Sabato 11 ottobre (alle 21) e domenica 12 ottobre (alle 18) al Teatro Lazzari Felici andrà in scena lo spettacolo “Almeno potercene andare” (Mentite spoglie Teatro). La messa in scena è scritta e diretta da Antonio Mocciola, con l’aiuto regia Barbara Lafratta.
In un intenso e torrido monologo, rivive il Cesare Pavese più intimo e viscerale, come mai è apparso in pubblico, ossessionato com’era dalla sabauda compostezza della propria immagine.
Dall’adolescenza inquieta e solitaria fino all’ultimo giorno della sua breve vita, il Pavese ritratto da Antonio Mocciola é l’anti-eroe di una parabola tragica e dolente, con squarci di fragili speranze. E così lo restituisce Alessio Palumbo, in scena sempre completamente nudo. Sul suo corpo esposto ognuno potrà vedere i colori di una poesia tragica, malinconica, disperatamente umana.
Abbandonato e tradito dalla sua donna, assediato dai propri fantasmi misogini, divorato da una solitudine fisica ed esistenziale che velava pulsioni omosessuali, lo scrittore torinese si macera tra indistinto livore e istinti autodistruttivi. Sul suo corpo segnato dalla sua sofferenza mostra, come una bandiera bianca, un’innocenza candida e feroce, un attimo prima della resa.
E così lo interpreta Alessio Palumbo, che da’ carne e anima all’infelice poeta, restando sempre completamente nudo davanti al mondo, tranne che davanti a sé stesso, in un continuo rinvio di presa di coscienza della propria detestata natura.
“Almeno potercene andare” é un ritratto spietato e allo stesso tempo dolcissimo di come un uomo può ingoiare sé stesso, andandosene volontariamente e lasciando di sé soltanto la bellezza della propria sublime, malinconica poesia.
Spettacolo vm 18