». </em>L’attenzione pertanto, viene rivolta alla differenza tra la comicità inedita e quella in copia. Un processo, quest’ultimo, evidenziato negativamente dallo sviluppo del network.  Nando Mormone, scandisce la fattualità della comicità, a cui fa seguito un incisivo intervento di Maria Bolignano: «<em>Nell’osservazione dei giovani, mi sono resa conto della presenza di un gap generazionale che andava analizzato. Il mio personaggio, dunque, è un chiaro trasferimento di questa analisi. La scrittura che portiamo in televisione, viene consumata anche sul web, ecco perché diventa importante, cogliere il pensiero del pubblico giovanissimo»</em>. Una riflessione sul modo di percepire dei giovani, quella dell’attrice. Un’attenzione che Made in Sud, sta concretizzando, con lo sviluppo del progetto sperimentale insieme all’Università di Salerno. L’insegnamento della scrittura comica. Una bella fusione, tra la “leggerezza” e l’opportunità di stimolare le passioni degli studenti. Un orientamento alle nuove generazioni, una sorta di comicità che incontra la scienza. «<em>L’osservazione dell’altro diventa fonte di ispirazione. Il mio è un tormentone che serve per far ridere, ma anche per far riflettere</em>». Intervento conclusivo con Mino Abbacuccio. Una risata esilarante, quella che ha suscitato l’attore, coinvolgendo la sala con immediatezza. È un messaggio sociale, in cui avanza la molteplicità dei contenuti, del tempo comico.</p>
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		<title>Vincenzo Salemme parla del suo libro “La bomba di Maradona”</title>
		<link>https://www.mydreams.it/vincenzo-salemme-parla-del-suo-libro-la-bomba-maradona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Di Girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 11:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esordio editoriale per Vincenzo Salemme con La bomba di Maradona (Baldini e Castoldi Editore) presentato nell’ambito della seconda edizione di Napoli Città del Libro. Il fil rouge del noir, scandisce un libro in cui dietro all’apparente leggerezza, si rivela un contenuto di riflessione. Temi di difficile analisi attuale. Uno per tutti, quello dei rifiuti tossici. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-43647 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/04/la-bomba-di-maradona-salemme-208x300.jpg" alt="la bomba di maradona salemme" width="208" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/04/la-bomba-di-maradona-salemme-208x300.jpg 208w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2019/04/la-bomba-di-maradona-salemme.jpg 220w" sizes="(max-width: 208px) 100vw, 208px" />Esordio editoriale per Vincenzo Salemme con <strong><em>La bomba di Maradona </em></strong>(Baldini e Castoldi Editore) presentato nell’ambito della seconda edizione di Napoli Città del Libro. Il fil rouge del noir, scandisce un libro in cui dietro all’apparente leggerezza, si rivela un contenuto di riflessione. Temi di difficile analisi attuale. Uno per tutti, quello dei rifiuti tossici. «<em>Io partirei dall’attenzione per l’etica. La capacità di rispettare l’esistenza, senza fare del male agli altri. Nasciamo con un’ansia egoistica. Questa parte non possiamo celarla. È’ importante esserne consapevoli, affinché la utilizziamo per migliorarci</em>».  La dichiarazione di cultura è stata quella più appropriata, per ascoltare un Salemme uomo, oltre che attore e regista. «<em>Tu non puoi amare quella persona perché speri che ti renda felice. Siamo noi i responsabili della nostra felicità, per questo ritengo che amare sia un atto eroico ed io personalmente, sono innamorato dell’amicizia»</em>.  <strong><em>La Bomba di Maradona</em></strong> è anche un libro sull’amore e Salemme ne ha scandito l’elemento differenziale. Il possesso, in una percezione, che noi crediamo essere, tante volte, quella dell’amare. Si prosegue con una scalata di confronti, al cui centro, vengono ripercorsi i momenti più incisivi della sua carriera. Dalla cinematografia, con “<em>Amore a prima vista”</em> e “<em>L’amico del cuor</em>e”, passando per “<em>Se mi lasci non vale”</em> (solo per citarne alcuni).  Fino a raccontare il teatro con il ricordo di <em>“Dolore sotto chiave”.</em> L’esordio con il grande Eduardo De Filippo, dirigendosi alla sua ultima commedia teatrale<em> “Con Tutto il cuore”.</em> «<em>Il teatro non ha né prima né dopo. Il teatro è durante.  L’aspetto miracoloso del teatro è che suscita l’immaginazione. Nel rapporto tra l’attore ed il pubblico, si crea un legame scandito dall’arte della parola del primo, capace di trasmettere una visione immaginaria al secondo»</em>. Un incontro colmo di suggestioni e messaggi sociali è quello che ha caratterizzato la mattinata al Salone del libro, in compagnia di Vincenzo Salemme. «<em>È il sentimento che ci rende simili, non il corpo» </em>in una attenta considerazione, viene sviscerato il rapporto dell’attore con la disabilità in un crescendo emozionale, altalenato da toni immancabilmente esilaranti. «<em>La vita è un dono, bisogna accogliere tutto quello che arriva, senza mai aspettarsi niente»</em>. Così conclude Vincenzo Salemme, all’ipotesi di aspettative sul libro, di cui dichiara già la somma felicità, nel vedere le sue parole pubblicate.</p>
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