Lo scorso lunedì 1 dicembre 2025 il pubblico del Teatro Valli di Reggio Emilia ha potuto celebrare L’arte di Marinel Stefanescu attraverso un galà di balletto.
La serata è stata una sintesi delle varie vite di Stefanescu ricordato non solo attraverso le sue coreografie, ma anche per le sue massime sulla danza (che oltrepassavano la danza stessa) e una sua piccola selezione di quadri.
Gli spettatori sono stati così accolti prima dalle immagini, poi dai ballerini che in attesa che tutti prendessero posto si riscaldavano in platea aspettando di salire sul palco.
Ad “aprire le danze” il Nuovo Balletto Classico che sotto la guida del direttore artistico Rezart Stafa ha ricordato (nel senso letterario di riportare al cuore) il maestro Stefanescu attraverso due sue coreografie: “Passeggiando” su musica di Chopin e “In attesa del nuovo tempo” su musica di Brahms.
La prima coreografia è stata eseguita da Rika Sugimoto che ha ricordato al pubblico quanto Marinel Stefanescu credesse nell’attenzione ai dettagli, alla cura del quotidiano. Niente di più profondo della superficie, niente di più intimo di un palco che diventa culla di piccole grandi rivelazioni.
In un secondo momento il giovane ensemble – composto da Maria Igonina, Mikoto Matsuura, Giulia Merola, Marika Morra, Sarah Nasti, Enxhi Nika, Martina Pagliari, Alice Soncini, Rika Sugimoto, Ana Cecilia Urcichi, Daniel Erchov Zayas, Daniele Garripoli, Devis Masini e Klevis Spaho – ha riproposto “In attesa del nuovo tempo”, una sorta di dialogo tra passato e presente tra il Marinel che è stato e quello che continua a essere nella stessa forma e, contemporaneamente, attraverso nuove forme.
Meravigliosi Adela Mucollari e Lurdi Dodgjini della compagnia del Teatro dell’Opera di Tirana che hanno interpretato la coreografia “Al chiaro di Luna”. Perfezione assoluta in ogni gesto. Sostegni come disegni e diagonali cristalline e illuminate.
A chiudere la prima parte del galà la splendida maître de ballet di Aterballetto, Ivana Mastroviti con la coreografia di Johan Inger dal titolo Birdland su musica di Patti Smith. Una coreografia cucita su di lei allo stesso modo del suo abito aderente e lucente. Mastroviti ha mostrato cosa voglia dire far parlare la danza con parole nuove e mature allo stesso tempo. A lei il primo dei premi alla carriera de “L’arte di Marinel Stefanescu”.
La seconda parte del galà ha visto protagonisti Eros e Thanatos.
In primis amore ed erotismo attraverso la Carmen di Bizet con i due ballerini forse più attesi della serata Anbeta Toromani e Alessandro Macario che nella celebre coreografia di Amedeo Amodio (presente tra l’altro in teatro) hanno portato in scena gelosia, passione, conflitto. Nei movimenti dei corpi dei due protagonisti un’unica esplosione.
Arriva Thanatos con la Prima Solista del Mariinsky Ballet di San Pietroburgo, Maria Khoreva e La Morte del Cigno. Un cigno che Khoreva ha reso umano, fragile, perfetto nella sua imperfezione. Una morte arrivata come futura rinascita.
A chiudere la serata (e i premi) un’ultima coreografia del maestro Stefanescu: “Omaggio a Čajkovskij”. Sul palco Rezart Stafa e al suo fianco gli ottimi Mikoto Matsuura, Giulia Merola, Alice Soncini, Rika Sugimoto, Ana Cecilia Urchici.
Un brano che saluta il pubblico e il maestro Stefanescu come fosse però un’ultima pennellata, un pennello però che resta sospeso e già pronto per ricominciare a scrivere, disegnare, danzare.

