La legge del bar ed altre comiche era il titolo della prima edizione di questo esilarante libro di Francesco Guccini, pubblicato da Comix nel lontano 1966. Ed ecco che quasi trent’anni dopo viene ripubblicato a grande richiesta da Giunti (pag. 174) con il seguente titolo: La legge del bar e altre irresistibili leggi dell’essere, con nuovi capitoletti tutti da gustare.
Il noto cantautore, poeta e scrittore modenese, classe 1950, ci racconta di un mondo che non c’è più, dove la nostalgia fa da padrona, soprattutto la giovinezza ricca di aspettative e di freschezza. Ma Francesco Guccini riesce a mantenere inalterati, nonostante l’età, la curiosità e il senso di meraviglia, la goliardia, la battuta pronta e velenosa, l’arguzia, l’ironia, la voglia di vivere. Egli ci fa entrare a poco a poco in un’epoca passata quando nei bar e nelle balere c’era una fauna di varia umanità e bisognava conoscerne e rispettarne le leggi non scritte. Leggendo le prime pagine sembra di ascoltare la sua voce profonda, roca e scandita dai contrappunti del suo rotacismo. Nel primo ambiente ritroviamo tanti personaggi descritti attraverso le loro molteplici sfumature psicologiche tanto da far tornare alla memoria la celeberrima canzone di Giorgio Gaber che vede protagonisti: la Ines, il Turchetti, il Carmelo e un balordo che chiamano Dante, dice lui che fa il rappresentante di che cosa? Nessuno lo sa! Ma per fortuna che c’è il Riccardo che da solo gioca a biliardo. Non è di grande compagnia ma è il più simpatico che ci sia! I personaggi di Guccini in fondo sono gli stessi, attraversati dalle atmosfere dei film di Pupi Avati: il Mengo pittore o imbianchino?, l’anziana prostituta la Gina, il giocatore Argo, il Beppe distillatore di contrabbando. A ciascuno Guccini dà voce e carattere al pari di D’Annunzio ne La pioggia nel pineto perché ognuno ha il suo suono sotto i colpi della vita. E che dire delle balere dove uomini impomatati e con i vestiti della domenica fanno ballare ragazze dai sederi bassi mazurche e valzer dopo aver chiesto il permesso a zii e cugini? Antesignana della discoteca la balera prevedeva rigorosamente musica dal vivo, fiumi di aranciate e gazzosa, sorrisi e voglia di divertirsi. Francesco Guccini poi esplora con il solito spirito arguto le leggi del gioco del calcio, del Festival di Sanremo, dei cori alpini e non, della politica, del Premio Tenco. Il gusto del paradosso, la prosa scorrevole e accattivante, l’umorismo serpeggiante in ogni pagina rendono La legge del bar e altre irresistibili leggi dell’essere un libro da leggere e da conservare nella propria libreria come ancora di salvezza nei pomeriggi piovosi e malinconici. Si legge e si ride con intelligenza e un pizzico di nostalgia.