La quarta serata del Festival di Sanremo 2026 verrà ricordata per essere stata la migliore delle cinque o, comunque, la meno peggio.
Quel che manca infatti a questa Kermesse, quello che manca a tutti noi della conduzione Ama – Fiorello è l’energia, l’entusiasmo, la genuinità. Tutto risulta molto impostato, molto noioso, piatto.

ph Felice De Martino
Ed è un peccato, perché le canzoni ci sono e anche artisti che avrebbero qualcosa da dire. La serata cover lo ha dimostrato.
Iniziata con Laura Pausini che ha cantato … Laura Pausini! Continuata però poi con Elettra Lamborghini che insieme alle Las Ketchup ha fatto ballare tutto il pubblico con “Aserejé”. Avrebbero dovuto vincere la sfida delle cover, ma l’unica cosa di questo Festival che resta una certezza è che i premi non vanno mai alle persone che li meriterebbero.
Dimenticabili invece Eddie Brock con Fabrizio Moro in una versione anonima di “Portami via” sia Mara Sattei che con Mecna ha provato un suicidio cimentandosi ne “L’ultimo bacio”.
Sottotono rispetto alla prima serata la nostra meravigliosa Patty Pravo, incantevoli e censurate da mamma Rai Levante e Gaia che hanno reinterpretato magistralmente “I maschi”.
Ancora premio eleganza per Malika Ayane e Claudio Santamaria, mentre sicuramente ex equo con Lamborghini risultano le Bambole di Pezza insieme con Cristina D’Avena.
Dargen si gioca la carta amarcord con Pupo, così come Tommaso Paradiso insieme con gli Stadio. Tra i due litiganti la spunta però Michele Bravi con Fiorella Mannoia.

ph Felice De Martino
Premio nepotismo a Tredici Pietro che ci ricorda chi è suo padre invitando Gianni Morandi a cantare con lui. Lacrime e parentele a profusione.
LDA non si è giocato invece la carta papà Gigi D’Alessio ma riesce insieme ad Aka 7even e Tullio De Piscopo a far ballare tutto l’Ariston. L’energia napoletana, diciamocelo, non ha eguali.
Interessante la versione di “Parole Parole” di Fulminacci e Fagnani, molto meno le performance di Raf e i The Kolors. Baraonda totale con J-Ax con Ligera County Fam. – “E la vita, la vita”.
Ma ecco il momento che tutti stavano aspettando (e che poi ha portato a casa il premio della serata): l’esibizione di Ditonellapiaga con TonyPitony. Elettra ha fatto ballare di più, ma loro due sono stati uno dei punti più alti allo stesso modo.
Niente da fare per Enrico Nigiotti e Alfa, così come per Sayf, Francesco Renga e Samurai Jay.
Da riascoltare Serena Brancale con un’ottima “Besame mucho”, incantevole la versione di Arisa di “Quello che le donne non dicono”.
Fedez e Masini convincono con Meravigliosa creatura e il podio sembra sempre più vicino. Sal Da Vinci con Zarrillo risulta invece sottotono, ma “Cinque giorni” non è una canzone adatta alla sua specialità, ovvero i matrimoni in pompa magna.
Ermal Meta porta a casa l’esibizione allo stesso modo di Nayt. Chiudono (male) la lunga carrellata di cover Luché, Chiello e Leo Gassmann che ha dimenticato di invitare papà Alessandro, chissà come sarebbe andata!

ph Felice De Martino
Una serata anche breve rispetto a quelle a cui ci aveva abituato Ama, eppure la percezione del tempo che sembra non passare mai è il filo rosso di questa edizione.
La presenza di Siani non ha aiutato né le sue battute sempre uguali a tutte le edizioni precedenti.
Unica bellezza oggettiva della serata è stata la modella Bianca Balti che ci ha riportato un po’ a quando il festival aveva le vallette e non le co – conduttrici , anche se forse questa nuova edizione ha il sapore più antico di quella a cui partecipò lei oramai 13 anni fa.
Ci godiamo il silenzio dell’attesa mentre ci prepariamo a una finale. Speriamo sempre che accada qualcosa, qualunque cosa che ci possa far tornare a dire: “Perché Sanremo è Sanremo”.

