“Ci sarà un’altra alba che aspetta l’oscurità del mondo dove i nostri errori saranno ancora dimenticati”. Ulisse di C.N.
Il personaggio di Ulisse, il protagonista dell’Odissea, ha da sempre affascinato scrittori, intellettuali, pensatori e anche registi che si sono cimentati nella trasposizione del poema omerico sul grande schermo o in TV. Ricordiamo il bellissimo film Ulisse del 1954 diretto da Mario Camerini con Kirk Douglas e Silvana Mangano nel doppio ruolo di Penelope e di Circe, la serie TV Odissea del 1968 di Franco Rossi con Bekim Fehmiu e Irene Papas, L’Odissea del 1997 diretta da Andrej Koncalovskij con Armand Assante e Greta Scacchi, Itaca-Il ritorno del 2024 diretto da Uberto Pasolini con Ralph Fiennes. Stavolta è toccato a Christopher Nolan con il suo film Odissea parlarci di Ulisse e delle sue molteplici avventure per ritornare ad Itaca da sua moglie Penelope e da suo figlio Telemaco.
Tanto per sgombrare il campo dai chiacchiericci inutili, sterili, alimentati da chi forse non ha mai letto una sola pagine dell’Odissea, bisogna partire proprio dal nome del nostro protagonista nella sua triplice forma: Ulisse-Nessuno- Odisseo. Quest’ultimo sta a significare colui che odia e che è odiato, mentre il primo risalirebbe alla traduzione dal greco fatta da Livio Andronico e avrebbe il significato di irritato, preferendolo a zoppo, in riferimento ad una ferita alla gamba che rappresenta per la fedele Euriclea la prova che il mendicante accolto nella reggia, per rispettare le leggi dell’ospitalità dettate da Zeus in persona ,è il suo padrone Ulisse, re di itaca. Il regista conosce perfettamente entrambi i significati del nome (Nessuno che fa parte dell’incontro dell’eroe con il Ciclope viene del tutto ignorato nel film). Infatti Ulisse, interpretato da un grandissimo Matt Damon si odia ed è odiato per il male che ha commesso durante la decennale guerra di Troia arrivando persino a non dare degna sepoltura ai suoi compagni e inviso dai Proci, che hanno invaso la sua dimora, insidiato sua moglie Penelope e attentato alla vita di suo figlio. Questa è dunque la chiave di lettura del film di Nolan e la sua originalità rispetto alle altre trasposizioni. L’Ulisse di Nolan è un uomo sconfitto che ripudia la guerra perché lo ha allontanato dai suoi affetti più cari e lo ha privato dell’amicizia e della stima dei suoi compagni che si erano affidati a lui, certi di ritornare alle proprie case. La debolezza di Ulisse non nasce soltanto dal mangiare i fiori di loto datogli da Calipso (Charlize Theron) ma dalla sua volontà di voler procrastinare il suo ritorno spinto dalla curiosità e dalla sete di conoscenza (vedi Dante- Divina Commedia -Inferno-Canto XXVI). E tutti gli eroi descritti sono uomini e donne sofferenti e fragili, consapevoli del proprio destino e del compito che li attende e per eroi annoveriamo anche le figure femminili che nel film hanno grande spessore e consistenza. Penelope, ad esempio, non si limita ad attendere pazientemente il suo uomo tessendo la tela. Propone soluzioni, dialoga con Telemaco, è stanca, furente e attende risposte da suo marito. Circe perde il contorno seducente di una bellissima fata turchina per diventare una strega capace di trasformare uomini in porci senza perdere la sacralità del suo gesto estremo. E la stessa Calipso ha il potere di fermare il tempo consegnando l’anima all’eternità meglio della morte. Athena è una discreta presenza divina , quasi addolorata per le sorti di Troia che dialoga con Ulisse alla pari rivelando nelle poche battute dette grazia e umanità.
Nell’Odissea di Nolan la famosa astuzia di Ulisse gioca un ruolo secondario, fatta eccezione per il famoso Cavallo. Tutto il resto si piega alla logica del significato dei suoi nomi che attendono il perdono di Penelope (Anne Hathaway ), di Telemaco (Tom Holland), della stessa dea Athena (Zendaya), di Elena ( Lupita Nyong’o), di Circe ( Samantha Morton). Forse soltanto Alcinoo (Robert Pattinson ), feroce e vigliacco non riesce a vedere in Ulisse un mito, perché tanto distante dai suoi valori ed inutile la sua richiesta di perdono.
L’Odissea di Christopher Nolan ,prima di essere letta va ascoltata perché era ed è un poema cantato da un aedo (nel film un potente Travis Scott).
L’Odissea di Christopher Nolan offre allo spettatore numerosi significati e spunti di riflessione e i suoi attori incarnano alla perfezione i veri personaggi dell’Odissea fatti di sogni come quelli shakespeariani e come noi con le nostre passioni, emozioni, fragilità, debolezze. In effetti il poema omerico contiene in fieri tutta la letteratura mondiale.
Christopher Nolan-Ulisse saluta gli spettatori con un monito: “Non cercate gli dei negli uomini” ovvero amate l’umanità degli altri. E oggi ne abbiamo un disperato bisogno.