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	<title>Redazione, Mydreams.it&#039;s Authors</title>
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		<title>Lara Letizia: una strada cominciata dalla voce di suo padre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 16:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima ancora di diventare un disco, “Odòs” è stato un paesaggio familiare… o almeno così mi piace rileggerlo ogni volta che lo ascolto: le canzoni di Umberto Raffaelli ascoltate da sua figlia Lara Letizia fin da bambina, quando la musica apparteneva ancora alle sere di casa. Anni dopo quelle stesse canzoni diventano il punto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Prima ancora di diventare un disco, “<strong><em>Odòs</em></strong>” è stato un paesaggio familiare… o almeno così mi piace rileggerlo ogni volta che lo ascolto: le canzoni di <strong>Umberto Raffaelli</strong> ascoltate da sua figlia <strong>Lara Letizia</strong> fin da bambina, quando la musica apparteneva ancora alle sere di casa. Anni dopo quelle stesse canzoni diventano il punto di partenza per trovare una voce propria e un suono mutuato alle tecnologie di questi tempi. Tra incontri e scontri generazionali, nuovi arrangiamenti e il desiderio di restituire semplicità alla forma canzone, quel pop indelebile denso di mestiere e maturità: voce intensa e decisamente particolare quella di <strong>Lara Letizia</strong> che racconta quanto possa essere sottile il confine tra ereditare qualcosa e riuscire finalmente a farlo proprio.</p>
<p><strong>Tu e tuo padre. Che rapporto esiste ancora oggi che diviene la genesi di queste canzoni?</strong></p>
<p>Il rapporto con Papà e il classico rapporto tra padre e figlia: tra alti e bassi siamo legatissimi. Siamo due belle teste dure, spesso ci scontriamo, ma alla fine ci vogliamo un sacco di bene. Da questi nostri “incontri-scontri” è nato Odòs … il mio viaggio… il nostro viaggio di famiglia.</p>
<p><strong>Ed il suono che hai scelto in qualche modo rispecchia anche il tempo e l’origine delle canzoni?</strong></p>
<p>Si e no… Tutte le canzoni nascono con arrangiamenti Rock, mio papà infatti era per quel genere. Il lavoro lungo e difficile fatto da me e dallo staff era di trovare ed adattare tali canzoni a generi più consoni a me e al mio modo di interpretare la musica; tutto, chiaramente, senza snaturarle e sradicarle dal contesto in cui furono create.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Ma Come Prima (Official Video) " width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/eXTje3bML64?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Di queste che hai scelto, esiste una in particolare che ha dato il via a tutto il progetto?</strong></p>
<p>Come ho sempre detto tutte sono le canzoni che sentivo suonare da Papà, la sera prima di addormentarmi: quindi sono tutte canzoni che amo. Ma tutto è partito da “Ma Come Prima”, la canzone che ha fatto partire il progetto, la prima cui abbiamo lavorato… ed infatti è anche  la prima dell’album e la canzone che rappresenta e racchiude il concetto di Odòs .</p>
<p><strong><img loading="lazy" class=" wp-image-64593 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-300x300.jpeg" alt="LARA LETIZIA" width="236" height="236" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-300x300.jpeg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-630x630.jpeg 630w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-150x150.jpeg 150w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-109x109.jpeg 109w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER-100x100.jpeg 100w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/LARA-LETIZIA-COVER.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 236px) 100vw, 236px" />E in generale perché questo “Cammino”, questo disco… questa idea?</strong></p>
<p>Il cammino è cominciato quando, fin da piccola, sentivo papà cantare le sue canzoni e rimanevo letteralmente affascinata da queste. Così una volta cresciuta, una volta capito che nel mondo della musica c’era posto anche per me , ho iniziato ad immaginare come,in un periodo dove vedevo la musica italiana naufragare ed affondare, forse era meglio tornare alla semplicità di quelle canzoni, chiaramente adattandole a me, al mio stile e al mio modo di interpretare la musica.</p>
<p>Dove arriverò, ovvero dove finirà il mio Odòs? Non so, spero sia il più lungo e possa finire il più lontano possibile. Questo sempre rispettando il mio modo di vivere la musica: ovvero la semplicità, la naturalezza e la bellezza di interpretare la musica come l&#8217;arte superiore, quale essa è, senza vincoli e senza che debba rappresentare o trasmettere nulla, solo bella in quanto arte.  Poi, se il Direttore Artistico De Martino, mi volesse a Sanremo, come potrei mai rifiutare?!?!?</p>
<p><strong>Guardando il risultato finale: cosa viene fuori? Esiste una Lara Letizia o esiste una voce sulle canzoni di tuo padre?</strong></p>
<p>Il risultato finale rispecchia esattamente le nostre aspettative: una moltitudine di grandi successi nella storia della musica, con brani scritti e musicati da taluni, divennero immortali grazie all’interpretazione magistrale di altri cantanti.Così, chiaramente non avendo la presunzione di paragonarmi ad essi, spero venga fuori tutto ciò che è la Lara Letizia, che partendo dalla semplicità e bellezza dei brani scritti dal Papà, sia riuscita a tirare fuori quel suo animo e quella sua visione musicale che la caratterizza e mi rende la cantante che sono. E poi, secondo voi, non è il giusto significato di un Odòs, questo?</p>
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		<title>&#8220;Politically topless&#8221; anticipa il nuovo album di Paolo Jannacci dal titolo &#8220;Scimmie ovunque&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>É in radio e in digitale “Politically topless” di Paolo Jannacci feat. Elio (https://found.ee/paolojannacci_politicallytopless), il brano che anticipa “Scimmie ovunque” (pubblicato da Ala Bianca Records e distribuito da Warner/Fuga), il nuovo album di inediti, dal 16 ottobre in vinile e digitale. Scritto dallo stesso Jannacci con Emiliano Bassi, Stefano Belisari e Paolo Re, “POLITICALLY TOPLESS” [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p style="font-weight: 400;"><strong>É in radio e in digitale “Politically topless</strong><strong>” di </strong><strong>Paolo Jannacci </strong><strong>feat. </strong><strong>Elio </strong>(<a href="https://found.ee/paolojannacci_politicallytopless">https://found.ee/paolojannacci_politicallytopless</a>),<strong> il brano che anticipa “<em>Scimmie ovunque</em>” </strong>(pubblicato da Ala Bianca Records e distribuito da Warner/Fuga)<strong>, il nuovo album di inediti, dal 16 ottobre in vinile e digitale.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Scritto dallo stesso <strong>Jannacci</strong> con <strong>Emiliano Bassi</strong>, <strong>Stefano Belisari</strong> e <strong>Paolo Re</strong>,<strong> “</strong><strong><em>POLITICALLY TOPLESS</em></strong><strong>”</strong> è un brano che <strong>affronta con ironia i temi del politicamente corretto e dell’autocensura</strong>, mettendo in discussione la paura di sbagliare o di offendere involontariamente qualcuno, rivendicando la libertà di esprimere un pensiero personale, anche attraverso l’errore e il confronto con ciò che viene considerato “negativo”.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Cerco di essere nudo, anzi, in topless di fronte al politicamente corretto, a tutto quello che non abbiamo il coraggio di dire in maniera spontanea </em>– <strong>afferma PAOLO JANNACCI</strong> – <em>Il gioco di fare delle domande su quello che si può dire o non dire è il modo, l’escamotage per poter raccontare, con ironia, il fastidio di questa autocensura che esercitiamo su di noi praticamente in ogni istante. Siamo così spaventati dall’offendere qualcuno, o fare una brutta figura, rischiando di rovinare la nostra reputazione, che smettiamo di produrre un pensiero personale critico e suggestivo (che è fonte di crescita e di evoluzione)</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Da oggi è online il video</strong> per la <strong>regia di Luca Tartaglia</strong>, scritto da <strong>Paolo Jannacci</strong>, <strong>Paolo Re</strong> e <strong>Luca Tartaglia</strong> e girato presso il <strong>Multiset Studio</strong> di Milano e realizzato in collaborazione con <strong>Kortocircuito</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Paolo Jannacci feat. Elio - Politically Topless (video ufficiale)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/F-29DVMKpyI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Anche l’uso che abbiamo fatto dell’IA nel videoclip è una critica a questa continua omologazione e falsa idea di creatività, che abbassa l’intelligenza personale</em> – <strong>aggiunge Paolo Jannacci</strong> –<em> Abbiamo voluto raccontare la storia con immagini elaborate dal computer con un uso quasi grezzo e sproporzionato dell’IA. Non volevamo che le immagini fossero sostitutive, ma che criticassero e mostrassero quanto è facile l’omologazione al sistema</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>“<em>Scimmie ovunque</em>”</strong> segna il ritorno sulle scene di Paolo Jannacci con <strong>un progetto pop-cantautorale che unisce la grande tradizione ereditata da Enzo a una produzione attuale</strong>. Composto da <strong>11 brani </strong>caratterizzati da<strong> te</strong><strong>sti ironici e poetici </strong>e<strong> sonorità immediate, melodie orecchiabili e ricche di groove</strong>, l’album è <strong>un viaggio tra storie quotidiane, critica sociale, sentimenti e la tipica verve ironica ed empatica dell’artista</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Paolo Jannacci</strong>, figlio del grande Enzo Jannacci, nasce a Milano il 5 settembre 1972. A soli 6 anni inizia ad interessarsi alla musica. Dopo un decennio trascorso a studiare e perfezionarsi, nel 1988 si propone come musicista professionista. Dal 1991 prende parte ai progetti teatrali di Enzo e dal 1994 suona e produce gli album paterni. Collabora con tanti altri artisti, tra cui Dario Fo, Paolo Conte, Chico Buarque, Ornella Vanoni, Claudio Bisio, Massimo Ranieri, J-Ax e gli 883, distinguendosi anche come direttore d’orchestra. Nel 2002 pubblica il suo primo album, “<em>Notes</em>”, affermandosi nel panorama del jazz italiano. A seguire escono gli album “<em>Tape 1</em>”, “<em>Allegra</em>”, “<em>Trio</em>”, “<em>Hard Playing</em>” ed altri. Nel 2019 pubblica “<em>Canterò</em>” (Ala Bianca Records), l’album che segna il suo debutto da cantautore, un’opera che unisce novità e maturità evidenziando l’eredità di una tradizione cantautorale. Diversi gli ospiti nel disco: Michele Serra, J-Ax, Claudio Bisio e i Two Fingers. Il debutto cantautorale viene ulteriormente sottolineato in occasione della partecipazione al Festival di Sanremo nel 2020 con la ballata “<em>Voglio parlarti adesso</em>”. Negli anni compone diverse colonne sonore, tra cui quelle per i film “<em>Piccoli equivoci</em>” di Ricky Tognazzi, “<em>Papà dice messa</em>” di Renato Pozzetto, “<em>Mi fido di te</em>” di Massimo Venier e “<em>Almeno tu nell’universo</em>” di Luca Biglione. Nel 2023 collabora alla realizzazione del docufilm “<em>Enzo Jannacci – Vengo anch’io</em>” di Giorgio Verdelli, presentato in anteprima alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Nello stesso anno pubblica “<em>Ecco tutto qui</em>” con Enzo Gentile (Hoepli). Nel 2024, in qualità di ospite, torna sul palco del Festival di Sanremo assieme a Stefano Massini dove presentano “<em>L’uomo nel lampo</em>”. Nel 2026 è nuovamente a Sanremo per la serata delle cover ospite di J-Ax con cui canta “<em>E la vita, la vita</em>” insieme al gruppo della Ligera.</p>
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		<title>Gli infiniti mondi di Mozart, dalle diversità alla pace con direzione artistica di Andrea Noferini</title>
		<link>https://www.mydreams.it/gli-infiniti-mondi-di-mozart-dalle-diversita-alla-pace-con-direzione-artistica-di-andrea-noferini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna a Nola uno degli appuntamenti musicali più attesi della stagione campana: venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, alle ore 18:30, la Cattedrale di Santa Maria Assunta ospiterà la quinta edizione del festival “Gli infiniti mondi di Mozart, dalle diversità alla pace” con la direzione artistica di Andrea Noferini. Nata dalla sinergia tra la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Torna a Nola uno degli appuntamenti musicali più attesi della stagione campana: venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, alle ore 18:30, la Cattedrale di Santa Maria Assunta ospiterà la quinta edizione del festival <em>“Gli infiniti mondi di Mozart, dalle diversità alla pace” </em>con la direzione artistica di Andrea Noferini. Nata dalla sinergia tra la<strong> Fondazione Aristide La Rocca ETS</strong>, l&#8217;<strong>Associazione Aldo Ciccolini</strong> e il prestigioso <strong>Mozarteum di Salisburgo</strong>, la manifestazione porterà in città grandi maestri della classica e giovani promesse di livello globale, affiancati dalla Nola <em>Symphony Orchestra &#8220;Aldo Ciccolini&#8221;</em>.</p>
<p>Il programma di venerdì 23 ottobre mette al centro dell&#8217;attenzione tre talenti dell&#8217;istituto salisburghese per under 15, diretti per l&#8217;occasione dal Maestro <strong>Massimo Testa</strong>. Si esibiranno il virtuoso del flauto dolce <strong>Alexander Umundum</strong> con brani di Telemann e Vivaldi, la brillante violinista <strong>Hansine Pellbäck</strong> con il Concerto in La maggiore K. 219 di Mozart e il pianista premiato a livello internazionale <strong>Freddy Wu</strong> con il primo concerto per pianoforte di Mendelssohn.</p>
<p>L&#8217;evento di sabato 24 ottobre, guidato dal Maestro <strong>Stefano Sovrani</strong>, vedrà invece protagonista la nota pianista sudcoreana e docente del Mozarteum <strong>Ji-Hye Jung</strong> nell&#8217;interpretazione del celebre Concerto n. 24 K. 491 di Mozart. A coronare la rassegna sarà la prima assoluta del brano &#8220;Norge&#8221;, composto da <strong>Don Domenico De Risi</strong> nel centenario dell&#8217;impresa del Generale Nobile ed eseguito dal celebre violoncellista <strong>Andrea Noferini</strong>, Primo Violoncello dell&#8217;Opera di Roma. L&#8217;ingresso per entrambe le serate è gratuito fino ad esaurimento capienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alla Galleria Arte Barbato la presentazione di “Alchimia di un viaggio”, silloge di Maria Grazia Blasio</title>
		<link>https://www.mydreams.it/alla-galleria-arte-barbato-la-presentazione-di-alchimia-di-un-viaggio-silloge-di-maria-grazia-blasio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 04:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo Libero a 360°]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla Galleria Arte Barbato la presentazione di “Alchimia di un viaggio”, silloge di Maria Grazia Blasio, edita da Libeccio Edizioni, impreziosita dalle opere del maestro Alfonso Sacco e dalla prefazione della poetessa Maria Grazia Tedde.   Domenica 4 ottobre, alle ore 18.30, l’autrice dialogherà con Maria Pia Nocerino per raccontare le suggestioni che hanno accompagnato la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><b>Alla Galleria Arte Barbato la presentazione di “Alchimia di un viaggio”, silloge di Maria Grazia Blasio, edita da Libeccio Edizioni, impreziosita dalle opere del maestro Alfonso Sacco e dalla prefazione della poetessa Maria Grazia Tedde.  </b></p>
<p><b>Domenica 4 ottobre, alle ore 18.30, l’autrice</b> <b>dialogherà con</b> <b>Maria Pia Nocerino</b> <b>per raccontare le suggestioni che hanno accompagnato la nascita del progetto editoriale.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Scafati &#8211; Domenica 4 ottobre, alle ore 18.30, la </span><b>Galleria Arte Barbato</b><span style="font-weight: 400;"> ospiterà la presentazione di </span><b><i>Alchimia di un viaggio</i></b><span style="font-weight: 400;">, silloge poetica di </span><b>Maria Grazia Blasio</b><span style="font-weight: 400;">, in un incontro che nasce dall’intreccio di due evocativi linguaggi: quello della poesia e quello dell’arte pittorica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il volume raccoglie 15 poesie, ciascuna accompagnata da un’opera del maestro </span><a href="https://magazinepragma.com/arte/alfonso-sacco-espone-a-los-angeles/"><b>Alfonso Sacco</b></a><span style="font-weight: 400;">, in un dialogo continuo tra parola e immagine. Un percorso nel quale la poesia non si limita a incontrare la pittura, ma trova nella dimensione visiva un ulteriore spazio di interpretazione e di emozione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A rendere ancora più significativo il connubio è la copertina stessa del libro che riproduce un’opera di Alfonso Sacco: un’immagine che introduce il lettore all&#8217;interno di quel viaggio annunciato dal titolo e che diventa parte integrante del progetto artistico e letterario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le opere del maestro Alfonso Sacco accompagnano le poesie come un secondo linguaggio, capace di suggerire atmosfere, evocare sensazioni e aprire nuove prospettive di lettura. Parole e colori si incontrano in uno spazio comune, dove ogni forma espressiva conserva la propria identità ma, allo stesso tempo, dialoga con l&#8217;altra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A curare la prefazione del volume edito da </span><b>Libeccio Edizioni</b><span style="font-weight: 400;">, è la poetessa</span><b> Maria Teresa Tedde</b><span style="font-weight: 400;"> che sarà presente all&#8217;incontro insieme al maestro Alfonso Sacco. Il volume è arricchito dalla presentazione del </span><b>Dott. Vincenzo D’Angelo,</b><span style="font-weight: 400;"> psicologo che definisce la raccolta “una cartografia dell’essere”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;autrice Maria Grazia Blasio dialogherà con </span><b>Maria Pia Nocerino</b><span style="font-weight: 400;"> in un incontro pensato per attraversare il libro non soltanto attraverso le sue poesie, ma anche attraverso le suggestioni che hanno accompagnato la nascita di questo particolare progetto editoriale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La presentazione si svolgerà nella cornice della Galleria Arte Barbato, luogo che grazie al lavoro dei galleristi </span><b>Franco Barbato e Marisa Nastro,</b><span style="font-weight: 400;"> da anni intreccia arte, cultura e convivialità, confermando la propria vocazione a ospitare iniziative nelle quali differenti forme di espressione possono incontrarsi e contaminarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A concludere la serata un rinfresco offerto dall’</span><b>Erboristeria Paluna</b><span style="font-weight: 400;"> in un momento conviviale che accompagnerà il pubblico al termine dell&#8217;incontro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Appuntamento domenica 4 ottobre 2026, alle ore 18.30, presso la Galleria Arte Barbato, al Corso Nazionale 421 – Scafati (SA). </span></p>
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		<title>Gianni Morandi arriva all’Arena Flegre di Napoli</title>
		<link>https://www.mydreams.it/gianni-morandi-arriva-allarena-flegre-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 17:11:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Penultimo appuntamento della Leg Estiva del Tour "Cera un ragazzo che come me" che festeggia i 60 anni del brano più rappresentativo della sua carriera Approda giovedì 1 ottobre a Napoli all’Arena Flegrea Gianni Morandi con C’era Un Ragazzo Estate 2026, la leg estiva della tournée prodotta da Trident Music con cui è tornato dal [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary">Penultimo appuntamento della Leg Estiva del Tour "Cera un ragazzo che come me" che festeggia i 60 anni del brano più rappresentativo della sua carriera</h2> <p>Approda giovedì 1 ottobre a Napoli all’Arena Flegrea <strong>Gianni Morandi</strong> con <strong>C’era Un Ragazzo Estate 2026,</strong> la leg estiva della tournée prodotta da Trident Music con cui è tornato dal vivo dopo il successo del tour nei palasport.</p>
<p>Penultimo dei 12 appuntamenti estivi con cui l’artista è impegnato da fine agosto, anche la tappa a Napoli sarà l’occasione per festeggiare i <strong>60 anni del brano “<em>C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones</em>”</strong> scritta nel 1966 da Franco Migliacci e Mauro Lusini, e sicuramente il brano più rappresentativo e importante della carriera di Gianni Morandi.</p>
<p>Nella scaletta ci sarà spazio per tutti i grandi classici del suo repertorio che continuano ad essere tramandati di generazione in generazione.</p>
<p>L’artista sarà accompagnato sul palco da una superband &#8211; <strong>diretta dal Maestro Luca Colombo</strong> &#8211; che arricchirà con talento ed energia le atmosfere di ogni brano.</p>
<p>I<strong> biglietti </strong>del tour <strong>C’era Un Ragazzo Estate 2026</strong> sono disponibili sui circuiti <strong>Ticketone </strong>e <strong>Ticketmaster</strong>. Per la data di <strong>Napoli </strong>sarà possibile acquistarli anche al Botteghino dell’Arena Flegrea aperto dalle ore 19. Lo show avrà inizio alle ore 21. La tappa è a cura di Anni 60 produzioni e Blackstar Entertainment. Per informazioni: <strong>089 4688156 &#8211;  </strong><a href="http://www.anni60produzioni.com/">www.anni60produzioni.com</a><strong>.</strong></p>
<p><strong>Radio Italia solomusicaitaliana è la radio ufficiale del tour.</strong></p>
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		<title>Giornata Mondiale dell&#8217;Habitat: 3Bee e XNatura, nuovi strumenti contro gli incendi</title>
		<link>https://www.mydreams.it/giornata-mondiale-dellhabitat-3bee-e-xnatura-nuovi-strumenti-contro-gli-incendi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 17:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della giornata Mondiale dell’habitat 3Bee, nature tech impegnata da sempre nella salvaguardia della biodiversità, mette a disposizione di chiunque e lancia due nuovi strumenti online utili per monitorare e proteggerle le aree naturali dagli incendi: XN Atlas contribuirà a controllare lo stato di salute dei parchi protetti, FireSight contribuirà invece a prevedere dove [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>In occasione della giornata <b>Mondiale dell’habitat</b> 3Bee, nature tech impegnata da sempre nella salvaguardia della biodiversità, mette a disposizione di chiunque e lancia due nuovi strumenti online utili per monitorare e proteggerle le aree naturali dagli incendi: <b>XN Atlas</b> contribuirà a controllare lo stato di salute dei parchi protetti, <b>FireSight</b> contribuirà invece a prevedere dove si propagheranno gli incendi, stimando la direzione dei roghi.</p>
<p><b>XN Atlas </b>è una sorta di &#8220;cartella clinica&#8221; gratuita di ogni parco protetto delle reta Natura 2000. Chi gestisce un&#8217;area naturale — un ente, un comune, un parco — riceve un quadro completo dello stato di salute della <b>biodiversità e delle pressioni antropiche </b>che la minacciano, dall&#8217;agricoltura alle infrastrutture stradali fino al cambiamento climatico. L&#8217;analisi approfondisce la diffusione delle specie aliene floreali e, per quelle volatili, si estende ai censimenti in campo. Si aggiungono le analisi microclimatiche, che affiancano alla situazione attuale gli scenari di proiezione al 2050, e la valutazione dei rischi di incendio e alluvione. La piattaforma consente inoltre di digitalizzare i censimenti condotti in campo dai propri operatori. Tutto senza installare sensori, firmare contratti o sostenere costi: basta un browser.</p>
<p>Il secondo strumento si chiama FireSight: se le previsioni del tempo dicono dove pioverà, FireSight dice dove può bruciare. Si indica un punto sulla mappa e in pochi secondi lo strumento mostra come e dove il fuoco potrebbe propagarsi nelle 24 <b>ore successive</b>, tenendo conto di vento, vegetazione e morfologia del terreno. Un&#8217;informazione preziosa per capire in anticipo quali zone sono più esposte e dove conviene concentrare la prevenzione e i soccorsi. FireSight  è strumento  utile soprattutto  per Parchi, comuni e protezione civile</p>
<p><i>&#8220;Un habitat sano è la prima, insostituibile forma di tutela della natura: senza una casa adeguata, nessuna specie può sopravvivere. I dati di questi mesi ci dicono che quelle case stanno bruciando a un ritmo mai visto, e proprio dentro le aree che avevamo scelto di proteggere. Per troppo tempo monitorare un territorio e prevedere le minacce è stato un privilegio riservato a chi poteva permettersi sensori e consulenze costose. Con XN Atlas e FireSight vogliamo ribaltare questo schema: mettere strumenti scientifici avanzati e semplici da usare nelle mani di chi ogni giorno si prende cura della natura — parchi, enti pubblici e cittadini. Perché proteggere la biodiversità non può più essere un&#8217;eccezione, deve diventare la norma.&#8221; – <b>Niccolò Calandri, CEO | 3Bee &amp; XNatura.</p>
<p></b></i><b></b>Nel 2025 l&#8217;Unione Europea ha vissuto la peggiore stagione di <b>incendi </b>mai registrata: oltre un milione di ettari in fumo, un&#8217;area grande quanto l&#8217;Abruzzo. E per la prima volta il fuoco ha colpito soprattutto lì dove non doveva: quasi <b>4 aree bruciate su 10 si trovavano dentro i parchi e le riserve protette d&#8217;Europa </b>— l&#8217;equivalente di circa 600.000 campi da calcio di natura tutelata andati in cenere. Sono le cosiddette aree della rete Natura 2000: oltre <b>25.000 siti che coprono il 18% del territorio europeo </b>e che rappresentano, di fatto, le &#8220;case&#8221; ufficiali delle specie selvatiche, i luoghi dove dovrebbero poter vivere e riprodursi al sicuro. L&#8217;Italia non fa eccezione: nel <b>2026 la stagione è già più dura del solito e al 22 luglio erano bruciati circa 36.600 ettari, oltre 50.000 campi da calcio</b>, l&#8217;80% in più rispetto alla media degli ultimi vent&#8217;anni.</p>
<p>Il fuoco è solo un lato della stessa emergenza climatica. L&#8217;estate 2026 ha portato in Europa <b>quattro ondate di calore consecutive</b>, le più intense mai misurate: i <b>decessi in eccesso attribuibili al caldo sono stati almeno 35.000</b>, di cui circa 25.000 concentrati in Germania, Francia e Spagna. Un bilancio ancora parziale, perché copre appena metà del continente. In Italia l&#8217;impatto è stato più contenuto di quanto le temperature facessero temere: a livello nazionale la mortalità è rimasta in linea con l&#8217;atteso, ma con <b>picchi </b>molto marcati in singole città — <b>Torino a giugno con il 19% di decessi in più, Novara con il 49%, Palermo e Cagliari a luglio intorno al 20%.<br />
</b></p>
<p>Di fronte a numeri così non bastano più gli allarmi: servono strumenti concreti, e devono essere alla portata di chi il territorio lo gestisce ogni giorno. È la ragione per cui 3Bee, insieme alla sua divisione tecnologica XNatura, ha deciso di aprire a chiunque XN Atlas e di rendere accessibile anche agli enti pubblici, a partire da una demo gratuita, una tecnologia predittiva come FireSight. Dagli schermi al terreno: un habitat che rinasce. Difendere gli habitat non significa solo monitorarli da un satellite. Lo scorso 19 settembre 3Bee ha aperto ai cittadini le porte dell&#8217;<b>Oasi della Biodiversità di Pavia</b>, realizzata insieme a Fondazione LGH: 100 persone, tra adulti e bambini, hanno trascorso una giornata dentro un ecosistema riportato in vita, tra la scoperta degli ecosistemi locali e il racconto della tecnologia che ogni giorno monitora la vita dell&#8217;Oasi. È lo stesso <b>habitat in cui la </b><b>piattaforma XNatura ha misurato un balzo dell&#8217;indice di biodiversità (MSA) da39,7 a 64,6 tra le 4.063 piante di 17 specie autoctone messe a dimora</b>, e in cui i sensori bioacustici Birdy riconoscono oltre <b>160 specie di uccelli</b>.</p>
<p>Nel giorno in cui il mondo riflette sul diritto a una casa adeguata per tutti, 3Bee ricorda che anche la natura ha bisogno di <b>case sane in cui vivere </b>— e che oggi, per la prima volta, controllarne lo stato e difenderle dagli incendi è alla portata di chiunque.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Link utili:</p>
<p style="text-align: left;" align="center"> <a href="http://atlas.ilovenatura.com/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://atlas.ilovenatura.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1790068134109000&amp;usg=AOvVaw3VrgaYRLo4Nx-BPAHsUids">atlas.ilovenatura.com</a></p>
<p style="text-align: left;" align="center"> <a href="http://firesight.ilovenatura.com/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://firesight.ilovenatura.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1790068134109000&amp;usg=AOvVaw2Hf0_a9JzM0qbTGJxaAKjN">firesight.ilovenatura.com</a></p>
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		<title>Daniel Dagrezio: il lavoro in studio dietro “Le mie cinque fasi”</title>
		<link>https://www.mydreams.it/daniel-dagrezio-il-lavoro-in-studio-dietro-le-mie-cinque-fasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 16:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pop, chitarre acustiche, elettronica e parti orchestrali convivono dentro un disco difficile da incasellare nelle abitudini di oggi. Si intitola “Le mie cinque fasi”, opera nuova per Daniel Dagrezio realizzato in collaborazione con Daniel Tek. Pubblicato in autoproduzione il 18 marzo scorso, un lavoro ed un suono costruito in studio volutamente formato come un racconto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64526 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-300x300.jpg" alt="Daniel Dagrezio: il lavoro in studio dietro “Le mie cinque fasi”" width="300" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-300x300.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-630x630.jpg 630w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-150x150.jpg 150w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-109x109.jpg 109w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER-100x100.jpg 100w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/DAGREZIO-COVER.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Pop, chitarre acustiche, elettronica e parti orchestrali convivono dentro un disco difficile da incasellare nelle abitudini di oggi. Si intitola “<a title="" href="https://open.spotify.com/intl-it/album/3xuHvoI3BaqaJxn4lTtHAC?si=bjdG3QwlTyWP0Xs2P-PL8A&amp;nd=1&amp;dlsi=89bf45dd19064cf9" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Le mie cinque fasi</em></strong></a>”, opera nuova per <strong>Daniel Dagrezio</strong> realizzato in collaborazione con <strong>Daniel Tek</strong>. Pubblicato in autoproduzione il 18 marzo scorso, un lavoro ed un suono costruito in studio volutamente formato come un racconto unitario: suoni d’ambiente, passaggi strumentali e dettagli ricorrenti a collegare il tutto, questa voce che ci introduce narrando una “geolocalizzazione” emotiva del viaggio… gli arrangiamenti cambiano secondo i temi affrontati, dalla tensione rock di “Ci vuole solo tempo” alla country ballad “Mai abbastanza”, fino alla verità nuda e strumentale di “Piccola”. C’è l’uomo prima delle sue macchine e della sua penna. C’è un sentire di vita unico e personale denso di sbavature e imperfezioni nonostante il suono si muova dentro i rigidi reticoli stilistici del main stream.</p>
<p><strong>Un disco di grande pop&#8230; 17 tracce&#8230; davvero contro ogni abitudine. Perché?</strong></p>
<p>Perché questa storia aveva bisogno di quello spazio. Avrei potuto ridurla, renderla più adatta ai tempi che viviamo, ma avrei tolto delle sfumature importanti. Oggi siamo abituati a consumare la musica velocemente. Io, almeno per una volta, volevo invitare chi ascolta a fermarsi.</p>
<p><strong>Hai disseminato il disco di dettagli ricorrenti, come il bazar, il tremore delle mani, il giradischi. Ti affascina l&#8217;idea che siano gli oggetti, più delle grandi dichiarazioni, a custodire la nostra biografia?</strong></p>
<p>Assolutamente sì. Sono convinto che la memoria si appoggi ai dettagli. Spesso non ricordiamo una giornata intera, ma ricordiamo il rumore di una porta, il profumo di un posto o il modo in cui qualcuno teneva una tazza tra le mani. Sono questi particolari che rendono una storia vera.</p>
<p><strong>Un lavoro massimo di arrangiamenti. E poi tanti brani dalla faccia diversa&#8230;</strong></p>
<p>Ogni arrangiamento è un personaggio. Non volevo che la produzione fosse una cornice, ma parte della narrazione. Se cambia il luogo, cambia anche il modo in cui quel luogo suona. Per questo il disco attraversa mondi musicali diversi senza perdere la propria identità.</p>
<p><strong>Nel comunicato si parla di frequenze, dinamiche e spazialità&#8230;</strong></p>
<p>Molto. Ho sempre pensato che il suono abbia una profondità proprio come un&#8217;inquadratura cinematografica. Puoi mettere qualcosa in primo piano, lasciare qualcos&#8217;altro sullo sfondo, creare distanza oppure intimità. Abbiamo usato queste scelte per distinguere il presente dal ricordo senza bisogno di dirlo esplicitamente.</p>
<p><strong>Oggi si parla molto di salute mentale&#8230;</strong></p>
<p>Io sono molto appassionato a questo argomento, tant’è che attualmente mi sto formando come psicologo all’università. Io penso che il dolore non sia un nemico da eliminare a tutti i costi. È un messaggero. Diventa pericoloso quando resta senza ascolto o quando pretendiamo di farlo sparire in fretta. Credo che oggi ci sia molta più attenzione verso la salute mentale, e questo è positivo, ma a volte abbiamo ancora paura della complessità. Preferiamo risposte semplici a domande molto profonde.</p>
<p><strong>E alla fine, riascoltando: questo disco il dolore lo cura, lo racconta&#8230; o cosa?</strong></p>
<p>Un disco non può guarire nessuno. Però credo che possa fare una cosa molto importante: far sentire meno soli. Se, ascoltandolo, anche una sola persona pensa &#8220;quello che sto vivendo ha un nome, qualcun altro lo ha attraversato&#8221;, allora quella musica ha già fatto qualcosa di prezioso. Per me l&#8217;arte non elimina il dolore. Gli dà una forma. E devo dire che ho ricevuto molti messaggi da persone che mi hanno confidato proprio di essersi sentite capite e che hanno ritrovato in questo disco la descrizione musicale di cose che provavano ma non sapevano definire. Per me questa è una grande gioia.</p>
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		<title>Vince May, arriva in radio Street Of Heaven</title>
		<link>https://www.mydreams.it/vince-may-arriva-in-radio-street-of-heaven/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 17:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da venerdì 25 settembre in radio il brano “Street of heaven” contenuto nel primo EP “Peacefare” (May Productions) dell’eclettico cantautore Vince May, disponibile in cd, digitale e vinile. Un progetto musicale profondo ed emozionale che riflette sulla pace ai tempi delle &#8220;guerre di pace&#8221;, intrecciando impegno civile, ricerca spirituale e memoria. Attraverso quattro brani ricchi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><strong>Da venerdì 25 settembre in radio il brano “Street of heaven” contenuto nel primo EP “<a title="" href="https://open.spotify.com/intl-it/album/5J7K7hZbe6V8NAzM4KxlMy?go=1&amp;sp_cid=d967ff1a5de30c7954f5eeb60f6eac09&amp;utm_source=embed_player_p&amp;utm_medium=desktop&amp;si=i2cz55-EQp2bD_bRw_wJBQ&amp;nd=1&amp;dlsi=3219ebee7f8a450b" target="_blank" rel="noopener">Peacefare</a>” </strong>(May Productions) <strong>dell’eclettico cantautore Vince May, disponibile in cd, digitale e vinile.</strong></p>
<p>Un progetto musicale profondo ed emozionale che <strong>riflette sulla pace ai tempi delle &#8220;guerre di pace&#8221;, intrecciando impegno civile, ricerca spirituale e memoria</strong>. Attraverso quattro brani ricchi di sfumature, dalla critica alla dipendenza digitale alle illusioni della propaganda, dalla tragedia palestinese vista con gli occhi di una bambina fino al conforto della speranza, l&#8217;artista bresciano firma <strong>un&#8217;opera intensa tra sonorità rock, tributi gilmouriani e country di stampo americano</strong>.</p>
<p>Questa la tracklist dell’EP: <strong>No More Lies, </strong><strong>Peacefare, </strong><strong>Farah, </strong><strong>Street of Heaven.</strong><strong> </strong></p>
<p>Un viaggio musicale che si apre con l’energia rock di <strong>“No More Lies”</strong>, <strong>una profonda riflessione sulla dipendenza dai dispositivi digitali</strong> e sul suo ostacolo alla maturità personale. Si passa poi alla title track <strong>“Peacefare”</strong>, brano che <strong>smaschera le illusioni della propaganda bellica e della falsa democrazia</strong> attraverso una voce di chiara ispirazione trumpiana. Le sonorità si fanno più intime e gilmouriane in<strong> “Farah”</strong>, <strong>toccante omaggio alla tragedia palestinese raccontata attraverso gli occhi innocenti di una bambina</strong> di cinque anni che cerca di sopravvivere. A chiudere il lavoro è infine il country rock di stile Nashville <strong>“Street of Heaven”,</strong> un&#8217;intensa traccia che <strong>trasforma l&#8217;esperienza dell&#8217;accompagnamento alla morte in un messaggio di speranza e crescita spirituale</strong>.<em> </em></p>
<p><em>«Peacefare nasce come una bussola per i giovani, spesso disorientati da un mondo adulto irrisolto, per aiutarli a trovare la propria serenità. Al contempo, parla a chi ama il rock d&#8217;autore: un linguaggio classico con cui racconto il presente e che, tra sfumature gilmouriane e country rock, traccia la rotta dei miei progetti futuri</em>». – <strong>Vince May</strong></p>
<p><strong>Vince May</strong>, pseudonimo di <strong>Alfredo Rabaiotti</strong>, è un cantautore, chitarrista e produttore bresciano che debutta nel 2026 con <em>Peacefare</em>, il suo primo EP.</p>
<p>Dietro il nome Vince May c’è una storia personale: <em>Vince</em> è un omaggio a Vincenzo, il nonno paterno, mentre <em>May</em> richiama il mese di nascita e, insieme, <strong>Brian May</strong>, la prima rockstar di cui si innamora musicalmente.</p>
<p>La sua musica nasce dall’incontro tra <strong>rock</strong>,<strong> blues </strong>e<strong> country</strong> e affronta temi profondamente personali e, allo stesso tempo, universali: l’individualismo, il conflitto interiore, la fragilità umana e la violenza geopolitica. In <em>Peacefare</em>, questi elementi diventano il filo conduttore di un racconto che parte dall’esperienza individuale per allargarsi alla dimensione collettiva.</p>
<p>L’EP è cantato in inglese, una scelta naturale per Rabaiotti, cresciuto ascoltando e suonando musica anglosassone, irlandese e americana. Country, blues rock e rock britannico hanno formato il suo immaginario musicale e il suo linguaggio sonoro, alimentato anche dalle numerose esperienze nei luoghi che hanno fatto la storia di questi generi, da <strong>Memphis a Nashville, fino a New Orleans</strong>.</p>
<p>Nel suo universo artistico convivono influenze molto diverse: dagli <strong>U2 ai Genesis, dai Led Zeppelin ai Pink Floyd</strong> e tutto il cantautorato country americano e folk internazionale, insieme al cinema e alla sensibilità narrativa di <strong>Robin Williams</strong>.</p>
<p>Negli ultimi sei anni Rabaiotti ha approfondito lo studio dell’armonia e della post-produzione, fino a creare <strong>May Recording Studios</strong>, il proprio studio di registrazione, dove sviluppa e realizza i suoi progetti musicali.</p>
<p>Da ventisei anni è <strong>coach sistemico</strong> e accompagna imprenditori, manager, giovani e famiglie, con una formazione maturata anche negli Stati Uniti e in Giappone.</p>
<p>È autore di due libri di successo. Nel 2020 ha collaborato con <strong>Ferruccio de Bortoli</strong> al libro <em>Le cose che non ci diciamo (fino in fondo)</em>, pubblicato da Garzanti. Nel 2023 ha pubblicato <em>Orientare l’Anima</em>. È inoltre fondatore del movimento di promozione sociale <strong>#IoPagoIFornitori</strong>.</p>
<p>Per diversi anni ha collaborato con la <strong>Fondazione Rita Levi-Montalcini</strong>, un’esperienza che ha segnato profondamente il suo percorso umano e personale e che lo ha visto impegnato in progetti dedicati alla formazione e all’autonomia delle donne africane.</p>
<p>Ha condotto <strong>Workspeech</strong> con il <em>Giornale di Brescia</em> e da anni porta avanti attività formative e laboratoriali, tra cui percorsi di teatro rivolti agli adolescenti.</p>
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		<title>Decision Lab: Il mentalista Luca Volpe sfida 4 intelligenza artificiali sul comportamento umano</title>
		<link>https://www.mydreams.it/decision-lab-il-mentalista-luca-volpe-sfida-4-intelligenza-artificiali-sul-comportamento-umano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 16:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo Libero a 360°]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mydreams.it/?p=64529</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un esperimento sociale e psicologico ha messo a confronto l&#8217;intuizione del celebre mentalista internazionale con i modelli Gemini, ChatGPT, Claude e Qwen per capire se gli algoritmi possano davvero prevedere le decisioni umane. Può l&#8217;Intelligenza Artificiale prevedere le nostre scelte o esiste ancora un&#8217;imprevedibile componente umana legata a emozioni, contesto e intuizione? Per rispondere a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it/decision-lab-il-mentalista-luca-volpe-sfida-4-intelligenza-artificiali-sul-comportamento-umano/">Decision Lab: Il mentalista Luca Volpe sfida 4 intelligenza artificiali sul comportamento umano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.mydreams.it">Mydreams.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p><em>Un esperimento sociale e psicologico ha messo a confronto l&#8217;intuizione del celebre mentalista internazionale con i modelli Gemini, ChatGPT, Claude e Qwen per capire se gli algoritmi possano davvero prevedere le decisioni umane.</em></p>
<p>Può l&#8217;Intelligenza Artificiale prevedere le nostre scelte o esiste ancora un&#8217;imprevedibile componente umana legata a emozioni, contesto e intuizione? Per rispondere a questa domanda, il mentalista di fama internazionale <strong>Luca Volpe</strong> ha ideato <strong>&#8220;Decision Lab&#8221;</strong>, un esperimento scientifico-comportamentale condotto insieme a Francesco Russo, giornalista indipendente nel ruolo di garante.</p>
<p>L&#8217;esperimento ha coinvolto tre partecipanti, coordinati in totale autonomia dal giornalista garante, senza alcun contatto reciproco o con gli analisti. Ciascun partecipante è stato chiamato a prendere decisioni personali basate su opzioni grafiche, cromatiche e concettuali. Parallelamente, le medesime informazioni e scenari sono stati sottoposti a quattro tra i più avanzati modelli di AI al mondo — <strong>Gemini, ChatGPT, Claude e Qwen</strong> — oltre che a Luca Volpe, che ha applicato tecniche di osservazione e psicologia comportamentale.</p>
<p><strong>I Risultati dell&#8217;Esperimento</strong></p>
<p>I dati emersi dal test hanno evidenziato un netto divario tra l&#8217;analisi algoritmica e l&#8217;interpretazione umana:</p>
<ul>
<li><strong>Luca Volpe</strong>: 3 risposte corrette su 3 (100% di accuratezza)</li>
<li><strong>Gemini</strong>: 2 risposte corrette su 3</li>
<li><strong>Claude</strong>: 2 risposte corrette su 3</li>
<li><strong>ChatGPT</strong>: 2 risposte corrette su 3</li>
<li><strong>Qwen</strong>: 1 risposta corretta su 3</li>
</ul>
<p>Mentre i sistemi di Intelligenza Artificiale hanno elaborato modelli probabilistici basati sull&#8217;analisi sintattica e simbolica dei dati, l&#8217;approccio di Luca Volpe ha dimostrato la superiorità dell&#8217;osservazione psicologica e dell&#8217;intuito, con un riscontro anche sulla presenza fisica.</p>
<p><em>&#8220;Il nostro scopo non era decretare la vittoria dell&#8217;uomo sulla macchina,&#8221;</em> spiega <strong>Luca Volpe</strong>. <em>&#8220;Viviamo in un&#8217;era in cui deleghiamo sempre più decisioni agli algoritmi. Decision Lab dimostra che, sebbene l&#8217;AI eccella nell&#8217;elaborare grandi quantità di dati, la mente umana resta guidata da un mix irripetibile di emozioni, esperienze e relazioni”.</em></p>
<p>Coincidendo con la presentazione di Decision Lab, è stato annunciato il lancio del nuovo sito ufficiale. La piattaforma raccoglie i case studies, le attività di Executive Keynote e la produzione dell&#8217;autore, premiato con il Robert-Houdin D&#8217;Or come Best Mentalist in Europe e membro del prestigioso The Magic Circle di Londra (M.I.M.C. Gold Star). Il progetto &#8220;Decision Lab&#8221; proseguirà nei prossimi mesi come laboratorio itinerante in collaborazione con aziende e università.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giorgia chiude l’XI edizione di “Un’Estate da BelvedeRe”</title>
		<link>https://www.mydreams.it/giorgia-chiude-lxi-edizione-di-unestate-da-belvedere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 05:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il concerto di Giovanni Allevi, sarà Giorgia a chiudere ufficialmente, il prossimo 21 settembre, l’XI edizione di “Un’Estate da BelvedeRe”, uno degli appuntamenti estivi più attesi del Mezzogiorno. Concluso il tour estivo, la cantante torna live con G Last Call, un ciclo di cinque concerti che accompagnerà la parte finale del suo 2026 musicale. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Dopo il concerto di Giovanni Allevi, sarà Giorgia a chiudere ufficialmente, il prossimo 21 settembre, l’XI edizione di “Un’Estate da BelvedeRe”, uno degli appuntamenti estivi più attesi del Mezzogiorno.</p>
<p>Concluso il tour estivo, la cantante torna live con G Last Call, un ciclo di cinque concerti che accompagnerà la parte finale del suo 2026 musicale. Il calendario prenderà il via con una data zero a Jesolo e proseguirà con l’atteso appuntamento alla Reggia di Caserta, il ritorno al Palazzo dello Sport di Roma e il concerto all’Arena di Verona. Il gran finale è fissato per il 3 ottobre all’Unipol Dome di Milano, con una serata-evento durante la quale Giorgia condividerà il palco con alcuni degli artisti che hanno fatto parte del suo percorso musicale negli ultimi due anni.</p>
<p>La chiusura di G Last Call accompagnerà anche un nuovo capitolo della produzione discografica dell’artista. A ottobre è infatti attesa una nuova edizione dell’album G, della quale sono emerse indicazioni sulla possibile presenza di brani inediti e versioni live. I contenuti definitivi della riedizione non sono ancora stati annunciati ufficialmente.</p>
<p>Sul palco Giorgia sarà affiancata da una formazione composta da musicisti, coristi e archi, chiamata a sostenere un repertorio che attraverserà la sua carriera e la produzione più recente. Accanto ai brani più conosciuti troveranno spazio le canzoni dell’ultimo album G, certificato disco d’oro e arrivato a superare i 250 milioni di stream globali.</p>
<p>La scaletta riprenderà in larga parte quella del G Summer Tour 2026, introducendo però alcune novità. Quattro brani saranno proposti in versione acustica: Vento di passione, Diamanti, Human Nature e Non mi ami. A questi si aggiungerà una nuova cover, I Feel for You di Chaka Khan.</p>
<p>Confermate anche due delle cover già proposte durante l’estate: Purple Rain di Prince e Don’t Stop ’Til You Get Enough di Michael Jackson.</p>
<p>Lo spettacolo sarà scandito da due momenti di pausa e da un intermezzo musicale strumentale, alternando così i momenti più intimi del repertorio alle parti più energiche del concerto.</p>
<p>Con G Last Call, Giorgia si prepara dunque a chiudere il suo 2026 live attraverso uno spettacolo che mette insieme passato e presente, grandi successi, nuove canzoni e riletture acustiche, prima del nuovo appuntamento discografico previsto per l’autunno.</p>
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		<title>Al CPM Music Institute nuovo progetto di Formazione Musicale Integrale</title>
		<link>https://www.mydreams.it/al-cpm-music-institute-nuovo-progetto-di-formazione-musicale-integrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 05:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via da ottobre al CPM Music Institute di Milano il nuovo progetto di Formazione Musicale Integrale (FMI), ideato da Franco Mussida, Fondatore e Presidente del CPM, e sviluppato all’interno del Dipartimento di Ricerca dell’Istituto con il coinvolgimento degli studenti del Biennio. Il nuovo modello di formazione nasce da una riflessione di Franco Mussida sul futuro del musicista, in un momento in cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p style="font-weight: 400;">Al via da ottobre al <strong>CPM Music Institute di Milano il nuovo progetto</strong> <strong>di</strong> <strong>Formazione Musicale Integrale (FMI)</strong>, ideato da <strong>Franco Mussida</strong>, Fondatore e Presidente del CPM, e sviluppato all’interno del Dipartimento di Ricerca dell’Istituto con il coinvolgimento degli studenti del Biennio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il nuovo modello di formazione nasce da una riflessione di Franco Mussida sul futuro del musicista</strong>, in un momento in cui la tecnologia e l’intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente il modo di creare, produrre e vivere la Musica.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em> </em></strong><strong>La Formazione Musicale Integrale ha l’obiettivo di rafforzare la figura del musicista, ampliarne le competenze e aprire nuove strade professionali,</strong> offrendo strumenti per affrontare i cambiamenti in corso.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non si tratta soltanto di aggiungere nuove competenze alla formazione tradizionale, ma di cambiare prospettiva: guardare la Musica anche attraverso chi la vive, chiedendosi cosa significa essere musicista e cosa fa, concretamente, chi vive la Musica. <strong>È un cambio di paradigma che considera la dimensione tecnica e quella umana come parti di un unico percorso di evoluzione.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>«Il mestiere <em>musicista è lavorare con le emozioni, </em><em>tra i suoi compiti c’è quello di suscitarle, governarle e trasmetterle</em><em>».</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Il modello prevede percorsi dedicati alla consapevolezza emotiva che, uniti alla preparazione tecnica, aiutano gli studenti a sviluppare una comprensione più profonda di quanto studiato e una maggiore conoscenza di sé, valorizzando il proprio modo di creare e interpretare la Musica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progetto si avvale di <strong>metodologie didattiche esclusive</strong> che favoriscono una più facile e rapida assimilazione dei <strong>principi razionali di Teoria e Armonia </strong>e introducono, per la prima volta, un percorso di conoscenza della dimensione <strong><em>emotiva ed immaginativa</em></strong> di chi studia Musica.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Il musicista, oltre a essere un artista, un creativo e un performer, è anche, se non soprattutto, un “<strong>meteorologo dell’umore</strong> <strong>proprio e altrui”.</strong></em><em> La Musica è il più evoluto tra i codici per la comunicazione emotiva. Agisce in modo diretto sulla nostra organizzazione vibrante ed è prima di tutto un’esperienza intima, umana, volitiva, razionale ed emotiva</em><em> </em>– <strong>afferma Franco Mussida, Fondatore e Presidente del CPM Music Institute</strong> – <em>È una lingua universale, un vocabolario sonoro da conoscere e sperimentare, un codice che mette in relazione la sfera razionale con quella affettiva; un naturale e straordinario strumento per l’educazione emotiva. Con la <strong>Formazione Musicale Integrale</strong> offriamo agli studenti che vogliono fare della Musica la loro vita un importante supporto, attraverso innovativi strumenti di apprendimento. E, insieme a questo, la possibilità di osservare gli effetti della Musica sulla propria natura emotiva, offrendo un percorso che porta ad una più intima conoscenza di sé».</em></p>
<p style="font-weight: 400;">La FMI opera in aree fondamentali: dall’ascolto alla lettura, dall’esecuzione all’interpretazione, dalla composizione all’improvvisazione. Il suo approccio è orientato dalle riflessioni sviluppate da <strong>Franco Mussida</strong> nei libri e nei saggi sugli effetti della Musica sulla struttura emotiva, pubblicati a partire dal 2013, e sui risultati di progetti realizzati con Istituzioni pubbliche e Università, validati scientificamente e insigniti di prestigiosi riconoscimenti, come la Medaglia della Presidenza della Repubblica nel 2017.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra gli <strong>strumenti</strong> e le <strong>metodologie didattiche</strong> a disposizione degli studenti:</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>&#8211; Audioteche di Musica strumentale di generi e stili diversi, organizzate in 9 “famiglie emotive” e 27 stati d’animo</strong>, per una pratica di ascolto più lucida e consapevole della relazione tra Musica ed emozioni;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>&#8211; Supporti innovativi per lo studio della lettura musicale attraverso Iper Read, una tecnologia esclusiva sviluppata all’interno del Dipartimento di Ricerca del CPM Music Institute</strong>;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>&#8211; Metodologie innovative</strong>, tra cui giochi<strong> </strong>per affrontare lo studio di Teoria e Armonia;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>&#8211; App e tecniche appositamente realizzate per l’intonazione dei cantanti e lo sviluppo della propria musicalità</strong>;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>&#8211; Testi e pubblicazioni speciali </strong>per aiutare gli studenti a nominare gli effetti dell’esperienza emotiva legata a ogni genere di Musica, tra cui il libro “<strong><em>Il Pianeta della Musica</em></strong>” (Salani, oggi alla sesta edizione, arricchito da un nuovo capitolo interamente dedicato agli effetti della musica creata dalle macchine sull’organismo umano);</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>&#8211; Test </strong><strong>Temperamentale</strong><strong> </strong>per favorire una maggiore conoscenza della propria identità emotiva in relazione al rapporto individuale con la Musica.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il CPM propone un’offerta formativa che accompagna gli studenti dall’infanzia fino all’Alta Formazione universitaria</strong>. La F.M.I. si estende anche ai più piccoli e ai corsi preaccademici. Per gli studenti fino ai 13 anni, alle famiglie viene proposto un modello unico che prevede il loro coinvolgimento, basato su tre punti: Formazione Musicale, Educazione emotiva e Dialogo familiare. Un percorso che permette ai genitori di osservare la crescita dei ragazzi non soltanto nello sviluppo delle competenze musicali, ma anche nella scoperta delle loro personali disposizioni temperamentali. Per la fascia d’età dai 14 ai 18 anni, la proposta formativa accompagna progressivamente gli studenti a riconoscere e nominare il proprio mondo emotivo e a comprendere come la Musica possa dialogare con esso.<strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il modello valorizza la dimensione umanistica della Musica</strong>, intesa come esperienza capace di intrecciare percezione, memoria, relazione e dimensione emotiva.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progetto nasce dall’esperienza maturata da Franco Mussida e dal CPM attraverso anni di ricerca e sperimentazione sul valore sociale ed educativo della Musica, tra cui <strong>il Progetto CO2</strong> “<strong>Controllare l’odio</strong>”, per lo sviluppo dell’ascolto emotivo consapevole dei comuni ascoltatori attraverso la realizzazione di audioteche di sola Musica strumentale suddivise in 9 “famiglie emotive” e 27 stati d’animo. Strumenti tecnologici utilizzati in comunità come San Patrignano e in un’ampia rete di istituti di pena italiani, tra cui San Vittore, Rebibbia e Secondigliano. Al progetto, messo a punto e seguito da un comitato scientifico composto da musicisti, psicologi, sociologi, neuroscienziati, criminologi, hanno partecipato l’Università di Pavia, il Ministero della Giustizia e la Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La Formazione Musicale Integrale guarda al futuro</strong>, dando speranza al futuro dei musicisti attraverso una visione della Musica capace di evolvere insieme a loro.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>CPM Music Institute</strong>, eccellenza nel campo della formazione musicale in Italia,<strong> nasce nel 1984 </strong>e vanta oltre quarant’anni di esperienza. <strong>Docenti del CPM ricoprono ruoli come membri di band importanti e direttori d’orchestra, e molti dei talenti cresciuti all’interno della Scuola hanno raggiunto il successo nazionale e internazionale, tra cui Mahmood, Tananai, Chiara Galiazzo, Renzo Rubino </strong>e molti altri artisti coinvolti in prestigiosi progetti musicali. <strong>Dal 1987 il CPM Music Institute si occupa di portare la Musica nei luoghi del disagio sociale. La Scuola di Musica fondata e presieduta da Franco Mussida ha operato in 2 comunità e 15 carceri italiane</strong>, mettendo in atto<strong> progetti che hanno coinvolto migliaia di detenuti. </strong>Il <strong>CPM Music Institute</strong> segue il progetto <strong>CO2 “<em>Controllare l’odio</em>”</strong> (audioteche di sola Musica divisa per stati d’animo attive in 12 carceri italiane, ideato da Franco Mussida), lavora a <strong>San Vittore</strong> e collabora con la <strong>Comunità di San Patrignano </strong>(dove è presente un’audioteca regolarmente frequentata dai detenuti). È recente la realizzazione di <strong><em>Wait</em></strong>, il musical rap interpretato da giovani che seguono percorsi riabilitativi, coadiuvati dagli studenti del corso di Composizione Pop Rock.<strong> Tutto questo apre la mente e il cuore degli studenti rendendoli musicisti consapevoli.</strong> <strong>Non da ultima la CULTURA</strong>, da diversi anni <strong>il CPM </strong>collabora con il <strong>Premio Campiello Giovani </strong>e il<strong> Festival Giffoni</strong>.</p>
<p><em>ph Omar Cantoro</em></p>
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		<title>Grazie per tutta la vita lo show di Tony Colombo all&#8217;ippodromo di Agnano</title>
		<link>https://www.mydreams.it/grazie-per-tutta-la-vita-lo-show-di-tony-colombo-allippodromo-di-agnano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 13:08:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entra nel vivo il countdown per “Grazie per tutta la vita”, l’atteso show di Tony Colombo in programma sabato 12 settembre 2026 all’Ippodromo di Agnano. Pensato e progettato come l&#8217;appuntamento centrale di un&#8217;intera vita in musica, l&#8217;evento ha già superato la soglia dei 20.000 biglietti venduti: il “Settore 1” è ufficialmente sold out, mentre il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Entra nel vivo il countdown per <strong>“Grazie per tutta la vita”</strong>, l’atteso show di Tony Colombo in programma sabato 12 settembre 2026 all’Ippodromo di Agnano. Pensato e progettato come l&#8217;appuntamento centrale di un&#8217;intera vita in musica, l&#8217;evento ha già superato la soglia dei 20.000 biglietti venduti: il “Settore 1” è ufficialmente sold out, mentre il “Settore 2” viaggia verso il tutto esaurito per un impianto che prevederà ampie aree strutturate con posti a sedere.</p>
<p>A scaldare l&#8217;attesa è l&#8217;annuncio dei primi grandi nomi che condivideranno il palco con Colombo.</p>
<p>Il primo super ospite della serata sarà <strong>Fred De Palma</strong>, icona della musica Latina e hitmaker internazionale con brani come “Una volta ancora” e “La testa gira”. Insieme a lui ci sarà anche <strong>Eddie Brock</strong>, tra i protagonisti dell&#8217;ultimo Festival di Sanremo con il brano “Avvoltoi”. Ma la grande festa continua anche con la presenza di <strong>Welo</strong>, artista leccese, interprete del brano “Emigrato” dal quale è stata tratta la sigla del Festival di Sanremo 2026. Questo appuntamento segna il coronamento di una stagione straordinaria da 60 date tutte esaurite, trasformandosi nell&#8217;occasione per alzare ulteriormente l&#8217;asticella produttiva e scenica.</p>
<p>Per Tony Colombo – 40 anni compiuti lo scorso maggio e 34 trascorsi sul palco fin dal suo esordio a soli sei anni – la serata dell&#8217;Ippodromo di Agnano rappresenta una sintesi di carriera: un unico grande spettacolo capace di unire repertorio, nuovi arrangiamenti e un imponente impianto visivo.</p>
<p>Il cuore della serata sarà una produzione musicale curata nei minimi dettagli. La direzione musicale dell’evento è affidata a <strong>Luca Barbato</strong>, che guiderà sul palco una band formata da <strong>Alessandro Scialla</strong> (piano e tastiere); <strong>Viki Landolfi</strong> (batteria); <strong>Antonio Mauriello</strong> (basso); <strong>Federico Luongo, Raffaele Salapete e Maurizio Fiordiliso</strong> (chitarre); <strong>Emidio Ausiello</strong> (percussioni); <strong>Enrico Rispoli Group</strong> (cori).</p>
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		<item>
		<title>Canti, racconti e leggende per la Festa Di Piedigrotta 2026</title>
		<link>https://www.mydreams.it/canti-racconti-e-leggende-per-la-festa-di-piedigrotta-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 18:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Festa di Piedigrotta torna nei luoghi della devozione e della vita comunitaria. Dall’11 al 22 settembre, sei incontri a ingresso libero tra Napoli, Marano di Napoli e Torre del Greco rinnovano il legame tra musica, fede e memoria popolare con «Piedigrotta Viva 2026 – Quann’era Piererotta», sotto la direzione artistica di Benedetto Casillo. Tra i protagonisti, Mario Maglione, Antonello Rondi, Francesco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>La <strong>Festa di Piedigrotta</strong> torna nei luoghi della devozione e della vita comunitaria. <strong>Dall’11 al 22 settembre</strong>, <strong>sei incontri a ingresso libero tra Napoli, Marano di Napoli e Torre del Greco</strong> rinnovano il legame tra musica, fede e memoria popolare con «<strong>Piedigrotta Viva 2026 – Quann’era Piererotta</strong>», sotto la direzione artistica di <strong>Benedetto Casillo</strong>.</p>
<p>Tra i protagonisti, <strong>Mario Maglione, Antonello Rondi, Francesco Malapena, Marianita Carfora, Francesca Marini e il Coro La Serenata</strong>, che daranno voce ai canti della tradizione. I racconti saranno affidati a <strong>Benedetto Casillo, Luciano Piccolo, Enza Barra e Gennaro Morrone</strong>, mentre ad accompagnare gli incontri alla chitarra si alterneranno i maestri <strong>Franco Ponzo e Claudio Romano</strong>.</p>
<p><em>«La Serenata alla Madonna, nata nel 1982, custodisce un frammento di quella grande festa popolare che è stata Piedigrotta – </em>dichiara <strong>Benedetto Casillo</strong>, direttore artistico della manifestazione –.<em> Portare oggi questi canti e racconti nelle chiese significa tenere viva una memoria e creare occasioni per stare insieme. Gli anziani ritrovano le proprie storie e le trasmettono ai più piccoli: è in questo dialogo tra generazioni che la tradizione può continuare a vivere.»</em></p>
<p>La manifestazione è realizzata con il sostegno della <strong>Regione Campania</strong> e di <strong>Scabec</strong>, nell’ambito del Programma Regionale Campania FESR 2021-2027 – Fondi di Coesione Italia 21/27. Il calendario rientra nel progetto «<strong>Piedigrotta Viva – Radici, Devozione e Innovazione</strong>», dedicato alla valorizzazione di una festa iscritta all’<strong>Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania</strong> (<strong>IPIC</strong>), che intreccia devozione, musica e partecipazione popolare.</p>
<p><em>«La Festa di Piedigrotta è un patrimonio culturale che appartiene profondamente alla città di Napoli </em>– dichiara<strong> Onofrio Cutaia</strong>, assessore alla Cultura della Regione Campania –<em>. Nella consapevolezza che non esiste vera memoria se non nella capacità di attualizzarla, sosteniamo il progetto, guidato da Benedetto Casillo, nell&#8217;intenzione di mettere in dialogo la tradizione con i linguaggi del presente, rinnovandone costantemente il senso e la vitalità.»</em></p>
<p>Il percorso dell’edizione 2026 è stato introdotto dall’appuntamento dello scorso 15 luglio al Cinema Filangieri di Napoli, dedicato all’anteprima del <strong>docufilm «Festa di Piedigrotta. Le origini, la leggenda, il popolo, la fede»,</strong> diretto da <strong>Ettore De Lorenzo </strong>e<strong> </strong>ora disponibile su <a href="https://tr.scabec.it/e/tr?q=7%3dBQHaBW%263%3dU%26y%3dROcK%26E%3dHUBZL%26O%3dsJAJ4_Hhwa_SR_Lbsg_VQ_Hhwa_RWQ8M.95tF350.9A_Lbsg_VQF9IrHrGx9_9udp_Ijq50Nl4zJt5uCrH6N5135w5xApDu5tB7I1E3Iw1w9o5354FvLlDG5_3qjt_DfDN_x3_9udp_JhC.MDQ.48rLp.HrC1BrS_1Hx_jpIA5o9gCp4zA3EANllrpp7x9y4rCwp6JzB6Flfv8pBrw1595yPr_Lbsg_VGKAG_4EBLn5_9udp_JhnI_9udp_IZ6J4_Gp4zOx_Hhwa_SU9x1zF_3qjt5l1r_CVBNx_3rG11zAy_Hhwa_SUktK-IdCV%26u%3d%26C4%3dQNXEU%26AM%3dCZIZKYQbKYHVKT%26y%3dWp1KYF1I9HVr6IQN8KTP8q2Q9F1uVEUu8K3HVFUuWGRPdoQLVmQvdq5wZq3uapZr&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">RaiPlay</a>. Prodotto da CONFORM e distribuito da Rai Documentari, il documentario ripercorre la storia e la dimensione religiosa, musicale e popolare della festa.</p>
<p>Ad aprire la rassegna, <strong>venerdì 11 settembre</strong>, alle 19:30, nella <strong>Chiesa di Sant&#8217;Alfonso Maria de&#8217; Liguori a Marano di Napoli</strong>, saranno i racconti di <strong>Benedetto Casillo</strong> e <strong>Luciano Piccolo</strong> e i canti di <strong>Mario Maglione</strong>, <strong>Antonello Rondi</strong>. Un incontro che, attraverso voci, storie e repertori della tradizione, restituisce il legame tra la festa e le comunità che ne custodiscono la memoria.</p>
<p>Il programma proseguirà <strong>martedì 15 settembre</strong>, alle 19:30, nella <strong>Basilica di Santa Lucia a Mare a Napoli</strong>: ai racconti di Benedetto Casillo ed Enza Barra si uniranno i canti di Mario Maglione e Francesco Malapena. <strong>Mercoledì 16 settembre</strong>, alle 19:15, nella <strong>Chiesa di Sant’Anna di Palazzo</strong>, sempre a Napoli, saranno protagonisti Benedetto Casillo e Gennaro Morrone per i racconti, Mario Maglione e Antonello Rondi per i canti.</p>
<p><strong>Venerdì 18 settembre</strong>, alle 19:00, gli incontri faranno tappa nella <strong>Chiesa di San Pasquale a Chiaia a Napoli</strong>, con i racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone, i canti di Mario Maglione e Marianita Carfora. <strong>Domenica 20 settembre</strong>, alle 19:00, nella <strong>Chiesa della SS. Annunziata a Torre del Greco</strong>, accanto a Casillo e Morrone interverranno Mario Maglione, Francesco Malapena e Francesca Marini.</p>
<p>L’appuntamento conclusivo è in programma <strong>martedì 22 settembre</strong>, alle 20:00, nella <strong>Chiesa di Santo Strato a Posillipo, a Napoli</strong>. I racconti saranno affidati a Benedetto Casillo e Gennaro Morrone, i canti a Mario Maglione, e Francesca Marini.</p>
<p>Il Coro La Serenata parteciperà a tutti gli appuntamenti.</p>
<p><strong>PIEDIGROTTA VIVA 2026</strong><br />
<em>Quann’era Piererotta</em><br />
Sulle tracce di una grande tradizione. Racconti, canti e leggende.</p>
<p><strong>PROGRAMMA DEGLI INCONTRI</strong></p>
<p><strong>Venerdì 11 settembre · ore 19:30</strong><br />
<strong>Marano di Napoli – Chiesa di Sant&#8217;Alfonso Maria de&#8217; Liguori</strong><br />
Racconti: Benedetto Casillo e Luciano Piccolo<br />
Canti: Mario Maglione, Antonello Rondi e Coro La Serenata<br />
Chitarra: M° Franco Ponzo</p>
<p><strong>Martedì 15 settembre · ore 19:30</strong><br />
<strong>Napoli – Basilica di Santa Lucia a Mare</strong><br />
Racconti: Benedetto Casillo ed Enza Barra<br />
Canti: Mario Maglione, Francesco Malapena e Coro La Serenata<br />
Chitarra: M° Franco Ponzo</p>
<p><strong>Mercoledì 16 settembre · ore 19:15</strong><br />
<strong>Napoli – Chiesa di Sant’Anna di Palazzo</strong><br />
Racconti: Benedetto Casillo e Gennaro Morrone<br />
Canti: Mario Maglione, Antonello Rondi e Coro La Serenata<br />
Chitarra: M° Franco Ponzo</p>
<p><strong>Venerdì 18 settembre · ore 19:00</strong><br />
<strong>Napoli – Chiesa di San Pasquale a Chiaia</strong><br />
Racconti: Benedetto Casillo e Gennaro Morrone<br />
Canti: Mario Maglione, Marianita Carfora e Coro La Serenata<br />
Chitarra: M° Claudio Romano</p>
<p><strong>Domenica 20 settembre · ore 19:00</strong><br />
<strong>Torre del Greco – Chiesa della SS. Annunziata</strong><br />
Racconti: Benedetto Casillo e Gennaro Morrone<br />
Canti: Mario Maglione, Francesco Malapena, Francesca Marini e Coro La Serenata<br />
Chitarra: M° Claudio Romano</p>
<p><strong>Martedì 22 settembre · ore 20:00</strong><br />
<strong>Napoli – Chiesa di Santo Strato a Posillipo</strong><br />
Racconti: Benedetto Casillo e Gennaro Morrone<br />
Canti: Mario Maglione, Francesca Marini e Coro La Serenata<br />
Chitarra: M° Claudio Romano</p>
<p><strong>Ingresso libero. Tutti gli eventi sono aperti al pubblico</strong></p>
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		<title>Torna Ethnos, il Festival Internazionale della World Music</title>
		<link>https://www.mydreams.it/torna-ethnos-il-festival-internazionale-della-world-music/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 17:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ideato e diretto da Gigi Di Luca, in programma dal 12 settembre al 10 ottobre 2026 La world music all’ombra del Vesuvio. Torna anche quest’anno, per la XXXI edizione, Ethnos il festival internazionale della musica etnica ideato e diretto da Gigi Di Luca. Nell’arco di un mese,  dal 12 settembre al 10 ottobre 2026, si alterneranno in 6 comuni – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary">Ideato e diretto da Gigi Di Luca, in programma dal 12 settembre al 10 ottobre 2026</h2> <p style="font-weight: 400;"><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64480 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/ETHNOS-2026-programma-240x300.jpg" alt="ETHNOS" width="240" height="300" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/ETHNOS-2026-programma-240x300.jpg 240w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/ETHNOS-2026-programma-504x630.jpg 504w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/ETHNOS-2026-programma.jpg 1080w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />L</strong><strong>a world music all’ombra del Vesuvio</strong>. Torna anche quest’anno, per la XXXI edizione, <strong>Ethnos</strong> il festival internazionale della musica etnica ideato e diretto da <strong>Gigi Di Luca</strong>. Nell’arco di un mese,  dal 12 settembre al 10 ottobre 2026, si alterneranno in <strong>6 comuni </strong>– da <strong>Napoli </strong>a <strong>San Giorgio a Cremano</strong>, da <strong>Portici</strong> a <strong>Torre del Greco</strong>, <strong>Boscotrecase</strong> e <strong>Castellammare di Stabia</strong> – numerosi <strong>artisti provenienti da 14 paesi</strong>, con un cartellone di eventi trasversale che mette in dialogo musiche, culture, lingue, tradizioni e visioni dai vari continenti. Dalla Spagna alla Macedonia, dalla Francia all’Algeria, dall’Irlanda al Senegal, dal Guatemala a Cuba, dalla Corea all’Iran, dalla Serbia alla Tunisia e alla Romania, passando per le diverse regioni italiane.</p>
<p style="font-weight: 400;">Organizzata da <strong>La Bazzarra</strong>, l’edizione 2026 di Ethnos è promossa e finanziata dalla <strong>Regione Campania</strong> attraverso <strong>Scabec</strong>, con Fondi di Coesione Italia 21–27, nell’ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio Unesco e Itinerari Culturali della Campania, è sostenuta dal <strong>Ministero della Cultura</strong>, <strong>Nuovo Imaie</strong>, con il contributo dei comuni coinvolti nel progetto, della <strong>Banca di Credito Popolare</strong>, il patrocinio della <strong>Città Metropolitana di Napoli</strong> e la collaborazione dell’<strong>Institut Ramon Llull</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad inaugurare la trentunesima edizione di Ethnos, sabato 12 settembre sarà la coinvolgente fanfara macedone <strong>Dzambo Agusevi Orkestar</strong>, in scena a San Giorgio a Cremano alle ore 21, anticipata sul palco allestito a Villa Bruno dal dj set di <strong>Sangennarobar</strong>, al secolo Dario Cervo, alle ore 20.</p>
<p style="font-weight: 400;">Domenica 13 settembre, invece, il festival fa tappa nello spazio all’aperto del Museo Mac3 di Torre del Greco con l’esibizione (ore 20.30) della cantante spagnola <strong>Alba Carmona </strong>che dialoga con la raffinata chitarra di <strong>Jesus Guerrero</strong> in un repertorio che attraversa flamenco, tango argentino e melodie popolari. A seguire, alle ore 21.30, tocca a <em>Soleil d&#8217;Hiver</em>, la performance solista dell’artista franco/algerino <strong>Grégory Dargent</strong> per oud, elettronica, nastri magnetici e proiezioni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64481 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Dzambo-Agusevi-Orkestar-Macedonia-inaugura-il-12-settembre-la-XXXI-edizione-del-festival-Ethnos-300x281.jpg" alt="ETHNOS01" width="300" height="281" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Dzambo-Agusevi-Orkestar-Macedonia-inaugura-il-12-settembre-la-XXXI-edizione-del-festival-Ethnos-300x281.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Dzambo-Agusevi-Orkestar-Macedonia-inaugura-il-12-settembre-la-XXXI-edizione-del-festival-Ethnos-672x630.jpg 672w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Dzambo-Agusevi-Orkestar-Macedonia-inaugura-il-12-settembre-la-XXXI-edizione-del-festival-Ethnos.jpg 989w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Tra gli artisti attesi sul palco itinerante della rassegna, grandi nomi e nuove realtà della world music: <strong>Eliades Ochoa</strong>, stella dei leggendari Buena Vista Social Club®,  il produttore e musicista catalano <strong>Raül Refree</strong> e la cantante galiziana <strong>Aida Tarrío</strong>, il virtuoso iraniano del setar <strong>Kiya Tabassian</strong> con <strong>Ensemble Constantinople</strong> e la songwriter tunisina <strong>Ghalia Benali</strong>, la cantautrice originaria della Casamance <strong>Mariaa Siga</strong>, le coreane <strong>Dal:um</strong> (Ha Suyean e Hwang Hyeyoung), il duo catalano  <strong>Magali Sare </strong>e<strong> Manel Fortià</strong>, la compositrice irlandese <strong>Bronagh Slevin</strong>, i multietnici <strong>Nubras Ensemble</strong> (vincitori del Premio Ethnos Generazioni 2025) e la cantautrice  guatemalteca di origine Kaqchikel, <strong>Sara Curruchich</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra gli ospiti italiani, lo storico gruppo siciliano <strong>Agricantus</strong>, la cantante leccese <strong>Maria Mazzotta</strong> (già nel Canzoniere Grecanico Salentino), i piacentini <strong>Ensemble Enerbia</strong>, le campane <strong>Assurd Duo</strong>, il trio sperimentale italo/serbo <strong>Underoof</strong> e <strong>Zero Folk Duo</strong>, vincitori del Premio Alberto Cesa 2025 (concorso festival Folkest).</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>La XXXI edizione di Ethnos resta fedele alla visione poetica e politica di festival che non si limita a proporre spettacoli ma che vuole offrire al suo pubblico un attento lavoro di ricerca, di ascolto e di selezione, portato avanti negli anni, seguendo artisti, musiche e linguaggi capaci di raccontare la complessità del nostro tempo. La sua forza è stata, ed è, quella di aver saputo preservare la sua identità senza rinunciare al confronto con un  mondo in rapida e continua trasformazione nelle abitudini sociali</em>» dichiara <strong>Gigi Di Luca</strong>, direttore artistico di Ethnos.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Da oltre tre decenni Ethnos ha saputo evolversi restando fedele alla propria vocazione: utilizzare la musica come strumento di conoscenza, incontro e dialogo tra culture. La capacità di creare relazioni, superare confini geografici e sociali e favorire il confronto rappresenta uno dei pilastri su cui basiamo le politiche culturali della Regione Campania, con l&#8217;obiettivo di strutturare comunità aperte e consapevoli, pronte a integrarsi e a sviluppare un confronto democratico. È questo uno dei motivi per cui la Regione Campania sostiene da anni Ethnos: una rassegna che unisce una proposta artistica di livello internazionale a una capillare diffusione sul territorio. Mettendo in rete i diversi luoghi dell&#8217;area vesuviana e la città di Napoli, il festival si trasforma, grazie alla sua forte identità, in un&#8217;occasione — riconoscibile e attesa — di partecipazione diffusa</em>» spiega <strong>Onofrio Cutaia</strong>, assessore alla Cultura, agli Eventi e al Personale della Regione Campania.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-64482 alignleft" src="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gregory-Dargent-Francia-Algeria-con-Soleil-dhiver-in-scena-alla-XXXI-edizione-di-Ethnos-il-13-ottobre-300x225.jpg" alt="ETHNOS" width="300" height="225" srcset="https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gregory-Dargent-Francia-Algeria-con-Soleil-dhiver-in-scena-alla-XXXI-edizione-di-Ethnos-il-13-ottobre-300x225.jpg 300w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gregory-Dargent-Francia-Algeria-con-Soleil-dhiver-in-scena-alla-XXXI-edizione-di-Ethnos-il-13-ottobre-839x630.jpg 839w, https://www.mydreams.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/Gregory-Dargent-Francia-Algeria-con-Soleil-dhiver-in-scena-alla-XXXI-edizione-di-Ethnos-il-13-ottobre.jpg 940w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ethnos 2026 propone un ampio programma  artistico con <strong>20 appuntamenti musicali</strong>, 10 dei quali in esclusiva nazionale, <strong>5 incontri e dialoghi con gli artisti</strong>, <strong>un workshop di danza</strong>, <strong>un itinerario naturalistico</strong> e<strong> 3 giornate dedicate al cinema etnomusicale</strong>, distribuiti in <strong>9 location</strong>, tra ville vesuviane, chiese, anfiteatri, nuovi spazi museali e i sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio.</p>
<p style="font-weight: 400;">A chiudere questa XXXI edizione, il 10 ottobre, sarà il <strong>Premio Ethnos Generazioni</strong>, la finale del contest dedicato alla world music, che vedrà protagonisti <strong>5 gruppi selezionati tra oltre 150 candidature</strong>. Un modo per guardare al futuro, dando spazio a quella creatività emergente che continua ad alimentare il viaggio del festival.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nato nel 1995 con l’intento di recuperare le tradizioni popolari dell’area vesuviana,  Ethnos è una manifestazione artistico-culturale ideata per promuovere la conoscenza delle culture e arti del mondo. Nel corso degli anni ha allargato il suo raggio di azione, diventando uno dei maggiori osservatori di musica etnica e world music d’Italia. Grazie alla programmazione di numerose attività tese all’incontro e alla comunione tra i popoli e i diversi linguaggi, il festival Ethnos ha creato in oltre 30 anni un ponte tra la memoria del passato e la visione del futuro, tra la tradizione e la contemporaneità.</p>
<p style="font-weight: 400;">I <strong>biglietti</strong> per assistere agli appuntamenti della XXXI edizione di Ethnos sono disponibili sul circuito Azzurro Service e presso il botteghino allestito nelle varie location che ospiteranno i concerti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Info prevendita: tel. 081 5934001 &#8211; <a href="http://www.azzurroservice.net/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.azzurroservice.net/&amp;source=gmail&amp;ust=1788862396843000&amp;usg=AOvVaw3xQSiSYQORuiY7qkb_n3Nd">www.azzurroservice.net</a><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>Per informazioni e contatti:</u></strong><strong> Tel. 3287232399 – </strong><a href="http://www.festivalethnos.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.festivalethnos.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1788862396843000&amp;usg=AOvVaw16bzonpJfgojlhp5VOV_hG"><strong>www.festivalethnos.it</strong></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Social: </strong><a href="http://www.facebook.com/EthnosFestival" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.facebook.com/EthnosFestival&amp;source=gmail&amp;ust=1788862396843000&amp;usg=AOvVaw1j4h1ssInTGLEcprHfYGUH"><strong>www.facebook.com/EthnosFestival</strong></a><strong> &#8211; </strong><a href="http://www.instagram.com/ethnosfestival" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.instagram.com/ethnosfestival&amp;source=gmail&amp;ust=1788862396843000&amp;usg=AOvVaw1ERPRU-Z-8BECsF3FBNCGQ"><strong>www.instagram.com/ethnosfestival</strong></a><strong>  </strong></p>
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		<title>Hidden Light Napoli, il progetto fotografico di Bruno Mottola</title>
		<link>https://www.mydreams.it/hidden-light-napoli-il-progetto-fotografico-di-bruno-mottola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 08:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Hidden Light Napoli è il progetto fotografico di Bruno Mottola, che dal 12 settembre all’11 ottobre 2026 sarà ospitato negli spazi del Bar Scio’, in Vico Buongiorno 1, con vernissage sabato 12 settembre ore 18. Il progetto nasce da un ritorno. Dopo circa vent’anni trascorsi lontano da Napoli, Mottola torna nella città in cui ha iniziato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p style="font-weight: 400;"> Hidden Light Napoli è il progetto fotografico di Bruno Mottola, che dal 12 settembre all’11 ottobre 2026 sarà ospitato negli spazi del Bar Scio’, in <a href="https://www.google.com/maps/search/Vico+Buongiorno+1?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Vico%2BBuongiorno%2B1?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1788884920920000&amp;usg=AOvVaw2J1HGlB4pU0sNnr4T7t3K9">Vico Buongiorno 1</a>, con vernissage sabato 12 settembre ore 18.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progetto nasce da un ritorno. Dopo circa vent’anni trascorsi lontano da <a href="https://www.google.com/maps/search/Vico+Buongiorno+1,+Napoli+%C2%A0+Napoli?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Vico%2BBuongiorno%2B1,%2BNapoli%2B%25C2%25A0%2BNapoli?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1788884920920000&amp;usg=AOvVaw3dGIAvSz3-UstkzvGJd1Zd">Napoli</a>, Mottola torna nella città in cui ha iniziato il proprio percorso artistico e fotografico e si confronta con un luogo che appartiene profondamente alla sua memoria, ma che oggi appare inevitabilmente diverso. La fotografia diventa allora uno strumento per ristabilire un dialogo con la città: non per raccontarla attraverso immagini già conosciute, ma per riscoprirla attraverso ciò che spesso sfugge allo sguardo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il fulcro di Hidden Light è il rapporto tra luce e ombra, due presenze opposte e complementari che si definiscono a vicenda. La luce illumina, rivela, porta in superficie; l’ombra nasconde, suggerisce, conserva. È proprio nella tensione tra questi due elementi che Mottola costruisce la propria narrazione visiva.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le sue immagini cercano quel momento fugace in cui un raggio di sole attraversa un vicolo, una figura emerge da una zona d’ombra, una geometria architettonica viene improvvisamente trasformata dalla luce. Napoli diventa così un luogo di contrasti, dove ciò che appare e ciò che rimane nascosto convivono continuamente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una città vissuta all’aperto, dove vicoli, piazze, portoni e facciate diventano palcoscenici naturali della quotidianità. In questo teatro urbano, Mottola osserva persone, gesti, architetture e situazioni ordinarie alla ricerca di una poesia silenziosa, spesso nascosta proprio nelle pieghe più comuni della vita cittadina.</p>
<p style="font-weight: 400;">La ricerca di Mottola affonda le proprie radici nella formazione al Liceo Artistico di Napoli, dove nasce il suo interesse per arte, architettura, design e rappresentazione dello spazio. Il successivo percorso professionale lo porta prima a Londra, dove lavora a contatto con il mondo internazionale della fotografia di moda presso Spring Studios, e poi a Barcellona, dove approfondisce la fotografia editoriale e sviluppa una particolare attenzione per la street photography.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel corso degli anni attraversa diversi linguaggi e generi fotografici, dall’architettura agli interni, dal ritratto alla moda, dagli eventi al food e al reportage, maturando uno sguardo personale basato sull’osservazione e sulla ricerca della relazione tra luce, spazio e presenza umana.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con Hidden Light Napoli, questo percorso converge nuovamente nel luogo da cui tutto era iniziato.</p>
<p style="font-weight: 400;">La città non viene presentata come una semplice scenografia, ma come un organismo vivo fatto di contrasti: luce e buio, presenza e assenza, passato e presente, ciò che si mostra e ciò che sceglie di rimanere nascosto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ogni fotografia diventa così una soglia. Un istante in cui la luce permette di vedere qualcosa e, nello stesso momento, l’ombra lascia intuire tutto ciò che resta oltre il visibile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Hidden Light Napoli è, in questo senso, un viaggio dentro una città e dentro la memoria di chi la guarda. Un ritorno che diventa riscoperta e una ricerca fotografica in cui Napoli, attraverso la luce e l’ombra, torna lentamente a mostrarsi.</p>
<p style="font-weight: 400;">INFORMAZIONI</p>
<p style="font-weight: 400;">Hidden Light Napoli<br />
Mostra fotografica di Bruno Mottola</p>
<p style="font-weight: 400;">Vernissage: sabato 12 settembre 2026 ore 18 ingresso libero<br />
Periodo della mostra: 12 settembre — 11 ottobre 2026<br />
Sede: Bar Scio’</p>
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		<title>Il Premio Salvatore Di Giacomo 2026 premia LDA, AKA 7Even, Adriana Savarese e Paolo Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 15:34:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovedì 3 settembre 2026, alle ore 20.30, Sant’Agata sui Due Golfi tornerà ad accendere i riflettori sulla XXV edizione del Premio Salvatore Di Giacomo promosso dalla Pro Loco Due Golfi, presieduta da Donato Iaccarino, con una serata che intreccerà cultura, musica, televisione, giovani talenti e memoria. Un appuntamento particolarmente atteso, destinato a richiamare pubblico e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="sub-title-primary"></h2> <p>Giovedì 3 settembre 2026, alle ore 20.30, Sant’Agata sui Due Golfi tornerà ad accendere i riflettori sulla XXV edizione del Premio Salvatore Di Giacomo promosso dalla Pro Loco Due Golfi, presieduta da Donato Iaccarino, con una serata che intreccerà cultura, musica, televisione, giovani talenti e memoria.</p>
<p>Un appuntamento particolarmente atteso, destinato a richiamare pubblico e protagonisti del mondo dello spettacolo e della comunicazione. Sul palco saliranno l&#8217;attrice Adriana Savarese, Canale 21 con Paolo Torino, i cantautori LDA e AKA 7Even. Quattro riconoscimenti che raccontano linguaggi e percorsi differenti, ma accomunati dalla capacità di lasciare un segno nel panorama contemporaneo. A guidare la cerimonia sarà ancora una volta il giornalista Peppe Iannicelli, ormai voce e volto legati alle principali serate del Premio.</p>
<p>La serata del 3 settembre rappresenta il punto culminante di un percorso iniziato nel segno della tradizione e proseguito attraverso diverse espressioni della cultura e dell&#8217;informazione. Una manifestazione che, giunta al traguardo delle venticinque edizioni, continua a rinnovarsi senza perdere il rapporto con il territorio e con la figura di Salvatore Di Giacomo, alla quale è dedicata.<br />
Nei giorni scorsi, proprio a Sant’Agata, la sezione “Francesco ‘Ciccio’ Degni” ha offerto una significativa anteprima della serata conclusiva. Stefano Bizzotto e Gianfranco Coppola hanno ricevuto il premio per una lunga carriera al servizio del giornalismo sportivo, mentre il ricordo di Ciccio Degni è stato affidato anche a un messaggio di Mimmo Porpiglia e agli aneddoti del collega Sergio Troise.<br />
Spazio anche al Centenario del Napoli, celebrato con l’intervento di Alessandro Picardi, presidente dell’associazione Napoli Legends, a conferma del legame tra il Premio e una cultura popolare fatta di sport, identità e appartenenza.</p>
<p>Ora l’attenzione è tutta rivolta a giovedì 3 settembre. Dopo venticinque anni, il Premio Di Giacomo continua così a proporre una formula capace di mettere insieme generazioni diverse e mondi apparentemente lontani: la poesia e la musica, il giornalismo e la televisione, i grandi protagonisti e i nuovi talenti.<br />
Da Sant’Agata sui Due Golfi, ancora una volta, la parola diventa occasione d’incontro e il Premio si conferma una delle espressioni più longeve della vita culturale della Penisola Sorrentina. La XXV edizione si prepara dunque a vivere la sua serata più importante, nel segno di Di Giacomo, della cultura e delle nuove generazioni.</p>
<p>La serata si svolgerà in piazza a Sant&#8217;Agata sui Due Golfi con accesso libero e gratuito.</p>
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