È proprio dal palco – ed un palco prestigioso come quello dell’Ella Fitzgerald Festival che raccoglie il suono e la potenza di questo nuovo disco. Esce finalmente anche in Europa “Centerstage”, nuovo disco della cantante, attrice e produttrice N’Kenge, nominata ai Tony, agli Emmy e ai Grammy, che dalla Carnegie Hall a Broadway, ci ha sempre regalato quel piglio contemporaneo e mai didascalico tra soul, pop e opera. Celebri le sue collaborazioni con leggende come Wynton Marsalis e Ornette Coleman.
«Ho avuto l’onore di essere headliner dell’Ella Fitzgerald Festival, un’opportunità che mi è sembrata un bellissimo omaggio all’eredità di una delle mie più grandi ispirazioni. Catturare quella serata in una registrazione dal vivo è stato essenziale per me, perché c’è una magia ineguagliabile nei concerti dal vivo: la connessione con il pubblico e i momenti spontanei che prendono vita nella musica. È stato fantastico sentire l’energia quando tutti si scambiano battute in “Minnie the Moocher”. Questo album è la sintesi di quello straordinario concerto, intriso di canzoni che onorano e celebrano il monumentale impatto di Ella Fitzgerald sul jazz e sul mondo. Ogni nota riflette il mio percorso da artista quattordicenne a collaboratore di leggende del jazz come Wynton Marsalis e Ornette Coleman». N’kenge
Dal Broadway alla pop radio, dal soul all’opera: cosa c’è nel jazz che continua a richiamarti così fortemente?
Il jazz è stato la prima cosa che ho iniziato a studiare quando ho cominciato a prendere lezioni di canto private, e ne sono rimasta completamente affascinata. È come una casa per me, quindi qualunque direzione musicale io scelga di esplorare o interpretare, non dimentico mai di tornare alle mie radici — al mio “home”, che è il jazz.
In “Centerstage” alterni celebri standard a brani originali: quale tipo di equilibrio cercavi tra tradizione e innovazione?
Credo che, come interprete ma anche come cantautrice, sia fondamentale creare quanta più autenticità possibile in un album. La musica è in continua evoluzione, e penso sia importante celebrare insieme il passato e il presente. Unire le due dimensioni è stato il mio modo di mostrare ciò che so fare meglio.
Il suono e la musica di Ella Fitzgerald: cosa rappresentano per te? E in che modo hanno influenzato questo disco e le tue composizioni?
Sono una grandissima fan di Ella Fitzgerald — per me è letteralmente la regina del jazz. La sua eleganza e la sua perfezione tecnica hanno reso il canto jazz rispettato in tutto il mondo. Molti dei brani che ho interpretato nel disco, come “Too Darn Hot”, sono stati direttamente influenzati dalla sua versione. Ella cantava magnificamente anche in altre lingue, e questo mi ha ispirata nella scrittura del mio brano originale “Goosebump Moment”, in cui ho inserito parti in spagnolo, francese, tedesco e rumeno.
In così tanti generi diversi, il vero obiettivo è riuscire sempre a ritrovarsi. Riconoscersi e farsi riconoscere, anche quando lo stile cambia. Cosa ne pensi? Come affronti questa sfida, da artista che attraversa generi così differenti? È più una questione di restare sempre fedele a te stessa o di cambiare e adattarti al genere?
Come artista, sono in costante evoluzione. Ho avuto la fortuna di esibirmi in tutto il mondo e di vivere esperienze in contesti culturali molto diversi. Ogni volta che mi avvicino a un genere, lo faccio con autenticità, restando sempre fedele a me stessa e al mio modo personale di interpretare quel determinato brano o stile.
Pensi che “Centerstage” porti anche un messaggio per il nostro tempo e per il futuro?
“Centerstage” trasmette un messaggio rivolto al futuro, fatto di fusione culturale, emancipazione ed evoluzione artistica inclusiva. Non è semplicemente una raccolta di canzoni, ma una dichiarazione: il futuro delle arti performative è diversificato, aperto, e profondamente radicato nel rispetto di più tradizioni. Per me, come artista, è fondamentale mostrare che possiamo abbracciare la diversità invece di lasciarci imprigionare da un solo genere o da un’unica identità — e che voci diverse meritano di essere ascoltate su ogni palco.
E ora che l’album viene pubblicato in Europa — ti vedremo esibirti anche qui dal vivo?
Sì, sto attualmente concludendo le mie esibizioni in Italia e spero di tornare molto presto.