a Sala Assoli Enzo Moscato, ha ospitato nell’ambito degli eventi del Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, il concerto Ghibli- Suoni ed echi del Mediterraneo con Fabrizio Piepoli (voce, oud, saz, synth, piano) e Nabil Bey (voce, chitarra, tar live electronics).
Lo spettacolo è parte di Focus NOW MED,BEYOND SWANA , progetto a cura della Fondazione Campania dei Festival.
Lo scrittore e giornalista pugliese Dino Cassone, riferendosi allo spettacolo, ha spiegato: «I suoni, perché la musica riesce ad abbattere confini e campanilismi e a saldare popoli con l’arma delle emozioni mentre gli echi si riferiscono a quelle di disperazione e di aiuti di tanti uomini e donne che vendono la propria dignità per un pezzetto di ipotetico futuro. E poi ci sono quelle silenziose di tanti bambini che non diventeranno mai grandi ed echi di amori aggrappati alla vita, di piccole felicità e di ostinata speranza».
Ghibli, che prende nome dal vento caldo e secco proveniente dal deserto libico, ha visto uniti due grandi musicisti che hanno esplorato l’universo musicale pugliese ed arabo-mediorientale, regalando forti emozioni ed intense suggestioni.Fabrizio Piepoli è la voce storica del trio La Cantiga de la Serena, ha collaborato con Raiz, gli Almamagretta, Teresa De Sio, Mauro Pagani, Eugenio Bennato e l’Orchestra arabo-andalusa di Tangeri. Nabil Bey, di origini palestinesi, voce dei Radiodervish, vanta collaborazioni con Franco Biattato, Noa, Antonella Ruggiero, Nicola Piovani.
Durante lo spettacolo Fabrizio Piepoli e Nabil Bey hanno messo in evidenza gli stretti rapporti culturali che legano le popolazioni che si sono stabilite lungo le rive del Mare Nostrum compresa la nascita di una musica mediterranea che ha saputo e sa mescolare suoni e armonie di diverso genere.
I brani proposti hanno spaziato da quelli libanesi a quelli egiziani, turchi ed iracheni permettendo agli ascoltatori di coglierne differenze di stile ma anche la ricerca tenace di un dialogo costruito su sentimenti di unione, fratellanza e solidarietà.
Durante il concerto l’attuale situazione in cui stalla il conflitto mediorientale e l’eccidio del popolo palestinese hanno fatto da padroni rendendo ancora più urgente un richiamo alla pace e un’immediata sospensione delle ostilità. La musica può fare molto anzi moltissimo facendosi portavoce di storie di pace e di speranza. Ma anche noi possiamo fare molto, anzi moltissimo costruendo un clima di serenità già nelle nostre famiglie e nei luoghi di lavoro e di aggregazione. Lascaimoci trasportare dal dolce vento del Ghibli foriero di pioggia in zone di siccità. Coltiviamo la speranza di vedere i popoli uniti e non in guerra tra loro e combattiamo affinchè questo si realizzi al più presto.
Noa ebbe a dire, molto prima della guerra attuale: «Se ci rifiutiamo di riconoscere i diritti di entrambe le parti e di farci carico dei nostri obblighi, se ciascuno di noi rimane aggrappato alla propria visione, con disprezzo per quella dell’altro, se continuiamo a preferire le spade alle parole, se santifichiamo la terra e non le vite dei nostri figli, saremo presto tutti costretti a cercare una colonia sulla Luna perché la nostra terra sarà così zuppa di sangue e così intasata di lapidi che non ci resterà più niente per vivere».