Al Teatro Nuovo di Napoli è di scena Le Prénom – Cena tra Amici di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte nella versione italiana di Fausto Paravidino, con Lisa Galantini, Alberto Giusta, Davide Lorino, Elisabetta Mazzullo e Aldo Ottobrino per la regia di Antonio Zavatteri; una produzione Nidodiragno e Teatro Stabile di Verona (repliche fino a dom. 30 novembre).
Le Prénom è ormai considerato un classico del teatro comico contemporaneo francese. Dopo il debutto parigino nel 2010, infatti, è seguito quello londinese (col titolo What’s the Name?) fino a diventare un fenomeno mondiale. Lo spettacolo ottenne in Francia sei nomination al Prix Molière. Da esso gli autori trassero un film l’anno successivo, conosciuto in Italia col titolo Cena tra Amici. Qui, anche Francesca Archibugi ne ha tratto un film (Il Nome del Figlio) nel 2015. La fortuna della pièce è forse dovuta a una vicenda che ha per protagonisti cinque quarantenni che fanno i conti con le loro ansie, frustrazioni, manie di grandezza, ma sempre con un tono leggero e un’ironia cruda e sferzante. Tutto si svolge durante una cena a casa di una coppia dove, oltre ai padroni di casa, ci sono il fratello di lei che fa l’agente immobiliare e la sua compagna in ritardo a causa di un impegno di lavoro, mentre l’amico single (sospettato di essere omosessuale) è trombonista in un’orchestra sinfonica. Quella sera, il fratello comunica alla compagnia che diventerà padre. Felicitazioni, baci e abbracci. Poi le solite domande: sarà maschio o femmina, che nome gli metterete? Il futuro papà non ha dubbi che sarà maschio ma lo sconcerto nasce quando egli comunica il nome che hanno deciso di mettere al figlio. Un nome che evoca imbarazzanti memorie storiche… «Le Prénom è una commedia moderna – spiega Zavatteri – che mette in scena un nucleo familiare borghese costituito da stereotipi sociali ben riconoscibili, che ci fanno sorridere perché, anche se troviamo i personaggi vagamente antipatici, ci riconosciamo in loro. È la prima volta che metto in scena una commedia con un meccanismo comico molto riconoscibile ma al tempo stesso con una descrizione di umanità e relazioni familiari molto precise e profonde.»
Lo zampino di Fausto Paravidino nella traduzione e nell’adattamento del testo si sente, vista la consonanza con tante sue commedie che indagano ugualmente rapporti familiari, e lo rende vivo, attuale e incisivo. La regia di Antonio Zavatteri si rivela molto attenta nel costruire le dinamiche dei rapporti tra i personaggi e nel cogliere e mettere a frutto le sfumature più ironiche e taglienti. I cinque protagonisti si scatenano in una gara di bravura nella caratterizzazione di altrettanti personaggi dal vissuto e il temperamento molto diversi. Dall’istrionismo esibito di Alberto Giusta e Aldo Ottobrino alla riservatezza calcolata di Davide Lorino alla verve prima repressa e poi esplosiva delle due interpreti femminili, Lisa Galantini ed Elisabetta Mazzullo, vere perle dello spettacolo. Uno spettacolo che risulta sapientemente costruito in un crescendo di battute e situazioni comiche che inchiodano alla poltrona il pubblico che, divertito, tributa un’ovazione finale.