«Ad un romanzo che, dopo averlo letto, scelgo di custodire sui ripiani sempre più stipati della mia libreria, chiedo almeno una di queste tre cose: che sia scritto bene, che racconti una storia che mi appassiona e che questa sia intima ma universale. Malbianco di Mario Desiati le possiede tutte e tre». Vittorio Lingiardi
Dopo quasi tre anni dalla vittoria al Premio Strega con Spatriati, Mario Desiati torna nelle librerie con il romanzo Malbianco, Ed. Einaudi, Collana Supercoralli, pag.388.
Il protagonista del romanzo è Marco Petrovici, un quarantenne che vive a Berlino da diversi anni. A causa di improvvisi svenimenti e crisi di panico, decide di ritornare in Puglia dai suoi genitori ormai anziani che vivono immersi in un bosco di querce e lecci nella campagna tarantina: Giuseppe detto Use e Tonia Zizzi. A poco a poco Marco si convince che i suoi malesseri vadano cercati nel suo cognome così strano e inusuale. Inizia per lui e per il lettore un lungo viaggio nel tempo dove si intrecciano storia familiare e storia nazionale avendo come compagni di avventura la bisnonna Addolorata, il nonno Demetrio e i suoi fratelli Marco e Vladimiro detto Pepin, il fratello del nonno Marco e sua moglie Ada Bello nonché la sua amica d’infanzia Michela, la sua ex moglie Luisa Montieri , suo fratello Franco sposato con Gloria e padre di due figli: Giuseppe e Gaia. Molte le domande poste da Marco alle quali quasi tutti i parenti si sottraggono fatta eccezione per zia Ada. Chi sono davvero i Petrovici? Da dove arrivano? Cosa c’entra con loro un’antica nenia yiddish che inconsapevolmente si tramandano da oltre un secolo? E perché la bisnonna chiamava i suoi figli chindelini? E soprattutto perché i suoi genitori Use e Tonia sono così riluttanti a fornire spiegazioni sul loro passato?
I segreti e i silenzi avvolgono tutti i personaggi di questa storia come il malbianco che infesta il tronco degli alberi conferendo ad essi una sorta di muffetta bianca. Ma come questa malattia delle piante può essere curata così Marco riuscirà a diradare le nebbie del suo passato familiare con coraggio e determinazione.
Malbianco è senza dubbio il romanzo più compiuto e maturo di Mario Desiati. Scritto in modo raffinato ed elegante attraverso un linguaggio evocativo e poetico, pone al centro del romanzo la mitologia familiare che spesso nasconde misteri e segreti non facili da svelare.
Il personaggio di zia Ada è quello più riuscito. Per Serena Dandini è una figura femminile straordinaria che nel corso della lettura è diventata anche mia zia. (Recensione per Io Donna 23 febbraio 2025).
Le pagine più intense e struggenti sono quelle che riguardano la prigionia di Demetrio che si trovano nella Terza parte del romanzo che ha per titolo Una canzone yddish da pag. 269.
Il romanzo è corredato da un’ampia bibliografia per tutti coloro che volessero approfondire i temi trattati quali l’eredità dei traumi familiari, il rapporto tra passato e presente, la ricerca delle proprie radici e della propria identità, la lotta contro il rimosso collettivo della storia , in particolare fascismo e nazismo ( riflessioni profonde da pag.245 a pag. 247).
In una interessante intervista rilasciata ad Antonio Prudenzano per IlLibraio.it del 9 febbraio 2025, alla domanda Cosa ha ispirato la trama di Malbianco?, Mario Desiati ha risposto: «Un passaggio sugli spiriti in Favole di Leonardo da Vinci, scoperto grazie al mio maestro Enzo Siciliano.[…] Volevo raccontare quello che non si riesce a vedere o sentire, ma si percepisce che esiste. Per esempio nei non-detti ci sono le grandi verità delle famiglie che poi possono diventare nevrosi, traumi ed apparire sul corpo dei discendenti come succede con gli svenimenti del protagonista. La trama l’ho costruita come un’indagine genealogica che di solito molte persone iniziano a fare per conoscersi un po’ meglio: raccogliere documenti, testimonianze, foto o visitare i posti dove sono passati i nostri antenati. A volte riesci a guardare al futuro solo quando hai dissolto un po’ di nebbia del tuo passato». Infatti l’esergo che ha scelto l’autore per Malbianco è: «…e raccolti in sé tutti gli spiriti, e con quelli apre e spalanca le porte all’immaginazione». Leonardo da Vinci, Il salice