Ha chiesto ai suoi fan sparsi per il mondo una clip semplice, amatoriale, onesta e vera. Momenti di quell’amore altrettanto semplice manifestato in un gesto quotidiano… che da sempre MIIST professa il bisogno e il dovere di tutti di regalare un sorriso, un gesto di vicinanza a chiunque… l’amore ci mostrerà la via di questa vita, la vera ragione e l’unico modo per rinascere ogni volta… com’è rinata lei da una malattia e da un passato davvero difficile. Il nuovo singolo prodotto dal nostro Mauro Malavasi si intitola “Love Will Show Us Our Way” e lo troviamo anche in rete con un video che è sintesi di tutti questi contributi. L’amore… quando diventa una canzone pop dal taglio internazionale, leggera, semplice… di dolcissima contemplazione.
Mauro Malavasi: come sei arrivata a sceglierlo come produttore, considerando anche la portata internazionale del progetto?
Abbiamo girato il videoclip di “Could You Lend Me a Smile” a Bologna. Mi sono innamorata della città e lì, grazie a un caro amico, Claude Ismael, ho conosciuto Mauro. Abbiamo parlato di musica e di cambiare il mondo, ed è lì che è nata la voglia di scrivere insieme. Qualche mese dopo mi ha mandato una splendida base al pianoforte e io ho scritto melodia e testo. Volevamo esprimere che, quando tutto fallisce, è l’amore a guidarci. “Love Will Show Us Our Way” è il risultato.
Come ti sei relazionata al minimalismo che ha portato nel brano?
Lo adoro! La verità non ha bisogno di essere rumorosa, come il vero amore. È silenziosa: è chi resta accanto a te quando le parole non bastano, è un “credo in te” quando tutto sembra crollare, è un gesto quotidiano, un sorriso a uno sconosciuto. La semplicità del brano mette in luce la forza del messaggio. È sostanza, non qualcosa che attira attenzione per un attimo e poi svanisce.
Un progetto internazionale sotto ogni aspetto, ma con meno enfasi su immagini e video: una scelta in contrasto con il pop contemporaneo. Cosa rappresenta?
Dalla tematica alla scrittura fino alla produzione, il brano vuole risuonare con ciò che siamo davvero: il bisogno di amare ed essere amati. Ho letto recentemente un articolo sugli ultimi giorni di Steve Jobs: nonostante il successo, parlava di vuoto e mancanza di senso. Il mondo pop è divertente, ma non offre una vera speranza, qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti finali per trovare pace. “Love Will Show Us Our Way” vuole parlare a chi crede che possiamo ancora salvarci a vicenda. Non è stato scritto per attirare attenzione, ma come una voce amata che ci chiede di restare, di non arrenderci.
Una domanda provocatoria: se “Love Will Show Us Our Way”, siamo ancora capaci di riconoscerlo nelle forme quotidiane?
L’amore deve partire proprio dalle piccole cose. Chi sa donarlo nei gesti semplici è anche chi sa riconoscerlo. È un esercizio bellissimo: quando sto male, provo a contare le cose e le persone che amo, e ritrovo equilibrio. Come in “My Favorite Things”: quando il mondo ci rattrista, dobbiamo ricordare ciò che conta davvero. L’amore è il motivo migliore per sorridere.
Nell’epoca delle macchine intelligenti, cosa pensi che stiamo ancora conservando della nostra umanità?
Abbiamo bisogni e desideri naturali che possono essere repressi ma mai eliminati, nemmeno dalle macchine. Anche quando sembra che qualcuno abbia perso la propria umanità, io credo che sia ancora lì. Bisogna scavare sotto le superfici e le barriere che costruiamo. Il problema è che il tempo perso a disumanizzarci non torna. Per questo dobbiamo vivere in modo autentico ORA, accettando anche le nostre imperfezioni. Voglio restare umana, con fragilità e cadute, vivere tutto, anche gli errori. Voglio vivere la vita per quella che è, non in un mondo artificiale che ci viene venduto.