PSICANTRIA è il progetto affascinante firmato da Gaspare Palmieri, psichiatra e cantautore e Cristian Grassilli, psicoterapeuta e cantautore. Affrontare tematiche delicatissime dentro la psiche umana di ogni giorno. Affrontarle con l’attenzione di chi sa farlo per mestiere prima di tutto e poi con una estetica per niente facile da pensarci sulle prime: la canzone. E si intitola “In relazione” questa nuova canzone che troviamo anche nel libro Accordi (Algra Editore, 2025) di Giusy Morabito, Letizia Ferrante e Laura Bongiorno di Mindful Sicilia. Un pop d’autore, semplice, acqua e sapone e senza pretese di futurismi tecnologici. Solo la sintesi di parole importanti come potere per una narrazione di consapevolezza.
Domanda preziosa: la solitudine non è anche una relazione con se stessi? Anche questa va curata…
Certo esistono tanti tipi di solitudine. Sicuramente esiste una solitudine sana che ci consente di darci la possibilità e il tempo di stare a contatto con noi stessi e di conoscerci. Esistono ovviamente solitudini invece più dolorose o disperate che necessitano altri tipi di aiuti o interventi.
La scelta delle parole è importante e questo brano sceglie un vocabolario popolare, quotidiano. Quanto contano le parole nei rapporti e nelle relazioni? Quanto di questa solitudine dipende dal deterioramento del linguaggio di oggi?
Le parole sono fondamentali e fanno parte dei “ferri del mestiere” sia del cantautore che dello psicoterapeuta. Nel nostro modo di scrivere cerchiamo di usare il più possibile parole semplici e comprensibili, anche perché a nostra volta apprezziamo le canzoni di cantautori non troppo criptici. Il linguaggio come ogni cosa di questi tempi è in grande evoluzione e segue i cambiamenti della società e del mondo. I social e la tecnologia hanno favorito la nascita di nuovi linguaggi e nuovi modi di comunicare, sicuramente più rapidi, talvolta più superficiali.
Anche il suono di questo brano è semplice: per la stessa ragione delle parole?
Per questo brano sentivamo adatto un arrangiamento essenziale con il pianoforte impreziosito da interventi di violoncello di Enrico Guerzoni. Questo anche per dare maggiore risalto al testo del brano particolarmente ricco di immagini.
In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale viene vista come possibile sostituto dell’empatia, cosa significa per voi restare “umani in relazione”?
Al momento siamo ancora lontani dalla possibilità che una macchina possa provare o trasmettere empatia. Diciamo che l’uomo può programmare la macchina per simulare una forma di empatia ma sappiamo tutti che non è la stessa cosa del sentimento umano originale. Restare umani in relazione vuol dire dare valore all’esperienza dell’incontro con l’altro in tutte le forme possibili, dal colloquio individuale, alla cena, al concerto. E’ qualcosa di cui abbiamo ancora molto bisogno e speriamo non si estingua mai.
Tanti anni di “relazione” tra musica e psicologia. In questo lungo viaggio avete scoperto nuovi orizzonti, nuove cose che diversamente non verrebbero alla luce?
Il progetto Psicantria ci ha dato la possibilità di entrare in relazione con tantissime persone e con tanti ambienti di cura e di formazione. E’ come se le canzoni davvero ci abbiano messo in relazione con il mondo ed è sicuramente il dono più grande che abbiamo ricevuto.
A chiudere: “Non immaginarci come isole, ma come sistemi interconnessi”: in che modo questa visione può diventare un atto politico, oltre che poetico?
Questo concetto ha molte origini: filosofiche, spirituali e più recentemente anche scientifiche, trovando conferme nella fisica quantistica. A livello politico può avere grandi ripercussioni in una visione sociale più inclusiva e meno divisiva che parte dal presupposto che molto spesso il bene comune ha un valore che supera quello individuale.