Al chiar di luna delle notti settembrine, nell’elegante giardino dei sensi della Terrasse del Tiberius di Pompei, le quattro stagioni di Vivaldi hanno preso vita attraverso l’ensemble di archi e flauto dell’Associazione gli amici del ‘700 di Marco Traverso. Ogni stagione veniva introdotta dallo stesso Traverso attraverso la lettura di sonetti anonimi tradotti dall’italiano al napoletano, per unificare la verve creativa del Prete rosso veneziano, alla sonorità poetica del napoletano, lingua ufficialmente riconosciuta e protetta dall’Unesco. Il primo violino Antonio Ruocco ha cavalcato le incalzanti melodie vivaldiane con grande maestria avvolgendo il nutrito pubblico che era già immerso nelle atmosfere antiche mitiche dell’area archeologica il cui panorama si apprezza dalla Terrasse. A fine concerto, la squisita accoglienza dei padroni di casa Pasquale Nina e Karine Compain, si è tradotta in un raffinato archeo buffet rustico ad opera dello chef Vincenzo Lombardo e di un altrettanto buffet dolce dello chef patissier Graziano Notarnicola che ha concluso in lieta armonia la serata omaggio alla città di Pompei e alle sue tante bellezze conosciute in tutto il mondo.
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